AGeSC - Associazione Genitori Scuole Cattoliche
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INTERVENTI DEL MAGISTERO

INTERVENTO di MONS CESARE NOSIGLIA VESCOVO DI VICENZA

Quali famiglie per la scuola cattolica di domani?

14.01.2004

Ringrazio l'Agesc per questo incontro e rivolgo il mio più vivo saluto e riconoscenza ai genitori che operano nella scuola cattolica.

L'argomento di questa sera rappresenta una sfida e una frontiera di grande significato e importanza per la scuola cattolica e dunque per l’intera scuola del nostra territorio.

Non dobbiamo dimenticare infatti che la scuola paritaria è parte integrante della scuola pubblica e svolge un servizio qualificato e in stretta coordinazione con quella statale in vista di un rinnovamento profondo di tutta la scuola in Italia.

La recente riforme sottolinea con evidenza il compito primario della famiglia nella scuola e il suo necessario e indispensabile ruolo di sostegno e di attiva partecipazione .

La famiglia è la prima comunità educante e tocca a lei non solo accompagnare ma anche orientare la scuola perché risponda sempre meglio ai fini che le sono propri in sintonia con i valori e gli intendimenti educativi della famiglia primo soggetto responsabile verso i propri di figli di educazione integrale.

Quali famiglie dunque per la scuola cattolica di domani?

1 - Anzitutto una famiglia che dà sempre più valore e stima all'educazione scolastica. Mi pare che questo non sia scontato. Si scommette poco e si è disposti a spendere sempre meno per l'educazione. Altri aspetti anche rilevanti della vita familiare assorbono orari parte delle risorse sia

economiche che umane e culturali della famiglia a scapito di un investimento adeguato sul piano educativo.

Una progressiva svalutazione e disistima della scuola in questi ultimi anni ha comportato da parte di tante famiglie un graduale allontanamento da questa istituzione Ci si fida magari della serietà della scuola a cui si affidano i figli ma non si è disposti a coinvolgersi più di tanto.

Questo clima di delega serpeggia forte e rende la scuola sempre più isolata in se stessa anche agli

occhi e al cuore degli alunni sembra una parentesi nella vita necessaria e da subire più che da gestire con gioia e vigore spirituale e culturale.

Questo discorso investe anche lo Stato e le varie realtà politiche, culturali e sociali.

Sono lieto che nel messaggio di fine anno il Presidente della repubblica abbia richiamato l’importanza e la centralità della scuola nel sistema Paese, ma non è la prima volta che affermazioni forti e precise di questo genere sono state fatte da vari autorevoli esponenti politici e poi di fatto sono rimaste affermazioni di principio. Si scommette troppo poco sul valore dell'educazione delle

nuove generazioni come Paese e questo rende precaria, instabile e difficile l'accoglienza della stessa

riforma in atto.

2 - Un altro aspetto importante è dato dalla necessità che le famiglie che scelgono la scuola cattolica

si sentano in prima persone impegnate a dare il proprio contributo non solo di presenza e di partecipazione alla vita della scuola, ma anche al processo pedagogico e didattico che in essa i docenti svolgono attraverso l"elaborazione del POF e degli indirizzi personalizzati.
Occorre che la scuola cattolica dia l'esempio di come sia doveroso e possibile usufruire in positivo dell'apporto dei genitori anche su questo terreno una volta a totale responsabile discrezione dei docenti.

Docenti e genitori devono trovare vie di stretta collaborazione per individuare i percorsi personalizzati di ciascuna alunno (chi più dei genitori può aiutare in questo?). La stessa impostazione del POF deve vedere i genitori non sono informati ma partecipi alla sua elaborazione nelle fasi previe dunque al suo farsi e nelle fasi poi di verifica.

Inoltre ci sono obiettivi specifici che la scuola cattolica oggi è chiamata ad assumere anche come modello a tutta la scuola che esigono un costante e diretto coinvolgimento dei genitori: penso alla necessità di mantenere strettamente unito il discorso delle competenze e abilità a quello della formazione della persona umana in tutte le sue dimensioni in modo che la centralità dell'alunno risulti effettivamente attuata nel dare risposta appropriata a tutte le sue esigenze, umane spirituali, culturali e sociali.

La scuola deve diventare sempre più scuola dei soggetti che la compongono: alunni, genitori, docenti, dirigenti. I soggetti vanno tutti considerati attivi e responsabili non passivi esecutori o usufruitori.

Una scuola vera comunità educante come da sempre la scuola cattolica indica con la sua esperienza diventa luogo formativo ricco di valori che si trasmettono nell'ambiente stesso prima ancora che nell'attività didattica.

3 - Un terzo aspetto decisivo della responsabilità delle famiglie nella scuola è dato dal rapporto scuola-territorio una delle scelte prioritarie della scuola dell'autonomia.

La scuola è parte integrante di un processo educativo che non può isolarsi dalle altre realtà di cui usufruiscono gli alunni nel territorio: la famiglia anzitutto, la comunità cristiana (parrocchia) la comunità civile, le associazioni e gruppi … il mondo del lavoro e della cultura.

La famiglia può rappresentare in questo un ideale ponte che congiunte queste realtà per trovare unità e sintesi, collaborazioni e intese su progetti comuni di servizio alla crescita integrale dell’alunno.

Penso in particolare per la scuola cattolica al suo rapporto con la comunità cristiana. E' necessario che la parrocchia in primo luogo consideri la scuola cattolica come "sua" nel senso di promuoverla e accompagnarla con il sostegno della sua presenza e del suo aiuto in ogni ambito.

Le famiglie che vivono nella parrocchia sono chiamate a rendere manifesta tale unione e ad avviare iniziative di stretta collaborazione tra parrocchia e scuola.

La parrocchia può trovare nella scuola cattolica un luogo privilegiato per avvicinare le famiglie, evangelizzare le famiglie e formarle al loro compito educativo anche in campo religioso.

4 - Un quarto aspetto riguarda l'impegno delle famiglie cristiane nel favorire presso 1’opinione pubblica sia dentro la Chiesa che fuori l'acquisizione del principio di libertà connesso al tema della parità scolastica ancora in via di definizione e soluzione adeguata .

La via più efficace per giungere a questo traguardo di civiltà del nostro Paese è senza dubbio quella di puntare alle famiglie come al soggetto che necessità per diritto costituzionale di poter essere messo in grado di scegliere la scuola che ritiene più consona ai suoi intendimenti valoriali. In questo senso il finanziamento diretto alle famiglie in varie forme è senza dubbio la via migliore e più corretta costituzionalmente e anche più praticabile politicamente.

A questo tuttavia si deve aggiungere un'operazione culturale che le famiglie devono sostenere per rendere sempre più efficace l'acquisizione del principio della parità da parte dell'opinione pubblica e delle varie componenti culturali e politiche.

E' questione di cultura prima ancora che di risorse economiche e di scelte politiche. Queste sono conseguenti a una cultura della parità che va fatta crescere e va consolidata nella mentalità e nella coscienza di tutti i cittadini.

In questo senso possiamo parlare di una vera e propria azione politica nel senso alto e forte del termine che le famiglie devono svolgere nella società.

Per favorire anche questa cultura della parità promuoveremo in Diocesi una giornata della scuola in cui la comunità cristiana e civile sarà invitata a prendere coscienza della realtà e dei problemi che

oggi la scuola statale e paritaria debbono affrontare e a sentirsi impegnati per sostenere e promuovere attenzione, cura e partecipazione di tutti al rinnovamento della scuola.

Per la scuola cattolica poi in specifica promuoveremo una Festa annuale all'inizio dell'anno scolastico che renderà visibile la realtà delle nostre scuole il loro valore e la loro specifica proposta educativa.

5 - Tutto questo discorso presuppone a monte un'azione pastorale e di sostegno delle famiglie perché siano in grado di svolgere il loro primario diritto-dovere educativo nella propria casa. La scuola cattolica potrà dare efficacemente il suo apporto all'educazione integrale delle nuove generazioni se potrà contare su famiglie attive e responsabili su questo piano a cominciare dal loro ambiente vitale Purtroppo oggi molte famiglie non sanno più come educare e su che cosa educare i figli e si limitano a dare loro affetto, servizi e sostegno materiale al loro bisogni.

E' dunque in un quadro ampio di interventi pastorali verso e con la famiglia, promossi dalla comunità cristiana, che sarà possibile far ricuperare il primato educativo della famiglia sia in se stessa che nella scuola.

6 - Vado rapidamente alla fine e guardo alla vostra associazione come a una realtà che ogni scuola cattolica dovrebbe promuovere come fermento e servizio ai genitori e a tutta la scuola stessa.

La presenza dell'Agesc in ogni scuola cattolica è un traguardo a cui dobbiamo tendere in Diocesi per favorire la crescita di consapevolezza e di impegno dei genitori. Anche un piccolo gruppo ma di qualità diventa lievito di novità e di impegno che via via potrà coinvolgere tutti i genitori in iniziative di formazione e di attivo coinvolgimento nella scuola.

E' importante che come associazione cattolica manteniate e potenziate la specificità propria che è quella di coltivare sempre l'identità della scuola cattolica e la sua natura che fa riferimento ai principi cristiani.

E' questo un punto decisivo che qualifica la proposta educativa sul piano della qualità dei valori che si trasmettono e su quello della testimonianza attiva di ogni soggetto coinvolto nella scuola.

L'associazione dunque è chiamata a svolgere un lavoro di qualificata presenza formativa per i soci, sia sul piano spirituale che culturale e "politica" nel senso di ricercare il vero bene e progresso della scuola, dei soggetti che la compongono e della società che la deve riconoscere e apprezzare. E' su questo terreno che l'associazione opera, ricercando la collaborazione e il sostegno di tutti i genitori che si riconoscono nei valori educativi cristiani Ogni genitore deve sapere e constatare che l'associazione è aperta a tutti e valorizza l'apporto di ogni genitore a svolgere in essa un ruolo attivo e responsabile.

Credo che questa impostazione ha rappresentato e possa ancora rappresentare un valore da perseguire con cura e da mantenere integro nelle norme e nella prassi.

L'associazione ha una storia ricca di presenza e di intervento positivo e qualificato nel mondo della scuola cattolica, accanto ad altre associazioni e federazioni che in questi decenni hanno validamente operatori per sostenere la scuola cattolica e per farle raggiungere traguardi di alto profilo culturale e formativo. Da alcuni anni come sapete, la CEI. ha dato vita a due organismi nazionali di animazione, coordinamento e promozione della scuola cattolica. frutto del primo Convegno del 1991: essi sono il Consiglio Nazionale e il Centro studi.

Si tratta di una positiva novità in quanto espressione della CEI che si investe così di una diretta responsabilità in questo ambito della scuola Come è ovvio l'avvio di questi organismi è stato in questi anni, graduale e necessita ancora di trovare una sua precisa via di azione e di presenza efficace. Tuttavia debbo dirvi che molto cammino è stato fatto insieme e alcuni risultati sono stati raggiunti: penso all'Assemblea nazionale di fine ottobre 1999, nata e programmata all'interno del Consiglio e sostenuta dal Centro studi; penso a cinque rapporti nazionale sulla scuola cattolica pubblicati dal Centro studi (l'ultimo proprio sui genitori e la loro presenza e corresponsabilità nella scuola cattolica) e all'avvio dell'inchiesta e dei lavoro sulla qualità ancora in corso.

Ma ciò che mi pare è stato positivo è il dialogo e il confronto tra tutte le componenti della scuola cattolica. Ci si è impegnati a favorire al massimo questo incontro e questo dialogo per far maturare posizioni e linee comuni sui diversi problemi che sono sul tappeto.

Non è stato e non è facile in quanto la ricchezza e varietà di presenze che portano con sé una lunga tradizione di autonomia e indipendenza non può essere mortificata o disattesa. Eppure crediamo che pur valorizzando le specificità e la varietà di posizioni che il mondo cattolico esprime sui diversi problemi che riguardano la scuola cattolica, si debba insistere a ricercare l'unità su alcuni punti che sono decisivi e strategici, anche ai fini di presentarci all'opinione pubblica e alla forze politiche e culturali del Paese con una sostanziale sintonia di fondo.

La diversità quanto diventa chiusura in se stessi e indifferenza verso gli altri, conduce a sminuire la forza anche propositiva e se volete "contrattuale" dell'intera scuola cattolica. Non si tratta di rinunciare alle proprie convinzioni, ma di saper maturare insieme a tutte le altre componenti della scuola cattolica ( Fidae, Fism, Agidae, Ficiap) una piattaforma unitaria e autorevolmente proposta. Questo obiettivo è indubbiamente uno dei principali che occorre perseguire anche a livello locale attraverso il dialogo e il confronto tra tutte le realtà del mondo cattolico che operano nella scuola.

Ho voluto accennare a questo tema in quanto credo sia importante che anche la vostra associazione come ha del resto fatto in questi anni, si impegni anche per il futuro e con spirito di vera ecclesialità a sostenere e promuovere con tutta la forza della sua specificità e in ogni modo, il raggiungimento di questo obiettivo di unità e comunione.

Il Signore che in questo anno nuovo ci conforta con i suoi segni grandi della sua grazia e della sua misericordia, sostenga l'opera della vostra associazione e di tutti i suoi membri impegnati in questa stagione di riforme a sostenere e promuovere la visione cristiana della scuola e delle sue componenti, in primo luogo i genitori e i loro figli.

Ringrazio i responsabili dell’Agesc, i genitori che vi partecipano, le scuole cattoliche che aprono la loro realtà all'associazione e voi tutti presenti a questo positivo incontro.

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