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Complimenti!
Per l'approvazione della legge truffa

2 marzo 2000

Complimenti, al Presidente del Consiglio Massimo D’Alema!

Questa legge non consentirà di migliorare il sistema scolastico nazionale nel suo complesso. E’ un’occasione persa per l’obiettivo che Lei si era prefisso di "sburocratizzare" la scuola italiana. Obiettivo che richiede, per il suo raggiungimento, che scuole statali e non statali, come scriveva Don Milani, "si perfezionino quanto possano, possibilmente senza difficoltà economiche, in libera e realmente pari concorrenza".

Complimenti, al Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer!

Per avere fatto approvare una legge che contraddice le mille dichiarazioni di questi anni a favore di un sistema scolastico integrato, rappresentando una ulteriore limitazione delle libertà delle scuole non statali ed impedendo la libera e realmente pari possibilità di scelta educativa alle famiglie.

Complimenti, alla Camera dei Deputati!

Per avere approvato senza emendamento alcuno, il testo di legge che era stato approvato al Senato, evidentemente ritenendo insignificante il contributo migliorativo che la Camera poteva offrire al testo. Strano, per un Parlamento che su dispositivi legislativi ben più insignificanti ingaggia battaglia al "calor bianco". Evidentemente si pensa che non è dalla libertà di scuola che dipendono le sorti del Paese.

Complimenti, ai partiti di ispirazione cristiana della maggioranza!

Per avere impedito con tenacia ogni miglioramento del testo. Miglioramenti che erano stati richiesti da tutte le associazioni della scuola non statale così come dalla Conferenza Episcopale Italiana. Prendiamo ancora una volta atto dell’ incoerenza portata a prassi politica.

Complimenti, ma ora il cammino prosegue ancora più deciso, a favore di tutta la scuola italiana. Per consentire alle famiglie quella libertà di scelta che questa legge ipocritamente afferma e nei fatti impedisce.

Stefano Versari
Presidente Nazionale
Associazione Genitori Scuole Cattoliche


La rivolta dei genitori

24 febbraio 2000

Dopo le manifestazioni degli insegnanti contro l’azione del Ministro Luigi Berlinguer è la volta dei genitori. Stanchi di essere messi da parte, i genitori dell’Agesc lanciano un appello a tutti i genitori invitandoli a sottoscrivere una lettera di protesta al Ministro.

I Genitori vogliono riappropriarsi del ruolo educativo che gli compete, sono quindi contrari ai provvedimenti sull’Autonomia, al riordino dei cicli, alla decisione d’impedire qualsiasi possibilità di scelta della formazione professionale nell’anno aggiuntivo di obbligo scolastico, all’idea di una scuola funzionalista, all’emarginazione delle rappresentanze sociali delle associazioni riconosciute dei genitori, allo svilimento della famiglia nei nuovi organi collegiali territoriali della scuola e al disegno di legge sulla Parità Scolastica, che impedisce alle famiglie la libera scelta educativa a pari condizioni economiche.

I Genitori chiedono una "Scuola Libera" al servizio della persona. Vogliono che sia riconosciuto il ruolo primario della famiglia nell’educazione dei figli e la libertà d’insegnamento dei docenti. I genitori chiedono: libertà di scelta per le famiglie, una reale autonomia scolastica, una nuova scuola radicata nelle tradizione del nostro Paese.

E’ ora di realizzare le riforme della scuola senza imposizioni.

Il presidente dell’Agesc, Stefano Versari, ha affermato:

"Troppe volte il Ministro Berlinguer è venuto meno al suo compito, che è quello d’interloquire con le rappresentanze dei soggetti, non di sceglierle. Serve ascoltare le associazioni di rappresentanza dei docenti, dei genitori, degli studenti, delle scuole, evitando il perdurante tentativo di delegittimazione. La nostra protesta è rivolta a tutti i genitori scontenti della riforma e della politica attuata dal Ministro in questi anni. Ci auguriamo che voglia sostenere le nostre richieste. Diversamente dovremo considerare la nostra sfiducia nel suo operato".

documento .doc In allegato: lettera di protesta dei genitori al Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer (file .doc)



Il ministro Berlinguer sfiduciato dal Paese

17 febbraio 2000

Oggi lo sciopero anticoncorsone sabato la manifestazione della Cisl nella capitale.

"Sta accadendo quello che il Parlamento non ha avuto la forza di fare: Luigi Berlinguer viene sfiduciato dalla piazza. A lui trarne le conseguenze. Le manifestazioni di questi giorni testimoniano il coagularsi di un plebiscitario giudizio negativo sulla sua azione - ha dichiarato Stefano Versari, Presidente dell’Agesc.
"Perché si è arrivati a questo? Una piazza non si raccoglie sulla base di semplici incomprensioni. Ci vuole altro. Soprattutto se la Piazza non è chiamata a raccolta da organismi politico-sindacali partiticamente schierati. Questa volta non sta andando così. Per una volta, come non accadeva da anni, sinistra e destra, ali estreme e centro, marciano insieme, uniti, in un giudizio negativo sulla politica di Berlinguer. La misura è colma, non per "colpa" del solo concorsone per i sei milioni. E’ tracimato il malcontento maturato in questi anni".

Ma cosa è accaduto? Berlinguer, forte del consenso politico-istituzionale inimmaginabile per i suoi predecessori, ha messo sul tavolo operatorio la scuola, e ha sbagliato operazione.

Così non è possibile governare la scuola. Imponendo una riforma dall’alto, che non tiene conto dei dati della realtà. Era sbagliato l’immobilismo ultratrentennale. E’ folle il movimentismo inconsulto di ora. Dalle migliaia di circolari incomprensibili che trasformano i docenti in burocrati, alle leggi delega per l’autonomia che stravolgono i principi della Bassanini, da un riordino dei cicli senza alcun fondamento pedagogico, scatola vuota con poche negative incertezze, all’innalzamento dell’obbligo scolastico con la conseguente impossibilità di gestire i ragazzi che rifiutano la scuola perché volevano la formazione professionale, dalle riforme degli organi collegiali che mortificano di fatto i soggetti della scuola, agli enti di verifica della qualità scolastica alle dipendenze del Ministero, fino alla legge sulla parità, definita "inaccettabile".

Stefano Versari ha osservato:

"E’ ora di realizzare le riforme della scuola nel rispetto della dignità e della libertà dei soggetti della scuola. Giusta la posizione della Cisl. Serve ascoltare una buona volta le associazioni di rappresentanza dei docenti, dei genitori, degli studenti, delle scuole, evitando il perdurante tentativo di delegittimazione. Troppe volte il Ministro è venuto meno al suo compito, che è quello d’interloquire con le rappresentanze dei soggetti, non di sceglierle. Di qua i buoni, di là i cattivi".



Il ministro Berlinguer sfiduciato dal paese?

16 febbraio 2000

"Lo sciopero di domani va sempre più trasformandosi in un plebiscitario e complessivo giudizio negativo sulla azione del Ministro della Pubblica Istruzione, Luigi Berlinguer",
così si è espresso il Presidente Nazionale della Associazione Genitori Scuole Cattoliche, Stefano Versari, che così prosegue:
"come sempre accade, nel momento del naufragio vige il "si salvi chi può". Così che in queste ore si susseguono le prese di distanza da cinque anni di politica ministeriale. E tutti a differenziarsi. A dire "io non c’entro". Evidentemente l’appuntamento di domani suscita non pochi timori. E quel che è peggio, per il Ministro, coagula il dissenso di tutti, ma proprio tutti, da destra e sinistra, dalle estreme come dal centro. Si sta dunque coaugulando il dissenso su una riforma che ha visto la scuola sul tavolo operatorio, per un grave intervento chirurgico condotto dal Prof. Berlinguer; purtroppo il Professore ha sbagliato ed ha tagliato l’arto sano lasciando incancrenire quello malato. E’ ovvio che il malato, appena riavutosi, gridi e protesti".

Che fare ora? Innanzitutto lasciare esprimere il sentire comune nello sciopero di domani e poi ascoltare una buona volta le associazioni di rappresentanza dei docenti, dei genitori, degli studenti, delle scuole, evitando almeno per una volta il perdurante tentativo di delegittimazione delle stesse. Troppe volte il Ministro è venuto meno al suo compito istituzionale che è quello di interloquire con le rappresentanze dei soggetti, non di sceglierle, di qua i buoni, di là i cattivi.

Ma tant’è, ora vale la pena aspettare la giusta e condivisibile manifestazione di domani, per poi riprendere il discorso delle riforme: autonomia, riordino dei cicli, parità, sono lì che aspettano.



Dal riordino dei cicli al riordino delle Camere
A che servono Camera e Senato se i testi di legge sono blindati?

3 febbraio 2000

Dopo il via libera definitivo del Senato alla riforma dei cicli, l’Agesc ribadisce le perplessità espresse in questi ultimi mesi e conferma le richieste che in sede di regolamentazione sia:

  • Primo. Assicurata la possibilità di scelta della formazione professionale al termine della scuola di base.
  • Secondo. Garantita nella scuola di base (da 6 a 13 anni), una differenziazione pedagogica adeguata ai diversi livelli evolutivi della persona.

L’Agesc esprime inoltre, forte preoccupazione verso questa tendenza politica a blindare il testi di legge nel passaggio da un’ aula all’altra, al punto di non poter apportare miglioramenti ritenuti positivi dalla stessa maggioranza, in nome di questa dogmatica blindatura.

Tale prassi, svilisce il doppio ruolo delle due aule parlamentari e quindi mina le fondamenta della nostra Costituzione. E’ dunque antidemocratica.

Il tutto in nome di una presunta "fretta", che scarica le sue contraddizioni sulla bontà del testo di legge e sulle spalle degli alunni.



La sussidiarietà nella scuola non esiste

28 gennaio 2000

Ed ora, non si parli più di sussidiarietà nella scuola! Così si è pronunciato il Ministro della Pubblica Istruzione nella discussione alla Camera sul testo di legge sulla Parità:

"nella Costituzione viene negato il principio di sussidiarietà scolastica. Purtroppo è così, ma questo emerge fortemente dalla Costituzione (...) non credo che il principio di sussidiarietà trovi oggi una soluzione all’interno della Costituzione; anzi, non è accettato da essa, perché c’è una priorità assoluta della scuola dello Stato"

Eccoci accontentati. Il Ministro ha scodellato in poche parole la presunta motivazione giuridica per l‘impossibilità della parità scolastica, che significa possibilità di libera scelta per le famiglie della scuola per i propri figli. Poche tombali battute. La ragione di stato (evitare la crisi di governo), trova la sua foglia di fico e defunge la libertà di educazione, blindando come immodificabile il testo in discussione alla Camera. Si può modificare la Costituzione, ma questo testo no! Discussione, si. Modifiche, no. Immutabile. Immodificabile. Quale rispetto del compito democratico delle aule parlamentari. Quale dogmatismo laico.

E’ mancato e manca tuttora alle forze politiche che pure affermano di credere alla parità, il coraggio e la fantasia necessaria per impostare una strategia definita e sicura, fatta certo di piccoli passi, ma di passi secondo la direzione giusta, che facciano intravedere alla fine del cammino un risultato accettabile.

Così Don Milani in una lettera del 1961 pubblicata integralmente a cura dell’Agesc:

"Non si può esaltare l’idea della scuola di stato senza descriverne la realtà così come non si può denigrare la realtà della scuola dei preti senza citarne l’idea (...) nella mia scuola i poveri vengono educati con più "laicismo" (se laicismo significa rispetto della verità)". "A Firenze per esempio (...) l’unica scuola socialmente e tecnicamente progredita è una scuola dei preti: la Madonnina del Grappa. Il fatto che lo stato coi soldi dei contribuenti non l’aiuti è semplicemente scandaloso". Le scuole "dei preti" e quelle dello Stato "non potranno mai fare nulla di perfettamente puro e sarà dunque meglio lasciare che si perfezionino quanto possano gli uni e gli altri, possibilmente senza difficoltà economiche, in libera e realmente pari concorrenza".

Il presidente dell’Agesc, Stefano Versari ha osservato: "Siamo cittadini di questo Paese che amiamo. E genitori. Che cercano di curare il bene dei loro figli e dei figli di questo popolo. I care. Che sia consentito! Innanzitutto permettendo di educare liberamente. Se neppure questa libertà è possibile, di quale dignità della persona si va cianciando? Di quali diritti si blatera?"



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