LA PAURA DELLA LIBERTA’
E’ proprio vero che i genitori non sanno scegliere?
"Errare è umano perseverare è diabolico": così si potrebbe rispondere all’uscita del popolare Giancarlo Lombardi secondo cui "i bonus non vanno bene perché c’è il rischio oggettivo che le famiglie possono spendere per chi non offre una buona educazione" (v. Corriere della Sera del 25/11). Già una volta il parlamentare del PPI ebbe a ricevere rampogne per espressioni di tal fatta. Così come già più volte si è cercato di correggere affermazioni di tal genere espresse da altri. Evidentemente non è servito. L’obiezione che i genitori non sappiano scegliere la scuola giusta per i loro figli è ripresa ogni qualvolta si parla di "buono scuola".
Siamo di fronte ad una illazione gratuita. I genitori sanno scegliere. Essi sanno bene cosa vogliono per i loro figli. Certo, possono anche sbagliare. E spesso sbagliano per troppo amore. Ma anche gli insegnanti sbagliano. E sbagliano – eccome – anche gli operatori tecnici e politici della scuola. La differenza è che questi ultimi fanno sbagli a carico di intere generazioni di alunni, con danni culturali e sociali incalcolabili. L’esempio eclatante sta appunto nelle riforme in atto! Quando si deve prendere una decisione, è buona norma lasciare che decida chi è maggiormente interessato: e chi più dei genitori è interessato al futuro del proprio figlio? La realtà è che certi politici d’oggi hanno paura della "libertà" ; hanno paura del "giudizio" dei genitori. Quella libertà e quel giudizio che sono sostenuti proprio attraverso uno strumento, come il "buono scuola", capace di mettere in gioco la propria libertà e la propria responsabilità: solo una maggiore autentica e concreta responsabilizzazione dei genitori e delle famiglie può portare ad una educazione più coerente, più efficace, certamente "non omologata". Purtroppo vi sono individui, partiti, ideologie che non hanno alcuna fiducia nelle persone e perciò ritengono indispensabile accompagnarle passo per passo, regolando minuziosamente la loro vita con leggi e impedimenti. E ciò contrariamente ad altri che invece hanno fiducia nella libertà degli uomini, nella loro intelligenza, nella loro capacità di giudizio. Dolorosamente dobbiamo prendere atto che diffusa permane la convinzione che i cittadini siano incapaci di scegliere. Dobbiamo soprattutto costatare che molti individui, troppi, sono convinti che è affidato a loro, e solo a loro, il compito di guidare i cittadini, ritenuti incapaci ed ignoranti, e di vigilare su di loro come moltitudine di persone prive di iniziative e di energie. Come un gregge di pecore!
ENZO MELONI
Presidente Nazionale Agesc28 Novembre 2000