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«La maternità non è malattia»

Maria Grazia Colombo: quelle domande vanno modificate. «Obiettivi condivisibili ma errori non giustificabili» Scala (Moige): e i genitori possono dire no solo dopo

Maria Grazia Colombo, vicepresidente del Forum, già presidente Agesc, una vita dedicato all’emergenza educativa, non si rassegna al fatto che Miur e Ministero della salute possano sprecare un’occasione così importante: «L’iniziativa va accolta con favore perché cono- scere dalla voce diretta dei ragazzi il loro modo di vivere la sessualità è comunque fondamentale ma – sottolinea quasi incredula – mi sembra impossibile che ci siano state tutte queste disattenzioni. La più intollerabile è proprio quella relativa alla pillola del giorno dopo che non è e non può essere considerata una scelta contraccettiva ». Molto critico il giudizio dell’esperta anche a proposito della confusione tra malattie infettive e gravidanza. Una domanda del questionario è infatti formulata così: «Tu e/o il tuo partner avete fatto qualcosa per evitare una gravidanza e il rischio di infezioni/malattie?». Di fatto l’eventualità di avere un figlio viene messa sulla stesso piano rispetto al rischio infezioni. «Non vuol dire – riprendere Colombo – auspicare gravidanze da parte di ragazzine sedicenni ma in un test pensato per indagare la salute riproduttiva in uno scenario di crescente denatalità, l’accenno alla maternità andava proposto con qualche attenzione in più. Il questionario va modificato».

Tanti dubbi sul test anche da parte di Elisabetta Scale del Moige, che la scorsa settimana ha preso parte alla presentazione dell’iniziativa nell’ambito di un incontro del Fonags. «Ho fatto notare ai rappresentanti dei due ministeri coinvolti – spiega – che le famiglie avrebbero dovute essere coinvolte prima e non a cose fatte. Mi sembra inaccettabile anche il fatto che i genitori non possano esprimere un dissenso preventivo ma, solo dopo la compilazione del questionario, hanno semmai la possibilità di chiedere alla scuola di stralciare il documento dei loro figli». Riserve su alcuni aspetti del questionario sono state presentate anche da Giovanni Sanfilippo ((Faes), Angela Nava (Coordinamento genitori democratici) e Giancarlo Frare (Agesc).