Le pagine A.Ge.S.C. su "Avvenire"
31 marzo 2006
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«Con i genitori per dargli voce»
Maria
Grazia Colombo, mamma di sei figli, è il nuovo presidente
nazionale dell’Agesc, eletta dai delegati del XIV congresso.
Per la prima volta una donna al vertice dell’Agesc. "La
mia famiglia è la mia storia – dice il nuovo presidente – e
il mio nuovo ruolo nell’Agesc non può prescindere da questa
realtà. La donna per sua natura ha il dono di essere
accogliente, accoglienza non solo come fattore educativo, ma
soprattutto come capacità di accogliere e raccogliere le
diversità delle persone. Sono nell’Agesc con la mia storia di
donna, di madre di famiglia, di moglie. È questo il senso della
mia storia e del mio impegno. Mi rasserena il fatto che chi
sarà con me non farà mancare il proprio aiuto."
Come guarda ai prossimi tre anni il nuovo presidente? Indica
immediatamente due grandi obiettivi:"Occorre ribadire con
chiarezza il primato della famiglia nell’educazione e nell’istruzione
dei figli, in ragione del matrimonio. Occorre contribuire
affinché la scuola cattolica sia maggiormente qualificata e
promossa, nonché attivare un’attenzione alla scuola tutta
come ambito educativo estremamente importante di incontro e di
corresponsabilità." Qui inserisce il tema della formazione
dei genitori, uno dei compiti principali dell’associazione:
"L’educazione permanente è un problema che riguarda
tutti i genitori. Non c’è chi ha bisogno di essere
formato, e chi deve formare. Ci sono, però, diversi livelli di
intervento. La formazione è un problema vitale per una
associazione come la nostra, perché tocca la dimensione
culturale, intelligente nell’azione del genitore che sceglie
la scuola. I genitori infatti devono essere creatori di
una cultura specifica nella scuola, proprio per rendere la
scuola tale." E qui sottolinea l’importanza dell’entrata
in vigore dal 10 marzo del DPR sul Forum nazionale delle
associazioni dei genitori, che ha il fine di valorizzare la
partecipazione e l'attività associativa dei genitori nella
scuola.
Nella prima intervista rilasciata al periodico dell’Agesc
"Atempopieno", il nuovo presidente ha illustrato il
suo "sogno": "Mi affascina molto una parola come
libertà, libertà di scelta educativa. E mi pare che i tempi
siano maturi per porre definitivamente la questione. Penso a
tutti quei genitori, a quelle persone che avvertono il desiderio
che venga data attenzione al discorso della libertà di scelta
educativa, alla sua piena espressione, che non si limita all’aspetto,
pur importante della parità, che tuttavia non esaurisce il
discorso della libertà. Ecco, su questo dobbiamo lavorare e
fare cultura."
Questo il nuovo esecutivo: presidente Maria Grazia
Colombo,vicepresidente Roberto Gontero, segretario nazionale
Vito Massari, tesoriere Ernesto Mainardi, addetto relazioni
internazionali Mauro Boccato, responsabile ufficio stampa Marco
Fabbri, responsabile formazione professionale Orazio Rossi,
delegati del congresso Stefano Versari, Adriano Coccia, Antonio
Corini, Francesco Guerrieri, past president Enzo Meloni.
Nominato il nuovo assistente ecclesiastico: don Renato Mion.
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Il
9 aprile al centro la libertà educativa
«L’AGeSC
invita tutti coloro che hanno a cuore un’educazione che
sostenga l’uomo nello sforzo di valorizzare la propria
umanità, a sostenere in questa tornata elettorale quei partiti
che "esplicitamente" sostengono la libertà educativa
dei genitori». Si conclude così il documento che l’Associazione
ha diffuso in occasione delle prossime elezioni politiche del 9
e 10 aprile. Il documento affronta tre punti: riforma della
scuola, corresponsabilità dei genitori nella scuola, libertà
di scelta educativa. Sulla riforma, si sottolinea la necessità
di portare a compimento il processo avviato in questi anni,
senza escludere quegli "aggiustamenti" che si
rendessero necessari. Con l’avvertenza che il sistema
scolastico italiano non può sopportare il protrarsi di una
situazione di precarietà e di continuo scontro politico. Viene
quindi rimarcata l’esigenza che la famiglia sia messa in
condizione di poter svolgere il proprio ruolo originale e
originario di corresponsabilità educativa e l’educazione sia
al centro della riflessione culturale del Paese. Perché si
realizzi il patto educativo tra famiglia, scuola e agenzie
educative presenti nella società, continuando a promuovere il
Forum dei genitori della scuola e realizzando la riforma degli
organi collegiali.
Ed infine, non ultima, la libertà d’educazione.
"È necessario – si legge nel documento - che le famiglie
italiane possano scegliere liberamente, senza oneri economici
aggiuntivi, il percorso d’istruzione e formazione
professionale tra le scuole che fanno parte del sistema
nazionale d’istruzione, statali e paritarie, così come
previsto dalla legge 62/2000. Per questo è necessario
incrementare significativamente le dotazioni finanziarie dei
capitoli di spesa esistenti. In questa ottica è necessario
attivare anche tutti gli interventi necessari perché non
continui nella scuola italiana l’ulteriore discriminazione nei
confronti degli alunni diversamente abili, dotando di maggiori
risorse finanziarie i capitoli di spesa già esistenti, e sia
possibile per questi alunni frequentare le scuole del sistema
pubblico di istruzione, statali e paritarie, a parità di
condizioni economiche." Di qui l’invito a scegliere il
partito da votare tenendo conto del sostegno esplicito alla
libertà di scelta educativa delle famiglie.
Nella giornata di apertura del congresso l’Agesc ha
invitato i rappresentanti di diversi partiti degli opposti
schieramenti ad una tavola rotonda sulla libertà educativa. Di
rilievo il saluto del presidente della Camera, Pier Ferdinando
Casini, che ha sottolineato il ruolo positivo, per l’oggi e
per il domani, della scuola cattolica.
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l'intervento
Non un privilegio
per pochi, ma un diritto da porre alla base
di qualsiasi autentico progetto di miglioramento
Quella
parità è da rilanciare
Pubblichiamo alcuni brani dell’intervento al congresso dell’AGeSC
da monsignor Michele Seccia, Vescovo di San Severo e Membro
della Commissione Episcopale CEI per l’educazione, la Scuola e
l’Università
Michele Seccia
Nel 2001, a vent’anni dalla Familiaris Consortio, Giovanni
Paolo II si è così espresso: "Molti si domandano:
perché la famiglia è così importante? Perché la Chiesa
insiste tanto sul tema del matrimonio e della famiglia? Il
motivo è semplice, anche se non tutti riescono a comprenderlo:
dalla famiglia dipende il destino dell'uomo, la sua felicità,
la capacità di dare senso alla sua esistenza". Resta
dunque compito primario della Chiesa far emergere le ragioni che
rendono urgente e necessario l'impegno di tutti i cristiani a
favore della famiglia. Allo stesso tempo, è compito delle
stesse famiglie e di tutte le persone di buona volontà compiere
ogni sforzo perché siano riconosciuti i diritti di questa
fondamentale istituzione e proprio per il suo valore sociale.
Con riguardo al sistema di istruzione e di formazione
professionale del nostro paese e alla sua riforma complessiva,
la Chiesa rinnova il suo appello e il suo impegno perché l’istanza
autenticamente educativa ed umanistica ne costituisca sempre il
centro ispiratore e il fine ultimo. In particolare, la valenza
sociale dello studio, dell’apprendimento e dell’insegnamento
qualifica l’identità delle nostre istituzioni scolastiche e
formative: vere e proprie comunità educative e culturali nelle
quali i soggetti della comunità civile (genitori, studenti,
docenti e reti socio-educative del territorio), sono chiamati
alla corresponsabilità educativa accogliente e responsabile
entro le norme generali dettate dallo Stato.
Questa stessa istanza di piena corresponsabilità educativa,
basata sul principio di sussidiarietà e realizzata mediante la
reciproca promozione tra i soggetti e il riconoscimento dello
specifico e peculiare dono che ognuno di essi offre, si basa,
nella scuola paritaria cattolica e di ispirazione cristiana non
solo sulle legittime motivazioni sociali e pedagogiche, ma sul
fondamento stesso della vita della comunità cristiana: la
comunione con quella vita trinitaria che il Crocifisso e Risorto
ci ha comunicato e donato. Del significato non solo civile,
giuridico e pedagogico della corresponsabilità educativa, ma
anche del suo contenuto teologico e della sua valenza
ecclesiale, l’AGeSC si è fatta interprete nel suo trentennale
cammino. Di questo non solo la comunità civile e quella che
rappresenta il mondo della scuola e della formazione statale e
non statale, ma anche l’intera comunità ecclesiale debbono
essere grati.
Ma la gratitudine suppone la consapevolezza di aver ricevuto
un dono. Ecco questo credo che sia il compito dell’AGeSC e del
vasto e articolato mondo della scuola cattolica sia nel rapporto
con la comunità cristiana (chiese particolari, parrocchie) che
con la comunità civile.
Nella situazione in cui si trova attualmente il processo di
riforma del sistema di istruzione e di formazione del nostro
Paese, il tema della parità va rimotivato presso l’opinione
pubblica ecclesiale e civile: non un privilegio per pochi, ma un
diritto da porre alla base di qualsiasi autentico progetto di
rinnovamento della scuola. Chiedere la piena parità scolastica
non significa liberalizzare in modo indiscriminato il mercato
dell’istruzione, inseguendo magari modelli puramente
aziendalistici. Non significa nemmeno sminuire il compito e il
diritto-dovere dello Stato di aprire e di gestire scuole
proprie. Significa, invece, dar vita a un sistema capace di
valorizzare e armonizzare tutte le risorse educative della
nostra società, facendole convergere nel contesto di un
autentico servizio pubblico.
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Premio
Macchi a don De Giorgi
Salesiano,
assistente ecllesiastico dell'AGeSC dal ''95 al 2006: Una vita
per la promozione della missione educativa dei genitori
In occasione del congresso nazionale dell’Agesc, svoltosi
dal 3 al 5 marzo scorso, il presidente uscente Enzo Meloni ha
consegnato il Premio Mario Macchi 2006 a don Pierino De Giorgi,
assistente ecclesiastico dell’Agesc dal 1995 al 2006. Il
Premio è un riconoscimento che l’Associazione, in occasione
del proprio congresso, tributa a personalità che si sono
particolarmente distinte nel campo dell’educazione. Il
riconoscimento a don Pierino è motivato dal fatto che "con
paterna autorevolezza ha dedicato la propria esistenza umana e
la propria vocazione sacerdotale al ministero dell’educazione
scolare nella scuola cattolica ed alla promozione della missione
educativa dei genitori nella scuola."
Don Pierino De Giorgi, sacerdote salesiano, nasce a Varese il
6 novembre 1929. Consegue presso l’Ateneo salesiano di Torino,
nel 1952, la laurea in Filosofia e, nel 1957, la laurea in
Teologia. Nello stesso anno è consacrato sacerdote.
Dal 1947 al 2000 (con una interruzione per gli studi
universitari dal 1953 al 1957) è insegnante presso le scuole
salesiane: nell’Avviamento professionale di Milano (dal ’47
al ’49); nelle scuole medie inferiori di Milano e Treviglio;
di storia, per un biennio, al ginnasio di Milano; di filosofia,
presso i Licei Scientifici e Classici di Treviglio, Parma e, dal
‘75 all’83, di Milano di Filosofia e Storia presso il Liceo
di Frascati (dall’88 al 2000).
Dal 1975 al 1983 è Preside a Milano del liceo salesiano
classico e scientifico. Dal 1983 al 1988 è Segretario Nazionale
della Fidae. Dal 1995 al 2006 è Assistente Ecclesiastico dell’Agesc.
Ha fatto parte dal 1998 (anno di costituzione) del comitato
tecnico scientifico del Centro Studi per la Scuola Cattolica; ha
pubblicato numerosi articoli, contributi, pubblicazioni
scientifiche in riviste specialistiche di studi sulla scuola e
la famiglia. Nel 2004 è stato insignito dal Presidente della
Repubblica della onorificenza di benemerito della cultura e
della scuola.
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Con
il 5 per mille una mano
all'attività dell'Associazione
Quest’anno CUD, 730, UNICO permettono di
destinare il 5 per mille delle imposte a sostegno del
volontariato. Anche l’AGeSC è iscritta fra le Associazioni
che hanno diritto di ricevere questo sostegno direttamente dai
cittadini.
Sottoscrivere il 5 per mille a favore dell’AGeSC
non comporta nessun aggravio di imposta. Questa scelta inoltre
si aggiunge a quella a favore della Chiesa con l’8 per mille.
Ma come si fa a destinare la propria quota?
Innanzitutto va apposta la firma nella prima
sezione che riguarda il «sostegno del volontariato» e
poi va indicato il codice fiscale dell’Agesc che è il
seguente:
04548200155.
Un sistema
pratico ma molto efficacie per continuare a sostenere chi si
impegna da anni perchè le famiglie siano libere di scegliere la
scuola più adatta per i propri figli.
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