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IL PRESIDENTE AGESC ENZO MELONI
INCONTRA IL MINISTRO DELLA P.I. LETIZIA MORATTI
- Stralci dell'intervento del Presidente A.Ge.S.C. -

Venerdì 6 luglio il Presidente Nazionale A.Ge.S.C. ha incontrato il Ministro della Istruzione Letizia Moratti. Nel corso del colloquio, particolarmente franco e positivo, la Moratti si è fra l’altro impegnata ad istituire un tavolo di consultazione permanente con le associazioni dei genitori della scuola.

Riportiamo stralci per sintesi dell’intervento del Presidente Agesc Enzo Meloni.

 

  1. PREMESSA: "UN PATTO SOCIALE PER LA SCUOLA" - La scuola non è corpo estraneo rispetto al paese reale. Questa convinzione va diffusa nella società civile e nelle istituzioni con il contributo delle aggregazioni sociali. Occorre per questo un rinnovato patto sociale. Alle aggregazioni sociali compete il dialogo costante affinché l'educazione scolastica non resti oggetto di attenzioni corporative degli addetti ai lavori. Al mercato compete reperire le necessarie risorse da investire per una scuola di qualità. Al Parlamento spetta farsi interprete delle istanze di libertà espresse dall’elettorato. Al Governo compete adoperarsi per attuare gli impegni programmatici assunti. Evitando il rischio di "impantanarsi" nel gioco dei veti reciproci. Al contempo rifiutando il metodo - adottato dalla precedente compagine governativa della scuola - del decisionismo sulla "testa" dei soggetti della scuola.
  2. IL COMPITO DELLA SCUOLA – Nella passata legislatura si è preteso definire la struttura formale della scuola prescindendo dalla individuazione del suo compito di fondo. La scuola deve offrire conoscenze e competenze ed al contempo contribuire a formare la persona. L’educazione è un bene primario per la società e la scuola promuovendola svolge un ruolo di servizio nei confronti della famiglia. Alla luce di questo criterio vanno impostati tutti i provvedimenti legislativi.
  3. PER LA SCUOLA DELLA SOCIETA’ – Conseguenza di quanto sopra è che per migliorare la qualità dell’offerta formativa occorre superare l’attuale modello statalista, a favore della scuola della società civile. Ovvero, secondo il principio di sussidiarietà, occorre che le istituzioni statali non gestiscano più in termini diretti e pressoché esclusivi la scuola e la formazione, ma garantiscano e sostengano la libera intrapresa dei diversi soggetti capaci di consegnare un patrimonio ideale e culturale alle nuove generazioni. Ci ritroviamo pienamente negli scopi e nei contenuti dell’Appello per la scuola della società diffuso lo scorso febbraio dal Comitato per la Scuola della Società Civile, sottoscritto da numerosi ed autorevoli esponenti del mondo della scuola e della cultura.
  4. SCUOLE STATALI ENTI PUBBLICI AUTONOMI - Se la scuola è attività dello Stato, le scuole (di Stato) sono organi dello Stato Educatore e le scuole non statali vengono a trovarsi nella situazione di dipendenza dagli ordinamenti delle scuole di Stato e ne devono ripetere sia l’organizzazione che il servizio. Il problema della scuola italiana è che lo Stato, invece di dettare le norme generali sull’istruzione (art. 33, comma 2 della Costituzione), ovvero le norme che riguardano il servizio erogato, ha preteso farsi gestore di attività scolastiche. Ma così facendo si è fatto, appunto, Stato Educatore, Stato Etico. Quanto di più pericoloso. Non si risolve questo dato di fatto trasferendo le scuole dallo Stato alle Regioni, Province, Comuni, perché la scuola rimarrebbe comunque parte di questi apparati dello Stato. L’unica soluzione è la vera Autonomia della Scuola. Ovvero: le scuole statali non devono essere più dello Stato ma enti pubblici autonomi. Alla Repubblica deve invece rimanere il compito di dettare le norme generali sull’Istruzione e l’accreditamento delle scuole sia a gestione pubblica che a gestione privata, attraverso il controllo di standard di qualità.
  5. IL PATTO EDUCATIVO - Una scuola autonoma (ente pubblico autonomo) o libera (a gestione non statale) nasce dal concorso di due volontà: dell’imprenditore scolastico, che propone un’offerta, e dei genitori, che avanzano una domanda. I genitori sono titolari dell’educazione e dell’istruzione dei figli (articolo 30, comma 1, della Costituzione), per proteggere l’esercizio del loro diritto di libertà di apprendimento. Dalla convergenza della domanda dei genitori, latori di un progetto educativo e dell’offerta di un imprenditore scolastico (portatore di un progetto educativo) nasce un patto educativo, che dà vita ad una comunità scolastica.
  6.  

    Alcune proposte operative consequenziali:

     

  7. RIORDINO DEI CICLI
  • Riformare la struttura ordinamentale; eliminando alla radice il problema dell’ "onda anomala", prevedendo un ciclo di base di 8 anni in cui negli ultimi due anni sia promosso un adeguato orientamento scolastico.
  • Prevedere curricoli che realizzino una adeguata "ricorsività" degli insegnamenti: l’apprendimento infatti procede per progressività concentriche.
  • Cassare la L.9/1999, che ha elevato l’obbligo di istruzione a 15 anni, portando l’obbligo fino a 16 anni, "spendibili" nel ciclo secondario o nella formazione professionale.
  • assicurare pari dignità fra i canali della istruzione e della formazione professionale, consentendo la scelta fra l’uno e l’altro canale al termine del ciclo di base.
  • articolare il ciclo di base in due modularità (4+4 oppure 5+3) che consentano adeguata attenzione e rispetto alle varie fasi della crescita. Prevedendo la possibilità di svolgere tali moduli anche in scuole diverse, risolvendo così il problema dell’edilizia scolastica.
  1. LIBERTA’ DI SCELTA EDUCATIVA
  • Prevedere fin dalla prossima finanziaria maggiori risorse per le famiglie, oggi discriminate, i cui figli frequentino le scuole paritarie (in particolare le scuole elementari, medie e superiori).
  • Realizzare la pari dignità giuridico-normativa fra scuole a gestione statale e scuole a gestione non statale facenti parte del servizio pubblico di istruzione (che non significa uguaglianza di organizzazione e di servizio, ma la reale "piena libertà" delle scuole sancita costituzionalmente).
  • Attuare la piena libertà di scelta educativa per le famiglie, con possibilità di accedere a scuole e centri di formazione professionale appartenenti al sistema pubblico, senza aggravio economico. Revisione a questo fine della L.62/2000. Lo strumento da attuarsi è quello del Buono Scuola. In subordine quello del Credito di imposta per il quale l’associazione ha sviluppato uno specifico contributo tecnico.
  1. ORGANI COLLEGIALI DI ISTITUTO
  • prevedere organi collegiali che realizzino la piena dignità di tutti i soggetti della scuola. Condizione perché la scuola possa diventare "adulta" è che sia generata dalla responsabilità di gestori, docenti, genitori, studenti, che la compongono a titolo diverso e con funzioni complementari che si armonizzano fra loro ai fini educativi. Non è perciò più sufficiente la semplice partecipazione, occorre un patto sociale fra i soggetti della scuola, chiamati ad assumersi liberamente responsabilità reciproche.
  • superare al contempo il rischio della "parlamentarizzazione" della scuola risultante dalla proposta approvata in Commissione nella scorsa legislatura.
  • coerentemente con l’Autonomia scolastica, prevedere regole generali da declinarsi, sulla base delle realtà ed esigenze locali, a livello di ciascun singolo Istituto.
  • Rivedere gli OO.CC di livello superiore, con particolare riferimento quelli provinciali, prevedendo una maggiore presenza dei genitori.
  1. AUTONOMIA E QUALITA’ DELLA SCUOLA
  • promuovere una effettiva autonomia, anche economica, della scuola; essenziale per la libera assunzione di responsabilità da parte dei soggetti della scuola, consente a docenti e dirigenti scolastici un più libero esercizio della loro professionalità.
  • realizzare una radicale semplificazione legislativa e normativa, che consenta di sburocratizzare la gestione della scuola.
  • realizzare un sistema di valutazione della qualità del servizio scolastico indipendente (il controllore non può dipendere dal controllato).
  • promuovere, qualificare, valorizzare la funzione docente.
  1. ASSOCIAZIONISMO DEI GENITORI
  • promuovere l’associazionismo dei genitori

 

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