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AGeSC
Associazione Genitori Scuole Cattoliche

Ultimo aggiornamento: 
16 febbraio 2010

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 Editoriale
  di: Maria Grazia Colombo
 
Presidente Nazionale AGeSC

15 febbraio 2010

La scuola in TV: raccontata solo in negativo


Editoriali 2008 - 2009

Il presidente dell’AGeSC, Maria Grazia Colombo, a seguito della trasmissione di ieri sera su Rai Tre, ha dichiarato:

"Il servizio presentato da "Presa Diretta" sul tema "La scuola fallita" ha fornito un quadro squallido e non veritiero della scuola, della scuola tutta, sia statale che paritaria. Come genitore mi ribello a strumentalizzazioni così gravi che denotano una informazione scorretta e di parte. E mi domando: di che parte? Così si favorisce solo lo scetticismo più cinico che non ritiene possibile alcun miglioramento". 

"Si insiste in questi tempi a voler contrapporre la scuola cosiddetta pubblica (intendendo solo quella statale) a quella paritaria, negando la funzione pubblica di quest’ultima, riconosciuta da una legge dello Stato Italiano, la legge 62 /2000 voluta dall’allora ministro Berlinguer".

"In questa trasmissione - ha continuato il presidente Colombo - sono state dette alcune cose false e si sono avanzati giudizi pesanti sull’incapacità di accoglienza da parte delle scuole statali e paritarie dei portatori di handicap come pure degli alunni extracomunitari. La verità va ricercata e documentata mettendo in atto percorsi seri, non giocando sulle emozioni. Non si costruisce nulla sul pregiudizio e sulla falsità". "

Mi domando, in conclusione, dopo aver distrutto la scuola cosa ci resta ? Cosa resta agli studenti, ai docenti e a noi genitori? Quali luoghi di educazione restano nella nostra società?" 


30 gennaio 2010

L’immobilismo in educazione non paga: l’educazione è molto più che istruzione
L’immobilismo in educazione non paga: l’educazione è molto più che istruzione. E’ il risvegliarsi del soggetto che decide di sé, al di là di ogni determinismo sociale e biologico. La stessa istruzione stenta ad attecchire, e diventare un possesso per sempre, se non si insedia in un processo di crescita nel quale si trovano mobilitate tutte le risorse del soggetto.

Il diritto all’istruzione e all’educazione è un diritto individuale e un bene pubblico; è un bene pubblico, non privato, per tutti; la persona umana deve essere il soggetto e il fine di tutte le istituzioni, nonché la stessa sua famiglia alla quale va riconosciuto il dovere/diritto di scegliere tempi, fini e mezzi che concorrano alla formazione culturale del figlio;

Il riconoscimento del pluralismo sia culturale che istituzionale, quel pluralismo che sfocia necessariamente in un sistema scolastico nazionale formato da scuole pubbliche statali e scuole pubbliche non statali "paritarie", tutte concretamente (e quindi normativamente ed economicamente) riconosciute e sostenute dallo Stato.

Siamo concordi nel ritenere che la "scuola", rappresentando un bene pubblico, ha bisogno di maggiori investimenti, ma questo deve essere teso al conseguimento di maggiore efficacia ed efficienza di tutto il sistema nazionale di istruzione - con ciò elevando il livello qualitativo degli studi e l’affezione agli studi stessi da parte degli studenti - e non essere frutto di emarginazioni nei riguardi di istituzioni pubbliche paritarie diversamente gestite e tese, come quelle pubbliche statali, al conseguimento del "bene comune istruzione".

Uno "Stato di diritto" è tale se assicura a tutti i cittadini imparzialità e uguaglianza nell’esercizio dei propri diritti, riconosciuti costituzionalmente come diritti fondanti e costitutivi della sfera giuridica stessa dei cittadini in quanto "persone". Quindi, uno "Stato di diritto" è tale se assicura a tutti i cittadini libertà nell’esercizio di tali diritti:  non per i soli cattolici, ma per tutti.


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