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Solennità dell’Ascensione Anno C

Commento al Vangelo (Luca24, 46-53)

Gesù quando si è incarnato non poteva scendere più in basso e allo stesso tempo non poteva salire più alto.

Gesù non poteva scendere più in basso. La kènosi, lo svuotamento di sé, di Gesù prende questa traiettoria discendente e abissale: si è fatto uomo, ha condiviso tutto della nostra vita quotidiana, è stato ucciso e sepolto, è disceso negli inferi.

Gesù non poteva salire più alto. La kènosi di Gesù si è rovesciata in pienezza d’Amore. Gesù è salito in Cielo: è salito al Padre, è il Risorto, è il Signore (cf. Gv 20,17).

Gesù è disceso negli inferi e salito alla destra del Padre per noi.
Gesù è disceso e si è inabissato nella nostra esistenza fino a condividere l’inferno della nostra distanza infinita da Dio, delle nostre divisioni interiori e delle nostre relazioni interpersonali. Gesù, proprio a partire da questo nostro inferno, ci ha presi per mano e ci ha trascinati con sé in cielo, per sedere con lui nella gloria alla destra del Padre. Gesù è disceso e si è rivestito della nostra carne. Gesù è salito e ha portato la nostra carne nella Trinità e ha fatto divina la nostra umanità.

La parabola della sua discesa è il nostro cammino.
Camminare con la nostra fragilità umana non da soli - chi potrebbe portarne il peso - ma insieme a Lui, Crocifisso Abbandonato e disceso negli inferi della nostra storia di fango. AccoglierLo, fargli casa, nel nulla del nostro peccato. Accoglierlo come Amore che purifica, redime e riempie ogni vuoto.

Anche la parabola della sua salita è il nostro cammino.
Camminare da risorti, testimoni del suo amore, fino ai confini della terra. È la vocazione della Chiesa, di ognuno di noi. Raggiungere ogni popolo, parlare tutte le lingue, penetrare nei cuori, testimoniare Gesù. Ne saremo capaci? Riusciremo? Sì, forti della sua benedizione. L’ultimo gesto di Gesù, con quale lo vediamo salire al cielo, è alzare le mani e benedire, comunicando a noi la potenza il suo Spirito Camminare da risorti, fino a che un giorno anche noi saremo assunti nella gloria, fatti cielo. Dov’è il capo è il suo corpo, dove è il pastore lì è il suo gregge.