Seguici sui nostri social
Login

29^ domenica Tempo Ordinario anno C

Commento al Vangelo (Lc. 18, 1-8)

PREGARE SEMPRE, SENZA STANCARSI

Pregare sempre?
Ma per noi è possibile? Nel ritmo frenetico e coinvolgente della vita moderna, quale speranza ci può essere di non lasciarci addormentare dal canto di tante sirene del nostro tempo? Eppure quelle parole del Vangelo sono fatte anche per noi… Gesù neanche oggi può chiederci qualcosa che non siamo in grado di fare. Ed insieme con l’esortazione a pregare sempre non può non darci anche il modo di poter vivere secondo la sua parola. Come si può dunque rimanere svegli e in guardia, come si può rimanere in un atteggiamento di preghiera costante? Troviamo la strada sia nel Vangelo che nella stessa esperienza umana. Quando si ama una persona, il cuore vigila sempre attendendola e ogni minuto che passa senza di lei è in funzione di lei. Vigila e prega con costanza chi ama. È dell’amore vigilare e pregare sempre. Così agisce chi ama Gesù. Fa tutto in funzione di Lui, che incontra nelle semplici manifestazioni della sua volontà in ogni momento e incontrerà solennemente nel giorno in cui verrà al termine della vita. Quel sorriso da donare, quel lavoro da svolgere, quella macchina da guidare, quel pasto da preparare, quell’attività da organizzare, quella lacrima da versare per il fratello o la sorella che soffre, quello strumento da suonare, quell’avvenimento lieto da condividere festosamente, quel vestito da ripulire… Se lo facciamo per amore, tutto, tutto può diventare preghiera. Per essere vigilanti, per pregare sempre, occorre dunque essere nell’amore: amare cioè la sua volontà e ogni prossimo che ci metterà accanto. Oggi amerò. Così vigilerò e pregherò ogni momento.
Pregare senza stancarsi mai?
Questa parola, «senza stancarsi mai», indica insistenza o confidenza? Se la preghiera è un rapporto di amicizia, di intimità, di fiducia, allora posso parlare a Dio Padre di tutto, affidargli gioie e preoccupazioni, sogni e desideri, mettere nel suo cuore ciò che mi sta a cuore. E anche Dio Padre parla e mi fa capire che forse quanto gli sto chiedendo non è nei suoi piani e mi aiuta ad accogliere e a fare mio il suo pensiero. Così la mia preghiera cambia, come anche Gesù l’ha cambiata nell’Orto degli Ulivi: chiedeva con insistenza di non bere il calice e poi ha capito che non era quello il progetto del Padre su di lui. La preghiera riprende e non si stanca mai di chiedere, con amicizia, intensità e fiducia, che si compia la tua volontà, in cielo come in terra.