Lettera alla stampa
Ciampi e la scuola pubblica
19.09.02
Signor direttore,
vedo purtroppo che anche Il Foglio nel dare breve conto del discorso di Ciampi per l'inaugurazione dell'anno scolastico si accoda all'interpretazione ufficiale secondo cui il presidente ha definito "insostituibile il ruolo della scuola pubblica", con ciò sottointendendo la scuola statale ed un conseguente giudizio di "sostituibilità" cioè di "inutilità" delle scuole pubbliche gestite da privati.
Davvero così parlò Carlo Azeglio Ciampi? Non convinto dalle sintesi sono andato alla fonte ufficiale su www.quirinale.it.
Il presidente non ha parlato di scuola pubblica ma di "sistema scolastico nazionale" che non è esattamente la stessa cosa (nel sistema scolastico nazionale la legge 62/2000 approvata dall'Ulivo include anche le scuole private che chiedono la parità). Inoltre Ciampi ha detto: "Occorre continuare nel lavoro da anni avviato per favorire l'aggiornamento della scuola, secondo quei principi di garanzia del diritto all'istruzione e all'equità sociale che sono propri della sua funzione pubblica." Ha parlato di funzione pubblica della scuola non di scuola pubblica (intesa come statale). Ed ha associato tale funzione al diritto all'istruzione (per tutti, immagino) e all'equità sociale (per tutti, immagino, anche per chi, svenandosi, si ostina ad esercitare il diritto alla libertà di educazione pagando di tasca propria).
E quindi fuori luogo leggere l'intervento del presidente come una bordata contro eventuali progetti di realizzazione della parità. E' invece prevalsa questa interpretazione: mi piacerebbe conoscere il perchè. Una dritta del buon Peluffo? Ma allora perchè Ciampi non parla più schietto? Un riflesso condizionato del mondo giornalistico? Ma allora perchè dal Quirinale non arrivano interpretazioni autentiche? E Rutelli, che tanto cicaleggia, non lo sa che proprio la legge ulivista 62/2000 associa le scuole libere al sistema scolastico nazionale?Valerio Lessi