"Nella Finanziaria spazio alla
parità"
La presidente nazionale dell'AGeSC, Maria
Grazia Colombo, ha scritto una lettera aperta al ministro
della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.
Stimatissimo Signor Ministro,
siamo all'inizio di un nuovo anno scolastico. La nostra
Associazione ha avuto modo di esaminare lo sviluppo della
situazione della scuola italiana, così come delineata nelle
note e nelle circolari ministeriali oltre che nelle
dichiarazioni da Lei stesso fatte, e ha preso atto di come
Lei, Signor Ministro, abbia sottolineato come valore
l'esistenza di un servizio pubblico di istruzione, formato
da scuole statali e scuole paritarie. Le chiedo -
concordando con quanto detto - a nome e per conto dei nostri
associati, che non solo venga mantenuto nella prossima
Finanziaria, come da Lei stesso più volte ribadito, il
medesimo finanziamento alle scuole paritarie dello scorso
anno (532 milioni di euro), ma che esso venga incrementato
proprio per attuare la legge sulla parità n° 62/2000,
promossa dal Governo di centro-sinistra presieduto dall'on.
D'Alema, e per dare seguito concreto a molteplici
dichiarazioni in tal senso di esponenti della maggioranza.
Per sostenere la libertà di scelta delle famiglie -
anch'essa da Lei riconosciuta - occorre, inoltre, confermare
anche per questo anno scolastico, il contributo statale alle
famiglie che scelgono la scuola paritaria, migliorandone
l'applicazione rispetto al passato. Inoltre, di fronte alle
richieste di collaborazione e di dialogo con i genitori,
come Associazione ribadiamo il giudizio negativo su come in
questi primi mesi di legislatura si è proceduto nelle
modifiche all'attuazione della Legge 53/2003: la scuola non
riguarda innanzitutto i sindacati, ma i ragazzi e le loro
famiglie, per cui, prima di modificare in modo affrettato ed
in base ad accordi sindacali quanto previsto dalla legge e
dai decreti attuativi, mettendo in difficoltà le scelte
didattiche di molte scuole, è doveroso consultare anche le
associazioni dei genitori, dei docenti e la società civile
in genere.
Infine, condividiamo la denuncia da Lei fatta alla Camera,
secondo la quale "oggi il nostro problema è quello di
quel 25% di 14-18enni che alle superiori ci è andato, ma
poi le ha abbandonate o ne è stato espulso". E quindi
"l'indispensabile recupero della dispersione attraverso
azioni didattiche e percorsi capaci di motivare, di
assecondare e di valorizzare le propensioni, gli interessi,
gli stili di apprendimento, le intelligenze, i talenti di
ciascun ragazzo e ragazza". Condividiamo questa sua
analisi e questa sua prospettiva operativa, tuttavia non si
capisce come questo possa conciliarsi con la proposta di un
biennio unitario obbligatorio per tutti i ragazzi nella
scuola, quando il successo formativo dei nuovi corsi di
formazione professionale in atto in alcune Regioni dimostra
che altra è la strada da seguire. Come Associazione ci
auguriamo di trovare in Lei, Signor Ministro, attenzione e
considerazione a queste osservazioni, e di poter presto
dialogare e confrontarci nel merito.
Con cordialità.
Maria Grazia Colombo
Presidente Nazionale Agesc
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