AGeSC - Associazione Genitori Scuole Cattoliche
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28 ottobre 2005

Sommario

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«Da trent'anni in missione»

Valerio Lessi*

L’AGeSC compie trent’anni. Era la metà degli anni Settanta quando un gruppo di genitori che aveva i figli nelle scuole cattoliche decise di dar vita all’Associazione. Erano anni difficili per la presenza dei cattolici nella società italiana ed erano anni difficili anche per la scuola cattolica, verso la quale, a volte anche da parte della comunità ecclesiale, non c’era quell’attenzione che i tempi e le necessità richiedevano. Trent’anni di lavoro e di presenza non sono passati invano. "L’aspetto forse più significativo della nostra storia – afferma il presidente nazionale Enzo Meloni – è il lavoro di formazione delle famiglie. Abbiamo contribuito a far prendere coscienza ai genitori dell’impegno e della responsabilità educativa nei confronti dei loro figli, abbiamo risvegliato in loro la volontà e il desiderio di essere liberi di educare i propri figli. La riscoperta di questi valori ha rafforzato l’identità dei genitori e li ha aiutati ad essere protagonisti del compito educativo. Formazione dei genitori e battaglia per la libertà di educazione: queste sono le due grandi linee direttrici dell’AGeSC."

L’AGeSC nasce come Associazione di genitori di scuola cattolica: che peso ha avuto questa connotazione ?
"In questi trent’anni la nostra Associazione ha difeso la presenza della scuola cattolica dentro la società italiana. Abbiamo difeso la scuola cattolica non come un privilegio per alcuni ma come uno spazio di libertà per tutti. La nostra azione è stata diretta a sensibilizzare anche la comunità civile: non c’è solo la scuola gestita dello Stato, anche la scuola cattolica fornisce un contributo essenziale nella formazione integrale dell’uomo."

Qual è il contributo che avete portato dentro la vita della scuola cattolica?
"L’AGeSC ha aiutato la scuola cattolica a realizzare una scuola come comunità educante. Il processo educativo chiede la valorizzazione di tutte le componenti: docenti, insegnanti studenti."

L’AGeSC è Associazione ecclesiale: come siete stati accolti dentro la comunità cristiana italiana?
"All’inizio del nostro cammino c’è stata molta fatica perché si era un po’ smarrito il valore della scuola cattolica. Negli ultimi anni c’è per stata un’inversione di tendenza, si sta riscoprendo in modo positivo la presenza della scuola cattolica. Un segno evidente è l’impegno di molte diocesi che si fanno carico della continuità di istituti che rischierebbero la chiusura per la crisi degli ordini religiosi che fino a quel momento li hanno gestiti."

Dopo trent’anni di presenza qual è oggi il ruolo dell’AGeSC?
"Il nostro compito resta quello di far maturare i genitori, che oggi più che mai hanno bisogno di essere sostenuti nel loro compito educativo. C’è una coscienza maggiore del loro diritto alla libertà di educazione ma non vanno lasciati soli. Siamo inoltre impegnati perché sia data piena attuazione, anche dal punto di vista economico, alle leggi che hanno riconosciuto la parità scolastica."

Una volta ottenuta la parità economica verrà meno il ruolo dell’AGeSC?
"Nient’affatto. Saremo pronti a continuare con il compito essenziale della formazione dei genitori."


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Milano, amarcord con Tettamanzi

Ci saranno anche Sua Eminenza il Cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, e il Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Con un convegno dal titolo "Una missione educativa: 30 anni di A.Ge.S.C.", il prossimo 19 novembre verrà celebrato il trentennale dell’Associazione. Non vuole essere una celebrazione nostalgica, ma l’occasione per fare il punto su una presenza e sui compiti a cui oggi l’Associazione è chiamata. L’appuntamento è al Collegio Arcivescovile San Carlo di Milano, con inizio alle ore 9. Dopo la preghiera comune condotta dall’assistente ecclesiastico nazionale dell’Associazione don Pierino De Giorni e il saluto introduttivo del presidente nazionale Enzo Meloni, interverranno appunto il Cardinale Tettamanzi e il Ministro Moratti, che con la loro stessa presenza sottolineano l’importanza del contributo offerto dall’AGeSC alla scuola cattolica e alla scuola italiana in generale.

"Con questo convegno – spiega il presidente Meloni - il nostro obiettivo è rilanciare il ruolo della scuola cattolica sia nella comunità civile che in quella ecclesiale. Il primo punto che ci sta a cuore rimane la richiesta del riconoscimento della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie. Ci incontreremo anche con anche altre realtà del mondo cattolico perché attorno a questo valore ci sia piena unità di giudizio e di azione."

Infatti, dopo gli interventi citati, il convegno proseguirà, dalle 11,30 alle 13,00 con una tavola rotonda dal titolo "La scuola cattolica oggi: una presenza educativa a rischio". Vi parteciperanno Luigi Bobba, presidente nazionale delle Acli, Giancarlo Cesana, esponente di Comunione e Liberazione, Francesco Miano, vice presidente del settore adulti dell’Azione Cattolica. Coordina il capo redattore di Avvenire Giorgio Paolucci. Le conclusioni saranno del presidente dell’AGeSC Enzo Meloni.

Dopo il buffet, i lavori riprenderanno nel pomeriggio con la visita alla mostra sulla storia e la vita dell’AGeSC, già esposta nell’agosto scorso al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini. Alle 14,30 è previsto un momento di vita associativa dal titolo "Volti della nostra storia". Saranno tributati riconoscimenti a persone che hanno ricoperto un ruolo significativo nella storia dell’Associazione.


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educazione
1998: Karol il Grande ci illuminò la strada

Marco Fabbri

Nella seconda metà degli anni Novanta, rinnovato lo Statuto dell’AGeSC e messo a tema il "proprio" associativo, era sentita e diffusa l’esigenza di porre il nostro cammino nelle mani del Santo Padre Giovanni Paolo II. Per confortarci nel gravoso impegno di genitori; sostenerci nella nostra opera educativa di Christifideles Laici, assunta come una vera e propria missione ecclesiale; confermarci nel cammino percorso ed incoraggiarci nel proseguimento; indicarci le linee guida per l’azione della nostra Associazione. Ne derivò la richiesta di udienza papale riservata per l’Associazione che fu concessa il 6 giugno 1998. All’udienza presero parte il Cardinale Pio Laghi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, e S.E. Mons. Nosiglia, Presidente del Consiglio nazionale della Scuola Cattolica.

Fu un incontro indimenticabile nel corso del quale il Santo Padre indicò le tre "soggettività" dell’Associazione: quella ecclesiale, quella culturale e quella socio-politica. Il discorso di Giovanni Paolo II è risultato come la proclamazione di un autorevole Magna Charta per la presenza dei genitori nella Chiesa, nella scuola e nella società civile. Il Papa sottolineò innazitutto la soggettività ecclesiale dell’AGeSC: "La partecipazione alla vita della comunità cristiana aiuta i genitori credenti ad adempiere pienamente il loro compito educativo facendo della loro famiglia una "piccola Chiesa", chiamata a testimoniare i valori del Regno di Dio nelle istituzioni umane."

I genitori – rimarcò quindi il Santo Padre - sono chiamati anche ad una responsabilità culturale: "la scuola cattolica ponga singolare cura nella formazione dei genitori, affinché essi possano acquisire consapevolezza dei loro compiti e competenze specifiche. La presenza organizzata dei genitori all'interno della scuola cattolica costituisce un elemento fondamentale per la piena realizzazione del suo progetto formativo."

Il Papa si soffermò poi sulla soggettività socio-politica dell’AGeSC: "I genitori sono portatori della sensibilità e delle aspettative presenti nella società; essi sono quasi il ponte naturale tra la scuola cattolica e la realtà circostante. (…) La caratteristica di "ponte" tra scuola e società esige, altresì, che i genitori e le loro associazioni portino all'attenzione dei politici i problemi che riguardano l'educazione dei figli e la scuola cattolica, intervenendo nei cambiamenti in atto nella società e nella definizione dei progetti di riforme del sistema scolastico italiano."

Le soggettività indicate dal Papa hanno guidato la vita associativa in questi anni e sono state approfondite nel congresso straordinario di Roma del 1999 e nei congressi ordinari di Assisi (2000) e di Roma(2003). Da questo approfondimento sono scaturite, fra le altre, le iniziative de il Patto sociale per l’educazione (1999) ed il Comitato per la scuola della società civile (2002).


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l'intervento
Così mettiamo al centro non tanto l'offerta educativa delle istituzioni,
ma la domanda delle persone
«I genitori? Ci stanno a cuore»

Pierino De Giorgi

Abbiamo chiesto all’Assistente Ecclesiastico dell’AGeSC, don Pierino De Giorgi, di esprimere un suo pensiero sul trentesimo dell’Associazione. Eccone la risposta.

Si deve subito e sempre ribadire che l’AGeSC è sorta per la promozione di persone, i Genitori, alla capacità di competenza educativa nell’educazione di natura scolastica, non per un servizio ad una istituzione, fosse pure la scuola della Comunità cristiana. Occorreva perciò far capire, soprattutto ai soggetti della scuola, che non si trattava di un soggetto in più nella scuola, oppure di una capacità in più da realizzare nei genitori, ma diventava necessario ricercare ciò di cui i Genitori erano già portatori naturali ed esclusivi, e strutturarlo in modo tale che potesse diventare criterio di cultura critica nell’educazione di natura scolastica. Questo in coordinazione educativa con la tradizionale cultura professionale dei docenti.

La soggettualità dei Genitori diventava, così, costitutiva dell’identità istituzionale della scuola cattolica e la genitorialità ne era un criterio costitutivo dell’identità culturale, perchè già cultura implicita e inespressa della loro esperienzialità familiare.

L’AGeSC si è assunta, e trenta anni fa, questo immane compito di profezia, sia riguardo alla Chiesa come alla Società civile. Apriva la porta all’ingresso nella scuola dei "soggetti sociali, come portatori di significato" per i contenuti e i metodi delle discipline scolastiche.

Se i Genitori devono poter arrivare a una presenza "pedagogica" nella scuola, devono anche potersi spingere, con la scuola, a una presenza "politica" nella Società. Per riuscire a tanto dieci anni fa l’AGeSC ha superato la fase solo regionale e si è strutturata in Associazione nazionale.

Questo significa che un Genitore in una scuola, non solo è responsabile di tutto in quella scuola, ma lo è anche di tutte le scuole del sistema scolastico italiano, perchè intende agire e incidere anche là dove si pongono le cause della diseducazione o della non sufficiente educazione.

In più l’AGeSC, come specifica Associazione ecclesiale di laici, vuole farsi portatrice nella scuola cattolica di ciò che compete ai laici come tali e cioè la funzione mediatrice tra elevatezza di principi, valori da mantenere e capacità di risposta alle esigenze delle situazioni a cui saper provvedere. Ritiene importante che nella comunità cristiana debba diventare sempre più chiara la distinzione tra pastorale di Chiesa e educazione di natura scolastica, e quindi quale la loro corretta cooperazione. Spero risulti sempre più netta la diversità che esiste tra il testimoniare la propria Fede in una scuola, quella di Stato, che per la cultura e le strutture si è già costruita non facendo riferimento ad essa e la capacità di costruire mediante la propria Fede, la "globalità" del fatto scolastico e quindi tanto i contenuti culturali specifici della scuola, quanto le corrette e proporzionate strutture di appoggio.

In pratica l’AGeSC non si propone di rendere più efficace nella scuola la collaborazione subordinata dei genitori, ma di espanderne all’interno, il sistema delle libertà scolastiche. Intende utilizzare la crescita qualitativa della scuola cattolica per la crescita complessiva dell’intera area educativa scolastica. Per realizzare questo, ritiene che si debba porre al centro della scuola non l’offerta educativa delle istituzioni, o la mediazione tra le forze istituzionali, ma la domanda delle persone.

La presenza di una Associazione di genitori, al momento ristretta ma non confinata o confinabile alla sola scuola cattolica, assume, allora, tutto il fascino dell’esplorazione e la responsabilità della guida.


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