AGeSC - Associazione Genitori Scuole Cattoliche
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29 ottobre 2004

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Con il fiato sospeso sul «buono» 2005

Ivo Tarolli (Udc): «Nessun problema per la Finanziaria del prossimo anno. Lo stanziamento deciso nel 2003 non era una tantum, ma segnava una tendenza»

Nel mese di agosto le famiglie che hanno i figli nelle scuole paritarie hanno ricevuto il primo "buono" nazionale frutto soprattutto dell’impegno dell’AGeSC. Lo stanziamento, inserito nella finanziaria 2003 grazie ad un emendamento proposto dall’AGeSC e dal Comitato per la scuola della società civile, fatto proprio come primo firmatario dal senatore Ivo Tarolli, ammontava a 30 milioni di euro. Ben poca cosa rispetto alle spese e alle necessità delle famiglie, ma comunque il primo riconoscimento economico della libertà di educazione a livello nazionale. Nella finanziaria 2004 il fondo è salito a 50 milioni di euro. Ancora non risulta che il Ministero dell’Istruzione abbia avviato le procedure per arrivare all’erogazione dei contributi alle famiglie. Nella finanziaria 2005? "Nessun problema – assicura Tarolli – lo stanziamento che avevamo deciso nel 2003 non era una tantum ma tendenziale, cioè prevedeva 30 milioni nel 2003, 50 nel 2004 e 70 nel 2005. E così sarà". Il senatore Tarolli è il parlamentare che per il suo partito, l’Udc, segue la negoziazione della finanziaria. "A luglio – spiega – ho partecipato al tavolo dell’economia ma ancora non abbiamo concluso. In discussione c’è la proposta di un miliardo di euro per la famiglia. Lo stanziamento a nostro avviso deve segnare l’avvio di una politica innovativa di sostegno della famiglia. Si tratta di raccogliere tutti i rivoli di finanziamento esistenti e concentrarli su un unico fondo. Quando sapremo l’ammontare del fondo potremo far partire una politica organica per la famiglia, tenendo conto di redditi, numero dei componenti, presenza di anziani non autosufficienti, figli in età scolare, e così via." Questo per la famiglia in generale, ma i fondi per le scuole paritarie sono aumentati? "Sto seguendo con attenzione questo aspetto. Non appena avremo il quadro completo potremo dire cosa si può fare".

Intanto in Parlamento è in discussione una proposta di legge dell’on. Fabio Garagnani (Forza Italia) volta a definire un quadro nazionale del diritto allo studio, in vista del passaggio delle competenze scolastiche alle Regioni. L’Associazione segue con interesse questa proposta, approvata dalla Commissione Cultura della Camera. Al di là di alcuni emendamenti necessari, l’elemento positivo di novità è rappresentato dall’introduzione di una nuova definizione di diritto allo studio, attraverso l’elencazione dei servizi. Questi comprendono: misure per favorire l’accesso degli studenti ai sussidi didattici; borse di studio per capaci e meritevoli privi di mezzi, in attuazione di quanto previsto all’articolo 34 della Costituzione; buoni-scuola per la copertura, in tutto o in parte, dei costi di iscrizione a scuole paritarie, secondo modalità definite con apposito regolamento; altri interventi rivolti al perseguimento delle finalità della legge che all’articolo 1 afferma: "La Repubblica riconosce valore e carattere di pubblico servizio alle iniziative di istruzione e di educazione promosse da enti pubblici e privati, da singoli o da associazioni di cittadini, da istituzioni e da associazioni private dotate di personalità giuridica che corrispondano agli ordinamenti generali dell'istruzione, siano coerenti con la domanda formativa delle famiglie e rispondano alle esigenze di un agevole inserimento dei giovani nel mondo del lavoro".


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Atempopieno, l'agenda di famiglia

È in arrivo un regalo per i genitori dell’AGeSC: il libro agenda Atempopieno, che accompagnerà i genitori aiutandoli a capire le finalità dell’Associazione, i campi di azione e di attività. "L’iniziativa – spiega il presidente nazionale Enzo Meloni – nasce soprattutto dall’esigenza di comunicare con i nostri soci in una forma nuova e con uno strumento più diretto ed immediato. Ci si è posti l’obiettivo di consegnare loro una pubblicazione che risulti utile, giorno per giorno, faccia conoscere l’AGeSC, aiutando le famiglie ad innamorarsi della nostra realtà associativa. Vorremmo che si capisse meglio l’AGeSC, il suo ruolo nella scuola, nella scuola cattolica, il suo impegno nel campo educativo, espresso e sostenuto dalle tante persone che in trent’anni di vita dell’Associazione ne hanno condiviso esperienze, idee, finalità. Questa pubblicazione nasce come concreto messaggio di azione e di promozione nei confronti delle famiglie che si avvicinano all’Associazione e che ancora non la conoscono." L’augurio è che il libro venga messo in evidenza in casa, possa essere utilizzato e consultato. Sarà così uno strumento utile per aiutare il genitore a fare un salto di qualità nell’esperienza educativa.

Segnaliamo, inoltre, due volumi scritti da Giancarlo Tettamanti e Stefano Versari.

Il primo ha pubblicato "L’avventura educativa–Educazione, famiglia, scuola, parità", edito da ItacaLibri. Il libro è un approccio culturale all’educazione e alla formazione scolastica. Si parte dalla responsabilità della famiglia per inoltrarsi nei vari argomenti relativi allo sviluppo della persona, in tutti i suoi aspetti costitutivi. Esso richiede ambiti adatti, rispetto del suo evolversi psichico e fisico, e la libertà che è alla base di ogni processo educativo. La scuola è coinvolta come momento pregnante, ma sussidiario alla persona e alla famiglia. Da qui il problema del "pluralismo istituzionale", della libertà di scelta della scuola cattolica, espressione della comunità ecclesiale, prima ancora che della comunità civile.

Il secondo ha curato "La scuola della società civile tra Stato e mercato" edito nella collana politica di Rubbettino. Filo conduttore è l’approfondimento dell’idea di scuola della società civile, espressione delle dinamiche sociali. Il sistema di istruzione e formazione, insomma, dallo Stato e dalla sua Amministrazione alla società ed alle sue articolazioni. E’ la strada della sussidiarietà nella scuola.

Da segnalare,infine,l’uscita del libro di Andrea Messinese, presidente regionale AGeSC Puglia, dal titolo "Riforma Moratti: dalla legge 53/2003 al D.L.vo 59/2004", pubblicato da Scuola & Amministrazione - Carra Editrice


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Genitori, naturalmente educatori

di Giorgio Bocca*

Modi e forme di realizzazione di esperienze di partenariato tra genitori e scuola: una analisi pedagogica.

La formazione ed il coinvolgimento dei genitori costituisce oggi un tema essenziale nel progetto di riforma della scuola.

L’impostazione dell’istruzione sulla base di profili terminali, l’autonomia e il POF di ogni singola scuola, portano a pattuire fra scuola e genitori un ‘contratto formativo’ che si sostanzia di piani di studio personalizzati e trova una verifica essenziale nel portfolio delle competenze.

Si sposta così la logica della relazione scuola-famiglia dalla mera gestione dei processi educazionali, così come delineata in sede di organi collegiali, o di attivitá varie, verso forme di partecipazione fra soggetti educativi autonomi ed in grado di concorrere, ciascuno per le sue potenzialità, alla delineazione di percorsi di istruzione educativa.

Questa impostazione, se riserva ai docenti l’approccio disciplinare, pone in gioco la soggettività educativa della famiglia per contribuire ad individuare e realizzare il profilo terminale secondo i modi e le forme più adatti alla specificità del singolo allievo.

La famiglia si rivolge alla scuola per condividere il progetto educativo vicino alla propria progettualità sui figli, e stipula con essa un ‘patto educativo’ in cui è parte attiva, assumendosi la sua responsabilità nei complessi processi di istruzione educativa. In realtà, molte famiglie, non educate ad educare i figli, sono in difficoltà a prospettare una propria progettualità, quando anche non si sentono in grado di assumersi un tale impegno. D’altro canto, la scuola se non fonda la propria azione educativa sulla fattiva collaborazione con le famiglie dei propri allievi, poco riesce ad attuare: è dunque anche suo impegno favorire l’assunzione da parte della famiglia del proprio ruolo sì da rendere maggiormente incisiva anche la propria azione di istruzione educativa.

I genitori sono naturalmente educatori e ciò non dipende certo dal grado di cultura dei singoli. Bisogna risvegliare e potenziare tale capacità innata procedendo semmai ad ‘educarla’ e non a sostituirvisi; si tratta di attivare la famiglia affinché non sia più un puro soggetto delegante rispetto all’istruzione educativa dei figli.

Ció significa peró che i genitori debbono possedere gli strumenti necessari per esprimere una propria progettualità educativa nei confronti della scuola, e possano ‘pattuirla’ con le altre figure educative (docenti, società…).

La formazione dei genitori può essere anche compito della scuola in quanto tale anche se, secondo una corretta applicazione del principio di sussidiarietà, spetta ai genitori stessi organizzarsi per procedere alla propria auto-educazione.

Viene cosí a determinarsi una molteplicità di situazioni:

a. dove esiste una presenza associativa organizzata dei genitori è sua precipua funzione organizzare e gestire la formazione dei genitori stessi, ben al di là della semplice gestione di attivitá dei e per i genitori;

b. dove tale organizzazione non esiste, tocca comunque alla scuola dare vita, in collaborazione con le Associazioni di genitori, ad iniziative tese a far emergere figure genitoriali cui affidare tale attività.

L’attività formativa, però, non esaurisce in sé l’azione dell’associazionismo nella scuola, né va confusa con la formazione ed il sostegno ai genitori che operano negli organi collegiali.

L’associazionismo dei genitori rappresenta la concretizzazione organizzativa dell’impegno di sussidiarietà e di stimolo all’educazione permanente degli adulti da parte della scuola. È, infatti, indispensabile che un gruppo di genitori si faccia carico di questa azione educativa nei confronti di altri genitori, poiché la scuola, è dotata di competenze e modalità di azione che rivelano la propria fecondità solo procedendo dal ‘patto educativo’, non è in grado di operare prima della sua stipula consapevole da parte della famiglia.

*Professore di Pedagogia generale
Libera Università di Bolzano
Sede di Bressanone


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Emilia - Romagna, la Regione non ci sente

Giuseppe Bentivoglio, da due anni presidente regionale dell’AGeSC in Emilia-Romagna, è particolarmente soddisfatto, "senza la collaborazione attiva – sottolinea – di tutti i componenti il comitato regionale l’Associazione non riuscirebbe, come invece riesce, a portare il punto di vista delle famiglie della scuola cattolica in tutti gli organismi, civili ed ecclesiali, in cui è richiesto". In Emilia-Romagna l’AGeSC è presente in tutte le province, anche se in alcune con qualche difficoltà. "In questi due anni – spiega Bentivoglio – ho cercato di continuare il lavoro dei miei predecessori Versari e Boarelli, di essere vicino alle necessità dei vari istituti e di dare risposta alle domande che vengono dalla base".

Negli ultimi mesi l’AGeSC ha promosso un lavoro capillare di informazione sulla riforma Moratti. "Senza compiere scelte a priori – racconta Bentivoglio – siamo stati dentro gli organismi dove le famiglie possono esprimere le loro opinioni e compiere le correzioni necessarie". Dall’inizio dell’anno fino a primavera inoltrata sono stati realizzati incontri di formazione e informazione in numerose città. Un lavoro che è culminato naturalmente nella giornata di riflessione nazionale, indetta dall’AGeSC il 22 maggio scorso.

L’Associazione in Emilia Romagna può contare su rapporti cordiali di collaborazione con i gestori delle scuole cattoliche. Particolarmente positivo il rapporto con la Fidae e con il presidente regionale, don Alessandro Ferraroli. "In questi mesi – spiega Bentivoglio - la Fidae si è sempre dimostrata disponibile alla collaborazione e al dialogo. Ha partecipato alle nostre iniziative ed ha aiutato l’Associazione ad inserirsi nelle scuole". Rapporti di stima e di dialogo sono in corso anche con la Fism, con la quale si sta lavorando sull’identità e sulle prospettive delle scuole materne cattoliche in Emilia-Romagna e con la FOE.

L’AGeSC fa parte della Consulta regionale per la pastorale scolastica. Nel giugno scorso la Consulta ha organizzato un convegno conoscitivo sulla riforma e l’Associazione vi ha partecipato. "Ottimi – continua Bentivoglio – sono i rapporti con la Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna e con il vescovo delegato per la pastorale scolastica, monsignor Tomaso Ghirelli".

L’Associazione fatica invece a trovarsi in sintonia con la politica legislativa scolastica della Regione. "Noi siamo sempre disponibili al confronto – spiega Bentivoglio – purché sia salvaguardata la libertà di scelta educativa delle famiglie". L’AGeSC è comunque riuscita a stringere accordi con alcune Amministrazioni Comunali sui temi del diritto allo studio (mense, trasporti, ...) con convenzioni e protocolli d’intesa. "Siamo disponibili a confrontarci con tutte le Amministrazioni – conclude – che considerano la partecipazione delle famiglie come una ricchezza e non come un’ingerenza o una presenza scomoda. Purtroppo nella nostra Regione queste posizioni non sono diffuse come dovrebbero".


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