Scuola cattolica, scuola per tutti
Intervento alla 19a edizione della marcia "Andemm al Domm"
di S. Ecc. Mons. Cesare Nosiglia Presidente Commissione CEI per l’Educazione, la Scuola e l’Università
Milano, 10 marzo 2001
Esprimo la mia profonda gioia di essere qui con voi cari ragazzi, genitori, docenti e dirigenti della scuola cattolica. Vi saluto con amicizia e saluto cordialmente le autorità presenti, mentre ringrazio Sua Eminenza il Cardinale Martini per avermi invitato.
La scuola del nostro Paese sta vivendo una delle sue stagioni più complesse e insieme più stimolanti. Le riforme avviate tendono a configurarne un volto nuovo e sono oggetto di ampio dibattito nelle famiglie e nel Paese.
La scuola cattolica affronta questo momento non senza difficoltà, ma anche con la volontà di trovare nuovo slancio creativo e nuove prospettive per il suo servizio educativo verso gli alunni e le famiglie. Per rispondere a questo preciso impegno la scuola cattolica si è dotata di una Carta programmatica che presenta all’opinione pubblica la sua identità e i compiti che intende svolgere sul piano sociale, culturale ed ecclesiale.
Come discepoli di Colui che si faceva chiamare Maestro e ha detto: "Lasciate che i piccoli vengano a me e non glielo impedite", noi crediamo fermamente che il futuro dell’uomo e di ogni società si fonda sull’educazione. Nessun progresso tecnologico ed economico e politico potrà mai sostituire la ricchezza dell'educazione che promuove l'uomo nella sua capacità di acquisire il patrimonio culturale, spirituale e sociale di un popolo e che si trasmette attraverso la famiglia, la scuola, la comunità civile e religiosa. Per questo scegliamo voi, bambini, fanciulli, ragazzi e giovani come primi interlocutori e protagonisti della scuola cattolica e misuriamo sulle vostre attese, esigenze e bisogni culturali e spirituali, il suo servizio educativo.
E’ il rispetto dovuto a voi che conduce la scuola cattolica a porre al centro del suo "progetto" di offerta formativa e dei suoi curricoli, non solo una serie di competenze e di funzioni importanti da imparare per svolgere un domani la vostra professione nella società, ma anche i problemi, le domande di senso, le profonde esigenze umane e spirituali proprie della vostra età.
Crediamo infatti che sarebbe triste se la scuola pensasse a formare il tecnico, il produttore, il consumatore, il professionista e lasciasse in ombra la formazione dell’uomo nella globalità delle sue dimensioni, compresa quella etica e religiosa.
Nel quadro dell’autonomia che permette di superare una scuola centralizzata e dà il via a una scuola della società civile, la scuola cattolica svolge un servizio di pubblica utilità che intende offrire a tutte le famiglie e agli alunni che vogliono usufruire della sua proposta formativa, con il massimo rispetto della loro realtà culturale, religiosa e sociale.
In particolare ci interessa mantenere e sviluppare una delle scelte prioritarie per cui è nata la scuola cattolica: l’attenzione agli ultimi e ai più poveri, ai marginali e agli esclusi.
Oggi, nel nostro Paese, questo servizio è reso assai difficoltoso perché l’impegno economico della scuola grava completamente, o comunque con un carico pesante, sulle famiglie, provocando una selezione degli alunni che fa perdere alla scuola cattolica questa sua caratteristica fondamentale.
Non possiamo pertanto non ribadire con forza, anche in questa occasione, la necessità di giungere al più presto a una piena e completa parità tra tutte le scuole del nostro Paese, quelle gestite dallo Stato e quelle non statali.
Chiediamo pertanto allo Stato, che ha riconosciuto il servizio pubblico della scuola paritaria, di predisporre di conseguenza un adeguato pubblico finanziamento che le assicuri la concreta possibilità di svolgere il suo servizio come la scuola statale; e alle Regioni e agli Enti locali chiediamo tutti quegli interventi integrativi che permettano ad ogni famiglia di esercitare, senza oneri aggiuntivi, il suo primario diritto a scegliere la scuola che risponde ai propri valori educativi.
Da parte nostra ci impegniamo a rinnovare la proposta educativa, la formazione dei docenti e ogni altro aspetto pedagogico e didattico idonei a rendere la scuola cattolica, scuola di qualità, valorizzando al meglio il suo patrimonio di cultura e di tradizione e il generoso servizio di quanti lavorano quotidianamente in essa.
Le famiglie e i giovani che scelgono la scuola cattolica sanno bene che la sua peculiare offerta formativa è costituita dalla proposta di un sapere per la vita basato su una feconda sintesi tra cultura, fede e vissuto concreto degli alunni. A questo si aggiunga l’impegno di promuovere un ambiente che educa per i valori che testimonia, per le esperienze che offre, per il diretto e costante coinvolgimento dei genitori e per l’atmosfera di serenità e di serietà che si respira nella scuola, per opera dei docenti e degli stessi alunni.
Come ha ricordato recentemente il Cardinale Martini, "il raggiungimento dei fini educativi della scuola dipende non tanto dalle discipline, dai programmi o dalle tecniche didattiche, quanto principalmente dalle persone che in essa operano, e quindi, da incontri e da presenze; dalla loro formazione e dalla loro saggezza".
Infine, non posso non richiamare qui davanti al Duomo, centro della vita spirituale della Diocesi, l’impegno di guardare alla scuola cattolica come ad una realtà che appartiene di diritto a tutta la comunità cristiana. La nuova sfida dell’autonomia e della riforma dei cicli esigono un forte e concreto sostegno dell’intera Chiesa locale verso le scuole cattoliche, soprattutto quelle che si trovano in difficoltà; comportano nello stesso tempo la necessità di dare vita ad un progetto diocesano di scuola cattolica che sostenga e coordini sul territorio, una rete di collegamento e di collaborazione tra i vari istituti e realtà che gestiscono le scuole, così da promuovere in Diocesi una serie di presidii di scuole cattoliche completi nello sviluppo dei cicli scolastici; sollecitano anche le forze vive della comunità – famiglie, parrocchie, associazioni, movimenti – a tentare forme nuove di gestione e di promozione di scuole cattoliche sul territorio.
La chiusura di una scuola cattolica rappresenta non solo un grave impoverimento per tutta la scuola italiana, ma è anche un segno negativo sul piano della comunione e della responsabilità educativa della comunità cristiana verso le nuove generazioni.
Scuola cattolica Lombarda e Milanese guarda al futuro con rinnovato entusiasmo e speranza!
Duc in altum, "prendi il largo" come ci invita il Papa nella Lettera Apostolica "Terbio Millennio Inuente".
Rigetta sempre con fiducia le tue reti nella società per accogliere le nuove generazioni dentro quella grande barca educativa che è la scuola, dove potranno raggiungere il porto sicuro della loro maturità umana e cristiana.
Grazie e a tutti, e buona festa.