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23^ domenica Tempo Ordinario anno C

Commento al Vangelo (Luca 14, 25 – 33)

Gesù continua il suo viaggio verso Gerusalemme.
A pranzo di uno dei capi dei dottori della legge, Egli ha ribadito la nuova logica del Regno, cioè mettersi all’ultimo posto a servizio dei fratelli e accogliere tutti, a prescindere da ogni interesse utilitaristico.
Entrare nella logica dell’amore di Dio e vivere la comunione trinitaria del Regno non è facile né coglierla e tanto meno metterla in pratica.
Pur essendo esigente e nuovo il suo messaggio, molta gente segue Gesù, attratti dal suo modo di amare.
Gesù accoglie tutti e sempre, anche coloro che inizialmente sono entusiasti e alza l’asticella dello spirito. La simpatia iniziale non basta, bisogna andare alle radici dell’amore: uniti a Lui, donare la propria vita a Dio e ai fratelli.
Egli si voltò e disse loro: Se uno viene dietro a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli e le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc. 14, 26-27).
Qui le parole di Gesù suonano in tutta la loro fermezza e durezza e sono rivolte a quanti veramente vogliono essere suoi discepoli e non solo simpatizzanti entusiasti. Gesù parla di un amore esclusivo, totalitario che vuol prendere ogni fibra del nostro essere.
Segni la distanza abissale tra il creato e l’increato, tra la terra e il cielo, tra i legami e gli affetti contingenti e l’assolutezza della tua persona… Ti stagli in tutta la tua grandezza e divinità, con il tuo fascino irresistibile, la forza del tuo amore, la dolcezza della tua misericordia. Sei il tesoro per il quale vale la pena vendere tutto, la perla a lungo cercata davanti alla quale il resto impallidisce
(F.Ciardi, Dov’è il tuo tesoro, Città Nuova).
Gesù parla di un amore esigente, che richiede serietà, impegno, determinazione come per affrontare la battaglia: “quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?”. O come costruire una torre imponente, quella che i grandi re della terra erigevano per perpetuare nel tempo la loro gloria: “Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e vedere se ha i mezzi per portarla a termine?”.
E gli altri sono spariti come le stelle al sorgere del sole? La scelta di Gesù mi stacca da loro, da ogni affetto e appoggio per ritrovarli in modo nuovo, nella loro vera identità, per riconoscere Gesù in loro e amare Gesù in loro: Gesù l’unico amore che tutto pervade, nulla toglie ma trasforma purifica e lo rende più bello.