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MISCELLANEA

24.01.2004   da "La Stampa"

"L’alunno al centro di tutto.
Una svolta fondamentale"

I ragazzi hanno bisogno di avere un maestro di riferimento.
E il
"portfolio" consentirà di capire il loro percorso formativo molto meglio dei giudizi e dei voti

Per Enzo Meloni, presidente dell’Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc), la riforma rappresenta un motivo di soddisfazione.

Qual è l’aspetto che ritiene più significativo?

"Che per la prima volta si metta al centro l’alunno e che la famiglia cooperi con la scuola"

Un punto che invece non vi ha convinti?

"Sull’anticipo siamo stati un po’ critici. Abbiamo segnalato la possibilità che alla fine le famiglie non siano contente se in una classe si arriverà ad avere bambini con oltre un anno di differenza. Potrebbe diventare difficile anche per gli insegnanti. Funzionerà invece se la classe docente si preparerà per questo. Anche sull’abolizione dell’esame di quinta abbiamo qualche perplessità: una verifica ogni tanto può risultare utile"

Negli istituti paritari cattolici il tempo scuola spesso è già organizzato secondo il modello della riforma. Non tempo pieno ma attività diverse, magari il doposcuola…

"Come Agesc abbiamo chiesto l’impegno a non fare diventare il pomeriggio un parcheggio. Le scuole devono proporre attività integrative che completino la formazione del ragazzo, come avviene da noi. Siamo contenti che il ministro questo lo abbia garantito, ma vorremmo che fosse una certezza in tutta Italia. Non vorremmo che certe aree fossero penalizzate per mancanza di risorse, di docenti"

Il ministero potrebbe ritrovarsi con una richiesta di tempo pieno superiore al passato…

"Noi speriamo davvero che lo diano a tutti coloro che ne fanno richiesta. E’ la scommessa di questa riforma, andare incontro alle esigenze delle famiglie"

Anche il maestro tutor soddisfa un’esigenza?

"Il maestro di riferimento è molto positivo per il ragazzo perché ha un insegnate costantemente presente, che fa coordinamento o compresenza, che verifica l’andamento del processo educativo. Ma anche qui ci sono problemi seri. Per esempio, come verrà nominato? "

E il portfolio? C’è chi pensa che anticipi giudizi che non devono arrivare prima della fine dell’adolescenza, che quasi violi la privacy…

"Io non credo che serva a "schedare" i ragazzi, ma che sia uno strumento per capire il loro percorso formativo in modo più documentato rispetto ai voti o ai giudizi, Siamo sempre al buon senso… Quando si sperimenta la paura può venire per tanti motivi"

[m.t.m.]

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