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4^ domenica di Pasqua Anno C

Commento al Vangelo (Giovanni 10, 27 - 30)

Per Gesù non siamo “un branco di pecore”, dove i singoli sono anonimi, amorfi e dove ognuno è lasciato in balia di sé stesso, senza nessuna cura. Per Gesù siamo un gregge, dove io te ciascuno di noi è conosciuto, apprezzato come un valore unico e infinito e amato di un amore senza misura.
Che figura si fa a volte con le persone: si aspettano che le riconosciamo, che ricordiamo il loro nome, perché ci siamo incontrati una volta, da qualche parte… Noi invece ci confondiamo, cerchiamo inutilmente nella memoria. Forse ricordiamo quel volto, ma dove l’abbiamo visto, come si chiama? Che sorpresa gioiosa invece quando ci troviamo per strada, magari lontano da casa, e all’improvviso ci sentiamo chiamare per nome. Ma guarda, c’è uno che mi conosce!
Gesù conosce le sue pecore e le chiama “per nome” sempre! Gesù conosce me, te ... perché ha un rapporto personale con ciascuno di noi. Conosce la nostra storia, i sogni segreti, le prove, i dolori, le fragilità e le gioie intime. Lo sguardo di Gesù mi penetra come nessuno potrebbe farlo, addirittura il suo conoscere supera la conoscenza che io ho di me stesso, perché da sempre il Padre mi ha conosciuto nella Parola creatrice, il Figlio incarnato, Gesù di Nazareth.
Nel suo gregge, Gesù stima io te ognuno di noi come persone uniche. Davanti ai suoi occhi siamo il bene più prezioso che possiede. Gesù ha cura di noi, ci custodisce, ci cerca teneramente e incessantemente quando ci smarriamo sulle vie del peccato. Gesù, il buon pastore, è pronto a dare la vita per me te e ciascuno di noi, tanto gli siamo cari. E la dona realmente: Gesù, sulla via crucis, si fa sbranare dal lupo rapace perché io te tutti noi siamo salvi. Il morire di Gesù per me per te ... non è una fatalità, un tragico incidente, ma è il frutto di una libera scelta: nessuno ti toglie la vita con violenza, la dona da sé stesso, perché ci ama veramente.
Gesù ci vuole coinvolgere nello stesso gioco d’amore. Gesù ci conosce in profondità, ci apprezza infinitamente e ci ama fino alla fine, così dobbiamo fare anche noi nei suoi confronti. In risposta al suo amore, siamo chiamati a conoscere Gesù sempre di più, sapere i suoi sogni segreti, penetrare il suo mistero e amarLo come l’Unico Bene, possederlo come il dono più prezioso, fino a dare la vita per Lui.
Una reciprocità che ha sapore di Cielo. Gesù rivive con me te e ciascuno di noi il rapporto trinitario di reciprocità che vive con il Padre e lo Spirito Santo. «Gesù, quando è venuto sulla terra non è partito dal nulla come è di ciascuno di noi, ma è partito dal Cielo. E, come un emigrante, quando va in un paese lontano, s’adatta senz’altro al nuovo ambiente, ma vi porta i propri usi e costumi e continua spesso a parlare la propria lingua, così Gesù si è adattato qui sulla terra alla vita d’ogni uomo, ma vi ha portato - perché era Dio - il modo di vivere della Trinità che è amore, amore reciproco» (C. Lubich, Maria trasparenza di Dio, Città Nuova, Roma 2003, pp. 72-73).
A volte ci sentiamo in balia di eventi più grandi di noi ... pensiamo a quanto stiamo vivendo in questi giorni ... ci sentiamo incapaci di far fronte alle avversità ... qualcuno può essere schiacciato da prove spirituali, piscologiche e fisiche ... a volte ci sentiamo soli davanti a decisioni importanti per sé e per gli altri che ci trovano impreparati e incerti.
Ci troviamo insomma piccoli ad affrontare situazioni più grandi di noi, situazioni che ci superano. Ma la certezza che lo sguardo di Gesù non si stacca da noi, uno sguardo che ci conosce fino alle “viscere” del nostro essere ... la certezza che Gesù ci accudisce e ci protegge, perché preziosi ai suoi occhi ... la certezza che gli apparteniamo e niente ci può separare dal suo amore, perché ha dato la sua vita per noi ... la certezza di questa fede, come risposta al suo amore per noi, ci dona forza e coraggio. Gesù vive con noi, lotta con noi.
Siamo insidiati da una società che vuole rubarci l’anima o svuotarla nella banalità. Siamo tirati e sballottati da ogni parte ... Ma gli apparteniamo, siamo suo gregge! Non andremo perduti. E Gesù ci difende: non permette che siamo strappati da Lui. Ci custodisce e ci illumina sui sentieri d’amore da percorrere, logiche del Regno diverse dalle logiche del mondo.