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Via libera del Consiglio dei ministri ai "buoni scuola" del Veneto

Da Il Sole 24-Ore di giovedì 11 gennaio 2001

Il via libera del Consiglio dei ministri alla legge della Regione Veneto sui "buoni scuola" ha riportato sotto i riflettori i "difficili" rapporti intercorsi negli ultimi mesi tra il Governo dell'Ulivo e le Regioni del Nord guidate dal Centro-destra. La decisione del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe essere presto ribadita per la legge del Piemonte sul medesimo tema, non avrebbe comunque provocato particolari reazioni se non fosse che, in precedenza, aspre polemiche aveva-che accompagnato il parere sfavorevole e il rinvio davanti alla Corte costituzionale della analoga normativa con cui la Regione Lombardia aveva istituito i buoni scuola. Il Ministro per gli Affari regionali Agazio Loiero è così intervenuto ieri per replicare al presidente azzurro del Veneto Giancarlo Galan (soddisfatto perché il provvedimento della sua Regione è "riuscito a superare indenne le forche caudine di un Governo tra i più arretrati d’Europa in campo scolastico") e chiarire le ragioni alla base delle differenti valutazioni del Consiglio dei Ministri.

"Il presidente Galan – ha detto Loiero – non rinuncia a lanciare frecciate al Governo, anche quando approva le sue leggi. Quello che Galan non vuole capire è che il Governo approva, senza alcun pregiudizio, leggi che non confliggono con la Costituzione. E ovviamente boccia o impugna, invece, quelle che confliggono. Se riflettesse di più, capirebbe che solo di questo si tratta". Augurandosi che la Giunta regionale del Veneto "sia coerente con gli intenti di questa legge", il ministro ha quindi auspicato che "il principio di eguaglianza tra alunni delle scuole pubbliche e private guidi tutte le fasi applicative della nuova normativa regionale". Proprio dalla fase applicativa potrebbero infatti emergere elementi tali da pregiudicare la legittimità costituzionale della legge. Come hanno ricordato i Verdi, perplessi pere la decisione del Governo di approvare la legge veneta sui buoni scuola, che, al pari di quella del Piemonte, "non può certamente essere definita eccellente" (come ha invece fatto il ministro della pubblica istruzione Tullio de Mauro ndr), è vero che il provvedimento prevede limiti di reddito e ha come destinatari studenti di scuole pubbliche e private, ma questo era vero anche per la legge Formigoni in Lombardia". Quando è uscita la norma applicativa lombarda, spiegano i Verdi, "si è scoperto che i limiti di reddito erano molto alti (60 milioni l’anno pro capite, 240 milioni per una famiglia con due figli) e che di fatto dal rimborso delle tasse scolastiche erano esclusi gli studenti delle scuole pubbliche: per questo il Governo l’ha bocciata". Anche la legge veneta non è dunque al riparo da un possibile alt. La conferma arriva dallo stesso presidente lombardo Roberto Formigoni. "Contento" per i cittadini veneti che "in teoria" possono usufruire di questa legge, Formigoni spiega però di dovere "mettere in guardia l’amico Galan: attenzione che il Governo può sempre adottare il procedimento irrituale che ha adottato per noi, appellandosi cioè contro un atto amministravo" (Luca Ostellino).

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