MISCELLANEA
L’orientamento per noi genitori è solo una questione di
scelta?
Quando nella nostra vita come genitori arriva
il momento di dover scegliere la scuola per il proprio figlio
sembra che alcune certezze e sicurezze vengano meno.
La questione è senz’altro seria. L’accompagnare
un ragazzo alla scelta di una scuola superiore mette in evidenza
la serietà con cui uno affronta, concepisce e dà ragione della
sua vita. Infatti si può considerare la vita come un insieme di
fatti casuali o invece cercare di dare un significato e quindi
un senso a tutto e di conseguenza avvertire il momento della
scelta come un momento serio e carico di aspettative.
Nel momento attuale che viviamo tutto è più
complesso e caratterizzato dall’accelerazione al cambiamento e
dall’incertezza. Occorre sempre più ritrovare e scoprire
strategie adeguate, ma alla fine come si può fare in modo di
saper scegliere e non essere scelti, avere cioè una capacità
di giudizio e critica riguardo alle varie offerte che
incontriamo? Orientare significa porre l’individuo in grado di
prendere coscienza di sé, identificare le proprie capacità,
progredire con i suoi studi per raggiungere il pieno sviluppo
della sua persona. Ciò significa essere protagonisti di un
personale progetto di vita e partecipare alla vita familiare e
sociale in modo attivo e responsabile. Infatti queste scelte
interessano tutta la società e non solo il singolo individuo in
quanto l’educazione in senso grande è bene pubblico mai
privato.
Certamente la scelta porta a incontrare la
realtà che ti circonda e dà concretezza alle tue aspirazioni.
La prima realtà che i nostri ragazzi incontrano è la scuola. L’orientamento
in ambito scolastico è una modalità educativa parte integrante
della scuola stessa in quanto tale. Non è qualcosa in più ma
essenziale e portante.
Molte volte come genitori facciamo fatica a
scorgere nel rapporto con i docenti e la scuola questo aspetto
così importante. A volte riduciamo la questione alla domanda:
"ma quale scuola scegliere, quale indirizzo?"
Orientare non significa tracciare dei binari
che segnino un percorso obbligato, orientare significa
evidenziare o creare uno spazio per una riscoperta di sé, per
far emergere nuovi bisogni e nuove inclinazioni, dando
consistenza a volte a delle immature istintività. L’orientamento
non può essere ridotto solo a informazione! Non si tratta solo
di questionari, schede o test attitudinali!
Come genitore nelle scuole dei miei figli ho
imparato che c’è una didattica orientativa. Ogni disciplina
è un possibile contributo all’orientamento che se affrontato
seriamente tende a prevenire i fenomeni di dispersione
scolastica. Al centro infatti viene posto lo studente come
persona, nei vari suoi momenti di crescita, con attorno tutti
noi, genitori, insegnanti, compagni di scuola, educatori dell’oratorio
o dello sport.
Personalmente ho poi avuto modo, anche
attraverso un lavoro associativo, di valorizzare uno strumento
purtroppo oggi accantonato dalla controriforma Fioroni: il
portfolio delle competenze individuali. Il portfolio tra l’altro
comprende una sezione importante dedicata alla valutazione e un’altra
dedicata all’orientamento. Come genitori siamo chiamati a
collaborare con la scuola per elaborare la valutazione del
ragazzo. Significa conoscenza di sé in vista di un progetto
personale di vita: il portfolio diventa quindi occasione
documentata della storia del ragazzo accanto alla sua famiglia
in vista delle future scelte. Purtroppo il discorso nel 2006 è
stato accantonato! peccato perché per noi genitori era un’opportunità
di presenza nei processi educativi in ambito scolastico.
Maria Grazia Colombo
Presidente Nazionale AGeSC
6 febbraio 2007
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