Le pagine A.Ge.S.C. su "Avvenire"
27 aprile 2007
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il
documento
Per
il presidente Colombo «l'AGeSC
ha il compito di mettere in collegamento due mondi: quello delle
paritarie e quello delle statali». Un documento del ministro
Fioroni indica la cornice culturale delle linee nazionali per la
scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione. La
ragion d'essere della scuola? La «centralità della persona»
«Paritarie,
modello educativo»
Uno
stato realmente "sussidiario" deve fissare criteri
omogenei che riguardano le competenze e favotire il lavoro degli
insegnanti nel rapporto personale con l'alunno
Il
Ministero della Pubblica Istruzione, nella persona dell’On.
Giuseppe Fioroni, ha distribuito – il 3 aprile scorso - un
documento indicante a grandi linee la cornice culturale delle
indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e per il
primo ciclo di istruzione. Il documento evidenzia le ragioni
primarie della scuola nella "centralità della
persona". "Le finalità della scuola devono essere
definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità
del suo percorso individuale e con l’unicità della rete di
relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La
definizione e la realizzazione delle strategie educative e
didattiche devono sempre tener conto della singolarità di ogni
persona, della sua articolata identità, delle sue capacità e
delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di
formazione".
Documento condivisibile, che pare
non stravolgere l’impostazione delle indicazioni nazionali
approvate nella passata legislatura, anche se non si fa cenno
alcuno alle molteplici esperienze di sperimentazione avviate
negli ultimi anni. Ne andranno valutate poi le articolazioni.
Possono rappresentare per tutto il sistema nazionale di
istruzione utile prospettiva formativa solo se non restano
contorni astratti e diventano obiettivi concreti attraverso una
coerente articolazione operativa. Uno Stato realmente
"sussidiario" deve fissare criteri omogenei che
riguardano le competenze per non creare discriminazioni tra
realtà diverse, ma deve favorire il lavoro degli insegnanti
calato nella concretezza dell’esperienza personale con l’alunno.
Così come va valutato il discorso di una necessaria
"equità", che presuppone non una uniformità
culturale e distributiva in nome di una presunta uguaglianza, ma
una differenziazione individualizzata degli interventi e dei
servizi sulla e alla persona, capace di rispondere alle reali
attese e speranze delle giovani generazioni.
Il presidente
nazionale dell’Agesc, Maria Grazia Colombo, - nell’audizione
del 17 aprile riservata alle Associazioni Genitori che fanno
parte del Fonags, svoltasi con ampia possibilità di dialogo e
in un clima di stima - ha espresso, a partire dal diritto
costituzionale alla libertà di educazione e forte dell’esperienza
acquisita come genitori di scuole paritarie, alcune
considerazioni che sono state accolte con interesse dai
rappresentanti del Ministero.
Ha evidenziato come premessa i
concetti di persona, di cultura, di scuola e quindi di
educazione, che portano a considerare la persona nella sua
essenzialità e nelle sue esigenze, e la strumentalità della
scuola come luogo e occasione per il soggetto di sviluppare
intelligenza e libertà. L’educazione – ha ribadito – è
una questione di adulti, genitori in famiglia e insegnanti che
professionalmente si pongono nella scuola. E’ un lavoro
sinergico "famiglia-scuola" che richiede la
riattivazione di tutti i necessari strumenti – tra cui
insegnante tutor, portfolio, attività facoltative e piani
personalizzati – capaci di avviare e formalizzare questa
sinergia, di aiutare la presenza e la responsabilità educativa
dei genitori, nonché la funzione stessa dei docenti nel compito
educativo-formativo che loro compete. Il discorso non poteva non
cadere sul tema della libertà d’educazione. "Ho
sottolineato – spiega il presidente dell’Agesc – la
dignità delle scuole paritarie e dei loro insegnanti che fanno
parte con le scuole statali di un unico sistema nazionale
pubblico di istruzione. L’Agesc ha il compito di mettere in
collegamento i due mondi, quello statale e quello paritario. Le
scuole paritarie possono essere un modello educativo e
organizzativo interessante per le scuole statali."
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Per
il «Family
Day» anche noi in piazza
E' qui che si gioca il futuro dei nostri figli
Ci
sarà anche l’Agesc – e non potrebbe essere diversamente –
il 12 maggio prossimo in piazza San Giovanni alla manifestazione
nazionale indetta dal Forum delle associazioni famigliari. L’Agesc
da sempre fa parte del Forum ed è tra le associazioni che hanno
sottoscritto il manifesto Più Famiglia che costituisce la
piattaforma culturale di quello che è stato chiamato il Family
Day. Ma non è certo solo per onore di firma che l’Agesc sarà
a Roma. Ci saremo perché condividiamo in pieno i contenuti e
gli obiettivi della manifestazione. Come associazione dei
genitori che quotidianamente lavorano sul tema dell’educazione
dei figli sappiamo bene, come esordisce il manifesto che
"La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale
dipendono l’identità e il futuro delle persone e della
comunità sociale."
È assolutamente vero e
confermato dall’esperienza che "Senza un legame stabile
di un padre e di una madre, senza un’esperienza di rapporti
fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un’identità
personale e maturare un progetto di vita aperto alla
solidarietà e all’attenzione verso i più deboli e gli
anziani."
C’è dunque bisogno di più
famiglia ed anche di adeguate politiche nazionali di sostegno. L’Agesc
lo ha ribadito anche in un recente comunicato. "Si attui,
finalmente, la Costituzione, realizzando politiche familiari
concrete per sostenere la famiglia, baluardo della convivenza
civile. Per questo chiediamo si introduca in Italia il quoziente
familiare. Che, cioè, le tasse che gravano sui nuclei familiari
siano commisurate al numero dei componenti. L’esperienza della
Francia dimostra che solo politiche familiari serie possono
iniziare ad invertire la rotta della disgregazione sociale.
Anche per questo i Pacs e i Dico sono fuori luogo".
Giustamente osserva il
documento Più Famiglia: "Le esperienze di convivenza, che
si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito
dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente
privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che
porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e
inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il
dettato costituzionale."
Anche noi dell’Agesc, come cittadini e come
cattolici, affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è
bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più
opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale,
culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e
impegnative. Per queste ragioni siamo invitati ad essere tutti
presenti a Roma.
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In
tutte le regioni un successo la giornata del 31 marzo
dedicata al dibattito su cosa sta avvenendo nella scuola
italiana
«Libro bianco», c'è fermento
Il
libro bianco dell’Agesc sulle recenti riforme della scuola
italiana, dopo la conferenza stampa di presentazione svoltasi a
Roma il 7 marzo 2007, ha avuto una giornata particolare di
presentazione e di confronto contemporaneo in tutte le Regioni d’Italia
nella giornata del 31 marzo.
È un bilancio positivo quello
della giornata (in qualche realtà regionale l’incontro si è
tenuto qualche giorno prima o è slittato alle settimane
successive). E’ stato un momento di lavoro molto proficuo nel
quale abbiamo toccato con mano e avuto conferma di come i
numerosi e repentini cambiamenti nella scuola abbiano generato
confusione e desiderio di capire. Il lavoro svolto dall’Agesc
è stato molto apprezzato da tutti, proprio perché svolto con
la sensibilità e le preoccupazioni proprie dei genitori.
In tutti gli incontri, svolti in
diverse sedi dalle scuole ad ambienti pubblici, c’è stata una
notevole presenza di genitori interessati, accanto a
rappresentanti delle varie organizzazioni operanti nella scuola,
nonché di politici e parlamentari curiosi di capire cosa vuole
e come si muove la nostra Associazione. Gli incontri svolti
hanno dimostrato che fra i genitori la voglia di capire è
tanta. Il lavoro fatto da alcuni genitori è stato efficacemente
comunicato ad altri genitori, con una presenza capillare sul
territorio che è stata una ulteriore testimonianza di vitalità
della nostra Associazione. Abbiamo cercato di fare chiarezza
sull’attuale situazione della scuola, dopo riforme e
controriforme, abbiamo cercato di aiutare le famiglie a non
sentirsi soggetti passivi ma costruttori attivi dei percorsi
formativi insieme ai docenti. In un momento in cui tutto sembra
già deciso come genitori molte volte siamo poco interpellati
per un confronto e un dibattito sulle tematiche educative.
Ampia condivisione sui giudizi
espressi dall’Agesc. Da più parti si è sottolineata la
necessità che venga dato seguito all’impegno di adottare
quelle "modalità fluide ed efficaci di ascolto e confronto
mediante processi di condivisione delle scelte" e ci si è
soffermati sulla centralità della famiglia nell’educazione e
sulla conseguente importanza della libertà di scelta
educativa".
Questi incontri sono stati una
provocazione per tutti, genitori, insegnanti, dirigenti
scolastici, gestori, associazioni di categoria e politici.
Soddisfazione piena è stata
manifestata dalla Presidente nazionale Maria Grazia Colombo per
l’esito della giornata di approfondimento. Un lavoro che
comunque proseguirà ora nelle singole scuole cercando di
guardare avanti con attenzione alle varie novità proposte,
collaborando con tutti coloro che hanno dimostrato un interesse
all’evento, non rinunciando mai come genitori al nostro
compito educativo.
Siamo certi vi siano gli spazi
per un miglioramento dell’azione di Governo sulla scuola. Ciò
sarà possibile se si vorrà cominciare realmente a dare ascolto
anche alle istanze dei genitori.
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intervento
I genitori? Al centro della scelta formativa
1)
Funzione primaria dei genitori nell’educazione. Si può
omologare la famiglia a agenzia educativa?
E’ nella
relazione intima e creativa con i genitori che ciascuno si educa
alla vita interiore.
I genitori sono i primi soggetti dell’educazione e la famiglia
è la formazione sociale originaria, non omologabile con
agenzie educative dell’extrascuola.
Nell’incontro con la scuola sarà la cura ricevuta da piccoli
nella famiglia a suscitare la motivazione ad apprendere ma,
soprattutto, a riconoscere e desiderare i valori e, poi, in
adolescenza, a concepirli come valori in sé, parallelamente
alla conquista della competenza nel mettere in relazione i
valori della libertà personale con quelli della società e
delle sue regole.
Nella stanza della famiglia ciascuno riceve l’imprinting
del ‘chi è’: il senso della vita.
2) Sussidiarietà, scuola e
famiglia
L’art. 21 della
L.59/97 sottolinea la libertà di scelta educativa delle
famiglie. Principio di rango costituzionale ripreso nel
Dpr.275/99 e nella L.53/03.
Ma è il principio di sussidiarietà orizzontale (L.3/01
art.118) a rinsaldare il ruolo prioritario dei genitori
in educazione: non solo partecipazione, bensì ripristino dell’esercizio
di una titolarità originaria espressa dalla capacità
giuridica di agire per la titolarità del diritto educativo
anche nel confronto con la scuola.
E’ una legittimazione reciproca.
Qui si innesta la corresponsabilità: i genitori sono partner
dei docenti in quanto scelgono l’Offerta formativa (la
scuola è un servizio alla persona e l’autonomia
funzionale lo realizza), agiscono attivamente nel processo
educativo e ne ricevono la rendicontazione.
3) Conoscenze,
abilità e competenze. Definire le competenze dal centro?
Tre concetti
caratterizzano il processo riformatore del nostro sistema
educativo: sussidiarietà per il superamento dello statalismo,
centralità di chi apprende, promozione delle competenze. Se è
possibile classificare le conoscenze in dichiarative (sapere
che cosa), condizionali (sapere dove, quando, perché)
e tecnico-procedurali (sapere come si fa), se le abilità
si riferiscono al fare (fare e sapere
perché), allora le competenze sono riconoscibili
nelle capacità potenziali di ciascuno concretamente portate al
miglior compimento possibile e osservabili nelle varie
situazioni cognitive e non cognitive.
Per le conoscenze e le abilità (avere) lo Stato
detterà i livelli essenziali delle prestazioni (art.117,
L.3/01), ma saranno i docenti di ogni studente (e non il
‘curricolo di scuola’), insieme alla sua famiglia, a
promuoverne le competenze (essere).
Definire le competenze a livello centrale riporterebbe certo
allo statalismo, ma ancor più esprimerebbe la pretesa di ‘insegnare
ad essere’ e violerebbe, così, la centralità della persona,
la libertà di insegnamento e la libertà di scelta educativa
dei genitori.
Gregoria
Cannarozzo
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CUD
Il
5 per mille all'AGeSC
C’è un modo semplice e
concreto per sostenere la battaglia per la libertà d’educazione
in Italia: firmare per il 5 per mille all’Agesc.
Dare il 5 per mille all’Agesc
significa sostenere chi si batte per la sopravvivenza delle
scuole cattoliche, per la realizzazione di una reale parità
economica, per una libertà di scelta educativa non ostacolata
da problemi economici.
È un modo semplice e concreto
che non costa nulla: con la firma si chiede semplicemente che lo
Stato destini all’associazione una parte del gettito fiscale.
Come fare? Basta firmare la I
sezione riguardante la scelta per il 5x1000 e indicare il codice
fiscale 04548200155
nell’apposito riquadro dei modelli Cud 2007, 730 redditi 2006,
Unico 2007 persone fisiche.
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