Saluto dell'Arcivescovo di Bologna Card. Giacomo Biffi
Manifestazione del 25/10/1997 del Forum delle associazioni familiari
Saluto il Forum delle Associazioni familiari, cui mi è caro rivolgere la mia solidarietà e il mio cordiale incoraggiamento.
Ritengo sia di buon auspicio che questo incontro avvenga a Bologna e in questa Piazza Maggiore, che solo poche settimane fa ha conosciuto nel contesto del Congresso Eucaristico Nazionale una importante manifestazione di fede limpida, coraggiosa e lieta; manifestazione che ha ravvivato la coscienza delle identità e della vitalità del cattolicesimo italiano. Ci siamo nell'occasione resi conto che lo Spirito di Dio è veramente al lavoro anche nell'umanità odierna: un'umanità che pur sembra per tanti aspetti segnata dall'attività dello spirito del male.
Del resto, la stessa vostra presenza qui e la vostra risoluzione di dedicarvi alla difesa e alla promozione dell'istituto familiare è segno in dubbio che il Consolatore, "lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce" (Gv. 14,17), sa ancora irradiare efficacemente la sua luce nei cuori.
Non solo in una prospettiva ecclesiale, ma anche agli occhi di chi è giustamente pensoso dell'avvenire del nostro popolo, il tema della famiglia appare primario e ineludibile.
La famiglia è sempre stata la grande ricchezza della Nazione italiana, che dopo ogni ricorrente sventura ha sempre saputo rapidamente risollevarsi e riprendere la sua strada soprattutto in virtù di questo straordinario serbatoio di energie.
Oggi però è innegabile che essa appare la grande malata della nostra società. Non più difesa da una legislazione, che è posta piuttosto al servizio dell'egoismo individualistico gabellato come affermazione di libertà e come conquista civile, addirittura penalizzata fiscalmente, spesso irrisa nei messaggi e negli spettacoli di una prevalente cultura radicaleggiante, e sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia.
Gli ultimi 40 anni trascorsi hanno avuto molti meriti, quali la pace stabilmente assicurata, l'avanzamento economico , il progresso sociale: sotto questo profilo sono stati incontestabilmente i migliori della storia d'Italia. Ma sono stati contrassegnati anche da alcune incredibili insipienze.
E' stata insipienza, per esempio, che l'introduzione della legge sul divorzio non abbia ricevuto il contrappeso di una normativa che favorisse la solidità e il benessere delle famiglie sanamente costituite.
E' stata insipienza che si assistesse al progressivo sfacelo demografico (di cui di cominciano a valutare le tristi conseguenze anche economiche), senza che ci preoccupasse di prendere qualche provvedimento che lo arginasse (come è avvenuto invece negli stati europei più avveduti).
E' stata insipienza che si assistesse al dilagare del permissivismo e del relativismo morale, senza garantire alla scuola dei seri contenuti formativi e senza dare un aiuto adeguato a quanti erano ben decisi a trasmettere ai figli una educazione scolastica più profonda, più motivata, più conforme alle proprie convinzioni.
La famiglia resta però la grande speranza della Chiesa e dell'uomo: sorretta e ispirata dall'immensa forza di grazia che scaturisce da un sacramento, la famiglia cristiana ha dentro di se gli incentivi per la sua rinascita e la capacità di contribuire in modo determinante al risveglio e al nuovo vigore della comunità dei credenti.
E' allora giusto e provvidenziale che i cittadini più responsabili si uniscano e si organizzino per sollecitare lo Stato Italiano - che su questi argomenti - e specialmente su quello della scuola - oscilla da sempre tra la latitanza e la prevaricazione - a imboccare finalmente la strada di un umanesimo autentico. Oltre che del buon senso e di una sostanziale democrazia.
E' il significato di questo raduno al quale auguro di ottenere la doverosa attenzione da parte di tutta la collettività nazionale.