da Osservatore Romano del 22.01.2005
SCUOLA
Anche contro il perpetuarsi di ingiustizie e di inadempienze istituzionali
Il costante impegno dell'Agesc a favore dei disabili e
delle loro famiglie
L'Agesc da sempre si interessa e si impegna alla soluzione
del problema dei portatori di handicap e del loro sostegno nell'inserimento
scolastico. Lo fa perché si è di fronte al perpetuarsi di una ingiustizia
che colpisce sia le famiglie, sia le scuole cattoliche (scuole paritarie).
Molte sono le famiglie che chiedono alle scuole cattoliche
di inserire i propri figli disabili, e ciò perché in esse trovano una
maggiore e migliore accoglienze proprio in quanto persone. Cosi come sono
molte (tutte) le scuole cattoliche che inseriscono portatori di handicap
assumendosi l'onere gravoso degli insegnanti di sostegno, che, secondo la
legge, deve essere a carico dello Stato.
Infatti, per la Legge 104/1992, il soggetto portatore di
handicap ha il diritto all'apprendimento, all'istruzione e all'educazione
scolastica, quindi il diritto di accedere alla scuola. E la scuola tutta la
scuola ha il dovere di accoglierlo. Questo dovere compete anche alla scuola
pubblica paritaria in ragione dell'obbligo decretatole dalla Legge 62/2000,
art. 1, c.4/c: scuola paritaria che, come la scuola pubblica statale, deve
garantire gli interventi di sostegno didattico.
All'obbligo per le scuole pubbliche paritarie (e quindi
delle scuole paritarie cattoliche) di applicare le norme vigenti in materia di
inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio, tuttavia,
non corrisponde il pari impegno dello Stato di garantire, per ciascun
alunno/studente con handicap, il docente specializzato di sostegno inerente le
attività didattiche. Salvo che per le
scuole elementari
(le ex scuole parificate), l'onore resta totalmente a carico della scuola
paritaria e/o della famiglia del portatore di handicap (e in casi meramente
fortunati, il contributo relativo al docente di sostegno è ridotto a
dimensioni veramente risibili e tali da non coprire le effettive esigenze di
sostegno degli alunni in difficoltà).
Siamo di fronte ad una ingiustizia che deve essere
emendata. Non va dimenticato che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale che impediscono l'esercizio dei propri
diritti/doveri educativi, formativi, scolastici: il riconoscimento del diritto
dell'alunno disabile all'istruzione non può essere in alcun modo compresso o
vulnerato.
Ultimamente il numero delle richieste di inserimento nelle
scuole cattoliche èfortemente aumentato: ma come può una scuola sostenere da
sola l'onere finanziario dell'insegnante di sostegno quando il suo costo è di
diverse migliaia di euro? E come può farlo se le richieste sono multiple? E
così le famiglie: come possono esercitare il loro diritto di scelta della
scuola per i propri figli disabili se sono costrette a sostenere in proprio
oneri che spesso sono economicamente insostenibili?
Di fronte a questa situazione, L'Agesc si è fatta carico
del problema promuovendo sia una azione di sensibilizzazione presso tutte le
scuole cattoliche, sia interessando due legali i quali hanno condiviso
l'esigenza di un affronto anche in sede giudiziaria, ponendosi a fianco delle
scuole Paritarie e delle famiglie che
hanno condiviso
l'azione e hanno accettato di farsi assistere. E ciò convinta della
necessità di una totale integrazione scolastica dei portatori di handicap
attuata senza discriminazioni, nel rispetto del loro diritto di scelta degli
ambiti in cui promuovere la propria crescita umana e culturale, nonché nel
rispetto totale delle leggi vigenti che prevedono sostegni finalizzati a far
superare stati di emarginazione e di esclusione.
In quest'ottica, confortata anche da una precedente
sentenza del Tribunale di Roma—II Sezione civile, Ordinanza 17/12/2002—che
ha riconosciuto sia "l'obbligo di una scuola non statale di accogliere
una bambina portatrice di handicap", sia "l'obbligo del Ministero e,
conseguentemente, del Provveditorato agli Studi di Roma, di assumersi
totalmente l'onere economico dell'insegnante di sostegno, rispettando così il
diritto della persona portatrice di handicap all'educazione, all'integrazione
sociale e alla partecipazione alla vita della comunità, nonché il diritto a
crescere in un ambiente favorevole allo sviluppo della sua personalità e
delle sue attitudini".
Sono state attivate alcune richieste al Ministero di
rimborso degli oneri sostenuti per gli insegnanti di sostegno, richieste alle
quali, tuttavia, non hanno fatto riscontro risposte adeguate. Da qui la
decisione di procedere attivando ricorsi — giunti alle fasi conclusive —
presso la Magistratura affinché il problema venga assunto e risolto.
E una questione di giustizia sociale e di democrazia
adulta.