AGeSC - Associazione Genitori Scuole Cattoliche
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13 dicembre 2005 

PARLAMENTO E GOVERNO: IMPEGNO PER LA LIBERTA’ DI EDUCAZIONE

Realizzare interventi urgenti ed inderogabili che consentano la libertà di scelta educativa delle famiglie italiane

La Legge Finanziaria 2006 così come approvata dal Senato rappresenta un passo indietro nella libertà di educazione nel nostro Paese.

Anche nell’attuale grave congiuntura economica l’educazione è una scelta prioritaria sulla quale impegnarsi ed investire risorse per il futuro del Paese. Per questo è necessario intervenire perché le famiglie italiane possano assolvere il loro diritto primario di educare i figli, consentendo loro di scegliere liberamente la scuola che preferiscono tra quelle, statali e paritarie, che fanno farte del sistema nazionale di istruzione e formazione.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche auspica che nel testo di Legge che sarà approvato dalla Camera nei prossimi giorni, Governo e Parlamento prevedano interventi significativi sulla libertà di educazione.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

7 dicembre 2005 

IL PRESIDENTE CIAMPI
EDUCAZIONE: LA FAMIGLIA NON DELEGHI

Il Presidente della Repubblica in visita a Cremona pone l’accento sul ruolo essenziale della famiglia nell’educazione, che non può essere delegato ad altri.

Lo ha detto il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita ieri alla città di Cremona, intervenendo all'incontro istituzionale con le autorità locali ed i Sindaci della provincia.

Dopo avere affermato che "capire le esigenze, i sogni, le ambizioni, o le frustrazioni, dei nostri figli e dei figli dei nostri figli non è compito facile; ma è necessario" il Presidente della Repubblica ha così dichiarato:

"Non dimentichiamo l'importanza della famiglia come nucleo formativo essenziale. Ben venga quando la radio, o la televisione, o la stampa, ci aprono finestre sul mondo, e sui suoi problemi. Ma non si può delegare "agli altri" la trasmissione di principi guida per tutta l'esistenza.

E' bene che lo ricordino i padri di famiglia".

Il presidente Ciampi ha anche criticato "gli uomini e le donne che agiscono nella vita pubblica", coloro "di cui i mass media amplificano ed esaltano ogni azione, e che talvolta ci appaiono inconsapevoli delle loro responsabilità, quali modelli di comportamento per la formazione dei giovani".

L’AGeSC ringrazia il presidente Ciampi per le sue affermazioni. L’Associazione, fin dalla sua costituzione, sostiene il ruolo educativo dei genitori, primi educatori dei figli e opera perchè i genitori non deleghino ad altri l’educazione. La scuola e le altre "agenzie educative" affiancano, in modo sussidiario, i genitori nel loro diritto – dovere di educare.

L’AGeSC chiede che i genitori siano, però, messi in condizione di poter esercitare concretamente il loro compito educativo, che non si può realizzare senza la possibiltà della libera scelta, senza vincoli economici, del percorso scolastico dei ragazzi.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

1 dicembre 2005 

VALTER BOERO RIELETTO PRESIDENTE EUROPEO DEI GENITORI DELLE SCUOLE CATTOLICHE

La riconferma un riconoscimento del lavoro svolto da Boero
e dall’AGeSC in questi anni.

L’OE-GIAPEC, l’organismo europeo a cui aderiscono le Associazioni nazionali dei genitori della scuola cattolica, ha riconfermato alla presidenza il Prof. Valter Boero.

L’elezione è avvenuta nell’Assemblea Generale di Torino del 26 e 27 novembre. Componente dell’Esecutivo Nazionale dell’AGeSC, Boero è responsabile delle relazioni internazionali dell’Associazione.

E' stato eletto anche il nuovo Esecutivo: primo vice presidente è l'avvocato Eric Raffin, presidente dell'UNAPEL, associazione francese con più di 800.000 iscritti, mentre il secondo vice presidente è Georgios Paraskeyaidis, attuale vicepresidente del FAPEG, l'associazione dei genitori della Grecia.

L’Assemblea ha individuato alcune priorità d’intervento tra le quali:

  • lo sviluppo di attività di formazione dei genitori delle scuole cattoliche nei Paesi dell'Est Europeo. Saranno preparati progetti specifici da sottoporre alle opportune agenzie formative dell’Unione Europea, implementando le esperienze dell’UNAPEL e dell’AGeSC nel campo della formazione dei genitori;
  • l’ interazione con i Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea per assicurare alle famiglie dell’Unione Europea un’identica libertà di scelta educativa. La mancanza di libertà di scelta educativa è un impedimento alla mobilità dei cittadini UE. Sulla base del trattato di Maastricht gli Stati membri dovrebbero rimuovere questi ostacoli.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

19 novembre 2005 

Al convegno del trentennale AGeSC

Il Ministro Letizia Moratti: "Il contributo alle famiglie delle scuole paritarie riconosce e sostiene il diritto dei genitori di scegliere la scuola per i propri figli"

Si è svolto questa mattina a Milano il convegno promosso dall’AGeSC in occasione del trentennale dell’associazione, al quale sono intervenuti il Cardinale Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, il Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti e il Presidente dell’AGeSC Enzo Meloni.

Nell’intervento introduttivo il Presidente Meloni ha evidenziato come il merito dell’AGeSC sia stato in questi anni l’aver riportato il tema dell’educazione al centro del dibattito sociale e di aver posto la famiglia al centro dell’educazione.

I genitori sono i primi educatori dei figli "un diritto-dovere, quello dei genitori nell’educazione - ha sottolineato il Cardinal Tettamanzi - che ha un inconfondibile specificità perché i genitori sono unici insostituibili rispetto a tutti gli altri attori e protagonisti dell’opera educativa e scolastica". Un diritto e un dovere che si possono attuare solo nella libertà di scelta educativa.

"Un cammino ancora arduo - ha detto il ministro Moratti a proposito della parità scolastica - il contributo alle famiglie delle scuole paritarie - ha aggiunto - rappresenta un proposito un punto di non ritorno, erogato per il secondo anno, riconosce e sostiene il diritto dei genitori di scegliere la scuola per i propri figli. E’ necessario incrementare e perfezionare questo strumento che in tanti modi è stato contrastato nonostante realizzi principi di equità e libertà."

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

14 novembre 2005 

LA SPAGNA SI MOBILITA
SI ALLA LIBERTA’ DI EDUCAZIONE
NO ALLA SCUOLA DEL GOVERNO ZAPATERO

Un milione e mezzo di persone hanno partecipato alla marcia organizzata a Madrid

Un milione e mezzo di persone hanno risposto all’invito di numerose associazioni, fra le quali la CONCAPA (Confederazione Cattolica Nazionale dei Padri di Famiglia e Padri degli Alunni), e hanno sfilato sabato 12 novembre a Madrid contro la "Legge organica dell’Educazione" (Loe) voluta dall’Esecutivo socialista guidato da José Luis Rodríguez Zapatero.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche esprime preoccupazione perchè la nuova legge spagnola:

  • NEGA la libertà di scelta educativa delle famiglie, impedendo ai genitori, primi responsabili dell’educazione dei figli, per diritto naturale, di scegliere quale educazione dare ai propri ragazzi;
  • NEGA il principio di sussidiarietà. Lo Stato vuole decidere e disporre su tutte le necessità e i bisogni dei "suoi" cittadini;
  • NEGA la possibilità dell’esistenza, di fatto, di un sistema scolastico formato da scuole statali e non statali.

Il presidente nazionale dell’AGeSC, Enzo Meloni, ha in merito dichiarato: "Condividiamo la protesta dei genitori spagnoli. Il punto centrale dell’educazione è aiutare i genitori ad adempiere con consapevolezza al loro compito educativo. Se i genitori sono estromessi dalle scelte sull’educazione, che vengono fatte proprie dallo "Stato", sono minate le stesse fondamenta della società civile".

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

7 novembre 2005 

LIBERTA’ DI EDUCAZIONE: PARLAMENTO E GOVERNO ALL’ULTIMO ESAME SUGLI IMPEGNI ELETTORALI DI LEGISLATURA

La Legge Finanziaria 2006 è l’ultima possibilità per realizzare interventi urgenti ed inderogabili che consentano la libertà di scelta educativa delle famiglie italiane

Il Comitato Esecutivo Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi a Livorno, ha ancora una volta constatato che in questi anni non è stato fatto a sufficienza per ridurre gli ostacoli economici che continuano a limitare le famiglie italiane nell’esercizio del loro diritto primario di educare i figli, non consentendo loro di scegliere liberamente la scuola che preferiscono tra quelle, statali e paritarie, che fanno farte del sistema nazionale di istruzione e formazione.

La Legge Finanziaria 2006 in discussione rappresenta per il Parlamento e il Governo l’ultima possibilità per dare seguito agli impegni elettorali assunti su questo tema.

In particolare il Comitato Esecutivo Nazionale dell’AGeSC conferma come prioritari i tre interventi indicati dall’Appello di fine legislatura promosso con il Comitato per la scuola della società civile:

1) Contributo per genitori delle scuole paritarie: Rifinanziare ed incrementare il contributo per ridurre gli oneri sostenuti dalle famiglie per l’attività educativa presso scuole paritarie, istituito con la Legge Finanziaria 2003, come già predisposto.

2) Risorse per l’integrazione di studenti disabili: Incrementare i contributi per interventi di sostegno a favore degli alunni con handicap che frequentano scuole paritarie. Le risorse annualmente stanziate in Finanziaria non consentono oggi di realizzare questo importante diritto soggettivo del disabile, salvo che non intervengano a proprie spese le scuole e le famiglie

3) Risorse finanziarie per le scuole paritarie: Aumentare le risorse sui capitoli di spesa concernenti le scuole non statali (i finanziamenti sono rimasti invariati negli ultimi tre esercizi finanziari).

Il presidente nazionale dell’AGeSC, Enzo Meloni, in merito ha dichiarato:
"Siamo consapevoli delle attuali difficoltà economiche del Paese. Si rende necessario operare scelte politiche di intervento. L’educazione è la prima delle priorità per lo sviluppo di un popolo e di una nazione!"

10 ottobre 2005 

INTERVENTI URGENTI E NON DEROGABILI

La posizione del Consiglio Nazionale AGeSC in merito
alla riforma scolastica e alla legge finanziaria

Si è svolto ad Imola, nei giorni 8 e 9 ottobre, il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche.

Al termine dei lavori è stato approvato il seguente documento:

1) Il Decreto Legislativo sul secondo ciclo di istruzione richiede significativi miglioramenti, tuttavia è prioritaria la sua approvazione per non vanificare il percorso di riforma intrapreso. La mancata approvazione del Decreto, condannerebbe la riforma del sistema di istruzione e formazione professionale ad essere vanificata nei suoi aspetti più innovativi e peculiari.

L’AGeSC auspica che il Decreto preveda la possibilità di poter iniziare già dal prossimo anno la sperimentazione del nuovo percorso, nel rispetto delle autonomie delle istituzioni scolastiche.

2) E’ necessario inserire nella prossima finanziaria sostanziali incrementi nei capitoli di spesa a sostegno della libertà di scelta educativa, in modo particolare:

- contributi alle famiglie a parziale copertura degli oneri sostenuti per le attività educative presso le scuole paritarie;

- contributi finalizzati ad assicurare interventi di sostegno per le istituzioni scolastiche paritarie che accolgono alunni portatori di handicap;

- contributi per incrementare anche gli altri capitoli di spesa che intervengono a favore della libertà di scelta educativa delle famiglie.

13 settembre 2005 

FAMIGLIA SOTTO ASSEDIO?

Considerazioni sulle dichiarazioni di alcuni politici

Le recenti dichiarazioni sulla necessità di una legge che nel nostro Paese riconosca la possibilità di regolare le coppie di fatto non possono lasciarci indifferenti.

A nulla servono improvvisi distinguo o ricorrere alle presunte accuse di strumentalizzazione di un problema "a cui milioni di persone sono interessate nella loro vita".

Occorre evitare ogni confusione!

Prima di tutto va salvaguardata e promossa la famiglia, quale "società naturale fondata sul matrimonio", così come viene definita dalla Costituzione Italiana.

Attribuire diritti equivalenti ad altri istituti giuridici, equivale, nei fatti, a distruggere la famiglia.

Affrontare la situazione concreta non deve tradursi nell’equiparare la famiglia legittima e le diverse forme di convivenza: risulta fuorviante e non può essere condiviso.

Il Presidente Nazionale dell’AGeSC, Enzo Meloni, a tal proposito ha dichiarato che "è necessario e urgente, al contrario, vengano indicati con chiarezza gli strumenti legislativi con i quali si intende intervenire a sostegno della famiglia fondata sul matrimonio, per dare risposte concrete alle sue esigenze e ai suoi bisogni".

8 settembre 2005 

DAVANTI ALLE LEGGI DEL MERCATO
I GENITORI RIMANGONO SOLI

Alcune considerazioni sul film "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini: non censura ma maturità di giudizio.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche è presente con i suoi rappresentanti nelle Commissioni di Revisione Cinematografica, fin dall’attuazione operativa della legge che prevede anche la presenza dei genitori nella Commissione.

Significativa la vicenda che in questi giorni ha riguardato l’ultimo film di Cristina Comencini "La bestia nel cuore", presentato al festival di Venezia, incentrato sul dramma familiare che sconvolge due fratelli ormai adulti, in cerca della propria serenità.

Il film della Comencini, in prima istanza, è stato vietato ai minori di 14 anni, per come viene sviluppata e presentata la vicenda dell’incesto familiare. Occorre evitare che chi, ancora piccolo, bisognoso della fiducia del padre e della madre come presupposto indispensabile per la sua crescita, venga disorientato da due figure così ambigue: da un padre affettuoso di giorno che si trasforma in "bestia" di notte e da una madre che invita il figlio ad "aver pazienza" perché è più importante tener "unita la famiglia".

Dopo questo primo pronunciamento è stata convocata, con urgenza, una nuova riunione della Commissione ed in seconda istanza, con il solo voto contrario dei rappresentanti dei genitori, è stato consentito il libero accesso alle sale cinematografiche, .

Il film della Comencini sviluppa un tema, quello dell’incesto, che non va affatto sottovalutato, ma affrontato da chi ha la maturità e la serenità per farlo.

Per questo i genitori presenti in Commissione hanno proposto la visione ai maggiori di quattordici anni. Le scene di amore lesbico, pur presenti e prolungate, contrariamente a quanto indicato su alcuni organi di stampa, non sono mai state poste, quindi, come motivazione primaria per il divieto.

29 agosto 2005 

FAMIGLIE LIBERE DI EDUCARE?

Appello al Governo ed al Parlamento in tema di parità scolastica e di riforma del sistema di istruzione e formazione

Il Presidente Nazionale dell’AGeSC, Enzo Meloni, ha sottoscritto l’Appello del Comitato per la Scuola della Società Civile, rivolto al Parlamento ed al Governo, per interventi da realizzarsi nello scorcio di legislatura.

L’Appello è firmato da rappresentanti delle Associazioni di scuola statale e non statale, della formazione professionale e da illustri accademici. Il documento, nel prendere atto che il percorso di parità scolastica e di riforma del sistema di istruzione non è stato ancora portato a compimento, indica alcuni interventi ritenuti prioritari, ancora realizzabili in questi ultimi mesi di legislatura.

In merito il Presidente Nazionale dell’AGeSC, intervenuto alla presentazione dell’Appello il 26 agosto al Meeting di Rimini, ha dichiarato:

"In Italia non viene ancora riconosciuto il diritto naturale della famiglia di educare liberamente i propri figli. Questo diritto implica che la famiglia possa scegliere liberamente, senza condizionamenti economici, il sistema scolastico ritenuto più idoneo per i propri figli. Devo, purtroppo, ancora una volta constatare che alle tante promesse ed alle ‘buone intenzioni’ inserite nei programmi elettorali di entrambi gli schieramenti elettorali non sono seguiti interventi adeguati e risolutivi.

Il contributo statale alle famiglie delle scuole paritarie, strumento positivo da noi sostenuto, è purtroppo ancora insignificante dal punto di vista economico.

Le risorse per l’integrazione dell’handicap sono irrisorie.

I "buoni scuola" Regionali sono erogati da poche Regioni e, in mancanza di una legge di indirizzo nazionale, sono soggetti alle modifiche che intervengono con il cambio delle Amministrazioni.

Gli ultimi mesi della legislatura non possono trascorrere senza che alle famiglie italiane venga data una risposta chiara e precisa.

Ognuno deve farsi carico delle proprie responsabilità. Il nostro giudizio sull’operato del Parlamento e del Governo verrà dato sulla base delle promesse effettivamente realizzate!"

 

Comitato per la scuola della società civile

APPELLO AL GOVERNO ED AL PARLAMENTO IN TEMA DI PARITA’ SCOLASTICA E RIFORMA DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE E DI FORMAZIONE – INTERVENTI URGENTI DI PROMOZIONE DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’, DA REALIZZARE NELLO SCORCIO DELLA LEGISLATURA

Nel programma elettorale per le elezioni politiche del giugno 2001 la Casa delle Libertà affermava fra l’altro: "Deve essere riconosciuto alla famiglia il diritto di educare liberamente i propri figli e la scuola deve cooperare all'esercizio di questo diritto primario della famiglia…Le famiglie devono poter scegliere liberamente la scuola che preferiscono per i loro figli, statale o privata, liberi da condizionamenti di carattere economico, attraverso l'introduzione del "buono scuola" che sostenga soprattutto le famiglie meno abbienti". L’Ulivo a sua volta scriveva nel programma elettorale che "Famiglie e studenti debbono poter scegliere istruzione e formazione. Garanzia di questo diritto è anche la parità tra scuola statale e non statale.

Con questo documento intendiamo "leggere" sinteticamente cosa è accaduto in questa legislatura in tema di parità scolastica, libertà di educazione e riforma del sistema di istruzione e di formazione, individuando le "priorità di fine legislatura"; il tutto alla luce del principio di sussidiarietà, che va valorizzato come principio organizzativo del sistema di istruzione e di formazione.

1 – Circa la parità scolastica e la libertà di educazione

Non sono state incrementate le risorse annualmente destinate alle scuole paritarie, che giuridicamente fanno parte con pari dignità del sistema nazionale di istruzione (considerando l’inflazione, questo significa addirittura una diminuzione delle contribuzioni previste per legge); vi sono stati ritardi nella erogazione di tali risorse, anche in conseguenza del decreto "taglia spese", che ha leso la certezza del diritto; il contributo per le famiglie introdotto nelle Finanziarie 2003 e 2004 non è stato adeguatamente finanziato. Il promesso "buono scuola" è stato erogato solo per iniziativa di alcune regioni. Sono alcuni esempi illuminanti della situazione. Insomma, in tema di parità scolastica e libertà di scelta educativa gli impegni elettorali non sono stati rispettati.

2 – Circa la riforma del sistema di istruzione e di formazione

Il percorso di riforma introdotto dalla Legge delega 53/2003 non è stato ancora portato a compimento e non sarebbe sostenibile il rinvio alla prossima Legislatura; infatti, la definizione del secondo ciclo è determinante per delineare l’ordinamento globale e costituire il quadro di riferimento cui le Regioni dovranno rapportarsi per elaborare i provvedimenti di competenza. Si rischia altrimenti la disarticolazione del sistema educativo di istruzione e formazione. Inoltre, le sperimentazioni dei percorsi formativi triennali (avviate secondo i Protocolli di intesa tra MIUR–MLPS–Regioni), che hanno permesso di attivare le innovazioni più significative della legge 53/03, sono state limitate da finanziamenti inadeguati relativi al solo biennio dell’obbligo formativo e non anche al terzo anno; in questo modo sono state penalizzate quelle Regioni che si sono impegnate a dare attuazione alla Legge 53/2003 e si è impedito uno sviluppo dei quadrienni di diploma.

INTERVENTI DI FINE LEGISLATURA

Manca meno di un anno alla fine della legislatura ed il parlamento ha pochi mesi di lavoro attivo. Non ci aspettiamo gli interventi riformatori prospettici e di sistema che avevamo auspicato. Tuttavia, avendo come orizzonte la promozione del principio di sussidiarietà, siamo convinti si possano ancora realizzare i seguenti provvedimenti urgenti, per noi indifferibili:

a. Rifinanziamento e rafforzamento normativo contributo per genitori delle scuole paritarie

Nel 2002 il Comitato per la scuola della società civile ha promosso una iniziativa a favore di una nuova politica di welfare per la libertà di educazione, che ha portato all’approvazione di un contributo complessivo di 90 milioni di euro nella Finanziaria 2003 e di 100 milioni di euro nella Finanziaria 2004. Occorre ora configurare meglio il decreto attuativo interministeriale del 28 agosto 2003, come contributo a sgravio degli oneri sostenuti da tutte le famiglie con l’iscrizione alle scuole paritarie, coerentemente con il pronunciamento della Corte Costituzionale (sentenza 16.12.2004). E’ inoltre necessario rifinanziare la relativa dotazione economica, stanziando in Finanziaria una cifra complessiva (per il 2006) di almeno 300 milioni di euro; questo consentirebbe l’assegnazione del contributo per tutte le classi della scuola secondaria di primo e secondo grado.

b. Risorse finanziarie scuole non statali

Nelle diverse leggi finanziarie di questa legislatura i capitoli di spesa concernenti le scuole non statali sono rimasti invariati; é una situazione che non si era mai verificata in precedenza: nel corso della precedente legislatura le risorse furono significativamente incrementate ogni anno. Negli ultimi tre esercizi finanziari i finanziamenti sul capitolo 1752 sono stati di poco superiori ai 527 milioni di euro. Si chiede un innalzamento complessivo ad 800 milioni di euro.

c. Risorse per l’integrazione di studenti disabili

L’accoglimento di studenti disabili è un vincolo legislativo per le scuole paritarie, introdotto dalla legge 62/2000; ad esso non ha però fatto seguito la necessaria adeguata copertura finanziaria, così che, di fatto (a parte il caso della scuola primaria parificata), le risorse annualmente stanziate in Finanziaria (di poco inferiori a soli 12 milioni di euro) non consentono di realizzare questo importante diritto soggettivo del disabile, salvo che non intervengano a proprie spese le scuole e le famiglie. Si chiede pertanto di innalzare l’annuale contributo in Finanziaria per l’handicap ad almeno 100 milioni di euro.

d. Approvazione proposta di legge n.2113

Questa proposta di legge intende definire i "livelli essenziali" di cui all’articolo 117, lettera m), della Costituzione, che prevede, fra le materie nelle quali lo Stato ha legislazione esclusiva, la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Il PdL (primo firmatario On.Garagnani) consentirebbe dunque di limitare la discriminazione fra cittadini delle diverse regioni. Essendo già completato il percorso nelle competenti commissioni parlamentari, se ne chiede l’approvazione.

e. Abolizione dell’articolo del 112/98 concernente i contributi alle scuole non statali

L’art. 138, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 112 del 1998 ha conferito alle Regioni le funzioni amministrative relative a "i contributi alle scuole non statali". Per evitare che, visto l’attuale contesto normativo, si realizzi il caos nell’erogazione delle risorse, trattandosi oltretutto di un dispositivo approvato prima della modifica del Titolo V della Costituzione, se ne chiede l’abolizione, per una riscrittura coerente con il complessivo assetto costituzionale.

f. Approvazione del Regolamento di delegificazione del T.U. 194

Il comma 7, art. 1 della legge 10 marzo 2000 n° 62 prevede che il Ministro dell’Istruzione proponga il definitivo superamento delle disposizioni del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, anche al fine di ricondurre tutte le scuole non statali alle due tipologie delle scuole paritarie e delle scuole non paritarie. Chiediamo l’approvazione di questo regolamento, che dovrà fra l’altro assicurare l’abrogazione del vincolo di gratuità, di cui al Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297, e che alle scuole primarie paritarie già parificate sia assicurato un contributo non inferiore a quello corrisposto sulla base delle convenzioni di parifica in corso.

g. Formazione dei docenti

Lo schema di decreto legislativo sulla formazione dei docenti, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 25 febbraio 2005, accomuna il percorso per il conseguimento della laurea magisteriale, l’abilitazione e l’immissione nei ruoli della scuola di Stato. Si fa così coincidere "scuola" con "scuola statale", confondendo il percorso per il conseguimento dell’abilitazione per insegnare in qualsiasi scuola con quello per essere assunto nelle scuole dello Stato. E’ necessaria la distinzione fra abilitazione ed immissione in ruolo, non solo con riferimento all’art. 33 della Costituzione, ma anche perché essere "capaci di insegnare" (laurea magisteriale ed abilitazione professionale) è cosa diversa dall’immissione in ruolo; quest’ultima dipende dalle procedure concorsuali del settore statale (per la scuola dello Stato), dalle procedure concorsuali degli enti locali (per le scuole paritarie comunali) e dalle procedure di "selezione" (per le scuole paritarie private). Occorre inoltre ampliare il numero programmato di docenti da ammettere alle lauree magisteriali, per tenere conto anche delle esigenze di assunzione docenti delle scuole paritarie.

h. Approvazione del Decreto Legislativo sul secondo ciclo di istruzione

La prima priorità, aldilà dei pur importanti aspetti contenutistici, è l’approvazione di quest’ultimo Decreto Legislativo, attuativo della Legge 53/2003; altrimenti rimarrebbe indeterminato il quadro di riferimento ordinamentale in relazione al quale le Regioni sono chiamate a definire le proprie competenze programmatorie ed amministrative. La mancata approvazione di tale Decreto condannerebbe pertanto la riforma del sistema di istruzione e di formazione ad essere vanificata nei suoi aspetti più innovativi e peculiari. Dal punto di vista contenutistico, il Decreto dovrebbe: assicurare pari dignità fra il sistema dei licei e quello dell’istruzione e formazione professionale, conformemente alla Legge delega 53/2003; rendere possibile a tutte le istituzioni scolastiche e formative di attivare percorsi liceali e/o di istruzione e formazione professionale di qualifica e diploma (i c.d. campus, da avviarsi secondo piani di qualificazione dell’offerta formativa territoriale stabiliti in collaborazione tra regioni, enti locali, istituzioni scolastiche e formative, formazioni sociali presenti nel territorio); prevedere una dotazione finanziaria adeguata alla prosecuzione e consolidamento dei percorsi sperimentali già attivati in forza dei Protocolli di intesa tra MIUR-MLPS e Regioni.

°°°°°°°°°

In conclusione, ribadiamo che con questo documento non abbiamo inteso delineare gli interventi prospettici che avevamo auspicato finalmente si realizzassero; abbiamo invece voluto indicare alcune azioni che riteniamo indilazionabili ed ancora realizzabili in questo scorcio di legislatura.

20 luglio 2005

 

F.to

Stefano Versari, presidente comitato per la scuola della società civile

Raffaello Vignali, presidente nazionale Compagnia delle Opere

Enzo Meloni, presidente nazionale Agesc

Antonio M. Perrone, presidente nazionale Fidae

Leonardo Alessi, segreteria nazionale Fism

Franco Nembrini, presidente nazionale Compagnia delle Opere Educative

Emilio Gandini, presidente nazionale Forma

Attilio Bondone, presidente nazionale Confap

Mario Tonini, presidente nazionale Cnos-Fap

Lauretta Valente, presidente nazionale Ciofs-Fp

Bruno Bordignon, segretario nazionale Cnos scuola

Rosetta Caputi, vice presidente nazionale Ciofs scuola

Luigi Sepiacci, presidente nazionale Aninsei

Roberto Pasolini, presidente comitato politico scolastico non statale

Fabio Cristofari, delegato nazionale Faes

Roberto Persico, presidente nazionale associazione insegnanti Diesse

Roberto Pelegatta, presidente nazionale Disal

Alfonso Corbella, vicepresidente nazionale Federazione Opere Educative

Alessandro Ferraroli, vicepresidente nazionale Cnos scuola

Gianluigi Serraglio, responsabile nazionale ufficio formazione professionale Agesc

Sergio Belardinelli, Università di Bologna

Giuseppe Bertagna, Università di Bergamo

Luigi Binanti, Università di Lecce

Giorgio Bocca, Università di Bressanone

Francesco Botturi, Università Cattolica di Milano

Gregoria Cannarozzo, Università di Bergamo

Antonio Cocozza, Università di Chieti, Luiss Guido Carli di Roma

Ivo Colozzi, Università di Bologna

Mario Comoglio, Università Salesiana di Roma

Pierpaolo Donati, Università di Bologna

Enrico Gori, Università di Udine

Renato Mion, Università Salesiana di Roma

Mariateresa Moscato, Università di Bologna

Dario Nicoli, Università Cattolica di Brescia

Annamaria Poggi, Università di Torino, Preside Facoltà di Scienze della Formazione

Luisa Ribolzi, Università di Genova

Giuseppe Roggia, Università Salesiana di Roma

Stefano Zamagni, Università di Bologna

viale baldelli, 41 - 00146 roma – fax 06 / 54 11 953 - scuoladellasocieta@libero.it

 

6 giugno 2005 

LIBERI DI EDUCARE: QUANDO?

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi il 4 e 5 giugno, ha concluso i lavori partecipando in Piazza San Pietro alla preghiera dell’Angelus con il Santo Padre Benedetto XVI.

Il saluto rivolto dal Sommo Pontefice all’Associazione è stato motivo per un rinnovato impegno a proseguire nella nostra opera educativa.

Dobbiamo, purtroppo, constatare il persistere nel nostro Paese di una situazione che, di fatto, impedisce ai genitori di poter esercitare il loro diritto fondamentale di essere i primi responsabili dell’educazione dei figli.

In particolare perché:

  1. rimane l’inadempienza verso l’effettiva possibilità di scelta dei genitori del percorso scolastico fra scuole statali e paritarie, a pari condizioni economiche;
  2. continuano a non essere erogate le risorse per permettere l’accesso agli studenti portatori di handicap alle scuole paritarie.

L’avvicinarsi della fine della legislatura non può costituire motivo per continuare a negare questo diritto di cittadinanza.

La libertà di scelta educativa è un bene irrinunciabile.

16 maggio 2005 

NON SI VOTA SULLA VITA

Referendum sulla legge della procreazione medicalmente assistita: è legittimo non andare a votare.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, in merito ai quattro referendum del 12 e 13 giugno che vogliono modificare alcuni punti fondamentali della legge 40/2004, indica ai propri associati di non andare a votare.

Il non votare è una scelta positiva e legittima per dire:

SI alla vita, contro tutte le mistificazioni

NO ai contenuti dei quattro referendum

NO allo strumento del referendum, inadeguato per intervenire su questioni di tale complessità

La legge 40/2004, pur perfettibile,

ha posto fine in Italia ad un far west nella fecondazione artificiale

tutela i diritti del concepito, dei genitori e la salute della donna.

Il Presidente Nazionale dell’AGeSC, Enzo Meloni, ha dichiarato che "l’Associazione s’impegna in tutti gli organismi costituiti, a livello nazionale e locale, per contribuire a formare ed informare correttamente le persone sulle proposte referendarie. Sulla vita c’è bisogno di verità e corretta informazione".

 

9 maggio 2005 

Genitori primi e principali educatori
dei propri figli

Intervista con il Cardinale Grocholewski,
Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica

L’identità e la dimensione religiosa dell’educazione, la situazione nell’Est europeo, le "sorprese" dell’Africa, i nodi della libertà educativa e del confronto con l’Islam, il ruolo della famiglia e delle comunità ecclesiali, la difficile situazione italiana delle scuole paritarie: sono alcuni dei temi che il Cardinale Zenon Gracholewsky, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, affronta in una intervista in esclusiva per "Atempopieno", periodico dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche. Con una commossa testimonianza su Giovanni Paolo II, "grande educatore".

Una conversazione sullo "stato generale" della scuola cattolica in Italia e nel mondo. Ed uno sguardo ampio, gettato sui problemi, sui fermenti e sulle speranze del "compito educativo".

Nel corso dell’intervista il Cardinale ha anche ricordato come la famiglia è fonte educativa primaria. Gli altri soggetti educativi, quindi, compresa la scuola, si collocano in una posizione di convergente cooperazione con essa.

Il diritto-dovere naturale dei genitori nell’educazione dei propri figli comporta come conseguenza anche la scelta dell’ambiente educativo scolastico, in piena libertà e senza alcun condizionamento, anche di carattere economico.

L’intervista a cura di Roberto Alborghetti, Direttore responsabile del giornale, è pubblicata sul numero di maggio del periodico dell’Associazione.

21 aprile 2005 

PER UNA PIENA LIBERTA’ DI SCELTA EDUCATIVA!

Interrogazioni parlamentari sui contributi previsti per le famiglie delle scuole paritarie 

Il Parlamento nelle finanziarie 2003 e 2004 ha stanziato fondi a sostegno delle famiglie che iscrivono i propri figli nelle scuole paritarie, ripartiti negli anni scolastici dal 2003/2004 al 2006/2007.

Il contributo statale è stato ottenuto grazie al determinante apporto della nostra Associazione e del Comitato della Scuola della Società Civile. Pur ancora assolutamente insufficiente a risolvere il problema della libertà di scelta delle famiglie, il contributo rappresenta un’ interessante novità.

Al momento sono stati erogati alle famiglie i soli 30 milioni di euro relativi all’a.s. 2003/2004!

Su segnalazione dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, l’on. Fabio Garagnani ha presentato ieri 20 aprile 2005 un’interpellanza al Governo in merito chiedendo:

  • perché non sono stati ancora erogati i contributi dell’anno scolastico 2004/2005 già stanziati;
  • assicurazione sull’erogazione del contributo per il corrente anno scolastico e sui tempi previsti;
  • assicurazione sulla predisposizione di un decreto interministeriale che meglio configuri questo contributo come sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie con l’iscrizione alle scuole paritarie;
  • assicurazione che con tale decreto venga definito il limite di reddito per la percezione del contributo in relazione al numero dei figli a carico;

Di seguito il testo integrale dell’interpellanza presentata.

INTERROGAZIONE

Il sottoscritto On. Fabio GARAGNANI ,

PREMESSO CHE

Il Parlamento nella finanziaria 2003 (comma 7,articolo 2, legge 27 dicembre 2002, n.289 in SO n.240 alla GU 31 dicembre 2002, n.305) ha stanziato 90 milioni di euro e nella finanziaria 2004 (comma 101 articolo 3 legge 24 dicembre 2003 n.350 in SO n. 196 alla GU 27 dicembre 2003 n.299) ulteriori 100 milioni di euro a sostegno delle famiglie che iscrivono i propri figli nelle scuole paritarie, così ripartiti:

a.s. 2003/2004 30 milioni di euro

a.s, 2004/2005 50 milioni di euro

a.s. 2005/2006 70 milioni di euro

a.s. 2006/2007 40 milioni di euro

Al momento sono stati erogati i soli 30 milioni di euro relativi all’a.s. 2003/2004.

E CHE

Con ricorso alla Corte costituzionale (n.33 del 2004) la Regione Emilia Romagna ha proposto questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 101 della legge finanziaria 2004, sopra richiamato. Nel ricorso si lamenta che la "destinazione" di somme pari a "20 milioni di euro per l’anno 2004" 2 "40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 2006" per l’attribuzione "alle persone fisiche di un contributo, finalizzato alla riduzione degli oneri effettivamente rimasti a carico per l’attività educativa di altri componenti del medesimo nucleo familiare presso scuole paritarie" (articoli 2, comma 7 della legge n. 289 del 2002) incidendo su materie di competenza delle Regioni, si porrebbe in contrasto con l’attuale sistema di riparto di competenze legislative e amministrative di cui agli articoli 117 e 118 della Costituzione, nonché con il nuovo sistema della finanza regionale. La Corte costituzionale nella sentenza del 16.12.2004 (n. 423 punto 8.2) ha ritenuto fondata la questione d’illegittimità costituzionale aggiungendo che "la particolare rilevanza della misura in questione, che richiede continuità di erogazione, in relazione ai diritti costituzionali implicati, giustifica " che restino salvi gli eventuali procedimenti di spesa in corso, anche se non esauriti".

In sostanza la sentenza della Corte riguarda il contributo aggiuntivo in finanziaria 2004, previsto a carico del Fondo Nazionale per le politiche sociali, non incide però sulla norma istitutiva del contributo, introdotta in finanziaria 2003 secondo la logica dello sgravio degli oneri per tutti i genitori che frequentando la scuola paritaria sono sottoposti ad un doppio aggravio di oneri (dovendo sostenere l’onere di frequenza tramite la fiscalità generale e tramite le spese direttamente sostenute per l’iscrizione a scuole paritaria). La Corte afferma dunque che il bonus non è contributo pertinente il diritto allo studio (di competenza delle regioni) quanto piuttosto uno sgravio contributivo per tutte le famiglie che frequentano le scuole paritarie. Precisa inoltre che debbono essere portati a compimento i procedimenti di spesa in corso, anche se non esauriti, ovvero l’erogazione per l’a.s. 2004/2005 dei 20 milioni di euro previsti in Finanziaria 2004 aggiuntivi ai 30 milioni di euro previsti nella finanziaria 2003.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto

INTERPELLA

Il Governo in merito ai seguenti punti:

1 – perché questi iter di spesa non sono stati ancora portati a conclusione;

2 – assicurazione, ed in quali tempi, che il MIUR ed il Ministero delle Finanze predisporranno modifica al decreto interministeriale 81177 del 28 agosto 2003, configurandolo meglio come contributo a sgravio degli oneri sostenuti da tutte le famiglie con l’iscrizione alle scuole paritarie, così da non perdere i 20+20+40 milioni di euro in finanziaria 2004;

3 – assicurazione che tale decreto definirà i limiti di reddito per la percezione del contributo in relazione al numero di figli a carico;

4 – assicurazione, ed in quali tempi, circa l’erogazione per il corrente anno scolastico sia del contributo previsto in finanziaria 2003 di 30 milioni di euro, sia del contributo in finanziaria 2004 di 20 milioni di euro, considerato che la sentenza della Corte Costituzionale non incide sulla norma della finanziaria 2003 e sul relativo decreto e che la Corte richiede "continuità di erogazione"e "che restino salvi gli eventuali procedimenti di spesa in corso, anche se non esauriti".

On. Fabio Garagnani

25 gennaio 2005 

ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE:
PARI DIGNITA’ DEI DUE SISTEMI

La posizione del Consiglio Nazionale AGeSC in merito alI’ipotesi di riforma del secondo ciclo di Istruzione

 

Si è svolto a Venezia il 22 e 23 gennaio 2005 il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche.

Il Consiglio Nazionale in merito all’ipotesi di strutturazione del secondo ciclo di Istruzione, presentata dal Ministro Letizia Moratti, ritiene opportuno evidenziare la necessità di:

1) realizzare due sistemi di pari dignità, quello dei Licei e quello dell’Istruzione e Formazione professionale. Occorre predisporre un decreto legislativo che realizzi tale obiettivo;

2) evitare l’eccessivo numero di discipline nei Licei, anche considerata la loro finalità non professionalizzante;

3) ampliare i margini di flessibilità dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, riducendo il numero delle ore obbligatorie sul piano nazionale.

La scuola italiana non può sostenere il prolungarsi di una situazione di incertezza e precarietà. Per questo L’AGeSC ribadisce la necessità di giungere presto alla conclusione dell’iter di riforma del secondo ciclo di Istruzione.

 

La Corte Costituzionale con la Sentenza n. 423 del 16 dicembre 2004 si è pronunciata sulla legittimità costituzionale della norma che, nella Finanziaria 2004, incrementa i contributi alle famiglie che scelgono le scuole paritarie (Legge 24 dicembre 2003, n. 350).

Riteniamo necessario informare le famiglie delle scuole paritarie che:

  1. Il ricorso alla Corte Costituzionale, presentato dalla regione Emilia-Romagna, è relativo al contributo aggiuntivo previsto dalla Finanziaria 2004, posto a carico del Fondo nazionale per le politiche sociali. Non riguarda pertanto il contributo originario, previsto dalla Finanziaria 2003;
  2. Nel 2003 il contributo è stato introdotto secondo la logica dello sgravio degli oneri sostenuti dai genitori delle scuole paritarie, costretti a sostenere due volte le spese per la frequenza della scuola dei propri figli: una prima volta attraverso la fiscalità generale dello Stato, una seconda volta per pagare la retta;
  3. Per l’anno scolastico 2004/2005, possono comunque essere erogati dal Ministero dell’Istruzione i contributi previsti per l’anno 2004 (complessivamente 50 milioni di euro) perché:
    • la sentenza non incide sulla norma del 2003;
    • la Corte richiede "continuità di erogazione" e che restino salvi i procedimenti di spesa in corso;
  4. Per gli anni a venire occorre che i Ministeri competenti (Istruzione ed Economia) intervengano modificando il precedente decreto attuativo, chiarendo la destinazione del contributo come sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie delle scuole paritarie e non come intervento sul diritto allo studio, che come tale rientra nelle funzioni attribuite alle Regioni.

In altre parole, ci pare di potere tranquillizzare i genitori delle scuole paritarie per l’anno scolastico in corso e, se i Ministeri interessati adempieranno correttamente a quanto di loro competenza, anche per i prossimi anni scolastici, come previsto dalla Finanziaria 2004.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

19 gennaio 2005 

Bonus alle famiglie e sentenza della Corte Costituzionale:
facciamo chiarezza!

La Corte Costituzionale con la Sentenza n. 423 del 16 dicembre 2004 si è pronunciata sulla legittimità costituzionale della norma che, nella Finanziaria 2004, incrementa i contributi alle famiglie che scelgono le scuole paritarie (Legge 24 dicembre 2003, n. 350).

Riteniamo necessario informare le famiglie delle scuole paritarie che:

  1. Il ricorso alla Corte Costituzionale, presentato dalla regione Emilia-Romagna, è relativo al contributo aggiuntivo previsto dalla Finanziaria 2004, posto a carico del Fondo nazionale per le politiche sociali. Non riguarda pertanto il contributo originario, previsto dalla Finanziaria 2003;
  2. Nel 2003 il contributo è stato introdotto secondo la logica dello sgravio degli oneri sostenuti dai genitori delle scuole paritarie, costretti a sostenere due volte le spese per la frequenza della scuola dei propri figli: una prima volta attraverso la fiscalità generale dello Stato, una seconda volta per pagare la retta;
  3. Per l’anno scolastico 2004/2005, possono comunque essere erogati dal Ministero dell’Istruzione i contributi previsti per l’anno 2004 (complessivamente 50 milioni di euro) perché:
    • la sentenza non incide sulla norma del 2003;
    • la Corte richiede "continuità di erogazione" e che restino salvi i procedimenti di spesa in corso;
  4. Per gli anni a venire occorre che i Ministeri competenti (Istruzione ed Economia) intervengano modificando il precedente decreto attuativo, chiarendo la destinazione del contributo come sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie delle scuole paritarie e non come intervento sul diritto allo studio, che come tale rientra nelle funzioni attribuite alle Regioni.

In altre parole, ci pare di potere tranquillizzare i genitori delle scuole paritarie per l’anno scolastico in corso e, se i Ministeri interessati adempieranno correttamente a quanto di loro competenza, anche per i prossimi anni scolastici, come previsto dalla Finanziaria 2004.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

19 gennaio 2005 

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche si riunisce a Venezia il 22 e 23 gennaio

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche si riunisce a Venezia, sabato 22 e domenica 23 gennaio p.v., presso la sala della "Scuola Grande San Teodoro" – San Marco.

I lavori inizieranno sabato 22 alle ore 15,00 con la relazione introduttiva del Presidente nazionale Enzo Meloni e proseguiranno nella mattinata di domenica 23.

Il Consiglio Nazionale valuterà anche gli schemi di decreto legislativo concernenti le norme generali sul diritto-dovere all’istruzione e alla formazione e le norme generali sull’alternanza scuola-lavoro.

 

Durante i lavori del Consiglio Nazionale è previsto l’intervento di Sua Eminenza Mons. Angelo Scola, Patriarca di Venezia.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

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