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INTERVENTI DEL MAGISTERO

Roma, 17 dicembre 2004
CONFERENZA DI PROGRAMMA del FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI
Dieci anni di Forum: ripensare il passato per progettare il futuro.

Intervento di S. E. mons. Giuseppe ANFOSSI 

Società e famiglia oggi: credere nella famiglia per operare insieme

una introduzione antropologica sul set di valori condivisi

Una premessa

La cosa prima, più importante e fondamentale che vi voglio e devo dire, con la stima e l’apprezzamento che ho per voi, è questa: la famiglia che la Chiesa trasmette attraverso la sua tradizione, riletta e riproposta oggi dal Concilio Vaticano II e dall’insegnamento della Chiesa dopo di esso, è un bene così grande per le persone anziane e adulte, per i giovani, i ragazzi e i bambini, da meritare il vostro impegno forte, intelligente e concorde; merita un impegno culturale, sociale e politico, un impegno assunto da voi come singoli, dalle vostre famiglie e dai vostri gruppi e infine dall’insieme delle associazioni riunite nel Forum. La convinzione che l’accompagna dice che questo è anche un servizio grande per tutti gli italiani – è un vero bene per loro tutti – per i più piccoli, i minori e per i più deboli qualunque età abbiano. Con Giovanni Paolo II affermo anche io che "La cruda evidenza delle cifre costringe a prendere atto dei problemi umani, sociali ed economici che questa crisi (delle nascite), inevitabilmente porrà all’Italia nei prossimi decenni, ma sopratutto stimola – anzi oso dire, obbliga – i cittadini ad un impegno responsabile e convergente, per favorire una netta inversione di tendenza.

L’azione pastorale, a favore della famiglia e dell’accoglienza della vita, più in generale di una esistenza aperta alla logica del dono di sé, sono il contributo che la Chiesa offre alla costruzione di una mentalità e di una cultura all’interno delle quali questa inversione di tendenza diventi possibile. Ma sono grandi anche gli spazi per una iniziativa politica che, mantenendo fermo il riconoscimento dei diritti della famiglia come società maturale fondata sul matrimonio, secondo il dettato della stessa Costituzione della Repubblica Italiana (cfr art. 29), renda socialmente ed economicamente meno onerose la generazione e l’educazione dei figli." (Giovanni Paolo II al Parlamento italiano, 14. 11. 2002).

Quello che il Papa dice della crisi delle nascite vale per tutte le crisi del matrimonio e della famiglia. E il miglior modo per superarla è dato da una vita cristiana seria – il Pontefice parla di pastorale, ma come sappiamo, la parola pastorale si traduce in educazione della fede e vita di fede vissuta – come il Vangelo di Gesù insegna. Questo vale proprio per voi, anche se siete qui nella veste di chi ha scelto di lavorare su cultura, società e politica. La vostra opzione credente e la vostra prassi di vita quotidiana in quanto cristiani, fonda e motiva anche il lavoro che fate in quegli altri ambiti. Si tratta di credere nella famiglia e di dedicarsi ad essa con passione, sicuri di servire così nel migliore dei modi tutto il popolo che è in Italia. Noi crediamo che Cristo salva la famiglia: non l’abbandoniamo agli eventi con rassegnazione o chiudendo gli occhi su legislazioni che ratificano il suo fallimento o la rinuncia a costruirla. Se poi crediamo alla famiglia ne curiamo presenza e formazione anche all’interno della nostra Associazione: lo facciamo, certo, con delicatezza e quindi con dei riguardi, quelli giusti perché credenti, senza che per questo si tradisca l’associazione stessa se per Statuto non può essere detta familiare. Ma c’è un livello che appartiene a tutti per il battesimo e il matrimonio e che sancisce la vostra appartenenza alla Chiesa: non lo potete eliminare con qualche scusa opportunistica.

Conclusione: la famiglia che la Chiesa propone continuamente e con fermezza nei suoi documenti ha valore per le associazioni del Forum?

 

Ho pensato di non fare una relazione a mo’ di trattato ordinato e sistematico, ma di lavorare più semplicemente: annoto punti, i più legati alla nostra storia e vita di Forum, e li commento traendo anche qualche ‘appello’.

 

1. Rilettura dei primi documenti

Accogliendo il titolo di questo appuntamento, ripensare il passato per progettare il futuro provo a ripercorrere con voi le origini del Forum per vedere che cosa ci insegnano.

Inizio con la rilettura dei primissimi testi, in particolare dei verbali degli incontri da cui è nato il Forum (15 dicembre 1992 e 21 settembre 1993), rilevando soltanto ciò che è stato detto con carattere fondante.

a. Il terreno da cui nasce è dato dalle associazioni, movimenti e altre organizzazioni di area cattolica che hanno passione per la famiglia, la sua difesa e la sua promozione. Subito l’accento va sulle persone, i membri: L’esigenza di vivere la fede e la carità e di non separare nella vita l’una dall’altra, obbliga (…) i cristiani a considerare parte integrante della loro esperienza credente l’impegno politico a favore della famiglia. (S. E. Mons. D. Tettamanzi).

b. Le ragioni del nascere del Forum vengono attinte da Familiaris consortio (nn. 42-48), Centesimus annus (la soggettività della società n. 49) e dalla Carta dei diritti della famiglia.

c. Altri aspetti di analisi e di progetto.

(1.) Si constata la debolezza della associazioni familiari in sé, e a motivo dei legami che hanno con i partiti.

(2.) Appello perché il Forum divenga interlocutore delle istituzioni e quindi faccia politica.

(3.) Le associazioni unite in una qualche forma si sentono chiamate a fare opera di educazione e di sensibilizzazione al loro interno (presso i loro associati) e opera di cultura e sensibilizzazione al loro esterno…

(4.) Il Forum deve promuovere la famiglia. E questa deve divenire soggetto; potrà così affermare i suoi diritti originali; si stabilisce ancora, un rapporto stretto tra politica familiare e famiglia come soggetto. Le stesse famiglie devono quindi interpretarsi come elaboratrici di cultura nella società. Per questa ragione e per raggiungere queste mete le associazioni decidano di allearsi tra di loro.

(5.) Si prevede, infine, l’opportunità di coinvolgere le Regioni perché nascano dei Forum regionali (‘riprodurre il Forum nelle Regioni’).

Commenti

- La decisione di fare il Forum concepito come un luogo di convergenza di molte associazioni, ‘ha la caratteristica del giudizio storico o del discernimento; è una decisione suggerita da una lettura degli avvenimenti ispirata dalla fede; ed è simultaneamente una risposta a delle indicazioni provenienti dalla Chiesa italiana, rappresentata dal Presidente della CEI, il cardinale Camillo Ruini e dal Segretario generale, S. E. mons. D. Tettamanzi. Quest’ultimo, introducendo la prima riunione del Forum ebbe a dire al riguardo: "esprimo qui il desiderio della Conferenza Episcopale Italiana. Il primo desiderio è che queste associazioni e movimenti e altre realtà da sempre impegnate sul fronte della famiglia, abbiano a incontrarsi; dalla mutua conoscenza e reciproco arricchimento possa nascere un coordinamento e soprattutto un rilancio della presenza sociale e politica della famiglia nel nostro paese".

- Occorre annotare da subito contributi di riflessione e progettazione in direzioni particolari o altre, come ad esempio quella del professor Pierpaolo Donati: le funzioni dell’associazionismo, non dovrebbero esaurirsi nel fare proposte di leggi e valutazioni di esse, ma comprendere servizi informativi e formativi.

 

2. Che cosa è cambiato da allora e quali osservazioni e appelli ne derivano

Che cosa è cambiato

NB. Osservo soltanto cambiamenti importanti nell’orizzonte politico e culturale.

a. Si è passati da un debolissimo e poco diffuso interesse sociale e politico per la famiglia e per la politica familiare a uno forte e diffuso.

b. Contemporaneamente si assiste allo smarrimento di una concetto condiviso di famiglia e matrimonio; i concetti di famiglia e di matrimonio esplodono; si parla di famiglie al plurale e gli attacchi provengono da ogni settore politico, e prendono i colori dell’ideologia; tuttavia nasce una speranza di ascolto da parte di uno schieramento politico … Il concetto di famiglia consegnatoci dalla tradizione, dal pensiero religioso e dalla dottrina sociale cattolica è messo in discussione nei luoghi di insegnamento e cultura, con una accentuata amplificazione da parte dai mass media, giungendo così ad un vero svuotamento del significato a cui il Forum aderisce.

c. Di qui il rapido passaggio ad un nuovo modo di intendere il dialogo in sedi culturali e politiche; il cambiamento di definizione e di prassi del dialogo comporta immediatamente l’accusa rivolta ai cattolici di integralismo e la richiesta di rinunciare al pluralismo (e quindi al diritto di ‘vivere’ insieme mantenendo ciascuno la propria visione della vita e quindi la propria identità).

d. La diaspora dei cattolici… dispersi su diversissimi orientamenti politici e partiti avvenuta dopo il Convegno di Palermo (1995) per una difficile attuazione delle indicazioni elaborate da quel convegno, rendono di fatto sempre più laborioso ottenere una convergenza dei cattolici; ne derivano effetti su orientamenti politici e legislativi non sempre concordi su temi determinati, quando cioè è in gioco la visione cristiana della vita e della famiglia. Ed è come se avvenisse un inevitabile trascinamento del pensiero su quello dei compagni di partito. L’effetto che si è prodotto, per via dei due schieramenti politici, è anche una specie di forzato spostamento verso le posizioni estreme.

e. In questo momento, infine, per ragioni diverse e complesse, tra cui l’ingresso in Europa, nella nuova Comunità Europea e nel suo Parlamento, si assiste ad una specie di attacco ai cattolici in quanto tali, dipinti come non liberi, condizionati dal loro credo o dai Vescovi; ad essi si attribuisce l’ingenuità di imporre ai legislatori degli stati laici le visioni proprie di una religione.

 

Osservazioni e appelli

Premessa a queste considerazioni: credo che possa essere di aiuto vedere il presente in cui si è immersi dentro un campo visivo più ampio o come da un punto di visione che sta in alto.

a. I cambiamenti avvenuti chiedono al Forum un compito ancora più incisivo e competente, spesso in totale isolamento rispetto a altri soggetti non cattolici, di intervento sulla cultura (il Comitato scientifico è perciò maggiormente sollecitato) e anche sui mass media (non diversamente e forse non separatamente da quello voluto dalla CEI e conosciuto come Progetto culturale); e allo stesso modo sono richieste più competenza e più incisività sul versante politico.

b. Il Forum non può non definire insieme alla Chiesa i contenuti sui quali intende muoversi da soggetto attivo. Deve allora mantenere la sua fedeltà ad essa, e nello stesso tempo prendere autonomia nell’azione, in particolare quando accentua l’azione politica. E’ bene riflettere per capire che cosa comporta questo.

c. Il Forum e i Comitati Regionali devono continuamente eludere, anche per fedeltà allo Statuto, la continua subdola domanda: da che parte state? Con quale partito e schieramento?

d. Il fermo e convinto insegnamento della Chiesa sulla famiglia deve interrogare le Associazioni e i Comitati che hanno scelto di entrare nel Forum; essi allora non possono non dare informazioni e formazione ai propri associati. Propongo una domanda: quanti fedeli e cittadini d’Italia considerano valido questo modello di famiglia, nonostante le fatiche e le infedeltà? Credo siano molti a ritenere questo modello buono per loro. Le associazioni del Forum devono sentirsi fedeli interpreti di questo mondo, oppure devono cercare dei compromessi intesi spesso come forme di rispetto per chi non ce la fa o la pensa diversamente? Posso riprendere a questo punto, la questione dei cattolici accusati di imporre nella loro azione politica delle visioni di vita solo religiose: da un lato, si risponde con i fatti e quindi con il peso che si ha in quanto parte consistente della società civile, e dall’altra, mostrando che le ragioni e gli argomenti addotti sono del tutto razionali; spesso si comprendono meglio se si osservando le conseguenze che derivano: umanamente positive, se da soluzioni nostre, e negative se da soluzioni da noi avversate. Il problema pratico però per noi è più spesso ‘avere le parole per dirlo’.

e. Secondo me, oggi si può presentare il seguente problema della necessità di pronunciarsi su contenuti di leggi che intaccano vita e famiglia, un esempio è dato dalle coppie di fatto. E’ evidente che il Forum non è disponibile a cedere. Se dunque non abbandona ciò che, secondo la buona e corretta dottrina sociale della chiesa, i cristiani non debbono abbandonare, il Forum dovrà forse intervenire mentre le leggi sono in elaborazione e secondo i principi della legge imperfetta (esso può così evitare che una legge non conforme alla visione cristiana della vita e della famiglia in via di formulazione, cada a livelli morali peggiori; ed è ciò che è avvenuto a proposito della legge sulla fecondazione assistita).

f. Un conseguenza ulteriore anche se un po’ a margine riguarda la candidatura alla vita politica di uomini e donne di mondo cattolico. Tutti noi con tanti altri che fanno parte di area cattolica dobbiamo parlare bene della politica, mantenere stima per l’impegno politico e sostenere in termini generali, prescindendo quindi dallo schieramento e partito scelto, dei possibili candidati che, pur avendo preparazione e convinzioni, esitino a entrare in un partito e quindi a militare politicamente.

g. Infine, una considerazione finale. Va detto con chiare parole che il Forum in questi dieci anni, e ne rendo merito al suo Presidente, tenuto conto di quanto da me detto sopra in rapida analisi dei cambiamenti, ha retto e bene a non poche pesantissime sfide; le ha affrontate con competenza e con forza, raggiungendo molti soggetti politici e istituzionali. E’ arrivata ora tuttavia la chiamata ad una sua accresciuta consapevolezza, convinzione e forza culturale, e ad una sua più agguerrita e concordata elaborazione di strategia.

 

3. Alcuni rapporti

Il Forum, come abbiamo visto, nascendo è stato obbligato a definire molti suoi rapporti, con la pastorale familiare e con la Comunità cristiana, la Chiesa, con la Conferenza Episcopale Italiana, con lo Stato, il Governo nazionale e con quelli regionali, soprattutto con le Associazioni. Non credo mi si chieda di affrontare questo insieme ora qui - appartiene del resto all’autocoscienza di tutti voi - mi limito a offrire qualche considerazione su punti particolari.

a. La Chiesa, la pastorale familiare e il riconoscimento della laicità.

(1) Come numerosi documenti della Chiesa documentano, si deve ridire che il dovere di far azione sociale e politica spetta alla famiglia cristiana per ragioni che nascono dal fatto stesso dell’atto creatore di Dio (matrimonio fondamento della società; e famiglia come luogo della nascita, crescita e umanizzazione della persona umana), poi dal sacramento del matrimonio (perché la realtà umana dell’amore coniugale è assunta dai coniugi e dai genitori cristiani come ‘cose temporali da ordinare a Dio’; essi ricevono quindi una missione regale o di servizio in forza del matrimonio). Le famiglie credenti sono chiamate sia ad un impegno nella Chiesa e sia nella società senza naturalmente escludere la forma dell’intervento politico.

A questo riguardo può essere utile ricordare ancora che l’impegno per lo sviluppo della società è un capitolo del Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia (CEI 1993) ed ha il suo fondamento nella fede. Le comunità ecclesiali, i movimenti, le associazioni e i gruppi, espressione della pastorale della chiesa, e, le stesse in quanto passione della Chiesa per la famiglia si dovrebbero sentire impegnati a considerare come parte integrante e non secondaria della pastorale l’educazione dei cristiani singoli e delle famiglie alla consapevolezza del ruolo che la famiglia ha per lo sviluppo della società. Desidero ricordare anche una citazione di S. E. mons. Tettamanzi (testi citati all’inizio): i promotori del Forum sono cristiani che sentono l’esigenza di vivere la fede e la carità e di non separare nella vita l’una dall’altra – fede e impegno sociale politico – .

 

(2) Quale relazione più precisamente. Considerando però che "La coppia e la famiglia costituiscono il primo spazio per l’impegno sociale dei fedeli laici" (Christifideles laici n. 40) e leggendo il can. 227 del Codice di Diritto Canonico "E’ diritto dei fedeli laici che venga loro riconosciuta nella realtà della città terrena quella libertà che compete ad ogni cittadino (…)" è chiaro che si deve severamente distinguere ciò che è azione pastorale da ciò che è azione politica, e mettere in chiara evidenza la laicità fondamentale del Forum, come del resto sono laicali le associazioni che lo compongono.

Naturalmente deve essere osservata anche la seconda parte dello stesso canone "usufruendo tuttavia di tale libertà, facciano in modo che le loro azioni siano animate dallo spirito evangelico e prestino attenzione alla dottrina proposta dal magistero della Chiesa, evitando però di presentare nelle questioni opinabili la propria opinione come dottrina della Chiesa.

Per una ulteriore riflessione mi permetto di rimandare a quanto ho detto in riferimento alla nascita del Forum stesso.

b. Il rapporto con le Associazioni.

A questo riguardo credo che sia corretto da parte mia chiedervi di rileggere quanto ha detto in una recente Assemblea (28. 10. 2003), il Segretario generale S. E. mons. Giuseppe Betori. Quanto a me mi autorizzo a presentarvi qualche suggerimento concreto. In premessa vorrei fare una raccomandazione: che lo stesso stare nel Forum sia vissuto come apprendimento, e non solo come una occasione di crescita in conoscenze e cultura, ma anche in vita cristiana che sostanzialmente è carità; se le relazioni tre le persone e tra diverse associazioni sono buone, dimenticando ciò che fa contrasto o sollecita giudizi critici, si guadagna molto.

La Conferenza di programma che è appena iniziata riuscirà bene se il futuro del Forum nasce oggi e domani da accordi tra e con le associazioni.

L’appartenenza al Forum, l’essere Forum, è una grande opportunità perché le Associazioni non perdano di vista, nella loro singolare elaborazione di contenuti, di azioni e di riflessione, lo specifico familiare: questo nasce dal Patto associativo. Quindi ciascuna associazione prosegue su due vie complementari: la riflessione culturale e la diffusione di una cultura familiare nelle associazioni - e qui il Forum è chiamato a far sintesi - e, conseguentemente con questa cultura, la nascita di azioni per il confronto politico quando si pongono sul tappeto i vari temi.

E’ una chiamata ad una coerente proposta operativa. Occorre incidere nella politica e nella società e per fare ciò trovare le modalità di azione e di rapporti che lo rendano possibile. E’ lo specifico campo operativo del Forum; è l’utilità maggiore del lavoro di questa Conferenza di programma: avere il coraggio di trovare gli accordi e stabilire le modalità di rapporto perché oggi si possa incidere, fare massa critica, agire sull’opinione pubblica e sulla politica, impegnando le associazioni nel rispetto della loro autonomia.

 

4. Alcune valutazioni generali

La mia riflessione non percorre tutto l’arco dei dieci anni e non esamina tutti gli eventi che l’hanno coinvolta; ciò non mi impedisce di offrirvi alcune annotazioni che voi potrete perfezionare.

- Decidere di dare alla famiglia un ruolo attivo e, grazie al Forum, farne un interlocutore culturale e politico di notevole visibilità e peso, considerando il panorama culturale e politico di allora è stata una vera novità culturale e ha raggiunto anche un non piccolo successo o riuscita.

- Le attività promosse, i risultati ottenuti l’autorevolezza acquisita in soli dieci anni sono molto al di sopra della più ragionevole e fiduciosa attesa che si potevano nutrire al tempo della sua nascita.

- Il rapporto che il Forum ha deciso di tenere con la Chiesa che è in Italia (mi riferisco alla distinzione tra pastorale e azione politica, mantenendo però un forte accordo con essa nella motivazione di fondo – perché ispirata dalla fede – e nei contenuti), associato al dinamismo attivo esercitato dal suo Presidente, si è rivelato ottimo, capace cioè entrare nella scena pubblica, interpellare la pubblica opinione, dare ai credenti informazione e formazione e raggiungere risultati, e tutto senza mai dividere o allontanare i fedeli e i loro pastori. Ha riscosso anche l’approvazione di una parte consistente della opinione pubblica cattolica, con l’eccezione di soggetti che tendono ad una presa di distanza, ora in generale e ora su punti particolari.

- Il fatto di fare proprio il pensiero della Chiesa come espresso dalla Carta dei diritti della Famiglia che è parte integrante del suo Statuto, di perseguirlo in modo fedelissimo e di proporlo e sostenerlo con fermezza, ha giovato alla sua riuscita, gli dato identità e ha permesso adesioni nette e così rifiuti altrettanto netti. Da tutti, così facendo, ha ricevuto considerazione, rispetto e stima.

- Hanno giocato in suo favore il moltiplicare la presenza, l’entrare nel mondo dei media, possedere competenza giuridica, studiare fattibilità economiche, prestare attenzione alla componente educativa… e ancora mantenere l’autonomia rispetto a ogni schieramento politico.

- In conclusione, il Forum si presenta come un modello riuscito, forse anche un po’ unico; si deve anche dire che sotto diversi aspetti, ha fatto scuola e altri vorrebbero imitarlo.

- Si tratta ora di rilanciare il ruolo del Forum. Non è possibile farlo senza di voi né senza affrontare i problemi che si pongono ora. Fortunatamente non è compito mio. In ogni caso le cose che ho detto nascono da affetto e stima per il Forum, per le persone che lo hanno ‘portato’ con fatica, intelligenza e passione; esprimo gli stessi sentimenti a tutti i presenti, molti li conosco, li ammiro per ciò che sono e fanno. Grazie del vostro attentissimo ascolto.

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