26 ottobre 2003 
Comunicato del Consiglio Nazionale della Associazione Genitori Scuole Cattoliche
(AGeSC)
Roma, 25-26 Ottobre 2003
Il Consiglio Nazionale della Associazione Genitori Scuole Cattoliche esprime preoccupazione in ordine alle prospettive per la scuola paritaria perché:
- perdurano i ritardi nella erogazione delle risorse di competenza.
- tali risorse sono state progressivamente erose dall’inflazione e non sono state incrementate in relazione ai maggiori oneri, conseguenti alla applicazione della legge 62/2000, volti all’accrescimento del livello qualitativo del servizio offerto.
- la produzione normativa del MIUR non realizza la "pari dignità" fra scuole paritarie e statali, entrambe facenti parte del sistema nazionale dell’istruzione, perpetuando disparità di trattamento.
- l’attuale ristrutturazione organizzativa del MIUR determina ulteriori incertezze in merito alla futura assegnazione delle competenze relative all’area scuole paritarie
Inoltre, con l’attuazione del decreto legislativo 112/98 si realizzerà il passaggio agli enti territoriali delle competenze relative alla erogazione delle risorse alle scuole paritarie. Di conseguenza le competenze in merito al riconoscimento dei requisiti di scuola paritaria e della relativa vigilanza "transiteranno" alle Regioni. Si determineranno di fatto, sul piano nazionale, situazioni differenziate in ordine ai criteri di erogazione delle risorse, di riconoscimento della parità e di vigilanza, con difformità di trattamento dei diritti soggettivi delle scuole e delle famiglie.
Per quanto sopra, a fronte di condivisibili affermazioni di principio circa la necessità di completare la costruzione di un sistema scolastico nazionale composto da scuole paritarie e statali, si creano di fatto le condizioni per una ulteriore penalizzazione delle scuole paritarie e del diritto delle famiglie alla libera scelta educativa.
Il Consiglio Nazionale Agesc nel denunciare alla opinione pubblica questa situazione oramai insostenibile, chiede al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca di impegnarsi
- per reperire maggiori risorse per la scuola statale e paritaria,
- per realizzare una organizzazione amministrativa del MIUR rispettosa dei diritti delle famiglie e delle scuole non statali,
- per realizzare i necessari chiarimenti legislativi e regolamentari in ordine alla razionalizzazione delle competenze del MIUR e degli enti territoriali, rinviando al contempo il passaggio alle regioni delle competenze circa l’erogazione delle risorse alle scuole paritarie
Al Parlamento ed alle rappresentanze sociali si chiede di superare ogni forma di pregiudizio ideologico ed impegnarsi concretamente per il sostegno di percorsi riformatori che realizzino il diritto delle famiglie ad un sistema scolastico nazionale pluralistico e di qualità.
26 ottobre 2003 
VIA LA CROCE DALLE AULE SCOLASTICHE?
A proposito della sentenza del giudice de
L’Aquila di "rimozione" del Crocifisso da un aula
scolastica
Il giudice de L’Aquila ha accolto il ricorso
del presidente dell’Unione musulmana d’Italia, che chiedeva di
togliere il crocifisso dall’aula scolastica del proprio figlio.
Un sentenza incomprensibile. In contrasto con
l’autorevole pronunciamento del Consiglio di Stato (n. 63 del 27
aprile 1988) che ha osservato che:
- la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche non si pone
in contrasto con i principi costituzionali che assicurano pari
libertà a tutte le confessioni religiose,
- "il crocifisso o, più semplicemente, la croce,
a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo
della civiltà e della cultura cristiana nella sua radice
storica, come valore universale, indipendentemente da una
specifica confessione religiosa. La Costituzione repubblicana,
pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose,
non prescrive alcun divieto all’esposizione nei pubblici
uffici di un simbolo che, come quello del crocifisso, per i
principi che evoca fa parte del patrimonio storico"
- la presenza dell’immagine del crocifisso nelle
aule scolastiche non può "costituire motivo di costrizione
della libertà individuale a manifestare la propria convinzione
in materia religiosa"
In merito il Presidente Nazionale Agesc Enzo
Meloni ha affermato: "La croce deve rimanere nelle aule
scolastiche perché è simbolo dell’identità nazionale italiana,
sia per i cattolici che per i laici, come ebbe fra l’altro ad
osservare il Presidente della Repubblica, laico socialista, Sandro
Pertini".
3 settembre 2003 
RICONOSCIUTA LA LIBERA SCELTA DELLE FAMIGLIE
Finalmente approvato il decreto che dà attuazione
a quanto previsto nella finanziaria 2003 per le famiglie delle
scuole paritarie
Ieri è stata data attuazione con decreto
interministeriale a quanto previsto nella finanziaria 2003 per le
famiglie che scelgono le scuole paritarie.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
esprime soddisfazione per questo risultato, frutto in particolare
del proprio impegno, del lavoro svolto in questi mesi e della
collaborazione di alcuni parlamentari.
Ci preme sottolineare la novità assoluta di un
contributo destinato direttamente alle famiglie.
Circa la scelta di indirizzare il contributo alle
famiglie delle scuole elementari, medie e del primo anno delle medie
superiori, si tratta di un risultato ancora limitato determinato
dalle scarse risorse destinate nella finanziaria 2003.
Auspichiamo perciò che i fondi già previsti per
la prossima finanziaria siano incrementati per permettere a tutte le
famiglie di ricevere un adeguato sostegno alla loro scelta
educativa.
1 luglio 2003 
LIBERTA’ DI SCELTA, SCELTA DI LIBERTA’
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi a Brescia i giorni 28 e 29
giugno, ha approvato all’unanimità il seguente documento:
L’A.Ge.S.C. CONSIDERA
incomprensibile ed eticamente non accettabile il
protrarsi di ritardi nell’erogazione delle risorse economiche
(oltretutto insufficienti) dovute alle scuole paritarie e alle
famiglie di alunni frequentanti queste scuole.
RITIENE
necessario continuare a soprassedere
all’applicazione del DL.vo 112/98 per quanto attiene la delega
agli Enti Locali delle funzioni amministrative connesse alla
erogazione dei contributi alle scuole paritarie; l’attuale
incertezza normativa comporterebbe, infatti, l’insorgere di
ulteriori difficoltà e ritardi nelle erogazioni dovute.
VALUTA
si debba inserire il tema degli Organi Collegiali
della scuola fra le priorità dell’agenda politica; questo in
quanto la riforma del Titolo V della Costituzione e della legge
53/2003 hanno modificato la "titolarità" riguardo alle
scuole, assegnandola allo Stato, agli Enti Locali, all’Autonomia
delle Istituzione scolastiche e alle famiglie. Vanno al contempo
evitati gli interventi in tema di Organi Collegiali quali quelli
indicati nella circolare 31/2003 che sono limitativi e riduttivi
rispetto alla stessa norma di legge.
CHIEDE
che il Governo "decida" di dare seguito
alla legge 53/2003, reperendo le risorse necessarie per dare avvio
concreto alla Riforma della Scuola italiana, superando l’attuale
situazione di incertezza che genera disagio e difficoltà nel mondo
della scuola.
GIUDICA
negativamente l’operato del Governo nella prima
metà della legislatura, considerandolo insufficiente rispetto ai
condivisibili impegni assunti in campagna elettorale in tema di
effettiva libertà di scelta educativa per le famiglie.
DA AMPIO MANDATO
al Presidente Nazionale e al Comitato Esecutivo
Nazionale per continuare ad intervenire nelle sedi istituzionali e
ad intraprendere le iniziative ritenute più opportune affinché nel
nostro Paese le famiglie possano esercitare, senza condizionamenti
economici, il loro diritto di scelta educativa e perché possa
realizzarsi un sistema nazionale di istruzione a servizio della
persona.
Il Consiglio Nazionale Agesc
17 giugno 2003 
APPREZZIAMO MA NON BASTA
"Smarriti e ritrovati" i contributi destinati alle scuole
non statali
Il Governo aveva "smarrito" i
contributi previsti per le scuole non statali, generando una
situazione di incertezza economica in molte scuole, ancora in attesa
di ricevere parte dei contributi relativi agli anni 2001 e 2002.
In questi giorni, grazie anche ai ripetuti
solleciti del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, di cui
l’Agesc è parte, si stanno assegnando alle Direzioni Regionali
del MIUR le somme necessarie per l’erogazione dei contributi.
Apprezziamo lo sforzo, ma non basta!
- I contributi arrivano con un ritardo incomprensibile
- Non arriveranno, comunque, tutte le risorse dovute
- Ci preoccupa il prospettato passaggio alle Regioni della
competenza ad erogare i contributi alle scuole non statali, con
il "versamento" nei loro bilanci delle relative
risorse. In questo occorre chiarezza!
Il Presidente nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, Enzo Meloni, intervenendo
sull’argomento ha sottolineato come: "L’Agesc accoglie
positivamente quanto fatto per superare una situazione di incertezza
ormai insostenibile e chiede e si augura che entro il mese di giugno
questi contributi arrivino alle scuole.
L’Agesc chiede che non si verifichino nel futuro questi ritardi di
pagamenti."
12 giugno 2003 
UN ULTERIORE
PASSO VERSO UNA VERA PARITA' SCOLASTICA
Approvato il "buono
scuola" anche dalla Regione Piemonte
Il Consiglio Regionale del
Piemonte ha approvato ieri la legge regionale sul "buono scuola", dopo
un cammino durato quasi tre anni nei quali i partiti di minoranza hanno cercato
in tutti i modi di impedire che si giungesse a questo voto.
L'Agesc regionale del Piemonte
aveva promosso in questi mesi un disegno di legge di iniziativa popolare,
sottoscritto in cinque settimane da oltre 12.000 piemontesi, per cercare di
sbloccare questa situazione ormai insostenibile.
Mentre plaude a questa nuova
legge, che si affianca a quelle già approvate in altre Regioni, l'Agesc
constata quanta fatica comporti ottenere, nel nostro Paese, il riconoscimento
del diritto della famiglia alla libera scelta educativa.
L'Agesc è da sempre impegnata
per sollecitare chi ha responsabilità nella vita pubblica a varare "adeguati
sostegni" per consentire alle famiglie e agli studenti una maggiore
libertà educativa.
Il Presidente nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, Enzo Meloni, ha in merito dichiarato: "chiediamo
che la legge approvata in Piemonte, come quelle analoghe approvate in questi
anni in altre Regioni italiane, sia di riferimento per la politica scolastica
nazionale e per le altre Regioni, per realizzare una legislazione nella quale i
cittadini non debbano più soffrire di discriminazioni economiche, nel momento
in cui scelgono un servizio scolastico nazionale paritario."
10 giugno 2003 
10
giugno
2003
FINO A QUANDO ABUSERANNO DELLA NOSTRA PAZIENZA?
"scippato" il credito d’imposta approvato in
Finanziaria
Le famiglie non possono usufruire del credito d’imposta
introdotto nella finanziaria 2003 perché il Governo non ha emanato la circolare
applicativa!
Accogliendo la proposta dell’Agesc e del Comitato per la
scuola della società civile, sostenuta da numerosi accademici ed esponenti
del mondo della scuola, nella legge finanziaria 2003 è stato approvato uno
stanziamento di 30 milioni di euro annui per gli esercizi 2003, 2004, 2005, da
erogare con lo strumento del credito d’imposta alle famiglie delle scuole
paritarie.
L’entità della cifra è minimale, insufficiente a coprire
le spese che le famiglie sostengono per permettere ai propri figli la frequenza
delle scuole paritarie. L’importo previsto, infatti, considerando il numero
degli studenti delle scuole paritarie dell’obbligo e dell’istruzione
superiore, consentirebbe un credito d’imposta di circa 85 euro l’anno per
studente.
L’Agesc ha apprezzato comunque questo passaggio,
considerandolo positivo perché afferma il diritto alla libertà di educazione,
senza condizionamenti economici.
Il "punto" però è che il provvedimento
legislativo è rimasto lettera morta, non essendo stato approvato il necessario
regolamento attuativo.
Il Presidente nazionale dell’Associazione Genitori Scuole
Cattoliche, Enzo Meloni, ha in merito dichiarato:
Siamo increduli di fronte ad una azione di governo che nel
suo procedere dimostra "amnesie" incomprensibili.
Il Governo si è "dimenticato" di predisporre la
circolare applicativa. Occorre sia predisposto con urgenza quanto necessario
perché le famiglie italiane non siano illuse ancora una volta e possano
usufruire di un seppur minimo beneficio, previsto dalla legge finanziaria.
20maggio 2003 
PARITA’ SCOLASTICA: ATTESA INFINITA!
Nuovo intervento del Santo Padre perché nel nostro Paese
si giunga ad una effettiva parità scolastica
In occasione dell’assemblea
generale della CEI il Papa ha ricevuto oggi in udienza i Vescovi italiani.
In questa occasione Giovanni
Paolo II ha nuovamente sottolineato come in Italia la scuola cattolica attende
ancora di vedere adeguatamente riconosciuto il proprio ruolo e contributo
educativo, in un quadro di effettiva parità.
L’Agesc esprime la propria
gratitudine al Santo Padre per i continui richiami affinché nel nostro Paese si
realizzi un’effettiva parità scolastica.
Il Presidente Nazionale dell’Agesc,
in merito all’intervento del Papa, ha colto l’occasione per ribadire come
"… in Italia non ci potrà essere vera libertà di educazione fino a
quando i genitori non potranno operare l’effettiva libertà di scelta
educativa, senza penalizzazioni economiche".
28 aprile 2003 
Non raggiunge il quorum il referendum ligure sul buono scuola
Ancora una volta vince il buon senso
Resta in vigore il buono scuola in Liguria!
Il Referendum abrogativo della legge regionale ligure,
relativo agli "Interventi a sostegno della famiglia per favorire il
percorso formativo degli allievi delle scuole statali e paritarie" non ha
raggiunto, infatti, il quorum necessario per la validità della consultazione.
Molto scarsa è stata l’affluenza alle urne: meno del 25% i
votanti!
Si è rivisto quanto già successo in occasione di un analogo
Referendum tenutosi nella Regione Veneto agli inizi del mese di otttobre 2002.
Anche in Liguria come in Veneto i promotori della
consultazione sapevano quale sarebbe stato l’esito del Referendum.
Non è bastato questo a spingerli ad evitare di "gettare
al vento" i soldi spesi per la consultazione.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, anche in questa occasione,
ribadisce la necessità che il Governo e il Parlamento diano piena attuazione
alla legge 62/2000, per consentire a tutte le famiglie italiane la possibilità
di accedere alle scuole, statali o paritarie, a pari condizioni economiche.
21 marzo 2003 
Circolare ministeriale in materia di parità scolastica
"Una necessaria sintesi normativa
degli attuali aspetti della parità scolastica"
Il ministero dell’Istruzione ha emanato la circolare n. 31
con oggetto "Disposizioni e indicazioni per l’attuazione della legge 10
marzo 2000 n. 62 in materia di parità scolastica".
La circolare è il frutto dell’attività del gruppo di
lavoro sulla legge 62/2000 costituito dal Ministro Moratti nel novembre 2001e
presieduto dall’on. Mariolina Moioli, di cui è fra gli altri componente il
Presidente Nazionale dell’AGeSC.
Il Presidente Nazionale dell’AGeSC Enzo Meloni ha espresso la propria
soddisfazione per questa circolare in quanto:
" … costituisce una necessaria sintesi normativa degli attuali aspetti
della parità scolastica".
16 marzo 2003 
Conclusi i lavori del XIII Congresso nazionale: tra le priorità
politiche indicate dall’Agesc l’attuazione della Riforma Moratti, il
sostegno all’handicap, il credito d’imposta per le spese scolastiche
sostenute dalle famiglie.
Momenti di commozione con le testimonianze dalle scuole
cattoliche nel mondo.
A Don Luigi Giussani il premio "Mario Macchi.
L’attuazione della Riforma Moratti con il costante
coinvolgimento delle associazioni scolastiche dei genitori; la realizzazione di
un’effettiva autonomia per consentire ai soggetti della scuola la piena e
libera espressione educativa; la ricollocazione degli organi di governo della
scuola e il riassetto della struttura del Ministero dell’Istruzione nella
nuova logica della "scuola dei Soggetti"; l’urgenza di consentire la
pari possibilità di accesso, fra scuole statali e paritarie, alle risorse per
il sostegno agli alunni portatori di handicap; l’assoluta necessità di
reperire nella prossima Finanziaria le risorse adeguate per permettere alle
famiglie la libera scelta fra scuole statali e paritarie, rendendo acquisito il
credito d’imposta per le spese scolastiche sostenute dai genitori; il
federalismo inteso come strumento per realizzare l’autentica sussidiarietà e
non per sostituire al centralismo statale quello dell’ente locale: sono queste
le priorità politiche segnalate dalll’Associazione Genitori Scuole cattoliche
nella mozione conclusiva del suo XIII Congresso, che si è svolto a Roma e ha
visto la riconferma di Enzo Meloni nella carica di presidente nazionale.
Oggi , ultima giornata dei lavori, dopo la messa celebrata dal
segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Giuseppe
Betori, si sono vissuti momenti toccanti grazie alle testimonianze di docenti e
genitori di scuole cattoliche "di frontiera". Tra queste, quella di
Mrs Anne Tanney, preside della scuola femminile Holy Cross di Belfast (Irlanda
del Nord) che si trova in un quartiere a maggioranza "lealista"-protestante
e che dall’anno della sua fondazione, il 1969, subisce attacchi eattentati. La
signora Tanney e e la signora Helen Burns, mamma di due allieve della Holy
Cross, hanno raccontato dell’incubo vissuto in particolare tra il giugno e il
settembre del 2001, quando le bambine sono state costrette ad andare a scuola
scortate dalla polizia mentre una folla di manifestanti le insultava, lanciando
bottiglie e mattoni. "Molti di loro erano genitori, c’erano anche nonni e
nonne… Le bimbe piangevano e tremavano… Ciò che ho visto allora non lo
dimenticherò fino al giorno della mia morte", ha confidato la signora
Burns. Il primo settembre 2001, lungo il percorso che portava le scolare
cattoliche a scuola, qualcuno fece esplodere una bomba, mentre la polizia
avvertiva i genitori della possiibilità di cecchini tra i manifestanti pronti a
far fuoco su loro e sulle loro figlie.
Altre testimonianze sono state portate dalla signora Razija
Kuduz, bosniaca di religione musulmana che ha iscritto i propri due figli al
Centro cattolico scolastico di
Sarajevo, da padre Abdel Masih Fayez Fahim, responsabile della
Scuola cattolica di Terrasanta a Gerusalemme, e da Chiara Tamagno,
rappresentante del Commissariato di Terra Santa del Piemonte. "La
situazione attuale della Palestina rende la vita impossibile agli studenti e
alle famiglie – ha detto padre Abdel –. Molti studenti, se non tutti, hanno
bisogno di assistenza psichica per quello che vedono ogni giorno nelle strade:
sangue, distruzioni, morti, violenza, i prodotti della guerra. Ogni scuola ha
due programmi, uno regolare e uno d’emergenza, e spesso si annulla
tutto".
Il premio "Mario Macchi" che l’Agesc assegna a chi
si distingue particolarmente nel ruolo di educatore è andato a monsignor Luigi
Giussani, fondatore della fraternità di Comunione e Liberazione, ed è stato
ritirato dal professor Giorgio Feliciani, vicepresidente della fraternità
stessa.
15 marzo 2003 
15
marzo 2003
XIII Congresso nazionale dell’Agesc: Enzo Meloni rieletto
presidente. Domani la chiusura dei lavori con monsignor Betori, segretario
generale della Cei, e le testimonianze dalle scuole cattoliche di Belfast,
Gerusalemme e Sarajevo.
Il presidente nazionale uscente Enzo Meloni è stato rieletto
oggi dai delegati del XIII Congresso dell’Associazione genitori scuole
cattoliche (Agesc). Proseguiranno a collaborare con Meloni Vito Massari, Gerardo
Veneziani, Maria Grazia Colombo e Valter Boero, confermati rispettivamente nelle
cariche di vicepresidente, segretario nazionale, tesoriere e addetto estero.
L’assemblea ha proceduto anche al rinnovo delle altre cariche associative.
"Sono soddisfatto per la rielezione – ha dichiarato il presidente Meloni
– e accetto questo nuovo mandato con l’impegno di far crescere ancora l’Agesc
in stretta e costante collaborazione con tutte le nostre articolazioni
territoriali".
Il Congresso si concluderà nella mattinata di domani: dopo
la messa presieduta dal segretario generale della Conferenza episcopale
italiana, monsignor Giuseppe Betori, sarà la volta della riflessione sulla
"Scuola cattolica nel mondo", con le testimonianze di genitori e
docenti della Holy Cross di Belfast, delle Scuole cristiane di Gerusalemme,
delle Scuole per l’Europa di Sarajevo. Prima della chiusura dei lavori, l’Agesc
consegnerà a monsignor Luigi Giussani il premio "Mario Macchi".
14 marzo 2003 
Aperto oggi a Roma il XIII° Congresso nazionale dell’AGESC
con gli interventi di Monsignor Nosiglia, del sottosegretario Aprea e del
presidente della Regione Lazio, Storace.
Si sono aperti oggi a Roma, presso il Pisana Palace Hotel, i
lavori del XIII° Congresso nazionale dell’Associazione Genitori Scuole
Cattoliche. Dopo l’introduzione del presidente nazionale dell’Associazione,
Enzo Meloni, ha preso la parola monsignor Cesare Nosiglia, presidente del
Consiglio nazionale della Scuola cattolica, che ha voluto tra l’altro
sottolineare come "non ci sarà piena e completa riforma della scuola in
Italia finché non sarà raggiunta ed effettivamente compiuta la piena parità
scolastica tra scuola statale e non statale". La considerazione è stata
raccolta dal sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, on.Valentina Aprea,
che ha sottolineato l’importanza in questo senso della legge delega di riforma
della scuola appena approvata dal Parlamento. Una riforma – ha detto –
"che valorizza e rilancia il patto educativo tra famiglie e scuola,
ampliando i margini di libertà di scelta delle famiglie stesse". Subito
dopo, anche il presidente della Regione Lazio Francesco Storace ha ribadito il
suo impegno sul fronte della scuola libera, che – ha osservato – "non
deve essere la scuola del ricco, perché anche la povera gente ha diritto a
scegliere l’istruzione per i propri figli". Storace ha ricordato anche
per questo la sua Giunta ha già preso diverse decisioni, introducendo per
esempio il buono scuola per le materne, e ha poi annunciato che "nelle
prossime settimane, arriverà in Giunta una delibera che pone le fondamenta
sulle quali poter costruire la parità scolastica" con linee ben precise:
contributi monetari e detrazioni fiscali, nei limiti della competenza regionale,
sotto forma di borse di studio e un bonus funzionale per il concorso al
pagamento delle rette scolastiche.
La prima giornata di lavori si è conclusa con una tavola
rotonda moderata dal presidente Meloni sul tema "Dalla Comunità educativa
alla comunità educante", alla quale hanno partecipato don Bruno Stenco,
direttore dell’Ufficio nazionale Scuola e Università della Conferenza
Episcopale Italiana, don Giovanni Fedrigotti, già membro del Consiglio generale
della Congregazione Salesiana, la professoressa Gregoria Cannarozzo, il
professor Giorgio Bocca, docente di Pedagogia all’Università Cattolica di
Milano, il professor Francesco Nembrini, responsabile Ufficio scuola della
Compagnia delle Opere e il professor Giovanni Cominelli, del Comitato tecnico
scientifico dell’Istituto nazionale di valutazione del sistema d’istruzione.
Il Congresso dell’Agesc si chiuderà domenica con le testimonianze provenienti
da scuole cattoliche "di frontiera" (Belfast, Gerusalemme, Sarajevo).
marzo 2003 
I genitori delle Scuole cattoliche a Congresso dal 14 al 16 marzo a Roma
Il ruolo della famiglia nella scuola e nella società di domani
Le testimonianze di genitori e docenti di istituti cattolici
"di frontiera": Belfast, Gerusalemme, Sarajevo.
Si svolgerà dal 14 al 16 marzo prossimi il XIII° Congresso nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (Agesc), una realtà attiva da oltre 25 anni e presente su tutto il territorio nazionale con decine di migliaia di iscritti. "La Famiglia nella scuola, ruolo istituzionale e funzione educante" è il tema scelto per i lavori, che si apriranno venerdì 14 marzo alle ore 15.00 presso la sala conferenze del Pisana Palace Hotel di Roma, con gli interventi di monsignor Cesare Nosiglia, presidente del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, dell’onorevole Valentina Aprea, sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, e dell’onorevole Francesco Storace, presidente della Regione Lazio. A seguire una tavola rotonda con Giuseppe Bertagna dell’università di Bergamo, Giorgio Bocca dell’università Cattolica di Milano, Franco Nembrini presidente del settore scuola della Compagnia delle Opere, Giovanni Cominelli del comitato tecnico scientifico INVALSI, don Bruno Stenco, direttore Ufficio Scuola della CEI, e don Giovanni Fedrigotti sdb.
La giornata di sabato sarà dedicata agli adempimenti statutari. Nella mattinata di domenica, poi, la riflessione sulla Scuola cattolica nel mondo: illustreranno le proprie esperienze docenti e genitori della Holy Cross di Belfast (dove le bambine sono state costrette ad andare a scuola scortate dalla polizia a causa delle aggressioni dei "lealisti"), delle Scuole Cristiane di Gerusalemme, delle Scuole per l’Europa della Bosnia Erzegovina.
12 marzo 2003 
Soddisfazione per l’approvazione della Riforma Moratti
Ma per l’attuazione occorre un confronto con le famiglie
12 marzo 2003
L’approvazione definitiva della riforma della scuola è accolta con soddisfazione dall’AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), finalmente ci sono le condizioni per superare un lungo periodo di transizione e risolvono nel modo da noi auspicato le contraddizioni della legge 30. Finalmente il parlamento ha deciso di emanare la legge, adesso è necessario completare l’opera sul piano dei contenuti concreti. "Per questo chiediamo di mantenere al ministro Moratti un confronto costante - sottolinea il presidente dell’ AGeSC, Enzo Meloni – in vista dell’emanazione dei decreti ministeriali di attuazione della legge, affinché si tenga conto del ruolo insostituibile e delle esigenze effettive delle famiglie italiane".
16 gennaio 2003 
Vince il buon senso
Respinti dalla Consulta i quesiti referendari contro la libertà di scelta educativa
La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i referendum proposti da Rifondazione Comunista per l’abolizione o la sostanziale modifica della legge 62/2000 - la legge che riconosce il servizio pubblico svolto dalle scuole paritarie - motivati dalla necessità di "non dare soldi alle scuole private".
Si tratta di un passaggio estremamente positivo:
- perché evita una spaccatura del tessuto sociale su un tema particolarmente delicato, quello della libertà di educazione;
- perché consente all’Esecutivo ed al Parlamento di dare attuazione alla legge 62/2000, che a parole afferma la pari dignitià fra scuola statale e paritaria ed al contempo non consente alle famiglie di accedervi a pari condizioni economiche.
Il Presidente dell’Associazione genitori scuole cattoliche, Enzo Meloni, ha dichiarato: "dopo il passaggio in Finanziaria, da noi sostenuto, un altra tappa significativa. Il tema della libertà di scelta educativa non è più relegato nei meandri della coscienza e diventa oggetto di riconoscimento della Suprema Corte. Al Parlamento spetta ora dare seguito a questo pronunciamento, con una adeguata azione legislativa che permetta a tutte le famiglie di scegliere senza condizionamenti la scuola, statale o paritaria, ritenuta più idonea per i propri figli."
|