Educare è il compito più difficile, ma anche il più entusiasmante, per un padre e una madre. Essere sostenuto in questo compito è un tuo diritto

AGeSC
Associazione Genitori Scuole Cattoliche

Ultimo aggiornamento: 
16 febbraio 2010

LIBERI DI EDUCARE Sosteniamo una scuola di libertà, per rivendicare la libertà di scuola 
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 Editoriale
  di: Maria Grazia Colombo
 
Presidente Nazionale AGeSC

Editoriali 2008 - 2009

 


9 dicembre 2009

Costruire la storia con ognuno di noi 
Il card. Ruini presentando a Roma il rapporto-proposta "La sfida educativa" ha fatto un’affermazione interessante e forse anche curiosa che lascio a tutti e cioè che il progetto culturale della Chiesa Italiana in esso contenuto non è rivolto solamente alla Chiesa ma a tutto il Paese. Il cardinale ha fatto questa affermazione con fermezza, lasciando trasparire dal suo volto deciso e dal suo sguardo attento una richiesta di aiuto. Mi sono chiesta, e giro questa richiesta a tutti voi: ma chi è il Paese? Siamo noi, ognuno di noi personalmente ma ancora di più ognuno di noi in relazione all’altro. Preparando in redazione questo numero ci siamo detti che occorreva fare un punto di sintesi e quindi raccogliere tutto un lavoro che io definirei di relazionalità che come associazione abbiamo creato, provocato e costruito in questi ultimi mesi con tutti quei soggetti, associazioni, federazioni che abbiamo incontrato sulla nostra strada. Molti genitori siamo andati a cercarli e di fronte ad una proposta chiara sulla libertà di educazione si sono mossi curiosi ed interessati. Sono nati nuovi comitati nelle scuole, alcune scuole si sono messe in rete proprio a partire dai genitori presenti e attenti alla proposta educativa e formativa della scuola stessa. Siamo andati da una scuola all’altra creando momenti di incontro, confronto a partire da una preoccupazione educativa che diventa giudizio condiviso, lavorato e quindi autorevole. La nostra storia associativa ci ha portato a considerare la scuola non come un’isola, un recinto chiuso, ma un luogo dove è possibile fare esperienze educative e didattiche da proporre a tutti dentro un sistema nazionale di istruzione. In questo numero è l’associazione che parla con tutti i documenti, gli incontri e la storia costruita con pazienza e decisione sul territorio e a livello nazionale da ognuno di noi. La libertà richiede di essere fatta crescere ed educata in un rapporto costante con la credibilità e l’autorevolezza di coloro che hanno il compito di educare. Ricordo qui le parole che don Giussani nel 2003 aveva scritto all’AGeSC in occasione del Premio Macchi a lui conferito: "Una famiglia non può resistere da sola! Perciò la preoccupazione educativa di una famiglia oggi è intelligente e umana nella misura in cui stabilisce rapporti che creino una trama sociale che si opponga alla trama sociale dominante. È l’associarsi libero, intelligente e volitivo della varie persone che hanno le stesse fondamentali preoccupazioni che può stabilire un fronte di resistenza all’influsso dominante che raggiunge i nostri figli". Così costruiamo il Paese, cosi siamo il Paese.

27 novembre 2009

Una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola statale e scuola paritaria

Alle migliaia di genitori dell’Associazione, che a tutti i livelli hanno discusso di quanto la politica "non" sta facendo per la libertà educativa delle famiglie, sembra incredibile che proprio dai partiti che fin dalla loro nascita hanno inserito tra i punti prioritari dei loro programmi il "sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola statale e scuola paritaria" arrivi ogni anno un deciso taglio alle esigue risorse stanziate, a cui fa seguito il solito faticoso "recupero" (quasi mai pieno) di cui qualche politico si attribuisce il "merito" come se avesse fatto un favore al mondo della scuola non statale e cattolica in particolare.

Sempre più tra i nostri genitori serpeggia il dubbio che ormai nessun politico creda più realmente al valore della libertà di educazione; che nessuno abbia il coraggio di mettere in atto quelle riforme di libertà che, smantellando l’ormai fallimentare monopolio statale della scuola, pongano il nostro Paese sullo stesso livello del resto d’Europa. La crisi non giustifica i rinvii, ma chiede più decisione e coraggio nelle scelte; lo dimostrano le famiglie italiane che, pur con sempre più gravi sacrifici, scelgono la scuola non statale in numero crescente: nonostante questo aumento, continuano a rappresentare meno di un terzo della media europea (fra il 5 e il 7% in Italia contro il 20% europeo) e questa è una differenza da colmare.

Mi auguro pertanto che le prossime decisioni della Camera facciano compiere al Paese i primi passi su una strada che, con gradualità ma in pochi anni, giunga a vedere pienamente riconosciuti i diritti delle famiglie e dei nostri giovani.

 


19 settembre 2009

Scuola, luogo di corresponsabilità

Siamo alle porte di un altro anno scolastico, leggendo i giornali come genitori ci sentiamo intimoriti e disorientati. Ma la situazione è realmente così problematica ?  Ogni anno scolastico è sempre carico di aspettative ma anche di incertezze,  accompagnando i nostri figli  cerchiamo di capire cosa li aspetta e che avventura educativa vivranno giorno per giorno con i loro professori. Ma quale deve essere la posizione corretta del genitore nei confronti della scuola , quale il suo ruolo ?  Negli anni settanta sono nati i decreti delegati che hanno ritagliato per i genitori uno spazio istituzionale nella scuola, si è parlato quindi per tanti anni di "partecipazione" . La parola partecipazione significa "prendere parte, avere parte" e richiama quindi ad uno spazio concesso da occupare, ritagliato e ben delineato con dei confini ben tracciati oltre i quali non andare. Pian piano ci si è accorti che ciò portava ad una presenza riduttiva , occorreva rimettere in moto una responsabilità, anzi la responsabilità educativa propria del genitore ma anche quella del docente e si è scoperta un’altra parola più interessante : la corresponsabilità. Oggi in tutti i documenti ministeriali, le circolari e le varie normative si parla di corresponsabilità educativa quale riconoscimento del compito primario dei genitori dell’educare che si incontra con la responsabilità del docente , una responsabilità che è anche specificità professionale. Ognuno ha il proprio ruolo, ognuno ha il proprio compito. Accanto alla professionalità del docente c’è una specificità educativa del genitore che è insostituibile. Lo studente che entra nella scuola esce da una casa, da una famiglia, appartiene cioè ad una esperienza familiare. La sfida oggi è rendere la scuola luogo di educazione reciproca, in cui genitori ed insegnanti si dispongono all’ascolto e al cambiamento vicendevole , contro la rigidità dei ruoli. Chi ci guadagna ? Il ragazzo che è posto al centro dell’azione educativa come soggetto unitario in crescita , che impara a relazionarsi al tempo stesso con i genitori e con la scuola, due insiemi diversi, non coincidenti , due diversità positive su cui e con cui lavorare. Occorre da parte nostra come adulti  imparare a stimarci di nuovo lavorando insieme perché la scuola stessa ritorni ad essere luogo autorevole. Occorre riprendere un cammino insieme famiglie con famiglie e famiglie con insegnanti perché i ragazzi possano guardare ad adulti realmente  fatti di speranza .

 


31 marzo 2009

Parità, le associazioni: alle parole ora seguano i fatti

Siamo una realtà associativa che da peso alle parole. Sia quelle che diciamo, sia quelle che ascoltiamo, soprattutto quando vengono proclamate da chi ricopre cariche istituzionali. 
Ecco perchè siamo contenti delle parole pronunciate domenica dal Presidente del Consiglio. 

Ma occorre davvero permettere a tutte le famiglie di poter scegliere, perchè altrimenti si rischia di limitarlo a chi economicamente può, ma questo snaturerebbe il carattere popolare della scuola cattolica. 

 


9 dicembre 2008

Occorre passare dalla situazione precaria della erogazione di contributi a quella più stabile di finanziamento

Tutti noi siamo a conoscenza del dichiarato ripristino dei 120 milioni avvenuto attraverso emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato venerdì 5 dicembre u.s.
Abbiamo subito steso un comunicato stampa che è stato in parte pubblicato su "Avvenire" del 6 dicembre,  nel quale ribadiamo la nostra volontà di continuare il gesto proposto della raccolta firme. Ciò per due ragioni:

1) Nel testo della petizione sono comprese due richieste precise, la prima il recupero dell'importo mancante in Finanziaria, la seconda la richiesta al Governo di riprendere in mano la situazione della parità e quindi il finanziamento della legge 62/2000 in modo più serio e definitivo. Occorre che si passi dalla situazione precaria della erogazione di contributi alla posizione più stabile di finanziamento che rimetta al centro il genitore come Cittadino di fronte ad uno Stato inadempiente.

2) Il gesto proposto è esito di un lavoro importante di unità con le altre espressioni associative e federative del mondo della scuola cattolica paritaria. In autonomia ci siamo mossi, accordati e continueremo la nostra presa di posizione di laici credenti impegnati per il bene di tutti, con intelligenza, lungimiranza e tenacia.

Per qualsiasi richiesta di chiarimento siamo a completa disposizione. Un cordiale saluto a tutti.

 


12 novembre 2008

Eutanasia del sistema paritario

La situazione è drammatica, come Associazione di genitori delle Scuole Cattoliche paritarie condividiamo e sosteniamo la posizione della FIDAE, della FOE e della FISM , posizione che emerge con chiarezza e decisione dagli ultimi loro comunicati stampa. Ci sentiamo ingannati da un Governo che appena qualche mese fa ha ricevuto un mandato preciso dall'elettorato e che oggi dimentica le promesse fatte.

Il Consiglio nazionale dell'Agesc dell'8 e 9 novembre u.s. ha votato un documento che tra l'altro dice : "Sulla libertà di educazione la prossima Finanziaria può rendere drammatica la situazione, fino a decretare l'eutanasia del sistema paritario: se alla fine dell'iter legislativo non verrà almeno recuperato il taglio del 25 % delle risorse economiche. Il rischio concreto è che venga a mancare al sistema nazionale di istruzione il contributo fondamentale della scuola paritaria, espressione di una tradizione secolare, Sarebbe un impoverimento per tutti" .In piena emergenza educativa nessuno al governo vuole prendere su di sè la responsabilità di mettere in atto possibili soluzioni. C'è quasi una posizione di ottusità nel non voler riconoscere realtà educative già in atto che oggi rispondono concretamente a quell'emergenza sostenendo educativamente le famiglie sempre più in difficoltà. Così termina il documento dell'Agesc " Il Consiglio Nazionale dà mandato al Presidente e al Comitato Esecutivo Nazionale dell'Associazione di intraprendere ogni azione ritenuta opportuna per difendere i diritti, costituzionalmente garantiti, dei genitori italiani."                                          


18 ottobre 2008

Genitori: ritorniamo ad essere protagonisti

La questione in gioco non è la scuola ma siamo noi nella scuola. La fatica, le battaglie mai vinte, a volte ci rendono fragili, un po’ demotivati. È da poco iniziato un nuovo anno scolastico, nuovi incontri, volti adulti e piccoli che ti girano attorno , ti guardano e chiedono compagnia per affrontare l’avventura educativa con i propri figli e gli altri genitori. L’educazione non è affare per pochi ma necessità di tutti. Ma l’educazione senza libertà soffoca. E noi dell’AGeSC lo sappiamo bene ed è per questo che siamo sempre in prima linea a dare le ragioni del nostro impegno senza mai dare nulla per scontato. Libertà, responsabilità e rischio. Tre parole collegate: la libertà esercitata muove la responsabilità, responsabilità che intimorisce gli adulti, insegnanti o genitori che siano, perché oggi rischiare fa paura . Rischiare nei rapporti personali, il non poter misurare l’altro che ho davanti, difendere sempre l’esistente perché si ha paura della novità, del cambiamento, come ci ha ricordato ultimamente il Presidente Napolitano ed infine centrare tutto sul dialogo fine a se stesso che porta a non mai concludere nulla . Scrive il Card.Sepe arcivescovo di Napoli:" Abbiamo bisogno di un welfare educativo per costruire coscienza civile, sviluppo e stabilità democratica.Siamo chiamati ad assumerci la responsabilità di agire come cittadini attivi. E’ tempo che i cristiani diano un’anima a questa società. E’ la nostra missione, ognuno nel suo campo specifico, da portare a termine per vivere una nuova stagione di grazia e di impegno. "Noi dell’AGeSC ci siamo e ci stiamo, ognuno di noi con il proprio compito, rischiando in prima persona, ma mai da soli perché sostenuti dalla stima degli amici che abbiamo attorno.
 
Buon lavoro a tutti!

 


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