AGeSC - Associazione Genitori Scuole Cattoliche
Ricerca nel sito

ti trovi in:

Le pagine A.Ge.S.C. su "Avvenire"

25 febbraio 2005

Sommario

Torna al Sommario

finanziamenti
Dal 2003 il Parlamento ha inserito in Finanziaria un contributo a favore delle famiglie che scelgono le scuole paritarie, che appare ancora irrisorio rispetto alle esigenze. I responsabili del settore scuola dei due maggiori partiti intervengono su questa disparitàdi trattamento rispetto alle scuole statali
«Questo bonus è da aumentare»
La proposta lanciata da Mauro (FI). Ranieri (DS):«Ma solo una politica espansiva dei livelli di scolarità, sostenuta da adeguati provvedimenti di diritto allo studio, può dare frutti»

La legge 62 del 2000 ha riconosciuto che il sistema pubblico dell'istruzione nel nostro Paese è costituito da scuole statali e scuole paritarie. Dopo ormai cinque anni dall'approvazione della legge, a questo riconoscimento giuridico non è seguito un adeguato intervento economico, per cui le famiglie che scelgono le scuole paritarie sostengono ancora oneri economici che rendono difficile la libertà di scelta o addirittura la impediscono. Alcune Regioni sono intervenute con lo strumento del "buono scuola", mentre dal 2003 il Parlamento ha inserito nella Legge finanziaria un contributo per le famiglie ancora irrisorio rispetto alle esigenze. Non è forse giunto il momento di eliminare la disparità di trattamento fra le famiglie? Abbiamo girato la domanda al responsabile scuola del maggiore partito di governo, l’on. Mario Mauro, di Forza Italia, e al suo collega del maggiore partito di opposizione, Andrea Ranieri, dei Ds.

Se Mauro riconosce che "la discriminazione ancora esistente in Italia nella scelta educativa delle famiglie è una palese ingiustizia, uno dei nodi dello statalismo", Ranieri ci tiene a ricordare che "le scuole paritarie non perdono le caratteristiche di scuole private" e si lancia in un attacco al Ministro Moratti che ha ridato "fiato proprio a quei diplomifici che la legge di parità voleva chiudere."

Insistiamo: i vostri partiti cosa intendono fare per promuovere una reale parità, economica e non solo giuridica? La risposta di Ranieri non apre a prospettive ottimistiche: "Non credo – dichiara - che il bonus sia la soluzione dei problemi della scuola paritaria. Non credo che un solo povero sia entrato nella scuola paritaria avvalendosi del bonus. Inoltre, in assenza di serie politiche di diritto allo studio commisurate ai livelli di reddito, si rischia di creare una disparità nuova, quella di destinare risorse a chi comunque può permettersi di pagare una retta, e di lasciare senza risorse quelle famiglie, sempre più numerose, che stentano a tenere insieme pranzo, cena, affitto e acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico per i propri figli." Quindi? ."Lo spazio per la soluzione si può trovare solo in una politica espansiva dei livelli di scolarità, sostenuta da adeguati provvedimenti di diritto allo studio. E può collocarsi in questo quadro una libertà di scelta delle famiglie, non avulsa dai diritti e dai doveri della solidarietà."

Mario Mauro, invece annuncia che, dopo la riforma, "ora metteremo mano a tutti gli altri provvedimenti che sono necessari per completare il nostro sistema educativo in termini di qualità e di libertà. Rivedere lo stato giuridico dei docenti e rendere effettiva la parità scolastica sono le priorità. I progetti di legge sono già in Parlamento, li porteremo entrambi a compimento prima del termine della legislatura. La parità nello schieramento di centro destra è sicuramente un valore condiviso mentre nel centro sinistra risulta essere largamente contestato."

L'AGeSC ha sostenuto con favore il bonus per le famiglie delle scuole paritarie, introdotto nella Legge finanziaria, che va consolidato ed incrementato. Il suo partito cosa ne pensa e come ritiene di intervenire? "È uno strumento - risponde Mauro - che abbiamo sostenuto fin dall’inizio e che vogliamo potenziare. La recente sentenza della Consulta ha dichiarato illegittimo l’incremento previsto nella Finanziaria 2004, ma non ha messo in discussione il contributo originario. Intendiamo ripristinarlo, aumentarlo se possibile, chiarendone la destinazione nei termini di sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie."


Torna al Sommario

Una vita per la scuola: a mons. Magagnin una onorificenza dal Presidente Ciampi

Una vita per la scuola. Mons. Massimo Magagnin ha ricevuto dal Presidente della Repubblica l’onoreficenza di benemerito per la scuola, la cultura e l’arte. Sessanta anni, laureato in filosofia all’Università di Bologna, dopo aver insegnato a Cesena e a Conegliano, don Massimo da ormai vent’anni è direttore e preside di scuola paritaria, il Collegio vescovile D. Alighieri a Vittorio Veneto. È stato presidente regionale della Fidae nel Veneto. "La scuola cattolica – osserva – è un grande esempio di libertà. Le nostre sono davvero scuole libere, aperte a tutti, non solo ai cattolici. Non c’è alcun problema ad accogliere persone di fede e cultura diversa, purché si accetti il progetto formativo della scuola. Noi ci battiamo per la libertà d’educazione. Non c’è concorrenza con la scuola statale, possiamo dire di essere competitivi, ovvero insieme operiamo per il meglio dell’educazione dei giovani". Alla luce di tanti anni di esperienza, come vede il futuro della scuola cattolica in Italia? "Abbiamo ottenuto un risultato importante e questo è il riconoscimento della parità giuridica. Manca la parità economica. E’ un obiettivo da raggiungere, prendendo esempio dal Santo Padre che ha sempre rivendicato il sostegno alle famiglie. Non dobbiamo mai dimenticare a quali difficoltà può andare incontro una famiglia che ha due o tre figli e vuole mandarli in una scuola cattolica. Anche per questo ho sempre sostenuto l’azione dell’AGeSC. In Veneto come presidente della Fidae ho seguito l’iter che ha portato alla legge sul buono scuola, un contributo dato direttamente alle famiglie. In questo modo siamo riusciti a dare un aiuto concreto. Bisogna insistere su questa battaglia per la parità economica."

Don Massimo, proviamo ad allargare lo sguardo all’intera scuola italiana. Cosa pensa della riforma Moratti? "Ogni riforma ha i suoi lati positivi e qualche ombra. Un progetto di riforma era necessario e ho apprezzato l’impegno profuso dal ministro Moratti. Questa riforma dà un grande valore alla presenza della famiglia. I genitori sono chiamati a dare un contributo originale al progetto educativo. Fra scuola e famiglia si realizza una convergenza di valori che garantisce ai giovani una formazione globale. Si realizza così una cordicella con tre nodi – famiglia, scuola e ragazzi – che sempre devono stare insieme. Il lato positivo di questa riforma? realizza una presenza intelligente della famiglia nel processo educativo dei figli."


Torna al Sommario

intervento
Con i fondi agli utenti c'è libertà di scelta

di Sergio Belardinelli*

L’attuale situazione storica stimola ad incrementare l’attenzione nei confronti della scuola, consapevoli che oggi più che mai "il futuro è legato alla scelta dell’educazione" (Per la scuola, Lettera Commissione Episcopale CEI, 1995). In questo senso centrale è il compito della scuola cattolica, che vive una situazione di difficoltà, determinata anche da contrapposizioni ideologiche. E’ urgente ricercare "strumenti normativi e adeguati interventi economici da parte dello Stato, delle Regioni e degli enti locali, che rendono effettivi i diritti dei cittadini e riconoscano la funzione sociale del servizio delle scuole non statali che operano senza scopo di lucro … la scuola cattolica è una delle forme in cui si esprime il diritto di libertà e di cultura proprio di ogni uomo e di ogni gruppo umano sociale, in modo particolare delle famiglie" (ivi).

Illuminanti le parole del Santo Padre (30 ottobre 1999): "il principale nodo da sciogliere […] è indubbiamente quello del pieno riconoscimento della parità giuridica ed economica tra scuole statali e non statali, superando antiche resistenze estranee ai valori di fondo della tradizione culturale europea. I passi recentemente compiuti in questa direzione, pur apprezzabili per alcuni aspetti, restano purtroppo insufficienti".

Quali gli strumenti più idonei per realizzare un’effettiva parità, senza della quale c’è il rischio che la scuola cattolica scompaia? L’alternativa di fondo è tra finanziamento alle scuole e finanziamento agli utenti: la scelta di una possibilità o dell’altra ha conseguenze sociali e culturali rilevanti. Il finanziamento diretto alla scuola è di semplice realizzazione e permetterebbe di ridurre le tasse di iscrizione consentendo così l’accesso al servizio anche alle famiglie più povere. Il finanziamento può essere elargito o in conformità a convenzioni stabilite tra lo stato e le scuole private, o attraverso il contracting out, procedura che consiste nell’appaltare la fornitura di un servizio pubblico ad un organismo privato. In queste soluzioni, però, le scuole cattoliche si espongono al clientelismo e al grave rischio di uniformarsi al modello statale perdendo autonomia. L’altra possibilità è quella di finanziare gli utenti ricorrendo al buono scuola (voucher) o a forme di detrazione. La prima strada è stata percorsa da alcune regioni, la seconda è stata introdotta nella Finanziaria 2003 (benché il contributo economico sia di natura molto limitata, è importante segnalare la novità assoluta di un contributo destinato direttamente alle famiglie). Da un punto di vista culturale, il finanziamento agli utenti costituisce un’opzione più interessante poiché afferma il principio secondo cui la famiglia ha il diritto di scegliere la scuola in cui educare i figli e intende generare condizioni economiche che rendono possibile questa scelta.

*Docente all’Università di Bologna


Torna al Sommario

Quei 16 milioni di genitori europei
Parla il professor Boero, a capo dell'associazione Oe-Giapec: adesso bisogna traghettare le scuole dell'Est

Abbiamo incontrato il prof. Boero docente di chimica all’Università di Torino. Cinquant'anni, occhi profondi e volto sorridente, due figli nelle scuole cattoliche. Ci colpisce il suo modo di fare cortese, ma deciso e convinto. Da 4 anni dirige l’associazione europea che raggruppa i genitori delle Scuole cattoliche e porta avanti con coerenza il discorso della parità scolastica in Italia e del diritto-dovere dei genitori nei confronti della libera scelta dell’educazione dei figli.

Professore, cosa significa la sigla OE-GIAPEC?
OE-GIAPEC significa Organisation Européenne du Groupement International des Associations de Parents d’Elève de l’Enseignement Catholique.e cioè l’Associazione europea che raggruppa le Associazioni nazionali dei genitori che hanno i figli nella scuola cattolica. In Italia per esempio c’è l’AGeSC (Associazione Genitori scuole cattoliche), in Francia c’è UNAPEL, in Spagna c’è CONCAPA e così via. Come presidente OE-GIAPEC rappresento i 16 milioni di genitori che hanno i figli nella scuola cattolica nel Comitato Europeo per l’Insegnamento Cattolico (CEEC) organismo che coordina la scuola cattolica in Europa.

Sono molto diffuse in Europa le scuole cattoliche?
La situazione è molto diversa nei Paesi dell’Europa occidentale rispetto a quelli dell’Europa orientale. In Europa occidentale sono più diffuse perché non sono state osteggiate come "oltre-cortina". Nei paesi ex socialisti e comunisti le Costituzioni, nate dopo il 1989, generalmente riconoscono la possibilità per i genitori di scegliere per i loro figli l’educazione che ritengono più adatta al loro sentire e molti riscoprono l’educazione cattolica. E’ del tutto ovvio, anche in questi Paesi, che l’educazione non possa essere monopolio dello Stato e quindi le Autorità locali o centrali riconoscono aiuti finanziari alle scuole in modo che le famiglie godano di vera libertà.

Paradossalmente vi è meno libertà in Italia, dove interpretazioni restrittive della Costituzione e contrapposizioni ideologiche impediscono una vera libera scelta delle famiglie.

Quali sono le iniziative più recenti di OE-GIAPEC e cosa bolle in pentola?
Nel 2002 per esempio, a Torino è stato realizzato anche un convegno dal titolo " Piemonte Spirito Europeo? I genitori nella scuola che cambia in Italia, Francia e Ungheria". Nel 2003 a Salonicco (Grecia) è stato approfondito il tema " La musica al cuore dell’educazione". Il prossimo 26 febbraio 2005 in occasione dell’Assemblea Generale di OE-GIAPEC che si terrà a Villa Gualino in Torino si terrà una Conferenza internazionale sul tema: Quale libertà e quale futuro per la scuola cattolica in Cina, Medio Oriente ed Europa?

Ci pare di cogliere un invito alla partecipazione a questo convegno o sbaglio?
Tutti i lettori sono caldamente invitati a partecipare! La partecipazione è gratuita, ma per motivi organizzativi è opportuno segnalarla con fax (011-6603535) oppure con e-mail (valter.boero@unito.it).


HOME | L'ASSOCIAZIONE | LA STAMPA | POLITICHE SCOLASTICHE | MAGISTERO
CONTRIBUTI DEI SOCI | OPPORTUNITÀ PER I SOCI
FAQ | MISCELLANEA | LINK