INSEGNARE LA REALTA',
ATTRAVERSO LE MATERIEParlare di scuola, significa parlare di educazione come problema culturale, e quindi di capire l'esigenza di partire dall'educazione nel fare un discorso di "scuola", di "apprendimento". Il che significa partire dalla persona, nella sua globalità, integralmente presa.
Ciò di cui la persona ha bisogno, e ciò' che in ultima analisi domanda, é di essere aiutata a scoprire l'autentico significato della propria vita: è, cioè, in attesa di sapere "donde viene", "chi è" e "dove é diretta".
E' da qui che nasce e si consolida l'educazione come problema "culturale".
E' da qui che trova consistenza l'istituzione scolastica, la quale, attraverso la trasmissione del sapere, delle informazioni (cioè l'istruzione), e mediante una continua rielaborazione critica, aiuta il giovane a capire e a rendersi responsabile di una capacità "interpretativa" che è alla base di ogni discorso e confronto culturale, e che gli permetterà di essere protagonista libero e creativo (non suddito alla mercé di "altri" e di "altro") nella comunità in cui é chiamato come uomo e come cittadino ad interagire.
Ecco che allora, educazione e istruzione si intersecano a vicenda: si educa nella scuola attraverso e mediante l'istruzione. Come?
Nella scuola, l'ora di lezione é il momento privilegiato che l'adulto ha a disposizione per insegnare la realtà attraverso le diverse sfaccettature: la materia deve essere intesa come preziosa risorsa per allargare gli orizzonti, non come angusto limite di argomenti da trattare. L'ora di lezione deve mettere in azione due realtà: quella degli studenti di aderire alle spiegazioni, e quella dell'insegnante, che deve essere pronto a cogliere e valorizzare la provocazione, la domanda inattesa che spesso insorge e che puo' trasformare l'andamento della lezione stessa, dandole una piega imprevista. Solo dando spazio all'imprevisto che accade, la lezione diviene momento di crescita reale (anche per gli adulti).'
Ecco che allora (ad esempio):
** l'ora di religione (cattolica) deve divenire occasione per incontrare la positività della vita, dare un nome ai desideri di bellezza e di verità che essi sentono sorgere: Cristo riconosciuto nella quotidianità dell'esistenza viene proposto come la presenza che dà significato a tutta la vita e la rende più adeguata al destino per cui é fatta; lo studente deve essere educato a confrontarsi con tale proposta, trovando per sé le ragioni di quella fede trasmessagli dalla famiglia o incontrata in altre realtà (oppure soltanto supposta);
** lo studio della lingua italiana costituisce la possibilità di rafforzare anzitutto le abilità di cui sono già dotati: ascoltare, parlare, leggere e scrivere, e promuovere la capacità di esprimere una più ricca realtà interiore, ossia il proprio pensiero, i propri sentimenti, come segno di una crescente presa di coscienza di sé, degli altri, del mondo; nonché di elaborare testi personali che, nel tempo, devono costituire l'occasione per riflettere sulla propria esperienza e lasciare tracce nella propria maturazione;
** le lezioni di storia e di geografia devono rappresentare una avventura, una scoperta, ma soprattutto un’incontro, cioè lezioni di umanità dove l'alunno possa cogliere la molteplicità e la complessità della realtà e scoprire la grandezza della creatività dell'uomo che nei secoli ha saputo adattarsi all'ambiente e creare forme intelligenti di socialità; con essa, lo studente deve essere chiamato a considerare avvenimenti, problemi, relazioni, l'idea stessa dell'uomo che nasce e cresce all'interno di esperienze, culture, avvenimenti che trovano la loro origine e la loro vitalità nelle età precedenti; si scopre cosi' il valore della tradizione che costituisce ogni popolo ed il nostro in particolare;
** le stesse lezioni di arte e letteratura che fanno conoscere il mondo reale (tipi di uomini, rapporti tra uomini, idee e ideali meschini o grandiosi, crudeli o buoni, situazioni sociali; ed anche realtà fisiche come i paesaggi) costruendo mondi possibili che convincono per il loro realismo o che ci fanno vedere la realtà esistente mettendola in contrasto con mondi di fantasia;
** le lezioni di matematica odi fisica o di chimica che rappresentano la ricerca della certezza, la scoperta di cio' che c'é già nella realtà tutta e che viene messo in luce, scoperto e letto perché é "ordinato": ha delle leggi, ha un'armonia; ma con esse lo studente si accorge anche che le domande non possono essere tutte soddisfatte dal sapere scientifico, che c'é un Mistero più grande e che spesso l'imprevisto é la caratteristica costante della realtà per come si presenta;
e cosi' via ................ sino alla
** lezione di educazione fisica, in cui la personalità umana e il suo pieno ed equilibrato sviluppo sono strettamente connessi ad un corretto ed armonico sviluppo del corpo, per cui l'educazione fisica deve divenire, non strumento di affermazione, ma momento di educazione della personalità nella complessità dei suoi aspetti; la disciplina deve offrire allo studente la possibilità di percepire sé e la realtà attraverso la scoperta della possibilità e dei limiti propri ed altrui e di avvertire la fatica come elemento indispensabile per raggiungere uno scopo; e contemporaneamente offrire una grossa esperienza di accoglienza e di disponibilità, di accettazione e di collaborazione con gli altri.
Ecco: siamo di fronte, é vero, a delle nozioni, a delle informazioni, le quali pero', se giustamente relazionate in termini interdisciplinari, e fondate su criteri valutativi orientati alla crescita globale dell'individuo, concorrono a dare risposte esaurienti alle domande fondamentali che albergano nel cuore dell'uomo: il "chi sono?", il "che sono? "
Fulcro di tutto ciò é la comunicazione della tradizione: conoscere la nostra tradizione (ciò che invece si vorrebbe dimenticare, annullare. ...) significa in definitiva obbedire all'imperativo "conosci te stesso", nella consapevolezza anche della verità profonda per cui solo chi ha una "memoria" può progettare il proprio futuro: possedere il passato, per vivere il presente e per modificare il futuro!
Le "materie" sono strumenti validi per una indagine sulla natura umana. Senza un approfondimento culturale (attraverso arte, letteratura, storia, religione, ....) che cosa si potrebbe conoscere dell'uomo? Si rimarrebbe ai dati desumibili dalla propria vita personale, che possono fornire soltanto una visione soggettiva e che nel miglior caso non sono se non sparsi frammenti dello specchio spezzato dell'umanità.
Il dato fondamentale, pertanto, da porci come obiettivo é il tipo di cultura (per che tipo di uomo?) e la qualità dell'insegnamento.
Ecco che allora la scuola diventa concretamente lo strumento attraverso il quale un soggetto maturo aiuta il cammino di personalizzazione. Processo che chiaramente necessita dell'uso della libertà. Purtroppo nella scuola d'oggi, spesso predomina una analiticità dei programmi che abbandona lo studente di fronte ad una eterogeneità di cose e ad una contraddittorietà di soluzioni che lo lasciano, nella misura della sua sensibilità, sconcertato e avvilito.
E' in quest'ottica che vogliamo sottolineare che la scuola può e deve affermare la propria dimensione educativa. Alla scuola va chiesto l'aiuto perché le giovani generazioni, al di là delle competenze, siano aiutati ad approfondire la propria personalità attraverso una educazione che sia conoscenza ed azione: che siano aiutati a scoprire se stessi. Cioè una scuola che aiuti lo studente nell'acquisizione di quel senso unitario delle cose, senza del quale egli vive una dissociazione, più o meno cosciente, ma sempre logorante.
Giancarlo Tettamanti