|

|
Editoriali
2008 - 2009
|
|
|
|
|
9
dicembre 2009
|
| Costruire
la storia con ognuno di noi |
| Il
card. Ruini presentando a Roma il rapporto-proposta "La
sfida educativa" ha fatto un’affermazione
interessante e
forse anche curiosa che lascio a tutti e cioè che il
progetto culturale
della Chiesa Italiana in esso contenuto non è
rivolto solamente alla Chiesa ma a tutto il Paese. Il
cardinale ha
fatto questa affermazione con fermezza, lasciando trasparire
dal suo volto deciso e dal suo sguardo attento una
richiesta di aiuto. Mi sono chiesta, e giro questa
richiesta a
tutti voi: ma chi è il Paese? Siamo noi, ognuno di
noi personalmente ma ancora di più ognuno di noi in relazione
all’altro. Preparando in redazione questo numero ci
siamo detti che occorreva fare un punto di sintesi e quindi
raccogliere tutto un lavoro che io definirei di
relazionalità che
come associazione abbiamo creato, provocato e
costruito in questi ultimi mesi con tutti quei soggetti, associazioni,
federazioni che abbiamo incontrato sulla nostra
strada. Molti genitori siamo andati a cercarli e di fronte
ad una proposta chiara sulla libertà di educazione si
sono mossi curiosi ed interessati. Sono nati nuovi
comitati nelle
scuole, alcune scuole si sono messe in rete proprio
a partire dai genitori presenti e attenti alla proposta educativa
e formativa della scuola stessa. Siamo andati da
una scuola all’altra creando momenti di incontro, confronto
a partire da una preoccupazione educativa che diventa
giudizio condiviso, lavorato e quindi autorevole. La
nostra storia associativa ci ha portato a considerare la scuola
non come un’isola, un recinto chiuso, ma un luogo dove
è possibile fare esperienze educative e didattiche da proporre
a tutti dentro un sistema nazionale di istruzione. In
questo numero è l’associazione che parla con tutti i
documenti, gli
incontri e la storia costruita con pazienza e decisione
sul territorio e a livello nazionale da ognuno di noi.
La libertà richiede di essere fatta crescere ed educata in
un rapporto costante con la credibilità e l’autorevolezza
di
coloro che hanno il compito di educare. Ricordo qui le
parole che don Giussani nel 2003 aveva scritto all’AGeSC
in occasione del Premio Macchi a lui conferito: "Una
famiglia non può resistere da sola! Perciò la
preoccupazione educativa
di una famiglia oggi è intelligente e
umana nella misura in cui stabilisce rapporti che creino una
trama sociale che si opponga alla trama sociale dominante.
È
l’associarsi libero, intelligente e volitivo della varie
persone che hanno le stesse fondamentali preoccupazioni che
può stabilire un fronte di resistenza all’influsso dominante
che raggiunge i nostri figli". Così
costruiamo il Paese, cosi siamo il Paese.
|
|
|
|
27
novembre 2009 |
|
Una effettiva libertà di scelta educativa
tra scuola statale e scuola paritaria
Alle
migliaia di genitori dell’Associazione, che a tutti i
livelli hanno discusso di quanto la politica
"non" sta facendo per la libertà educativa
delle famiglie, sembra incredibile che proprio dai partiti
che fin dalla loro nascita hanno inserito tra i punti
prioritari dei loro programmi il "sostegno alle
famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa
tra scuola statale e scuola paritaria" arrivi ogni
anno un deciso taglio alle esigue risorse stanziate, a cui
fa seguito il solito faticoso "recupero" (quasi
mai pieno) di cui qualche politico si attribuisce il
"merito" come se avesse fatto un favore al mondo
della scuola non statale e cattolica in particolare.
Sempre
più tra i nostri genitori serpeggia il dubbio che ormai
nessun politico creda
più
realmente
al valore della libertà di educazione; che nessuno abbia
il coraggio di mettere in atto quelle
riforme
di libertà che, smantellando l’ormai fallimentare
monopolio statale della scuola, pongano il nostro
Paese sullo stesso livello del resto d’Europa. La
crisi non giustifica i rinvii, ma chiede più decisione e
coraggio nelle scelte; lo dimostrano
le
famiglie italiane che, pur con sempre più gravi
sacrifici, scelgono la scuola non statale in numero crescente:
nonostante questo aumento, continuano a rappresentare meno
di un terzo della media europea
(fra il 5 e il 7% in Italia contro il 20% europeo) e
questa è una differenza da colmare.
Mi
auguro pertanto che le prossime decisioni della Camera
facciano compiere al Paese i primi passi
su una strada che, con gradualità ma in pochi anni,
giunga a vedere pienamente riconosciuti i diritti
delle famiglie e dei nostri giovani.
|
|
|
|
|
|
19
settembre 2009 |
|
Scuola,
luogo di corresponsabilità
Siamo
alle porte di un altro anno scolastico, leggendo i
giornali come genitori ci sentiamo intimoriti e
disorientati. Ma la situazione è realmente così
problematica ? Ogni anno scolastico è sempre carico
di aspettative ma anche di incertezze, accompagnando
i nostri figli cerchiamo di capire cosa li aspetta e
che avventura educativa vivranno giorno per giorno con i
loro professori. Ma quale deve essere la posizione
corretta del genitore nei confronti della scuola , quale
il suo ruolo ? Negli anni settanta sono nati i
decreti delegati che hanno ritagliato per i genitori uno
spazio istituzionale nella scuola, si è parlato quindi
per tanti anni di "partecipazione" . La parola
partecipazione significa "prendere parte, avere parte"
e richiama quindi ad uno spazio concesso da occupare,
ritagliato e ben delineato con dei confini ben tracciati
oltre i quali non andare. Pian piano ci si è accorti che
ciò portava ad una presenza riduttiva , occorreva
rimettere in moto una responsabilità, anzi la
responsabilità educativa propria del genitore ma anche
quella del docente e si è scoperta un’altra parola più
interessante : la corresponsabilità. Oggi in tutti i
documenti ministeriali, le circolari e le varie normative
si parla di corresponsabilità educativa quale
riconoscimento del compito primario dei genitori
dell’educare che si incontra con la responsabilità del
docente , una responsabilità che è anche specificità
professionale. Ognuno ha il proprio ruolo, ognuno ha il
proprio compito. Accanto alla professionalità del docente
c’è una specificità educativa del genitore che è
insostituibile. Lo studente che entra nella scuola esce da
una casa, da una famiglia, appartiene cioè ad una
esperienza familiare. La sfida oggi è rendere la scuola
luogo di educazione reciproca, in cui genitori ed
insegnanti si dispongono all’ascolto e al cambiamento
vicendevole , contro la rigidità dei ruoli. Chi ci
guadagna ? Il ragazzo che è posto al centro dell’azione
educativa come soggetto unitario in crescita , che impara
a relazionarsi al tempo stesso con i genitori e con la
scuola, due insiemi diversi, non coincidenti , due
diversità positive su cui e con cui lavorare. Occorre da
parte nostra come adulti imparare a stimarci di
nuovo lavorando insieme perché la scuola stessa ritorni
ad essere luogo autorevole. Occorre riprendere un cammino
insieme famiglie con famiglie e famiglie con insegnanti
perché i ragazzi possano guardare ad adulti realmente
fatti di speranza .
|
|
|
|
|
31
marzo 2009 |
|
Parità,
le associazioni: alle parole ora seguano i fatti
Siamo
una realtà associativa che da peso alle parole. Sia
quelle che diciamo, sia quelle che ascoltiamo, soprattutto
quando vengono proclamate da chi ricopre cariche
istituzionali.
Ecco perchè siamo contenti delle parole pronunciate
domenica dal Presidente del Consiglio.
Ma occorre davvero permettere a tutte le famiglie di poter
scegliere, perchè altrimenti si rischia di limitarlo a
chi economicamente può, ma questo snaturerebbe il
carattere popolare della scuola cattolica.
|
|
|
|
|
9
dicembre 2008
|
|
Occorre
passare dalla situazione precaria della erogazione di
contributi a quella più stabile di finanziamento
Tutti
noi siamo a conoscenza del dichiarato ripristino dei 120
milioni avvenuto attraverso emendamento approvato dalla
Commissione Bilancio del Senato venerdì 5 dicembre u.s.
Abbiamo subito steso un comunicato stampa che è stato
in parte pubblicato su "Avvenire" del 6
dicembre, nel quale ribadiamo la nostra volontà
di continuare il gesto proposto della raccolta firme. Ciò
per due ragioni:
1) Nel testo della petizione sono comprese due richieste
precise, la prima il recupero dell'importo mancante in
Finanziaria, la seconda la richiesta al Governo di
riprendere in mano la situazione della parità e quindi
il finanziamento della legge 62/2000 in modo più serio
e definitivo. Occorre che si passi dalla situazione
precaria della erogazione di contributi alla posizione
più stabile di finanziamento che rimetta al centro il
genitore come Cittadino di fronte ad uno Stato
inadempiente.
2) Il gesto proposto è esito di un lavoro importante di
unità con le altre espressioni associative e federative
del mondo della scuola cattolica paritaria. In autonomia
ci siamo mossi, accordati e continueremo la nostra presa
di posizione di laici credenti impegnati per il bene di
tutti, con intelligenza, lungimiranza e tenacia.
Per qualsiasi richiesta di chiarimento siamo a completa
disposizione. Un cordiale saluto a tutti.
|
|
|
|
|
|
12 novembre 2008
|
|
Eutanasia
del sistema paritario
La
situazione è drammatica, come Associazione di genitori
delle Scuole Cattoliche paritarie condividiamo e
sosteniamo la posizione della FIDAE, della FOE e della
FISM , posizione che emerge con chiarezza e
decisione dagli ultimi loro comunicati stampa. Ci
sentiamo ingannati da un Governo che appena qualche mese
fa ha ricevuto un mandato preciso dall'elettorato e
che oggi dimentica le promesse fatte.
Il
Consiglio nazionale dell'Agesc dell'8 e 9 novembre u.s.
ha votato un documento che tra l'altro dice :
"Sulla libertà di educazione la prossima
Finanziaria può rendere drammatica la situazione, fino
a decretare l'eutanasia del sistema paritario: se alla
fine dell'iter legislativo non verrà almeno recuperato
il taglio del 25 % delle risorse economiche. Il rischio
concreto è che venga a mancare al sistema nazionale di
istruzione il contributo fondamentale della scuola
paritaria, espressione di una tradizione secolare,
Sarebbe un impoverimento per tutti" .In piena
emergenza educativa nessuno al governo vuole prendere su
di sè la responsabilità di mettere in atto possibili
soluzioni. C'è quasi una posizione di ottusità nel non
voler riconoscere realtà educative già in atto che
oggi rispondono concretamente a quell'emergenza
sostenendo educativamente le famiglie sempre più in
difficoltà. Così termina il documento dell'Agesc
" Il Consiglio Nazionale dà mandato al Presidente
e al Comitato Esecutivo Nazionale dell'Associazione di
intraprendere ogni azione ritenuta opportuna per
difendere i diritti, costituzionalmente garantiti, dei
genitori italiani."
|
|
|
|
|
|
|
18
ottobre 2008
|
|
Genitori:
ritorniamo ad essere protagonisti
La
questione in gioco non è la scuola ma siamo noi nella
scuola. La fatica, le battaglie mai vinte, a volte ci
rendono fragili, un po’ demotivati. È da poco iniziato
un nuovo anno scolastico, nuovi incontri, volti adulti e
piccoli che ti girano attorno , ti guardano e chiedono
compagnia per affrontare l’avventura educativa con i
propri figli e gli altri genitori. L’educazione non è
affare per pochi ma necessità di tutti. Ma l’educazione
senza libertà soffoca. E noi dell’AGeSC lo sappiamo
bene ed è per questo che siamo sempre in prima linea a
dare le ragioni del nostro impegno senza mai dare nulla
per scontato. Libertà, responsabilità e rischio. Tre
parole collegate: la libertà esercitata muove la
responsabilità, responsabilità che intimorisce gli
adulti, insegnanti o genitori che siano, perché oggi
rischiare fa paura . Rischiare nei rapporti personali, il
non poter misurare l’altro che ho davanti, difendere
sempre l’esistente perché si ha paura della novità,
del cambiamento, come ci ha ricordato ultimamente il
Presidente Napolitano ed infine centrare tutto sul dialogo
fine a se stesso che porta a non mai concludere nulla .
Scrive il Card.Sepe arcivescovo di Napoli:" Abbiamo
bisogno di un welfare educativo per costruire coscienza
civile, sviluppo e stabilità democratica.Siamo chiamati
ad assumerci la responsabilità di agire come cittadini
attivi. E’ tempo che i cristiani diano un’anima a
questa società. E’ la nostra missione, ognuno nel suo
campo specifico, da portare a termine per vivere una nuova
stagione di grazia e di impegno. "Noi dell’AGeSC ci
siamo e ci stiamo, ognuno di noi con il proprio compito,
rischiando in prima persona, ma mai da soli perché
sostenuti dalla stima degli amici che abbiamo attorno.
Buon lavoro a tutti!
|
|
|
|