La pagina dell'A.Ge.S.C. su "Avvenire" del 28 marzo 2003
Sommario
Il Premio «Macchi» - Don Luigi Giussani «Anche poveri, ma liberi di educare»
Meloni confermato
Un nuovo patto tra
scuola e famiglia
Testimonianze di
docenti e genitori di scuole cattoliche «di frontiera»
Il congresso nazionale Agesc svoltosi a il 14-15-16 marzo, che ha confermato Meloni alla presidenza, è stato celebrato all'indomani dell'approvazione della riforma Moratti; non poteva dunque non essere oggetto di una riflessione sul tema, sviluppata fra l’altro dal sottosegretario Valentina Aprea, che si è soffermata sul ruolo dei genitori nella nuova scuola tracciata dalla riforma. E’ poi ancora una volta echeggiato il giusto richiamo che "non ci sarà piena e completa riforma della scuola in Italia finché non sarà raggiunta ed effettivamente compiuta la piena parità scolastica tra scuola statale e non statale". Lo ha ricordato S.E. Mons. Cesare Nosiglia, presidente del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, nel suo intervento al congresso, ed è stato più volte sottolineato nel corso del dibattito a partire dalla relazione del presidente Meloni e dagli interventi di saluto, fra gli altri quelli dell’On. Storace, Presidente della regione Lazio, e del Sen. Tarolli.
Al centro della riflessione della prima giornata la necessità di un rinnovato patto fra scuola e famiglia, condizione indispensabile perché si possa attuare l'auspicato passaggio da una scuola di Stato ad una scuola che sia reale espressione della società civile e di tutti i soggetti che la compongono. E' in questo quadro che trovano la giusta collocazione i temi dell'effettiva (anche economica) libertà di scelta da parte delle famiglie, dell'autonomia scolastica, della comunità educativa.
Un approfondimento di questi argomenti lo si è avuto con la tavola rotonda sul tema "Dalla Comunità educativa alla comunità educante", alla quale hanno partecipato don Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio nazionale Scuola e Università della Conferenza Episcopale Italiana, don Giovanni Fedrigotti, già membro del Consiglio generale della Congregazione Salesiana, la professoressa Gregoria Cannarozzo dell’Università di Torino, il professor Giorgio Bocca dell’Università Cattolica di Milano, il professor Francesco Nembrini responsabile Ufficio scuola della Compagnia delle Opere e il professor Giovanni Cominelli, del Comitato tecnico scientifico dell’Istituto nazionale di valutazione del sistema d’istruzione. Cominelli, dopo aver sottolineato la crisi della "scuola-Stato" e della "scuola-centro sociale", ha individuato nella "scuola- comunità educativa" la prospettiva aperta dall'autonomia scolastica, oggi elevata a rango costituzionale. Non esiste più la scuola di Stato ma esistono le scuole della Repubblica che possono essere gestite dallo Stato, dalle Regioni, dagli Enti locali, da privati, da genitori, da ordini religiosi.
L'ultima giornata del congresso è stata dedicata alle testimonianze di docenti e genitori di scuole cattoliche "di frontiera", che hanno reso evidente quanto la libertà di educare spesso ha un caro prezzo. Tra queste, quella di Mrs Anne Tanney, preside della scuola femminile Holy Cross di Belfast (Irlanda del Nord) che si trova in un quartiere a maggioranza "lealista"-protestante e che dall’anno della sua fondazione, il 1969, subisce attacchi e attentati. La signora Tanney e e la signora Helen Burns, mamma di due allieve della Holy Cross, hanno raccontato dell’incubo vissuto in particolare tra il giugno e il settembre del 2001, quando le bambine sono state costrette ad andare a scuola scortate dalla polizia mentre una folla di manifestanti le insultava, lanciando bottiglie e mattoni. Altre testimonianze sono state portate dalla signora Razija Kuduz, bosniaca di religione musulmana che ha iscritto i propri due figli al Centro cattolico scolastico di Sarajevo, da padre Abdel Masih Fayez Fahim, responsabile della Scuola cattolica di Terrasanta a Gerusalemme, e da Chiara Tamagno, rappresentante del Commissariato di Terrasanta del Piemonte. "La situazione attuale della Palestina rende la vita impossibile agli studenti e alle famiglie – ha detto padre Abdel –. Molti studenti, se non tutti, hanno bisogno di assistenza psichica per quello che vedono ogni giorno nelle strade: sangue, distruzioni, morti, violenza, i prodotti della guerra." Testimonianze che hanno drammaticamente attualizzato il motto di monsignor Luigi Giussani ("Fateci andare in giro anche poveri, ma lasciateci la libertà di educare") insignito dal congresso del Premio Macchi.
La mozione
sulle priorità
politiche da privilegiare
Il Congresso Nazionale ha approvato all’unanimità la seguente mozione, che individua le priorità politiche della associazione:
- La riforma Moratti
– Questa riforma consente di superare un lungo periodo di transizione, risolve alla radice le contraddizione della legge 30/2000 e pone le basi per la pari dignità dei percorsi scolastici e di formazione professionale. Occorre proseguire nel processo riformatore con il costante coinvolgimento delle associazioni dei genitori della scuola.- La scuola dell’autonomia -
L’Autonomia non va collocata fra le iniziative di semplificazione burocratica. L’Autonomia è il passaggio fondamentale della riforma della scuola, per consentire ai soggetti della scuola la piena e libera espressione educativa. Occorre per questo un processo riformatore che non trascuri un' attenta ed urgente azione legislativa, anche intervenendo sui decreti attuativi già approvati, che allo stato mortificano la scuola declinando l’autonomia come semplice decentramento agli Enti Locali.- Organi di governo della scuola dell’autonomia -
Vanno ricollocati nella nuova logica della scuola dei Soggetti. E’ giusto evitare una legislazione che pretenda centralisticamente di definire ogni aspetto formale della loro strutturazione. L’autogoverno della Scuola è garanzia della sua libertà. Vanno comunque fissati gli indirizzi generali degli organi di governo della scuola dell’Autonomia. Occorre perciò riprendere un'urgente iniziativa legislativa, garantendo adeguati spazi istituzionali anche per le rappresentanze dei genitori.- Il sostegno all’handicap -
Le ristrettezze economiche del Bilancio hanno comportato "tagli" non accettabili alle risorse destinate all’handicap nella scuola. La situazione è ancora più grave per le Scuole paritarie. Si chiede un' urgente azione regolamentare che consenta la pari possibilità di accesso, fra scuole statali e paritarie, alle risorse destinate all’handicap nella scuola; tali risorse vanno significativamente incrementate.- Le risorse economiche -
La legge 62/2000 ha introdotto le condizioni giuridiche per la pari dignità fra scuole statali e paritarie. E’ però inaccettabile che manchino le risorse economiche per consentire alle famiglie la possibilità di libera scelta fra le une e le altre. La prossima Legge Finanziaria deve reperire risorse adeguate, rendendo acquisito il credito d’imposta per le spese scolastiche sostenute dai genitori.- La nuova struttura del MIUR -
E’ necessario che la struttura del Ministero dell’istruzione sia "riconvertita" alla logica innovativa della Scuola dell’autonomia. Occorre passare da una logica di "Governo" centrale della Scuola ad una strutturazione che realizzi sussidiariamente una funzione di supporto, indirizzo generale e garanzia dei risultati formativi. Il Sistema Nazionale di Valutazione deve essere reso autonomo, prevedendo spazi adeguati per le rappresentanze dei genitori.- La devolution -
Siamo favorevoli alla riforma federalista dello Stato; essa però non deve determinare condizioni di ineguaglianza sul piano dei diritti sostanziali effettivamente riconosciuti ed esercitati dai genitori. Sono un indicatore negativo le differenti normative regionali, spesso insufficienti in tema di parità di accesso al sistema scolastico e diritto allo studio, che determinano di fatto discriminazioni di trattamento delle famiglie nell’ambito del territorio nazionale. Va poi con forza evitato il rischio di una riforma federalista che sostituisca al centralismo statale quello dell’Ente Locale.
Monsignor
Betori:
«Genitori, educate alla fede»
Al congresso dell'Agesc è intervenuto S.E. Mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, che ha presieduto la celebrazione della Santa Messa domenicale.
Nell'Omelia, prendendo spunto dal tempo liturgico, Mons. Betori ha osservato che la proposta formativa della Quaresima "ci fa diventare responsabili non solo verso noi stessi ma anche verso gli altri", responsabili "di una educazione alla fede che ingloba in sé anche un’educazione alla vita, una educazione umana".
"Dico questo – ha proseguito il presule - perché più da vicino, come genitori e come genitori associati all’interno di questa specifica associazione, tocca a voi questa responsabilità, Dobbiamo assumere il compito educativo non come un compito in più rispetto al nostro essere cristiani ma come un compito che ci qualifica come cristiani nella responsabilità che abbiamo verso noi stessi, cioè fare della nostra vita un cammino di tappe e di obiettivi, e ci qualifica anche nella nostra responsabilità verso gli altri. Questo richiede ovviamente una chiarezza di percorso, sapere che strada stiamo prendendo, dove vogliamo andare. Richiede anche una chiarezza di mezzi, cioè con quali strumenti vogliamo edificare il nostro cammino educativo. Richiede anche una chiarezza di coinvolgimento di tutto noi stessi, sapendoci responsabili del cammino educativo verso gli altri. Ecco questo primo pensiero, che il contesto quaresimale ci ripropone nella sua caratteristica di itinerario educativo alla fede cristiana, diventa un richiamo anche a quelle che sono le caratteristiche del nostro apporto a quel compito educativo che vi siete assunti nel momento che avete accettato di entrare all’interno di questa Associazione".
Il Congresso Nazionale ha proceduto alla elezione del nuovo Comitato Esecutivo per il triennio 2003-2006; questa la nuova composizione: presidente nazionale: Enzo Meloni – Bergamo; vice presidente nazionale: Vito Massari – Bari; past president: Stefano Versari – Forlì; segretario nazionale: Gerardo Veneziani – Bergamo; tesoriere: Maria Grazia Colombo –Lecco; responsabile ufficio stampa: Marco Fabbri – Cesena; responsabile ufficio relazioni estere: Valter Boero – Torino; responsabile ufficio formazione professionale: Gianluigi Serraglio – Vicenza; delegati del congresso: Antonio Chiefari - Padova, Antonio Corini – Roma, Roberto Gontero – Torino, Roberto Lombardi – Livorno; assistente ecclesiastico: don Pierino De Giorgi sdb – Roma; presidente collegio sindacale: Francesco Palmieri – Napoli; presidente collegio probiviri: Antonio Passiatore – Bari.
Il Premio «Macchi»
Don Luigi
Giussani
«Anche poveri, ma liberi di educare»
Durante il congresso l'Agesc ha consegnato il Premio Mario Macchi, tributato a chi si è distinto nel campo dell'educazione, a mons. Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Ha ritirato il premio il Prof. Giorgio Feliciani, vice presidente della Fraternità di Cl, che ha letto un bellissimo messaggio di don Giussani (che pubblichiamo leggermente ridotto per esigenze redazionali, la versione integrale è disponibile qui).
"Pur dispiaciutissimo di non potere essere fisicamente presente oggi tra voi, voglio esprimervi tutta la gratitudine e la commozione, non solo per la consegna del Premio "Mario Macchi", ma per la presenza e l’operato della vostra Associazione, che per me rappresenta una testimonianza appassionata ed entusiasta della vostra fede nel mondo così difficile e decisivo della scuola.
Ho sempre concepito e vissuto il compito dell’educazione come circostanza più imponente della passione con cui il Signore ha investito la mia vita, fin dal primo giorno di scuola al Liceo Berchet, quando, salendo i gradini dell’ingresso, Gli chiesi di poter comunicare ai miei studenti la bellezza e la ragionevolezza, cioè l’umanità, dell’esperienza cristiana così come l’avevo incontrata e vissuta in famiglia prima e poi nel mio Seminario.
Che altro è educare se non comunicare a se stessi, la passione ideale che muove la propria vita nel rapporto con tutta la realtà originata, attuata e finalizzata nel mistero dell’avvenimento di Cristo? (…) Pensando a ciascuno di voi, alle vostre famiglie, ai vostri ragazzi, non posso non considerare che l’avere dei figli da educare è la più grande occasione che Dio ci dà per risvegliare la fede in noi.
In queste ore così drammatiche per la vita nel mondo, quando sembra che la menzogna e la violenza colmino all’orizzonte, non solo della vita tra i popoli, ma anche delle vicende personali di ciascuno, avverto più che mai urgente per la salvezza dell’umano, al di là della finitezza e dei limiti dell’umano stesso, il compito di una educazione in cui si possa far percepire il cammino della vita come tensione, istante per istante, a un Destino che è bene; altrimenti sarebbe inutile e ingiusto generare figli, perché allora sì, sarebbe inutile vivere.
Avete giustamente percepito nella nostra vita che la permanenza e la forza del richiamo ideale non può sussistere se ci si concepisce individualisticamente, se la famiglia non si scopre parte di un popolo, di quell’alveo vitale in cui il Signore opera come chiarezza di giudizio e sostegno nella circostanza storica. Una famiglia non può resistere da sola! Perciò nella preoccupazione educativa in una famiglia oggi è intelligente ed umana nella misura in cui stabilisce rapporti che creino una trama sociale che si opponga alla trama sociale dominante. (…)
"Fateci andare in giro anche poveri, ma lasciateci la libertà di educare". Questo abbiamo sempre rivendicato fin dagli inizi di Gioventù Studentesca e questo continuiamo a chiedere con insistenza a chi ha responsabilità di governo della scuola a tutti i livelli. Non rivendichiamo privilegi di nessun tipo, ma soltanto che venga riconosciuta effettivamente la possibilità di una presenza educativa nella scuola che riconosca e dilati l’ambito primario della responsabilità educativa della famiglia, fino ad assumere il rischio di tentativi (sempre più numerosi e significativi) di scuole libere.
Vi ringrazio ancora di cuore della testimonianza limpida di fede che scaturisce della vostra presenza nella scuola e vi auguro di potere continuamente approfondire le ragioni del vostro agire nella evidenza che l’educazione è compito di tutta la vita, innanzitutto verso se stessi, nella quotidianamente percepita urgenza del proprio cambiamento davanti al Signore e al mondo."
Luigi Giussani