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Una riforma positiva per la scuola di tutti

La riforma del Ministro Moratti va nella strada giusta.

2 febbraio 2002

Il Consiglio dei Ministri del 01.02 ha condiviso il disegno di legge sulla scuola elaborato dal Ministro Moratti.

Alcuni passaggi importanti dell’ipotesi elaborata dal Gruppo di Lavoro Bertagna sono stati tralasciati; ce ne rammarichiamo, anche se comprendiamo le necessità di una mediazione politica complessa. Riteniamo tuttavia che l’impianto previsto per il secondo ciclo (2+2+1 per i licei, 3+1+1 per l’istruzione professionale) possa in futuro consentire almeno in parte il recupero della proposta Bertagna di un secondo ciclo integrato ed unitario con il triennio successivo di istruzione e formazione superiore.

L’iscrizione in ingresso nella scuola materna ed elementare è stata resa possibile fino ai nati il 28 febbraio; rimandando l’ulteriore anticipo ai nati fino al 30 aprile ad eventuali successivi decreti legislativi, sulla base delle risultanze emerse dall’applicazione della legge. E’ una soluzione che va nella direzione da noi indicata di limitare l’anticipo scolastico al massimo al 28 febbraio.

Il testo approvato è positivo. Adegua la struttura della scuola italiana alle esigenze di una scuola di qualità; rispetta i tempi di apprendimento e le fasi di sviluppo dei ragazzi; corrisponde alla richiesta di libertà di scelta e pari dignità fra i percorsi scolastico e della istruzione professionale; rispetta l’impegno di porre al centro del sistema educativo di istruzione e di formazione la crescita e valorizzazione della persona umana "e delle scelte educative della famiglia, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori".

Ora occorre procedere con la definizione del nucleo centrale dei piani di studio, dando contenuto agli obiettivi della riforma.



Ok alla riforma Moratti ma…

L’ipotesi di Riforma Moratti va nella strada giusta.
Due proposte migliorative.

21 gennaio 2002

Si attende l’approvazione nel Consiglio dei Ministri del disegno di legge sulla scuola (la c.d. Riforma Moratti). Il testo diffuso, al di là di alcuni singoli aspetti che suscitano perplessità, è complessivamente condivisibile. Perché pone al centro del sistema educativo di istruzione e di formazione la crescita e valorizzazione della persona umana "nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori e nel rispetto delle scelte educative della famiglia". Perché abroga la precedente legge di riordino, ponendo fine alle irrisolvibili problematiche pedagogiche e strutturali a questa connesse. Perché promuove la pari dignità fra il sistema scolastico e della formazione professionale. Perché rispetta l’età della preadolescenza e la necessità di una diversa articolazione scolastica fra scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. Perché si pone come obiettivo la continuità educativa fra i vari ordini e gradi di scuola e formazione professionale.

Resta la necessità di meglio definire alcuni aspetti. Fra questi l’anticipo scolastico. Che potrebbe comportare problemi strutturali, pedagogici, curricolari e di rispetto dei tempi di assimilazione da parte della scuola. Inoltre, a regime ci si troverebbe con bambini in uscita dalla attuale terza media a poco più di 13 anni (contro gli attuali 14), chiamati a scegliere fra scuola e formazione professionale nel doppio canale. Il pericolo è che, per evitare il rischio di precocismo, in sede di dibattito parlamentare riemerga la proposta (culturalmente al ribasso) di rendere obbligatorio il primo biennio della scuola secondaria di II grado.

Il cuore della riforma Moratti sta nella revisione del percorso dell’attuale scuola media superiore e della formazione professionale. E’ il passaggio che richiederà il massimo impegno strutturale, d’elaborazione dei curricoli, di coinvolgimento dei soggetti della scuola. Uno sforzo "pesante" che consiglia di minimizzare gli elementi di contrasto e preoccupazione. In questo momento l’anticipo scolastico nella scuola elementare potrebbe costituire occasione aggiuntiva di difficoltà, che potrebbe contribuire a mettere a rischio il percorso legislativo della riforma.

Due suggerimenti. Abolire la legge 9/99 (obbligo scolastico a 15 anni). Soprassedere con l’anticipo scolastico od in subordine ridurne l’arco temporale (max due mesi) impegnandosi politicamente ad impedirne il superamento.

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