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L’80% dei giornalisti mente?
A proposito di fanta-sondaggi

7 marzo 2001

Oltre l’80% dei coniugi desidererebbe uccidere la propria dolce metà. Oltre il 35% dei figli farebbe volentieri altrettanto con i propri genitori. Sono i sondaggi spazzatura diffusi negli ultimi giorni. Che seguono di poco quelli secondo cui il 50% degli studenti farebbe uso di droghe leggere e che altrettanto farebbero i loro insegnanti.

Cosa si direbbe se affermassimo che l’80% dei giornalisti mente?

Ci si chiederebbe ragione del dato, con ampia facoltà di ricorso alle vie giudiziarie per la tutela della dignità professionale della categoria. Giusto. E perché non avviene altrettanto quando si tratta del rispetto della famiglia? Perché non ci si scandalizza e protesta per sondaggi che, invece di offrire uno spaccato di conoscenza della società, creano occasione di annebbiamento della realtà?

Il fatto è che la tragedia di Novi Ligure turba tutti noi. Perché accaduta in un contesto "normale", in una famiglia "normale" e dunque non sappiamo come ricondurla alle categorie sociali cui siamo abituati. Molto più semplicemente dovremmo ricordarci che la persona, ognuno di noi, è in grado di fare il bene e il male. Quei ragazzi hanno scelto di compiere un gesto allucinante, tragico, è una scelta del male.

A noi non rimane che l’umana misericordia per loro e per le loro vittime.

Alla giustizia compete adempiere il proprio percorso di tutela sociale, condannando nella misura adeguata chi si macchia del sangue del fratello.

Agli educatori spetta farsi carico con coscienza di svolgere il proprio compito di "maestro" per l’educando, cioè di testimone del proprio senso della vita.

Agli uomini della stampa, della comunicazione e, perché no, anche ai sondaggisti spetta evitare di assumere nella società umana il ruolo che nella società animale viene assunto dagli avvoltoi.



Avanza l’onda anomala contro De Mauro

23 febbraio 2001

Il Ministro della P.I. Tullio De Mauro si è lamentato pubblicamente perché "abbandonato" dal suo Governo.

Non sappiamo in che misura lo sia stato, sappiamo però che De Mauro è già stato coralmente "scaricato" dal mondo della Scuola. Una Scuola raramente cosi unita come in questo momento per fronteggiare l’onda anomala del riordino dei cicli.

Qualcuno ci spieghi: se il 25% degli studenti di una classe (pari a circa 7 ragazzi) deve saltare alla classe successiva, in quest’ultima si troverebbero in media 25+7 studenti.

Dove li mettiamo? Facciamo le classi affollate di un tempo? Oppure spostiamo altri 7 alunni nella classe successiva e cosi via? E chi sceglie chi spostare? I bambini non sono greggi in transumanza!

Signor Ministro, La preghiamo di rinviare la applicazione della legge sul riordino dei cicli di almeno 2 anni. E riprenda a studiare come risolvere il problema che ha creato.



Conferenza Stampa

Pubblichiamo comunicato stampa del "Comitato per la scuola della società civile" che esprime posizioni condivise dall'Agesc

6 febbraio 2001

PRESENTAZIONE DELL’APPELLO PER LA SCUOLA DELLA SOCIETA’ CIVILE
GIOVEDI' 08 FEBBRAIO 2001 – ore 11.30
c/o Hotel Quirinale
Via Nazionale, 7 – Roma

Si tratta della presentazione di una iniziativa libera e trasversale, promossa da laici, riformisti, cattolici, liberali provenienti dal mondo della scuola, della cultura e della società civile.

Nel corso della conferenza stampa sarà presentato l’APPELLO PER LA SCUOLA DELLA SOCIETA’ CIVILE, rivolto a quanti hanno a cuore il futuro del Paese e avvertono perciò l'urgenza che si realizzi il passaggio dalla scuola dello Stato alla scuola della società civile. – qualunque sia l’estrazione politica, culturale o religiosa di ciascuno – affinché aderiscano personalmente, sostenendo con il contributo del loro pensiero e del loro impegno civile gli intenti programmatici in esso contenuti.

L’appello individua fra l’altro cinque strumenti fondamentali per la concreta realizzazione della scuola della società:

  • un’effettiva autonomia, anche economica, della scuola
  • la piena libertà di scelta educativa delle famiglie
  • una radicale semplificazione legislativa e normativa, che consenta di sburocratizzare la gestione della scuola
  • la creazione di agenzie autonome di valutazione e certificazione della qualità del sistema scolastico
  • l’abolizione del valore legale del titolo di studio.

Alla conferenza intervengono fra gli altri alcuni dei sottoscrittori l’appello: Giovanni Cominelli, Dario Antiseri, Stefano Versari, Lorenzo Infantino, Franco Nembrini, Enzo Meloni. Sono inoltre invitati i responsabili scuola dei partiti

La S.V. è invitata
Il Coordinatore del Comitato
Stefano Versari



Le droghe fanno male
La scuola dia il suo contributo positivo

15 gennaio 2001

Il Ministro della Sanità Veronesi, parlando delle droghe leggere, ha affermato che il 50% dei ragazzi si fa lo spinello così come il 50% degli insegnanti si fa o si è fatto uno spinello.

Intervistato dal giornale radio RAI Stefano Versari, portavoce dell’ Agesc, ha affermato:

"In primo luogo il Ministro Veronesi cita dati non scientificamente provati. In secondo luogo la politica ha il compito di operare per il bene comune e non è bene per le persone l’utilizzo di droghe, anche se leggere. Che le droghe siano diffuse non è una novità, ma questo non cambia la sostanza del problema: le droghe fanno male. La scuola può dare anche in questo caso il suo contributo positivo in quanto è chiamata non solo ad istruire ma anche ad educare. Solo mediante l’educazione a valori positivi si potrà affrontare il problema devastante dell’utilizzo delle droghe leggere, che sono una valore negativo".

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