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24^ domenica Tempo Ordinario anno C

Commento al Vangelo (Luca 15, 1-32)

“Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
“Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”.
Bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.


È scandaloso il modo di agire di Gesù. Perché tanta vicinanza e familiarità con i peccatori? Il peggio è che il suo comportamento rivela l’agire del Padre, suo e nostro: un Dio ricco di misericordia e grande nell’amore. Nei confronti dei cattivi vorremmo un Dio più severo, meno padre, che giudica con rigore, anche un po’ vendicativo, come affermano indirettamente scribi e farisei e apertamente il figlio maggiore nella parabola del padre misericordioso.
Recriminazioni di chi si sente nel giusto e pensa che i peccatori siano gli altri. Che siano puniti, loro.

Ma se lui dovesse agire così con peccatori e i cattivi, che ne sarebbe di noi peccatori?
Sono io la pecora smarrita, io la dramma perduta, io il figlio che si è allontanato da casa.
Sono io colui che il pastore e la donna cercano con ansia e attenzione, che il padre attende con trepidazione. Anche Paolo ne era convinto: «Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io» (1 Tm 1, 15).

Ancora una volta Gesù ci mostra il volto del Padre e la missione che gli ha affidato: cercare ciò che è perduto, riportare a casa chi ti ha voltato le spalle. Nelle parabole di Gesù l’attenzione è tutta sul pastore, sulla donna, sul padre. Non c’è bisogno che Gesù ci dica che siamo peccatori. C’è bisogno che riveli la tua passione per noi peccatori. Vuol farci sapere con quanta attenzione, cura e affetto ci cerchi e come gioisce una volta che ci ha ritrovato.
Il pastore è tutto contento, una volta trovata la pecora smarrita, e condivide la gioia con gli amici. Anche la donna invita le vicine a rallegrarsi. Il padre organizza una festa per il figlio ritrovato.
Incredibile: ci dai la possibilità di far contento te, che sei Dio!
Allora mi lascerò trovare, tornerò a casa... per darti gioia!

Alla luce delle parabole della misericordia, questo il nostro atteggiamento verso Dio, lasciarsi “travolgere” dalla sua misericordia e ritornare a Lui per riempirlo di gioia. Ma ci sono anche i fratelli!

Nel suo primo “Angelus”, il 17 marzo di due anni fa, papa Francesco iniziò a parlare della misericordia di Dio, un tema che poi gli è divenuto abituale: «Il volto di Dio è quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza... ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci…». In quella occasione narrò che, appena nominato vescovo di Buenos Aires, nel 1992, confessando una donna anziana le chiese: «“Nonna lei vuole confessarsi?”. “Sì”… “Ma se lei non ha peccato…”. “Tutti abbiamo peccati…”. “Ma forse il Signore non li perdona …”. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. “Ma come lo sa, lei, signora?”. “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”». E il papa concluse: «Lui è il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti». Quest’ultima indicazione ci suggerisce un modo concreto come vivere le parabole della misericordia verso i fratelli.

Se Dio con noi è ricco di misericordia e grande nell’amore, anche noi siamo chiamati ad essere misericordiosi verso gli altri. Se egli ama persone cattive, che gli sono nemiche, anche noi dovremmo imparare ad amare quanti non sono “amabili”, perfino i nemici. Non ci ha detto Gesù: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia»? (Mt 5,7); non ci ha chiesto di essere «misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro»? (Lc 6, 36). Se abbiamo creduto all’amore di Dio, anche noi potremo amare a nostra volta con quell’amore che si fa vicino a ogni situazione di dolore e di bisogno, che tutto scusa, che protegge, che sa prendersi cura. Vivendo così potremo essere testimoni dell’amore di Dio e aiutare quanti incontriamo a scoprire che anche verso di loro Dio è ricco di misericordia e grande nell’amore.