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Scuola (Statale e Paritaria) a che punto siamo con i PON?

In attesa del via libera della Commissione europea

Caro direttore, prima di tutto ringrazio “Avvenire” che ha seguito fin dall’inizio la vicenda Pon e scuole paritarie.

Un cammino iniziato nel settembre dell’anno scorso che ha visto protagonisti diversi attori, ma in particolare due membri del Governo: la ministra Fedeli e il ministro De Vincenti coadiuvati dai loro uffici competenti. C’è stata una sinergia intelligente che ha prima di tutto sviscerato il problema, studiato possibili soluzioni e poi messo in campo un’azione. Fa bene, secondo me, ogni tanto ripercorrere i passaggi di un lavoro fatto per fissare metodi e soluzioni che a volte nascono in modo casuale, quasi istintivo e non come esito ponderato di un percorso relazionale.

Ma la domanda che i genitori e le scuole paritarie oggi si pongono è: a che punto siamo nel percorso iniziato? I due ministri con i loro relativi capi dipartimento hanno scritto una lettera che chiede, non solo ma elabora e propone una variazione dell’accordo in atto circa l’esclusione delle scuole paritarie italiane dall’accesso ai bandi europei chiamati “Pon”. La proposta di variazione indirizzata alla Commissione europea viene integrata e accolta favorevolmente. Ora manca l’ultimo passaggio che è di competenza della Commissione stessa e cioè la modifica effettiva dell’Accordo che è un atto complesso e che non riguarda solo i Pon che tanto stanno a cuore alle scuole paritarie. Tempi previsti? Entro fine dicembre accordo esecutivo per permettere alla scuole di accedere ai primi bandi del 2018. Seguiremo con attenzione i passi europei con l’appoggio degli uffici del Miur.

Ricordo che questa non è una questione solo di “soldi” ma di superamento di una grave discriminazione gravata sulle famiglie, sui docenti e sugli studenti di scuola paritaria e basata sul non riconoscimento della funzione pubblica delle scuole stesse. Disparità che da anni ha fatto male a tutto il sistema scuola italiano.

Grazie per lo spazio che “Avvenire” ci ha sempre messo a disposizione e che ci permette di informare tutti in modo trasparente e quindi costruttivo. Una buona informazione fa bene sempre perché rimette in moto una speranza civica.

di Maria Grazia Colombo - Vicepresidente nazionale Forum delle associazioni familiari