13 dicembre 2005 
PARLAMENTO E GOVERNO: IMPEGNO PER LA LIBERTA’
DI EDUCAZIONE
Realizzare interventi urgenti ed inderogabili che
consentano la libertà di scelta educativa delle famiglie italiane
La Legge Finanziaria 2006 così come approvata
dal Senato rappresenta un passo indietro nella libertà di
educazione nel nostro Paese.
Anche nell’attuale grave congiuntura economica
l’educazione è una scelta prioritaria sulla quale impegnarsi ed
investire risorse per il futuro del Paese. Per questo è necessario
intervenire perché le famiglie italiane possano assolvere il loro
diritto primario di educare i figli, consentendo loro di scegliere
liberamente la scuola che preferiscono tra quelle, statali e
paritarie, che fanno farte del sistema nazionale di istruzione e
formazione.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
auspica che nel testo di Legge che sarà approvato dalla Camera nei
prossimi giorni, Governo e Parlamento prevedano interventi
significativi sulla libertà di educazione.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
7 dicembre 2005 
IL PRESIDENTE CIAMPI
EDUCAZIONE: LA FAMIGLIA NON DELEGHI
Il Presidente della Repubblica in visita a
Cremona pone l’accento sul ruolo essenziale della famiglia nell’educazione,
che non può essere delegato ad altri.
Lo ha detto il Presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi, in visita ieri alla città di Cremona, intervenendo
all'incontro istituzionale con le autorità locali ed i Sindaci
della provincia.
Dopo avere affermato che "capire le
esigenze, i sogni, le ambizioni, o le frustrazioni, dei nostri figli
e dei figli dei nostri figli non è compito facile; ma è
necessario" il Presidente della Repubblica ha così dichiarato:
"Non dimentichiamo l'importanza della
famiglia come nucleo formativo essenziale. Ben venga quando la
radio, o la televisione, o la stampa, ci aprono finestre sul mondo,
e sui suoi problemi. Ma non si può delegare "agli altri"
la trasmissione di principi guida per tutta l'esistenza.
E' bene che lo ricordino i padri di
famiglia".
Il presidente Ciampi ha anche criticato "gli
uomini e le donne che agiscono nella vita pubblica", coloro
"di cui i mass media amplificano ed esaltano ogni azione, e che
talvolta ci appaiono inconsapevoli delle loro responsabilità, quali
modelli di comportamento per la formazione dei giovani".
L’AGeSC ringrazia il presidente Ciampi per le
sue affermazioni. L’Associazione, fin dalla sua costituzione,
sostiene il ruolo educativo dei genitori, primi educatori dei figli
e opera perchè i genitori non deleghino ad altri l’educazione. La
scuola e le altre "agenzie educative" affiancano, in modo
sussidiario, i genitori nel loro diritto – dovere di educare.
L’AGeSC chiede che i genitori siano, però, messi in condizione
di poter esercitare concretamente il loro compito educativo, che non
si può realizzare senza la possibiltà della libera scelta, senza
vincoli economici, del percorso scolastico dei ragazzi.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
1 dicembre 2005 
VALTER BOERO RIELETTO PRESIDENTE EUROPEO DEI
GENITORI DELLE SCUOLE CATTOLICHE
La riconferma un riconoscimento del lavoro svolto
da Boero
e dall’AGeSC in questi anni.
L’OE-GIAPEC, l’organismo europeo a cui
aderiscono le Associazioni nazionali dei genitori della scuola
cattolica, ha riconfermato alla presidenza il Prof. Valter Boero.
L’elezione è avvenuta nell’Assemblea
Generale di Torino del 26 e 27 novembre. Componente dell’Esecutivo
Nazionale dell’AGeSC, Boero è responsabile delle relazioni
internazionali dell’Associazione.
E' stato eletto anche il nuovo Esecutivo: primo
vice presidente è l'avvocato Eric Raffin, presidente dell'UNAPEL,
associazione francese con più di 800.000 iscritti, mentre il
secondo vice presidente è Georgios Paraskeyaidis, attuale
vicepresidente del FAPEG, l'associazione dei genitori della Grecia.
L’Assemblea ha individuato alcune priorità d’intervento
tra le quali:
- lo sviluppo di attività di formazione dei genitori delle
scuole cattoliche nei Paesi dell'Est Europeo. Saranno preparati
progetti specifici da sottoporre alle opportune agenzie
formative dell’Unione Europea, implementando le esperienze
dell’UNAPEL e dell’AGeSC nel campo della formazione dei
genitori;
- l’ interazione con i Capi di Stato e di Governo dell’Unione
Europea per assicurare alle famiglie dell’Unione Europea un’identica
libertà di scelta educativa. La mancanza di libertà di scelta
educativa è un impedimento alla mobilità dei cittadini UE.
Sulla base del trattato di Maastricht gli Stati membri
dovrebbero rimuovere questi ostacoli.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
19 novembre 2005 
Al convegno del trentennale AGeSC
Il Ministro Letizia Moratti: "Il contributo
alle famiglie delle scuole paritarie riconosce e sostiene il diritto
dei genitori di scegliere la scuola per i propri figli"
Si è svolto questa mattina a Milano il convegno
promosso dall’AGeSC in occasione del trentennale dell’associazione,
al quale sono intervenuti il Cardinale Arcivescovo di Milano Dionigi
Tettamanzi, il Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti e il
Presidente dell’AGeSC Enzo Meloni.
Nell’intervento introduttivo il Presidente
Meloni ha evidenziato come il merito dell’AGeSC sia stato in
questi anni l’aver riportato il tema dell’educazione al centro
del dibattito sociale e di aver posto la famiglia al centro dell’educazione.
I genitori sono i primi educatori dei figli
"un diritto-dovere, quello dei genitori nell’educazione - ha
sottolineato il Cardinal Tettamanzi - che ha un inconfondibile
specificità perché i genitori sono unici insostituibili rispetto a
tutti gli altri attori e protagonisti dell’opera educativa e
scolastica". Un diritto e un dovere che si possono attuare solo
nella libertà di scelta educativa.
"Un cammino ancora arduo - ha detto il
ministro Moratti a proposito della parità scolastica - il
contributo alle famiglie delle scuole paritarie - ha aggiunto -
rappresenta un proposito un punto di non ritorno, erogato per il
secondo anno, riconosce e sostiene il diritto dei genitori di
scegliere la scuola per i propri figli. E’ necessario incrementare
e perfezionare questo strumento che in tanti modi è stato
contrastato nonostante realizzi principi di equità e
libertà."
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
14 novembre 2005 
LA SPAGNA SI MOBILITA
SI ALLA LIBERTA’ DI EDUCAZIONE
NO ALLA SCUOLA DEL GOVERNO ZAPATERO
Un milione e mezzo di persone hanno partecipato
alla marcia organizzata a Madrid
Un milione e mezzo di persone hanno risposto all’invito
di numerose associazioni, fra le quali la CONCAPA (Confederazione
Cattolica Nazionale dei Padri di Famiglia e Padri degli Alunni), e
hanno sfilato sabato 12 novembre a Madrid contro la "Legge
organica dell’Educazione" (Loe) voluta dall’Esecutivo
socialista guidato da José Luis Rodríguez Zapatero.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
esprime preoccupazione perchè la nuova legge spagnola:
- NEGA la libertà di scelta educativa delle famiglie, impedendo
ai genitori, primi responsabili dell’educazione dei figli, per
diritto naturale, di scegliere quale educazione dare ai propri
ragazzi;
- NEGA il principio di sussidiarietà. Lo Stato vuole
decidere e disporre su tutte le necessità e i bisogni dei
"suoi" cittadini;
- NEGA la possibilità dell’esistenza, di fatto, di
un sistema scolastico formato da scuole statali e non statali.
Il presidente nazionale dell’AGeSC, Enzo
Meloni, ha in merito dichiarato: "Condividiamo la protesta
dei genitori spagnoli. Il punto centrale dell’educazione è
aiutare i genitori ad adempiere con consapevolezza al loro compito
educativo. Se i genitori sono estromessi dalle scelte sull’educazione,
che vengono fatte proprie dallo "Stato", sono minate le
stesse fondamenta della società civile".
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
7 novembre 2005 
LIBERTA’ DI EDUCAZIONE: PARLAMENTO
E GOVERNO ALL’ULTIMO ESAME SUGLI IMPEGNI ELETTORALI DI
LEGISLATURA
La Legge Finanziaria 2006 è l’ultima
possibilità per realizzare interventi urgenti ed
inderogabili che consentano la libertà di scelta
educativa delle famiglie italiane
Il Comitato Esecutivo Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi a Livorno, ha
ancora una volta constatato che in questi anni non è
stato fatto a sufficienza per ridurre gli ostacoli
economici che continuano a limitare le famiglie italiane
nell’esercizio del loro diritto primario di educare i
figli, non consentendo loro di scegliere liberamente la
scuola che preferiscono tra quelle, statali e paritarie,
che fanno farte del sistema nazionale di istruzione e
formazione.
La Legge Finanziaria 2006 in discussione rappresenta
per il Parlamento e il Governo l’ultima possibilità
per dare seguito agli impegni elettorali assunti su
questo tema.
In particolare il Comitato Esecutivo Nazionale dell’AGeSC
conferma come prioritari i tre interventi indicati dall’Appello
di fine legislatura promosso con il Comitato per la
scuola della società civile:
1) Contributo per genitori delle scuole paritarie:
Rifinanziare ed incrementare il contributo per ridurre
gli oneri sostenuti dalle famiglie per l’attività
educativa presso scuole paritarie, istituito con la
Legge Finanziaria 2003, come già predisposto.
2) Risorse per l’integrazione di studenti disabili:
Incrementare i contributi per interventi di sostegno a
favore degli alunni con handicap che frequentano scuole
paritarie. Le risorse annualmente stanziate in
Finanziaria non consentono oggi di realizzare questo
importante diritto soggettivo del disabile, salvo che
non intervengano a proprie spese le scuole e le famiglie
3) Risorse finanziarie per le scuole paritarie:
Aumentare le risorse sui capitoli di spesa concernenti
le scuole non statali (i finanziamenti sono rimasti
invariati negli ultimi tre esercizi finanziari).
Il presidente nazionale dell’AGeSC, Enzo Meloni, in
merito ha dichiarato:
"Siamo consapevoli delle attuali difficoltà
economiche del Paese. Si rende necessario operare scelte
politiche di intervento. L’educazione è la prima
delle priorità per lo sviluppo di un popolo e di una
nazione!"
10 ottobre 2005 
INTERVENTI URGENTI E NON DEROGABILI
La posizione del Consiglio Nazionale
AGeSC in merito
alla riforma scolastica e alla legge finanziaria
Si è svolto ad Imola, nei giorni 8 e
9 ottobre, il Consiglio Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche.
Al termine dei lavori è stato
approvato il seguente documento:
1) Il Decreto Legislativo sul secondo
ciclo di istruzione richiede significativi
miglioramenti, tuttavia è prioritaria la sua
approvazione per non vanificare il percorso di riforma
intrapreso. La mancata approvazione del Decreto,
condannerebbe la riforma del sistema di istruzione e
formazione professionale ad essere vanificata nei suoi
aspetti più innovativi e peculiari.
L’AGeSC auspica che il Decreto
preveda la possibilità di poter iniziare già dal
prossimo anno la sperimentazione del nuovo percorso, nel
rispetto delle autonomie delle istituzioni scolastiche.
2) E’ necessario inserire nella
prossima finanziaria sostanziali incrementi nei capitoli
di spesa a sostegno della libertà di scelta educativa,
in modo particolare:
- contributi alle famiglie a parziale
copertura degli oneri sostenuti per le attività
educative presso le scuole paritarie;
- contributi finalizzati ad
assicurare interventi di sostegno per le istituzioni
scolastiche paritarie che accolgono alunni portatori di
handicap;
- contributi per incrementare anche
gli altri capitoli di spesa che intervengono a favore
della libertà di scelta educativa delle famiglie.
13 settembre 2005 
FAMIGLIA SOTTO ASSEDIO?
Considerazioni sulle dichiarazioni di alcuni
politici
Le recenti dichiarazioni sulla necessità di una
legge che nel nostro Paese riconosca la possibilità di regolare le
coppie di fatto non possono lasciarci indifferenti.
A nulla servono improvvisi distinguo o ricorrere
alle presunte accuse di strumentalizzazione di un problema "a
cui milioni di persone sono interessate nella loro vita".
Occorre evitare ogni confusione!
Prima di tutto va salvaguardata e promossa la
famiglia, quale "società naturale fondata sul
matrimonio", così come viene definita dalla Costituzione
Italiana.
Attribuire diritti equivalenti ad altri istituti
giuridici, equivale, nei fatti, a distruggere la famiglia.
Affrontare la situazione concreta non deve
tradursi nell’equiparare la famiglia legittima e le diverse forme
di convivenza: risulta fuorviante e non può essere condiviso.
Il Presidente Nazionale dell’AGeSC, Enzo
Meloni, a tal proposito ha dichiarato che "è necessario e
urgente, al contrario, vengano indicati con chiarezza gli strumenti
legislativi con i quali si intende intervenire a sostegno della
famiglia fondata sul matrimonio, per dare risposte concrete alle sue
esigenze e ai suoi bisogni".
8 settembre 2005 
DAVANTI ALLE LEGGI DEL MERCATO
I GENITORI RIMANGONO SOLI
Alcune considerazioni sul film "La bestia
nel cuore" di Cristina Comencini: non censura ma maturità di
giudizio.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche è
presente con i suoi rappresentanti nelle Commissioni di Revisione
Cinematografica, fin dall’attuazione operativa della legge che
prevede anche la presenza dei genitori nella Commissione.
Significativa la vicenda che in questi giorni ha
riguardato l’ultimo film di Cristina Comencini "La bestia nel
cuore", presentato al festival di Venezia, incentrato sul
dramma familiare che sconvolge due fratelli ormai adulti, in cerca
della propria serenità.
Il film della Comencini, in prima istanza, è
stato vietato ai minori di 14 anni, per come viene sviluppata e
presentata la vicenda dell’incesto familiare. Occorre evitare che
chi, ancora piccolo, bisognoso della fiducia del padre e della madre
come presupposto indispensabile per la sua crescita, venga
disorientato da due figure così ambigue: da un padre affettuoso di
giorno che si trasforma in "bestia" di notte e da una
madre che invita il figlio ad "aver pazienza" perché è
più importante tener "unita la famiglia".
Dopo questo primo pronunciamento è stata
convocata, con urgenza, una nuova riunione della Commissione ed in
seconda istanza, con il solo voto contrario dei rappresentanti dei
genitori, è stato consentito il libero accesso alle sale
cinematografiche, .
Il film della Comencini sviluppa un tema, quello
dell’incesto, che non va affatto sottovalutato, ma affrontato da
chi ha la maturità e la serenità per farlo.
Per questo i genitori presenti in Commissione hanno proposto la
visione ai maggiori di quattordici anni. Le scene di amore lesbico,
pur presenti e prolungate, contrariamente a quanto indicato su
alcuni organi di stampa, non sono mai state poste, quindi, come
motivazione primaria per il divieto.
29 agosto 2005 
FAMIGLIE LIBERE DI EDUCARE?
Appello al Governo ed al Parlamento in tema di
parità scolastica e di riforma del sistema di istruzione e
formazione
Il Presidente Nazionale dell’AGeSC, Enzo
Meloni, ha sottoscritto l’Appello del Comitato per la Scuola
della Società Civile, rivolto al Parlamento ed al Governo, per
interventi da realizzarsi nello scorcio di legislatura.
L’Appello è firmato da rappresentanti delle
Associazioni di scuola statale e non statale, della formazione
professionale e da illustri accademici. Il documento, nel prendere
atto che il percorso di parità scolastica e di riforma del sistema
di istruzione non è stato ancora portato a compimento, indica
alcuni interventi ritenuti prioritari, ancora realizzabili in questi
ultimi mesi di legislatura.
In merito il Presidente Nazionale dell’AGeSC,
intervenuto alla presentazione dell’Appello il 26 agosto al
Meeting di Rimini, ha dichiarato:
"In Italia non viene ancora riconosciuto il
diritto naturale della famiglia di educare liberamente i propri
figli. Questo diritto implica che la famiglia possa scegliere
liberamente, senza condizionamenti economici, il sistema scolastico
ritenuto più idoneo per i propri figli. Devo, purtroppo, ancora una
volta constatare che alle tante promesse ed alle ‘buone intenzioni’
inserite nei programmi elettorali di entrambi gli schieramenti
elettorali non sono seguiti interventi adeguati e risolutivi.
Il contributo statale alle famiglie delle scuole
paritarie, strumento positivo da noi sostenuto, è purtroppo ancora
insignificante dal punto di vista economico.
Le risorse per l’integrazione dell’handicap
sono irrisorie.
I "buoni scuola" Regionali sono erogati
da poche Regioni e, in mancanza di una legge di indirizzo nazionale,
sono soggetti alle modifiche che intervengono con il cambio delle
Amministrazioni.
Gli ultimi mesi della legislatura non possono
trascorrere senza che alle famiglie italiane venga data una risposta
chiara e precisa.
Ognuno deve farsi carico delle proprie
responsabilità. Il nostro giudizio sull’operato del Parlamento e
del Governo verrà dato sulla base delle promesse effettivamente
realizzate!"
Comitato per la
scuola della società civile
APPELLO AL GOVERNO ED AL PARLAMENTO IN TEMA DI
PARITA’ SCOLASTICA E RIFORMA DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE E DI
FORMAZIONE – INTERVENTI URGENTI DI PROMOZIONE DEL PRINCIPIO DI
SUSSIDIARIETA’, DA REALIZZARE NELLO SCORCIO DELLA LEGISLATURA
Nel programma elettorale per le elezioni
politiche del giugno 2001 la Casa delle Libertà affermava fra l’altro:
"Deve essere riconosciuto alla famiglia il diritto di
educare liberamente i propri figli e la scuola deve cooperare
all'esercizio di questo diritto primario della famiglia…Le
famiglie devono poter scegliere liberamente la scuola che
preferiscono per i loro figli, statale o privata, liberi da
condizionamenti di carattere economico, attraverso l'introduzione
del "buono scuola" che sostenga soprattutto le famiglie
meno abbienti". L’Ulivo a sua volta scriveva nel
programma elettorale che "Famiglie e studenti debbono poter
scegliere istruzione e formazione. Garanzia di questo diritto è
anche la parità tra scuola statale e non statale.
Con questo documento intendiamo
"leggere" sinteticamente cosa è accaduto in questa
legislatura in tema di parità scolastica, libertà di educazione e
riforma del sistema di istruzione e di formazione, individuando le
"priorità di fine legislatura"; il tutto alla luce del
principio di sussidiarietà, che va valorizzato come principio
organizzativo del sistema di istruzione e di formazione.
1 – Circa la parità scolastica e la libertà
di educazione
Non sono state incrementate le risorse
annualmente destinate alle scuole paritarie, che giuridicamente
fanno parte con pari dignità del sistema nazionale di istruzione
(considerando l’inflazione, questo significa addirittura una
diminuzione delle contribuzioni previste per legge); vi sono stati
ritardi nella erogazione di tali risorse, anche in conseguenza del
decreto "taglia spese", che ha leso la certezza del
diritto; il contributo per le famiglie introdotto nelle Finanziarie
2003 e 2004 non è stato adeguatamente finanziato. Il promesso
"buono scuola" è stato erogato solo per iniziativa di
alcune regioni. Sono alcuni esempi illuminanti della situazione.
Insomma, in tema di parità scolastica e libertà di scelta
educativa gli impegni elettorali non sono stati rispettati.
2 – Circa la riforma del sistema di istruzione
e di formazione
Il percorso di riforma introdotto dalla Legge
delega 53/2003 non è stato ancora portato a compimento e non
sarebbe sostenibile il rinvio alla prossima Legislatura; infatti, la
definizione del secondo ciclo è determinante per delineare l’ordinamento
globale e costituire il quadro di riferimento cui le Regioni
dovranno rapportarsi per elaborare i provvedimenti di competenza. Si
rischia altrimenti la disarticolazione del sistema educativo di
istruzione e formazione. Inoltre, le sperimentazioni dei percorsi
formativi triennali (avviate secondo i Protocolli di intesa tra MIUR–MLPS–Regioni),
che hanno permesso di attivare le innovazioni più significative
della legge 53/03, sono state limitate da finanziamenti inadeguati
relativi al solo biennio dell’obbligo formativo e non anche al
terzo anno; in questo modo sono state penalizzate quelle Regioni che
si sono impegnate a dare attuazione alla Legge 53/2003 e si è
impedito uno sviluppo dei quadrienni di diploma.
INTERVENTI DI FINE LEGISLATURA
Manca meno di un anno alla fine della legislatura
ed il parlamento ha pochi mesi di lavoro attivo. Non ci aspettiamo
gli interventi riformatori prospettici e di sistema che avevamo
auspicato. Tuttavia, avendo come orizzonte la promozione del
principio di sussidiarietà, siamo convinti si possano ancora
realizzare i seguenti provvedimenti urgenti, per noi indifferibili:
a. Rifinanziamento e rafforzamento normativo
contributo per genitori delle scuole paritarie
Nel 2002 il Comitato per la scuola della
società civile ha promosso una iniziativa a favore di una nuova
politica di welfare per la libertà di educazione, che ha portato
all’approvazione di un contributo complessivo di 90 milioni di
euro nella Finanziaria 2003 e di 100 milioni di euro nella
Finanziaria 2004. Occorre ora configurare meglio il decreto
attuativo interministeriale del 28 agosto 2003, come contributo a
sgravio degli oneri sostenuti da tutte le famiglie con l’iscrizione
alle scuole paritarie, coerentemente con il pronunciamento della
Corte Costituzionale (sentenza 16.12.2004). E’ inoltre necessario
rifinanziare la relativa dotazione economica, stanziando in
Finanziaria una cifra complessiva (per il 2006) di almeno 300
milioni di euro; questo consentirebbe l’assegnazione del
contributo per tutte le classi della scuola secondaria di primo e
secondo grado.
b. Risorse finanziarie scuole non statali
Nelle diverse leggi finanziarie di questa
legislatura i capitoli di spesa concernenti le scuole non statali
sono rimasti invariati; é una situazione che non si era mai
verificata in precedenza: nel corso della precedente legislatura le
risorse furono significativamente incrementate ogni anno. Negli
ultimi tre esercizi finanziari i finanziamenti sul capitolo 1752
sono stati di poco superiori ai 527 milioni di euro. Si chiede un
innalzamento complessivo ad 800 milioni di euro.
c. Risorse per l’integrazione di studenti
disabili
L’accoglimento di studenti disabili è un
vincolo legislativo per le scuole paritarie, introdotto dalla legge
62/2000; ad esso non ha però fatto seguito la necessaria adeguata
copertura finanziaria, così che, di fatto (a parte il caso della
scuola primaria parificata), le risorse annualmente stanziate in
Finanziaria (di poco inferiori a soli 12 milioni di euro) non
consentono di realizzare questo importante diritto soggettivo del
disabile, salvo che non intervengano a proprie spese le scuole e le
famiglie. Si chiede pertanto di innalzare l’annuale contributo in
Finanziaria per l’handicap ad almeno 100 milioni di euro.
d. Approvazione proposta di legge n.2113
Questa proposta di legge intende definire i
"livelli essenziali" di cui all’articolo 117, lettera
m), della Costituzione, che prevede, fra le materie nelle quali lo
Stato ha legislazione esclusiva, la determinazione dei livelli
essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il
PdL (primo firmatario On.Garagnani) consentirebbe dunque di limitare
la discriminazione fra cittadini delle diverse regioni. Essendo già
completato il percorso nelle competenti commissioni parlamentari, se
ne chiede l’approvazione.
e. Abolizione dell’articolo del 112/98
concernente i contributi alle scuole non statali
L’art. 138, comma 1, lettera e), del
decreto legislativo n. 112 del 1998 ha conferito alle Regioni le
funzioni amministrative relative a "i contributi alle scuole
non statali". Per evitare che, visto l’attuale contesto
normativo, si realizzi il caos nell’erogazione delle risorse,
trattandosi oltretutto di un dispositivo approvato prima della
modifica del Titolo V della Costituzione, se ne chiede l’abolizione,
per una riscrittura coerente con il complessivo assetto
costituzionale.
f. Approvazione del Regolamento di
delegificazione del T.U. 194
Il comma 7, art. 1 della legge 10 marzo 2000 n°
62 prevede che il Ministro dell’Istruzione proponga il definitivo
superamento delle disposizioni del decreto legislativo 16 aprile
1994, n. 297, anche al fine di ricondurre tutte le scuole non
statali alle due tipologie delle scuole paritarie e delle scuole non
paritarie. Chiediamo l’approvazione di questo regolamento, che
dovrà fra l’altro assicurare l’abrogazione del vincolo di
gratuità, di cui al Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297, e che
alle scuole primarie paritarie già parificate sia assicurato un
contributo non inferiore a quello corrisposto sulla base delle
convenzioni di parifica in corso.
g. Formazione dei docenti
Lo schema di decreto legislativo sulla formazione
dei docenti, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri
il 25 febbraio 2005, accomuna il percorso per il conseguimento della
laurea magisteriale, l’abilitazione e l’immissione nei ruoli
della scuola di Stato. Si fa così coincidere "scuola" con
"scuola statale", confondendo il percorso per il
conseguimento dell’abilitazione per insegnare in qualsiasi scuola
con quello per essere assunto nelle scuole dello Stato. E’
necessaria la distinzione fra abilitazione ed immissione in
ruolo, non solo con riferimento all’art. 33 della Costituzione, ma
anche perché essere "capaci di insegnare" (laurea
magisteriale ed abilitazione professionale) è cosa diversa dall’immissione
in ruolo; quest’ultima dipende dalle procedure concorsuali del
settore statale (per la scuola dello Stato), dalle procedure
concorsuali degli enti locali (per le scuole paritarie comunali) e
dalle procedure di "selezione" (per le scuole paritarie
private). Occorre inoltre ampliare il numero programmato di docenti
da ammettere alle lauree magisteriali, per tenere conto anche delle
esigenze di assunzione docenti delle scuole paritarie.
h. Approvazione del Decreto Legislativo sul
secondo ciclo di istruzione
La prima priorità, aldilà dei pur importanti
aspetti contenutistici, è l’approvazione di quest’ultimo
Decreto Legislativo, attuativo della Legge 53/2003; altrimenti
rimarrebbe indeterminato il quadro di riferimento ordinamentale in
relazione al quale le Regioni sono chiamate a definire le proprie
competenze programmatorie ed amministrative. La mancata approvazione
di tale Decreto condannerebbe pertanto la riforma del sistema di
istruzione e di formazione ad essere vanificata nei suoi aspetti
più innovativi e peculiari. Dal punto di vista contenutistico, il
Decreto dovrebbe: assicurare pari dignità fra il sistema dei licei
e quello dell’istruzione e formazione professionale, conformemente
alla Legge delega 53/2003; rendere possibile a tutte le istituzioni
scolastiche e formative di attivare percorsi liceali e/o di
istruzione e formazione professionale di qualifica e diploma (i c.d.
campus, da avviarsi secondo piani di qualificazione dell’offerta
formativa territoriale stabiliti in collaborazione tra regioni, enti
locali, istituzioni scolastiche e formative, formazioni sociali
presenti nel territorio); prevedere una dotazione finanziaria
adeguata alla prosecuzione e consolidamento dei percorsi
sperimentali già attivati in forza dei Protocolli di intesa tra
MIUR-MLPS e Regioni.
°°°°°°°°°
In conclusione, ribadiamo che con questo
documento non abbiamo inteso delineare gli interventi prospettici
che avevamo auspicato finalmente si realizzassero; abbiamo invece
voluto indicare alcune azioni che riteniamo indilazionabili ed
ancora realizzabili in questo scorcio di legislatura.
20 luglio 2005
F.to
Stefano Versari, presidente comitato per la
scuola della società civile
Raffaello Vignali, presidente nazionale Compagnia
delle Opere
Enzo Meloni, presidente nazionale Agesc
Antonio M. Perrone, presidente nazionale Fidae
Leonardo Alessi, segreteria nazionale Fism
Franco Nembrini, presidente nazionale Compagnia
delle Opere Educative
Emilio Gandini, presidente nazionale Forma
Attilio Bondone, presidente nazionale Confap
Mario Tonini, presidente nazionale Cnos-Fap
Lauretta Valente, presidente nazionale Ciofs-Fp
Bruno Bordignon, segretario nazionale Cnos scuola
Rosetta Caputi, vice presidente nazionale Ciofs
scuola
Luigi Sepiacci, presidente nazionale Aninsei
Roberto Pasolini, presidente comitato politico
scolastico non statale
Fabio Cristofari, delegato nazionale Faes
Roberto Persico, presidente nazionale
associazione insegnanti Diesse
Roberto Pelegatta, presidente nazionale Disal
Alfonso Corbella, vicepresidente nazionale
Federazione Opere Educative
Alessandro Ferraroli, vicepresidente nazionale
Cnos scuola
Gianluigi Serraglio, responsabile nazionale
ufficio formazione professionale Agesc
Sergio Belardinelli, Università di Bologna
Giuseppe Bertagna, Università di Bergamo
Luigi Binanti, Università di Lecce
Giorgio Bocca, Università di Bressanone
Francesco Botturi, Università Cattolica di
Milano
Gregoria Cannarozzo, Università di Bergamo
Antonio Cocozza, Università di Chieti, Luiss
Guido Carli di Roma
Ivo Colozzi, Università di Bologna
Mario Comoglio, Università Salesiana di Roma
Pierpaolo Donati, Università di Bologna
Enrico Gori, Università di Udine
Renato Mion, Università Salesiana di Roma
Mariateresa Moscato, Università di Bologna
Dario Nicoli, Università Cattolica di Brescia
Annamaria Poggi, Università di Torino, Preside
Facoltà di Scienze della Formazione
Luisa Ribolzi, Università di Genova
Giuseppe Roggia, Università Salesiana di Roma
Stefano Zamagni, Università di Bologna
viale baldelli, 41 - 00146 roma – fax 06 / 54 11
953 - scuoladellasocieta@libero.it
6 giugno 2005 
LIBERI DI EDUCARE: QUANDO?
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole
Cattoliche, riunitosi il 4 e 5 giugno, ha concluso i lavori partecipando in
Piazza San Pietro alla preghiera dell’Angelus con il Santo Padre Benedetto XVI.
Il saluto rivolto dal Sommo Pontefice all’Associazione è
stato motivo per un rinnovato impegno a proseguire nella nostra opera educativa.
Dobbiamo, purtroppo, constatare il persistere nel nostro
Paese di una situazione che, di fatto, impedisce ai genitori di poter esercitare
il loro diritto fondamentale di essere i primi responsabili dell’educazione
dei figli.
In particolare perché:
- rimane l’inadempienza verso l’effettiva possibilità di scelta dei
genitori del percorso scolastico fra scuole statali e paritarie, a pari
condizioni economiche;
- continuano a non essere erogate le risorse per permettere l’accesso agli
studenti portatori di handicap alle scuole paritarie.
L’avvicinarsi della fine della legislatura non può costituire motivo per
continuare a negare questo diritto di cittadinanza.
La libertà di scelta educativa è un bene irrinunciabile.
16 maggio 2005 
NON SI VOTA SULLA VITA
Referendum sulla legge della procreazione medicalmente
assistita: è legittimo non andare a votare.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, in merito ai
quattro referendum del 12 e 13 giugno che vogliono modificare alcuni punti
fondamentali della legge 40/2004, indica ai propri associati di non andare a
votare.
Il non votare è una scelta positiva e legittima per dire:
SI alla vita, contro tutte le mistificazioni
NO ai contenuti dei quattro referendum
NO allo strumento del referendum, inadeguato per intervenire su questioni
di tale complessità
La legge 40/2004, pur perfettibile,
ha posto fine in Italia ad un far west nella fecondazione
artificiale
tutela i diritti del concepito, dei genitori e la salute
della donna.
Il Presidente Nazionale dell’AGeSC, Enzo Meloni, ha dichiarato che "l’Associazione
s’impegna in tutti gli organismi costituiti, a livello nazionale e locale, per
contribuire a formare ed informare correttamente le persone sulle proposte
referendarie. Sulla vita c’è bisogno di verità e corretta
informazione".
9 maggio 2005 
Genitori primi e principali educatori
dei propri figli
Intervista con il Cardinale Grocholewski,
Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica
L’identità e la dimensione religiosa dell’educazione, la
situazione nell’Est europeo, le "sorprese" dell’Africa, i nodi
della libertà educativa e del confronto con l’Islam, il ruolo della famiglia
e delle comunità ecclesiali, la difficile situazione italiana delle scuole
paritarie: sono alcuni dei temi che il Cardinale Zenon Gracholewsky, Prefetto
della Congregazione per l’Educazione Cattolica, affronta in una intervista in
esclusiva per "Atempopieno", periodico dell’Associazione Genitori
Scuole Cattoliche. Con una commossa testimonianza su Giovanni Paolo II,
"grande educatore".
Una conversazione sullo "stato generale" della
scuola cattolica in Italia e nel mondo. Ed uno sguardo ampio, gettato sui
problemi, sui fermenti e sulle speranze del "compito educativo".
Nel corso dell’intervista il Cardinale ha anche ricordato
come la famiglia è fonte educativa primaria. Gli altri soggetti educativi,
quindi, compresa la scuola, si collocano in una posizione di convergente
cooperazione con essa.
Il diritto-dovere naturale dei genitori nell’educazione dei
propri figli comporta come conseguenza anche la scelta dell’ambiente educativo
scolastico, in piena libertà e senza alcun condizionamento, anche di carattere
economico.
L’intervista a cura di Roberto Alborghetti, Direttore
responsabile del giornale, è pubblicata sul numero di maggio del periodico dell’Associazione.
21 aprile 2005 
PER UNA PIENA LIBERTA’ DI SCELTA EDUCATIVA!
Interrogazioni parlamentari sui contributi
previsti per le famiglie delle scuole paritarie
Il Parlamento nelle finanziarie 2003 e 2004 ha
stanziato fondi a sostegno delle famiglie che iscrivono i propri
figli nelle scuole paritarie, ripartiti negli anni scolastici dal
2003/2004 al 2006/2007.
Il contributo statale è stato ottenuto grazie al
determinante apporto della nostra Associazione e del Comitato della
Scuola della Società Civile. Pur ancora assolutamente insufficiente
a risolvere il problema della libertà di scelta delle famiglie, il
contributo rappresenta un’ interessante novità.
Al momento sono stati erogati alle famiglie i
soli 30 milioni di euro relativi all’a.s. 2003/2004!
Su segnalazione dell’Associazione Genitori
Scuole Cattoliche, l’on. Fabio Garagnani ha presentato ieri 20
aprile 2005 un’interpellanza al Governo in merito chiedendo:
- perché non sono stati ancora erogati i contributi dell’anno
scolastico 2004/2005 già stanziati;
- assicurazione sull’erogazione del contributo per il corrente
anno scolastico e sui tempi previsti;
- assicurazione sulla predisposizione di un decreto
interministeriale che meglio configuri questo contributo come
sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie con l’iscrizione
alle scuole paritarie;
- assicurazione che con tale decreto venga definito il limite di
reddito per la percezione del contributo in relazione al numero
dei figli a carico;
Di seguito il testo integrale dell’interpellanza
presentata.
INTERROGAZIONE
Il sottoscritto On. Fabio GARAGNANI ,
PREMESSO CHE
Il Parlamento nella finanziaria 2003 (comma 7,articolo 2, legge
27 dicembre 2002, n.289 in SO n.240 alla GU 31 dicembre 2002, n.305)
ha stanziato 90 milioni di euro e nella finanziaria 2004 (comma 101
articolo 3 legge 24 dicembre 2003 n.350 in SO n. 196 alla GU 27
dicembre 2003 n.299) ulteriori 100 milioni di euro a sostegno delle
famiglie che iscrivono i propri figli nelle scuole paritarie, così
ripartiti:
a.s. 2003/2004 30 milioni di euro
a.s, 2004/2005 50 milioni di euro
a.s. 2005/2006 70 milioni di euro
a.s. 2006/2007 40 milioni di euro
Al momento sono stati erogati i soli 30 milioni di euro relativi
all’a.s. 2003/2004.
E CHE
Con ricorso alla Corte costituzionale (n.33 del 2004) la Regione
Emilia Romagna ha proposto questione di legittimità costituzionale
dell’art. 3, comma 101 della legge finanziaria 2004, sopra
richiamato. Nel ricorso si lamenta che la "destinazione"
di somme pari a "20 milioni di euro per l’anno 2004" 2
"40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 2006" per
l’attribuzione "alle persone fisiche di un contributo,
finalizzato alla riduzione degli oneri effettivamente rimasti a
carico per l’attività educativa di altri componenti del medesimo
nucleo familiare presso scuole paritarie" (articoli 2, comma 7
della legge n. 289 del 2002) incidendo su materie di competenza
delle Regioni, si porrebbe in contrasto con l’attuale sistema di
riparto di competenze legislative e amministrative di cui agli
articoli 117 e 118 della Costituzione, nonché con il nuovo sistema
della finanza regionale. La Corte costituzionale nella sentenza del
16.12.2004 (n. 423 punto 8.2) ha ritenuto fondata la questione d’illegittimità
costituzionale aggiungendo che "la particolare rilevanza della
misura in questione, che richiede continuità di erogazione, in
relazione ai diritti costituzionali implicati, giustifica " che
restino salvi gli eventuali procedimenti di spesa in corso, anche se
non esauriti".
In sostanza la sentenza della Corte riguarda il contributo
aggiuntivo in finanziaria 2004, previsto a carico del Fondo
Nazionale per le politiche sociali, non incide però sulla norma
istitutiva del contributo, introdotta in finanziaria 2003 secondo la
logica dello sgravio degli oneri per tutti i genitori che
frequentando la scuola paritaria sono sottoposti ad un doppio
aggravio di oneri (dovendo sostenere l’onere di frequenza tramite
la fiscalità generale e tramite le spese direttamente sostenute per
l’iscrizione a scuole paritaria). La Corte afferma dunque che il
bonus non è contributo pertinente il diritto allo studio (di
competenza delle regioni) quanto piuttosto uno sgravio contributivo
per tutte le famiglie che frequentano le scuole paritarie. Precisa
inoltre che debbono essere portati a compimento i procedimenti di
spesa in corso, anche se non esauriti, ovvero l’erogazione per l’a.s.
2004/2005 dei 20 milioni di euro previsti in Finanziaria 2004
aggiuntivi ai 30 milioni di euro previsti nella finanziaria 2003.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto
INTERPELLA
Il Governo in merito ai seguenti punti:
1 – perché questi iter di spesa non sono stati ancora portati
a conclusione;
2 – assicurazione, ed in quali tempi, che il MIUR ed il
Ministero delle Finanze predisporranno modifica al decreto
interministeriale 81177 del 28 agosto 2003, configurandolo meglio
come contributo a sgravio degli oneri sostenuti da tutte le famiglie
con l’iscrizione alle scuole paritarie, così da non perdere i
20+20+40 milioni di euro in finanziaria 2004;
3 – assicurazione che tale decreto definirà i limiti di
reddito per la percezione del contributo in relazione al numero di
figli a carico;
4 – assicurazione, ed in quali tempi, circa l’erogazione per
il corrente anno scolastico sia del contributo previsto in
finanziaria 2003 di 30 milioni di euro, sia del contributo in
finanziaria 2004 di 20 milioni di euro, considerato che la sentenza
della Corte Costituzionale non incide sulla norma della finanziaria
2003 e sul relativo decreto e che la Corte richiede
"continuità di erogazione"e "che restino salvi gli
eventuali procedimenti di spesa in corso, anche se non
esauriti".
On. Fabio Garagnani
25 gennaio 2005 
ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE:
PARI DIGNITA’ DEI DUE SISTEMI
La posizione del Consiglio Nazionale AGeSC in
merito alI’ipotesi di riforma del secondo ciclo di Istruzione
Si è svolto a Venezia il 22 e 23 gennaio 2005 il
Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche.
Il Consiglio Nazionale in merito all’ipotesi di
strutturazione del secondo ciclo di Istruzione, presentata dal
Ministro Letizia Moratti, ritiene opportuno evidenziare la
necessità di:
1) realizzare due sistemi di pari dignità,
quello dei Licei e quello dell’Istruzione e Formazione
professionale. Occorre predisporre un decreto legislativo che
realizzi tale obiettivo;
2) evitare l’eccessivo numero di discipline nei
Licei, anche considerata la loro finalità non professionalizzante;
3) ampliare i margini di flessibilità dell’offerta
formativa delle istituzioni scolastiche, riducendo il numero delle
ore obbligatorie sul piano nazionale.
La scuola italiana non può sostenere il
prolungarsi di una situazione di incertezza e precarietà. Per
questo L’AGeSC ribadisce la necessità di giungere presto alla
conclusione dell’iter di riforma del secondo ciclo di Istruzione.
La Corte Costituzionale con la Sentenza n. 423
del 16 dicembre 2004 si è pronunciata sulla legittimità
costituzionale della norma che, nella Finanziaria 2004, incrementa i
contributi alle famiglie che scelgono le scuole paritarie (Legge 24
dicembre 2003, n. 350).
Riteniamo necessario informare le famiglie delle
scuole paritarie che:
- Il ricorso alla Corte Costituzionale, presentato dalla regione
Emilia-Romagna, è relativo al contributo aggiuntivo previsto
dalla Finanziaria 2004, posto a carico del Fondo nazionale per
le politiche sociali. Non riguarda pertanto il contributo
originario, previsto dalla Finanziaria 2003;
- Nel 2003 il contributo è stato introdotto secondo la logica
dello sgravio degli oneri sostenuti dai genitori delle scuole
paritarie, costretti a sostenere due volte le spese per la
frequenza della scuola dei propri figli: una prima volta
attraverso la fiscalità generale dello Stato, una seconda volta
per pagare la retta;
- Per l’anno scolastico 2004/2005, possono comunque essere
erogati dal Ministero dell’Istruzione i contributi previsti
per l’anno 2004 (complessivamente 50 milioni di euro) perché:
- la sentenza non incide sulla norma del 2003;
- la Corte richiede "continuità di erogazione" e che
restino salvi i procedimenti di spesa in corso;
- Per gli anni a venire occorre che i Ministeri competenti
(Istruzione ed Economia) intervengano modificando il precedente
decreto attuativo, chiarendo la destinazione del contributo come
sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie delle scuole
paritarie e non come intervento sul diritto allo studio, che
come tale rientra nelle funzioni attribuite alle Regioni.
In altre parole, ci pare di potere
tranquillizzare i genitori delle scuole paritarie per l’anno
scolastico in corso e, se i Ministeri interessati adempieranno
correttamente a quanto di loro competenza, anche per i prossimi anni
scolastici, come previsto dalla Finanziaria 2004.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
19 gennaio 2005 
Bonus alle famiglie e sentenza della Corte
Costituzionale:
facciamo chiarezza!
La Corte Costituzionale con la Sentenza n. 423
del 16 dicembre 2004 si è pronunciata sulla legittimità
costituzionale della norma che, nella Finanziaria 2004, incrementa i
contributi alle famiglie che scelgono le scuole paritarie (Legge 24
dicembre 2003, n. 350).
Riteniamo necessario informare le famiglie delle
scuole paritarie che:
- Il ricorso alla Corte Costituzionale, presentato dalla regione
Emilia-Romagna, è relativo al contributo aggiuntivo previsto
dalla Finanziaria 2004, posto a carico del Fondo nazionale per
le politiche sociali. Non riguarda pertanto il contributo
originario, previsto dalla Finanziaria 2003;
- Nel 2003 il contributo è stato introdotto secondo la logica
dello sgravio degli oneri sostenuti dai genitori delle scuole
paritarie, costretti a sostenere due volte le spese per la
frequenza della scuola dei propri figli: una prima volta
attraverso la fiscalità generale dello Stato, una seconda volta
per pagare la retta;
- Per l’anno scolastico 2004/2005, possono comunque essere
erogati dal Ministero dell’Istruzione i contributi previsti
per l’anno 2004 (complessivamente 50 milioni di euro) perché:
- la sentenza non incide sulla norma del 2003;
- la Corte richiede "continuità di erogazione" e che
restino salvi i procedimenti di spesa in corso;
- Per gli anni a venire occorre che i Ministeri competenti
(Istruzione ed Economia) intervengano modificando il precedente
decreto attuativo, chiarendo la destinazione del contributo come
sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie delle scuole
paritarie e non come intervento sul diritto allo studio, che
come tale rientra nelle funzioni attribuite alle Regioni.
In altre parole, ci pare di potere
tranquillizzare i genitori delle scuole paritarie per l’anno
scolastico in corso e, se i Ministeri interessati adempieranno
correttamente a quanto di loro competenza, anche per i prossimi anni
scolastici, come previsto dalla Finanziaria 2004.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
19 gennaio 2005 
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche si riunisce a Venezia il 22 e 23 gennaio
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche si riunisce a Venezia, sabato 22 e
domenica 23 gennaio p.v., presso la sala della "Scuola Grande
San Teodoro" – San Marco.
I lavori inizieranno sabato 22 alle ore 15,00 con
la relazione introduttiva del Presidente nazionale Enzo Meloni e
proseguiranno nella mattinata di domenica 23.
Il Consiglio Nazionale valuterà anche gli schemi
di decreto legislativo concernenti le norme generali sul
diritto-dovere all’istruzione e alla formazione e le norme
generali sull’alternanza scuola-lavoro.
Durante i lavori del Consiglio Nazionale è
previsto l’intervento di Sua Eminenza Mons. Angelo Scola,
Patriarca di Venezia.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
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