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6^ domenica di Pasqua Anno C

Commento al Vangelo (Giovanni 14, 23 - 29)

Quando preghi entra nella tua stanza” (Mt 6,6). Gesù ci invita a immaginare il centro della nostra spirituale come una stanza dove l’ospite d’onore è Gesù stesso. Il nostro cuore è la stanza dove si consuma il nostro rapporto personale e sponsale con Gesù.

L’amore è la condizione per esperimentare la presenza di Gesù nella stanza della nostra interiorità.
L’amore per Gesù non si esaurisce in belle parole. Non basta dirgli “Signore, Signore” (Mt 7,21).
L’amore per Gesù non è soltanto sentimento liquido, come la nostra società. Il primo figlio mandato a lavorare nella vigna dice il suo sì pieno di entusiasmo ma poi si tira indietro (Mt 21, 28-32).
L’amore per Gesù chiede da parte nostra una comunione profonda: accondiscendenza e condivisione profonda del suo mondo interiore, delle sue parole, dei suoi sentimenti e del suo stile di vita. Amare Gesù significa allora ascoltare con profondità le sue parole, che racchiudono l’interiorità di Gesù abitata da Dio Padre col suo progetto d’amore. Amare Gesù significa volere concretamente quanto Gesù racchiude nel suo Vangelo. Amare Gesù significa far propri i suoi sentimenti e mettersi a servizio del prossimo, fino ad accendere la reciprocità.
Solo questo amore ci garantisce che Gesù abita la stanza del nostro cuore.

Ma il rischio che la nostra stanza, la stanza segreta del nostro io rimanga vuota.
Per lasciarsi compenetrare dal mondo interiore di Gesù, è necessario un amore grande che ci faccia accogliere con profondità e concretezza le sue parole. A volta l’iniziale fiamma d’amore, pur sincera e ardente, rischia di affievolirsi. Al cuore di carne si sostituisce quello di pietra che trova dure e troppo esigenti le parole del Vangelo. Si scarta il duro e impegnativo del Vangelo.
E quante volte la nostra stanza è rimasta vuota, a causa dei nostri errori e fallimenti: del nostro peccato. Ci è sembrato che Gesù non fosse più presente con la sua gioia e la sua luce. Eppure sempre lì, con il suo Grido e il suo Abbandono, pronto ad essere abbracciato e riconosciuto anche in questo nostro vuoto interiore.