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La lettera aperta di Roberto Gontero, al Capo dello Stato

Noi infatti siamo qui pronti a lavorare per ricostruire con tutti i soggetti della scuola, quel patto educativo famiglia-scuola che si è rotto nel corso di questi travagliati anni di continue riforme.

Stimatissimo Presidente della Repubblica Italiana, lunedì 19 Settembre ci incontreremo a Sondrio in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico. Non avremo certamente modo di parlarci, io dal pubblico in rappresentanza dei genitori della scuola cattolica e Lei dal palco d’onore in rappresentanza di tutti noi cittadini e delle Istituzioni, ed allora metto per iscritto quanto vorrei dirle. La cerimonia di inizio anno scolastico non è una parata celebrativa ma segna ufficialmente l’inizio di un altro anno di avventure nel mondo della bellezza dell’apprendere per milioni di studenti e di studentesse. Non deve essere e non sarà un anno sprecato della vita di questi giovani. Questo è quanto ogni genitore desidera più di ogni altra cosa per i propri figli e non c’è genitore che non abbia uno sguardo pieno di desiderio per il bene del proprio figlio o figlia. La scuola ha tra i tanti compiti anche questo: destare lo stupore e riempire di bellezza la mente ed il cuore affinché i ragazzi ne vengano afferrati. È vero, ci sono tanti problemi nella scuola, ma noi genitori vogliamo, nonostante tutte le lacune evidenziate in questi giorni dai mass-media e purtroppo molte vere, ancora fidarci dei nostri insegnanti e dirigenti che come sempre sapranno offrire il meglio di sé stessi per non tradire la propria vocazione. Noi infatti siamo qui pronti a lavorare per ricostruire con tutti i soggetti della scuola, quel patto educativo famiglia-scuola che si è rotto nel corso di questi travagliati anni di continue riforme.

Atempopieno - N.3 ottobre 2016