AGeSC - Associazione Genitori Scuole Cattoliche
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22 dicembre 2006 

LA LEGGE FINANZIARIA 2007 CHIUDE SULLA LIBERTA’ DI EDUCAZIONE

Non rifinanziato il contributo statale alle famiglie

L’emergenza educativa che il nostro Paese sta vivendo impone che la famiglia sia riconosciuta come soggetto primario dell’educazione. E’necessario però che essa sia messa in condizione di poter svolgere questo suo ruolo originale e originario di corresponsabilità educativa, promossa e sostenuta in questo suo compito dalla società e dallo Stato.

Dobbiamo, invece, constatare come la Legge Finanziaria 2007 non ha rifinanziato il contributo statale alle famiglie, introdotto dalla Legge Finanziaria 2003, con lo scopo di ridurre gli oneri a carico delle famiglie per l'attività educativa presso scuole paritarie di I° e II° grado.

Questo contributo ha permesso alle famiglie italiane, nei tre anni nei quali è stato erogato, di poter scegliere con "più libertà" il percorso d’istruzione e formazione professionale tra le scuole che fanno parte del sistema nazionale d’istruzione, statali e paritarie, così come previsto dalla legge 62/2000, pur restando a loro carico oneri economici aggiuntivi.

La decisione del Governo e del Parlamento Italiano di non mantenere almeno le risorse già destinate in questi anni alle famiglie, a sostegno della libertà di educazione, coincide con le difficoltà economiche sempre maggiori che si trovano ad affrontare le famiglie e le scuole paritarie.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

21 novembre 2006 

BULLISMO E VIOLENZA A SCUOLA

I recenti fatti accaduti negli istituti scolastici, ampiamente segnalati dalla stampa e dalla televisione, evidenziano la gravità del momento in cui vive la società italiana.

L’AGeSC apprezza e condivide l’intervento del Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che ha deciso di istituire il "Comitato nazionale scuola e legalità" con l’obiettivo di "educare alla legalità con azioni didattiche, testimonianze, sinergie sul territorio e tra istituzioni diverse".

L’AGeSC rileva, però, che sia nella nota del Ministro, sia in successivi interventi di esponenti di governo, emerge l’evidente ed ingiustificata assenza di qualsiasi riferimento ai genitori, alle famiglie ed alle loro associazioni rappresentative nel mondo della scuola (AGE, AGeSC, CGD), che fanno parte del Forum Nazionale Genitori e Scuola presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

L’AGeSC chiede che al tavolo del confronto e delle decisioni vengano ammessi i genitori, per renderli corresponsabilmente attivi nell’attuazione delle possibili ed auspicabili azioni di ordine educativo.

Il presidente nazionale dell’AGeSC, Maria Grazia Colombo, intervenendo in merito ha dichiarato: "occorrono prese di posizione serie sull’educazione. L’emergenza educativa che stiamo vivendo nel nostro Paese, però, non può trovare come una possibile risposta il permesso dato ai nostri giovani di aumentare il consumo di droga personale".

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

19 ottobre 2006 

NON PIU’ GIUSTIFICABILI RITARDI
PER LA SCUOLA CATTOLICA

Benedetto XVI ai delegati del IV Convegno nazionale della Chiesa italiana

Nei confronti della scuola cattolica "sussistono ancora, in qualche misura, antichi pregiudizi, che generano ritardi dannosi, ormai non più giustificabili, nel riconoscerne la funzione e nel permetterne in concreto l’attività".

È l’appello fatto oggi da Benedetto XVI a Verona, durante il suo discorso ai partecipanti al IV Convegno nazionale della Chiesa italiana.

Benedetto XVI ha affermato che l’educazione della persona è una questione fondamentale e decisiva perché l’esperienza della fede e dell’amore cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all’altra.

Occorre preoccuparsi della formazione della sua intelligenza, senza trascurare quelle della sua libertà e capacità di amare. Solo in questo modo si potrà contrastare efficacemente quel rischio per le sorti della famiglia umana che è costituito dallo squilibrio tra la crescita tanto rapida del nostro potere tecnico e la crescita ben più faticosa delle nostre risorse morali.

Il Papa esprimendo, poi, il Suo apprezzamento per il grande lavoro formativo ed educativo che le singole Chiese non si stancano di svolgere in Italia, per la loro attenzione pastorale alle giovani generazioni e alle famiglie, ha ricordato tra le molteplici forme di questo impegno, in particolare, la scuola cattolica.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

16 ottobre 2006 

SCUOLA CATTOLICA RISORSA PER LA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA

Documento del Consiglio Nazionale dell’AGeSC

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi i giorni 14 e 15 ottobre ad Oropa (BI), ha posto al centro dei propri lavori la riflessione sull’emergenza educativa nel nostro Paese, una "sfida" per la società di oggi, e sulla scuola cattolica, come "risorsa " per la scuola pubblica italiana.

Nel documento approvato al termine dei lavori, il Consiglio Nazionale ha riaffermato la centralità della famiglia nell’educazione e ha chiesto al Parlamento ed al Governo, affinché sia messa in condizione di poter svolgere il proprio ruolo originale e originario di corresponsabilità educativa, di:

  1. Dare completa attuazione alla legge 62/2000;
  2. Salvaguardare la riforma scolastica che ha valorizzato la presenza dei genitori nel percorso educativo scolastico;
  3. Attuare modalità che diano certezza ai ragazzi ed alle famiglie di poter espletare il percorso educativo - formativo, con pari dignità, anche nei centri di formazione professionale;
  4. Incrementare nella Legge Finanziaria 2007 i capitoli di spesa previsti per le scuole paritarie;
  5. Rifinanziare nella Legge Finanziaria 2007 il contributo statale alle famiglie, a parziale rimborso delle spese sostenute per l’iscrizione nelle scuole paritarie;
  6. Mantenere la destinazione del 5 per mille delle imposte a sostegno del volontariato.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

13 ottobre 2006 

QUANDO I CONTI NON TORNANO … SI CHIUDE

La Legge Finanziaria 2007, così come attualmente articolata, porterà alla chiusura di molte scuole non statali

Con la Legge Finanziaria 2007 euro 54.263.844 in meno alle scuole paritarie!

L’articolato in discussione "al fine di dare il necessario sostegno alla funzione pubblica svolta dalle scuole paritarie nell’ambito del sistema nazionale di istruzione" prevede di incrementare gli stanziamenti di euro 100 milioni, da destinare prioritariamente alle scuole dell’infanzia, sostenendo che si vuole così ripristinare il fondo "tagliato" dal precedente Governo.

Ma quale era la situazione prevista nella Finanziaria 2006?

La Finanziaria 2006 aveva stanziato euro 532.310.844. Nelle unità previsionali per il 2007, nell’ambito delle riduzioni per consumi intermedi, era prevista una riduzione dei contributi per le scuole non statali ad euro 378.047.000 (art.1 comma 15 - elenco 3).

Ora si aumenta questo importo "previsionale" di euro 100 milioni, da destinarsi prioritariamente alle scuole dell’infanzia. Si arriva, perciò, complessivamente ad euro 478.047.000.

Mancano, dunque, ancora euro 54.263.844 per tornare ai livelli del 2006. Non è stato, quindi, ripristinato il fondo come sostiene il Ministero dell’Istruzione !

Quali scenari prospetta ora la Legge Finanziaria del 2007 alle famiglie che scelgono le scuole paritarie?

La ripartizione del 2006 prevedeva: euro 7.000.000 per progetti delle scuole secondarie, euro 10.284.000 per l’handicap, euro 158.605.010 per le parifiche ed il resto per le scuole dell’infanzia.

Se consideriamo che:

  • le scuole dell’infanzia non avranno riduzioni, visto il "prioritariamente" introdotto in Finanziaria;
  • le risorse per l’handicap derivano da una legge e non sono ragionevolmente riducibili;
  • le risorse per le scuole secondarie sono già ridotte e non ulteriormente significativamente comprimibili;

possiamo ipotizzare che la riduzione di 54.000.000 euro peserà tutta sulle convenzioni di parifica delle scuole primarie. Se così fosse il 34% delle classi delle scuole primarie parificate non sarebbe più rifinanziabile e sarebbe certa la "chiusura" della maggioranza di queste, con un conseguente aggravio ben superiore di costi per l’erario ed un impoverimento dell’offerta educativa nel nostro Paese.

E’ una situazione incomprensibile, pur nell’attuale grave congiuntura economica.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

19 settembre 2006 
Scarica il discorso originale del Papa:
Fede ragione e università. Ricordi e riflessioni - Discorso del Santo Padre

NON C'E' FUTURO PER UNA CIVILTA'
SENZA UNA IDENTITA'

Il grande rischio dell'umanità di oggi è di smarrire la propria identità e la propria memoria storica.

Senza identità e memoria non c'è futuro.

Questa è nella lezione tenuta dal Papa Benedetto XVI all'Università di Regensburg.

Alcune Sue affermazioni sono state equivocate e interpretate come un'offesa alla religione islamica, attribuendo al Santo Padre responsabilità "strumentali" che non possono derivare da una corretta lettura del Suo intervento.

Si vuole colpire, con questo, la sua persona e il suo Ministero.

Il Presidente Nazionale dell'AGeSC, Maria Grazia Colombo, ha dichiarato: "Come Associazione siamo rammaricati per le ingiuste ed immotivate contestazioni che in Italia e all'estero hanno colpito il Santo Padre. Siamo con il Papa che non è e non deve sentirsi solo, convinti che se vogliamo progredire nel dialogo e nella convivenza pacifica dobbiamo essere coraggiosi e dire la verità. Infatti ogni essere umano ha il diritto di vivere liberamente secondo la propria fede ed il proprio pensiero."

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

5 settembre 2006 

DI CHI E’ LA SCUOLA?

Dissenso dell’AGeSC in merito alla nota di indirizzo inviata dal ministro Giuseppe Fioroni alle scuole italiane per l’avvio del nuovo anno scolastico

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche ha accolto con grande preoccupazione la nota di indirizzo del ministro Giuseppe Fioroni in ordine al futuro della scuola italiana.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche esprime il proprio dissenso sui contenuti e sulle modalità di intervento che hanno caratterizzato questo provvedimento.

Come Associazione dei genitori ci chiediamo:

  • dove finisce con questa direttiva il principio di corresponsabilità educativa genitori e scuola?
  • può un accordo Governo - sindacati disattendere la volontà del Parlamento italiano?
  • dove va a finire, allora, il principio di legalità nel nostro Paese?

Oggi vengono aboliti, senza passare dal Parlamento, alcuni tasselli della riforma scolastica approvata nella precedente legislatura:

  • il tutor
  • il portfolio
  • le attività opzionali facoltative scelte dai genitori.

Erano le novità, introdotte dal percorso di riforma, che la nostra Associazione aveva maggiormente sostenuto, come strumenti che avrebbero promosso la partecipazione educativa dei genitori nella scuola.

Critichiamo questa scelta operata in assenza di un confronto con i soggetti della scuola.

Contestiamo il metodo seguito, perché introduce il principio che le leggi approvate dal Parlamento possono venire disattese con accordi Governo – sindacati.

Il Presidente dell’AGeSC, Maria Grazia Colombo ha dichiarato: "il ministro Fioroni ci aveva promesso interventi con il "cacciavite", ci troviamo davanti invece a modifiche radicali gia in atto ed alla dichiarata volontà di estendere l’obbligo scolastico a 16 anni, senza nessun preventivo confronto con le associazioni dei genitori".

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

26 agosto 2006   

EDUCAZIONE E LIBERTA'

Si è tenuto ieri al Meeting di Rimini un incontro su "Educazione e libertà".

E' ancora ragionevole pensare di costruire il futuro con l'educazione?" ha chiesto Alberto Savorana, direttore della rivista Tracce e moderatore dell'incontro.

Era presente all'incontro, tra gli altri, Magdi Allam, vice direttore del Corriere della Sera, che ha risposto: "se non si insegna la centralità della sacralità della vita e della persona e la sua inviolabilità si innesca un processo letale."

Il vice presidente del Parlamento Europeo, Mario Mauro, ha dichiarato, a sua volta, che la politica, nell'attuale situazione italiana, è invitata a riconoscere e a sostenere le esperienze educative in atto nella società.

L'Associazione Genitori Scuole Cattoliche riconosce che è possibile educare solo partendo da un progetto educativo condiviso da famiglia e scuola, che coinvolga tutta l'esperienza della vita del ragazzo.

L'AGeSC invita, inoltre, la politica a sostenere, secondo il principio di sussidiarietà, le realtà educative presenti nel nostro Paese.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

23 agosto 2006   

Al Meeting:

SOSTENERE LA LIBERTA' DEI GENITORI DI SCEGLIERE UNA SCUOLA DOVE LA RAGIONE SI APRE ALL'INFINITO

"La scuola dovrebbe essere il luogo dove la ragione è aiutata ad aprirsi all'infinito". Con queste parole Elena Ugolini, preside del Liceo Malpighi di Bologna, ha introdotto l'incontro "Scuola: che fine ha fatto la ragione?" che si è appena concluso al Meeting di CL, a Rimini. I relatori, lo scrittore e giornalista Luca Doninelli, il rettore dell'Istituto Sacro Cuore di Milano Giorgio Pontiggia e l'insegnante Chris Bacich, hanno risposto a domande di studenti e insegnanti sulla realtà che incontrano quotidianamente nelle loro scuole. Una realtà, come quella di Giulia per esempio, che durante un'assemblea d'istituto su omosessualità, pacs e famiglia, si è sentita dire da professori ed esperti che "la verità oggettiva non esiste" e che lo scopo della scuola è solo quello di informare.

D'accordo con i relatori, l'Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche sostiene che il compito primario della scuola è quello di educare, e non semplicemente di trasmettere informazione e nozioni. Per questo l'Agesc rivendica il diritto e dovere dei genitori di poter scegliere liberamente la scuola dove crescere ed educare i propri figli.

Questa libertà deve essere garantita a tutti i genitori senza oneri economici aggiuntivi per le famiglie.

Il presidente nazionale dell'AGeSC, Maria Grazia Colombo, ha dichiarato: "La preoccupazione educativa dei genitori è proprio che la scuola non trasmetta solo regole ma educhi. Auspichiamo che questo Governo voglia reperire le risorse economiche necessarie per consentire alle famiglie il libero accesso al sistema di istruzione pubblico, senza discriminazioni per le scuole paritarie."

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

4 agosto 2006   

GOVERNO: QUALE IL DISEGNO COMPLESSIVO SULLA SCUOLA ITALIANA?

Esami di maturità: ovvero come il Governo, con la politica dei piccoli passi, restaura la scuola italiana

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, alla luce dei provvedimenti adottati in questi mesi dal Ministro della Pubblica Istruzione e dall’Esecutivo, esprime preoccupazione per le modalità con le quali questi provvedimenti sono stati assunti.

Capiamo l’esigenza di smarcarsi e dare un segnale di discontinuità dal precedente Esecutivo.

Capiamo la necessità del Ministro di avvallare le posizioni di componenti politiche dell’attuale maggioranza.

Ci sembra però che non ci siano grandi novità!

Per risolvere i problemi della scuola italiana, basta riportarla allo stato ante "Moratti", attribuendo pure a quel Ministro provvedimenti assunti dal suo predecessore Berlinguer?

Sembra che si risolva il "problema" della scuola italiana restaurando tutto quello che c’era prima.

Ma non si era tutti concordi che la scuola così non poteva più funzionare?

E’ interessante osservare poi come il Ministro privilegi e sottolinei il confronto con i sindacati sui provvedimenti della scuola.

Non sarebbe forse opportuno che incontrasse le Associazioni degli studenti e dei genitori, ponendo in discussione anche con loro la sostanza dei provvedimenti e non limitandosi in queste occasioni alla solita "retorica politica"?

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

17 luglio 2006   

LA LIBERTA’ DI EDUCAZIONE MISURA LA NATURA AUTENTICAMENTE DEMOCRATICA DI UNA SOCIETA’

In merito alle riflessioni del patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, sulla scuola della società civile

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, alla luce del vivace dibattito ed alle prese di posizione seguite all’esortazione del cardinale Angelo Scola, ribadisce che:

  • nel rispetto del principio di sussidiarietà, lo Stato e gli Enti Locali devono aiutare le famiglie e gli enti intermedi a divenire consapevoli della propria responsabilità educativa e ad esercitarla creativamente;
  • lo Stato, quindi, deve passare dalla gestione della scuola al governo del sistema scolastico, proprio perché la scuola dell’autonomia è generata dalla responsabilità dei soggetti che la compongono – gestori, docenti, genitori, alunni – chiamati a diventare capaci di una presenza specifica ed a funzioni differenziate e complementari che si armonizzano fra loro ai fini educativi;
  • la "scuola della società civile" non è alternativa alla scuola statale ma è un modo di concepire la scuola, statale o paritaria, che valorizza e riconosce come protagonista la società civile e i corpi intermedi, in primo luogo la famiglia;
  • nell’attuale contesto di pluralismo culturale ed esistenziale risulta radicalmente inefficace la proposta di un modello di scuola unica che impedisce l’attuazione di una piena libertà di educazione.

 

Il presidente nazionale dell’AGeSC, Maria Grazia Colombo, ha dichiarato:

"Constatiamo con rammarico che nelle dichiarazioni di molti esponenti politici si continua a considerare come pubblica la sola scuola gestita dallo Stato. Si rinnega così la legge approvata nel 2000 dal Parlamento italiano, con il Governo D’Alema, che riconosce pubblica la scuola in base al servizio che rende alla società, indipendentemente dalla figura giuridica del gestore. La scuola della società civile è la scuola di tutti e per tutti, statale o paritaria che sia. Auspichiamo che questo Governo voglia reperire le risorse economiche necessarie per consentire alle famiglie il libero accesso al sistema di istruzione pubblico, senza discriminazioni per le scuole paritarie. Ringrazio il cardinale Scola per il Suo contributo a questo dibattito".

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

6 luglio 2006   

S.O.S. LIBERTA’ DI EDUCAZIONE

Non c’è scuola senza libertà di educazione:
necessario incrementare le risorse

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, in vista della predisposizione del DPEF 2007, auspica che l’azione del Governo e del Parlamento esprima attenzione ai temi della libertà di educazione, per realizzare l’obiettivo prioritario della promozione del bene dei nostri giovani.

Per questo l’AGeSC chiede al Governo ed al Parlamento di promuovere con ogni mezzo il sistema scolastico nazionale che la legge 62/2000, approvata dal Parlamento durante il Governo D’Alema, riconosce costituito dalle scuole statali e paritarie.

Anche nell’attuale grave congiuntura economica l’educazione è una scelta prioritaria sulla quale impegnarsi ed investire risorse per il futuro del Paese. E’ necessario intervenire perché le famiglie italiane possano assolvere il loro diritto primario di educare i figli, riconosciuto dalla Costituzione, rimuovendo gli ostacoli economici che continuano a limitare la loro libera scelta.

L’AGeSC chiede di:

  1. incrementare significativamente i capitoli di spesa già previsti annualmente nella Legge Finanziaria;
  2. rifinanziare il contributo a sgravio degli oneri sostenuti dalle famiglie per l’iscrizione alle scuole paritarie, introdotto con la Legge Finanziaria 2003, coerentemente con il pronunciamento della Corte Costituzionale (sentenza 16.12.2004). In questo modo si manterrebbero aperti finanziamenti, certamente insufficienti, ma senza i quali si realizzerebbe un ulteriore passo indietro nella libertà di educazione.

Sono note le ristrettezze economiche in cui versa il Paese. E’ però vero che sta al Governo scegliere come posizionare la "coperta" delle risorse.

Il mancato incremento di queste risorse a favore della libertà di educazione sarebbe difficilmente comprensibile se non nell’ottica di non investire sul sistema paritario e di limitare ulteriormente il diritto costituzionale dei genitori di poter usufruire, nell’ambito dell’obbligo scolastico, dell’istruzione gratuita per i propri figli.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

6 giugno 2006   

LIGURIA: ABROGATO IL BUONO SCUOLA REGIONALE!

La nuova legge regionale sul diritto allo studio nega, nei fatti, la libertà di scelta educativa della famiglia

La legge che istituiva il "buono scuola" in Liguria aveva superato nel 2003 la prova del referendum abrogativo regionale, ma non ha retto ora di fronte alla maggioranza che amministra la Regione.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, anche in questa occasione, ribadisce che:

  • La famiglia è il primo ambito educativo. E’ necessario, quindi, attuare tutti gli interventi perché possa adempiere al suo diritto-dovere di educare i figli. Questo diritto implica che la famiglia possa scegliere liberamente, senza condizionamenti economici, la scuola ritenuta più idonea;
  • E’ necessario che il Governo e il Parlamento diano piena attuazione alla legge 62/2000, per consentire a tutte le famiglie italiane la possibilità di accedere alle scuole pubbliche della Repubblica, statali o paritarie, a pari condizioni economiche;
  • I "buoni scuola" Regionali in mancanza di una legge d’indirizzo nazionale, sono soggetti alle modifiche legislative che intervengono con il cambio delle Amministrazioni e alle circolari applicative che le Amministrazioni regionali ogni anno emanano. E’ necessario, pertanto, definire con una legge nazionale i "livelli essenziali" di cui all’articolo 117, lettera m), della Costituzione, che prevede, fra le materie nelle quali lo Stato ha legislazione esclusiva, la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Tale legge consentirebbe anche di limitare la discriminazione fra cittadini delle diverse Regioni.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

1 giugno 2006 

SOSPESA LA SPERIMENTAZIONE DEI NUOVI LICEI

Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni ha sospeso la sperimentazione dei nuovi licei che doveva avere inizio dal prossimo anno scolastico.

Il Ministro dell’Istruzione On. Giuseppe Fioroni, con Decreto Ministeriale n. 4018 del 31 maggio 2006, ha sospeso la sperimentazione dei nuovi licei che doveva avere inizio dal prossimo anno scolastico.

Il Ministro ha motivato questa iniziativa considerando in modo particolare che trovandoci ormai alla fine dell'anno scolastico e non essendo stata rispettata la data prevista per la presentazione dei progetti, cioè marzo scorso, non ci sono più i tempi utili per la formazione dei docenti e per un adeguato coinvolgimento delle famiglie.

Inoltre le sperimentazioni presentate sono innovazioni pienamente realizzabili nell'esercizio dell'autonomia scolastica (15% del monte ore) e negli ordinamenti vigenti. L'arricchimento dell'offerta formativa legata ai progetti già presentati potrà, quindi, essere tranquillamente realizzata nell'ambito dell'autonomia scolastica già prevista.

La sospensione del decreto sembra, inoltre, un provvedimento di doverosa autotutela del Ministero in relazione ai ricorsi presentati al Tar del Lazio e alla Corte Costituzionale sulla base del nuovo Titolo V della Costituzione.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche prende atto delle motivazioni che hanno indotto il Ministro a sospendere per motivi "tecnici" l’applicazione della sperimentazione. Auspica che il percorso di riforma venga portato a compimento adottando provvedimenti ordinamentali che diano certezza di tempi ai docenti, agli studenti ed alle famiglie

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

29  maggio 2006 

Scuola: evitare la politica degli annunci

Il Comitato Esecutivo dell’AGeSC individua tre priorità per un governo equilibrato della scuola e per la promozione del bene dei nostri giovani

Il Comitato Esecutivo dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, presieduto dal Presidente Nazionale Maria Grazia Colombo, si è riunito sabato 27 maggio 2006 presso l’Istituto Salesiano "San Zeno" di Verona.

Al termine dei lavori il Comitato Esecutivo ha diffuso un documento nel quale l’AGeSC esprime l’augurio di buon lavoro al nuovo Ministro dell’Istruzione On. Giuseppe Fioroni, di cui si apprezza la biografia umana e politica che pare costituire garanzia per un governo equilibrato della scuola italiana, teso alla ricerca delle azioni concrete per la promozione del bene dei nostri giovani.

Per realizzare questo obiettivo prioritario di bene comune l’AGeSC individua tre priorità:

1) Promuovere con ogni mezzo la scuola pubblica italiana, che la legge 62/2000 riconosce costituita dalle scuole statali e da quelle paritarie. L’AGeSC auspica che l’azione del Parlamento e del Governo esprima particolare attenzione ai temi della libertà di educazione e chiede l’impegno affinché siano quanto meno incrementati i capitoli di spesa previsti annualmente in Finanziaria per le scuole paritarie e per i genitori delle scuole paritarie.

2) Ricercare la serenità della scuola italiana, evitando la politica degli annunci, che genera incertezze e senso di precarietà. E’ necessario per questo superare la stagione delle riforme della scuola per via legislativa adottando, come modalità di proseguimento del processo di innovazione, percorsi diffusi di sperimentazione, offerti alla libera adesione delle scuole autonome.

3) Promuovere e rafforzare la partecipazione delle famiglie al processo educativo, in una dimensione solidale di corresponsabilità educativa condivisa con i docenti, provvedendo alla riforma degli organi collegiali, adeguandone la funzione ai principi di autonomia delle istituzioni scolastiche e di sussidiarietà, realizzando così le condizioni perché tutti i membri della comunità educante possano contribuire, liberamente e responsabilmente, alla formazione delle nuove generazioni ed al governo della scuola.

L’AGeSC, infine, auspica che la "divisione" delle competenze del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in due nuovi Ministeri non comporti situazioni di "confusione" nel Governo della Scuola e dell’Università, da evitare con ogni impegno nell’attuale delicato contesto di transizione della scuola italiana.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

AGeSC
Associazione Genitori Scuole Cattoliche

Documento del Comitato Esecutivo Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche riunitosi a Verona sabato 27 maggio 2006

Il Comitato Esecutivo dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, presieduto dal Presidente Nazionale Maria Grazia Colombo, si è riunito il 27 maggio 2006 presso l’Istituto Salesiano "San Zeno" di Verona.

Al termine dei lavori il Comitato Esecutivo ha diffuso il seguente documento.

L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche esprime l’augurio di buon lavoro al nuovo Ministro dell’Istruzione On. Giuseppe Fioroni, di cui si apprezza la biografia umana e politica; questa pare costituire garanzia per un governo equilibrato della scuola italiana, teso alla ricerca delle azioni concrete per la promozione del bene dei nostri giovani.

Per realizzare questo obiettivo prioritario di bene comune l’AGeSC chiede al Ministro Fioroni, quale prima priorità, di ricercare con ogni mezzo la promozione della scuola pubblica italiana, che la legge 62/2000 riconosce essere costituita dalle scuole statali e da quelle paritarie. A questo proposito si auspica che l’azione del Parlamento e del Governo esprima particolare attenzione ai temi della libertà di educazione e se ne chiede l’impegno affinché siano quanto meno incrementati i capitoli di spesa previsti annualmente in Finanziaria per le scuole paritarie ed i genitori delle scuole paritarie.

Come seconda priorità si evidenzia la necessità che sia ricercata la serenità della scuola italiana, evitando la politica degli annunci, che genera incertezze e senso di precarietà. Per questo è necessario superare la stagione delle riforme della scuola per via legislativa adottando nel futuro, come modalità di proseguimento del processo di innovazione, percorsi diffusi di sperimentazione, offerti alla libera adesione delle scuole autonome.

A questo proposito, costituisce fonte di grave preoccupazione la ipotizzata elevazione dell’obbligo scolastico a sedici anni che, come dimostrano molteplici indagini scientifiche, aumenterebbe, se realizzata, la dispersione scolastica mortificando la possibilità di scelta, con pari dignità, di percorsi di formazione professionale.

Come terza priorità si individua la promozione ed il rafforzamento della partecipazione delle famiglie al processo educativo, in una dimensione solidale di corresponsabilità educativa condivisa con i docenti. Occorre perciò porre finalmente mano alla riforma degli organi collegiali, per adeguarne la funzione ai principi di autonomia delle istituzioni scolastiche e di sussidiarietà, promuovendo la cultura del "rendere conto" ("accountability"), realizzando in tal modo le condizioni perché tutti i membri della comunità educante possano contribuire liberamente e responsabilmente alla formazione delle nuove generazioni ed al governo della scuola.

Infine, si auspica che la "divisione" delle competenze del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in due nuovi Ministeri non abbia a comportare situazioni di "confusione" nel Governo della Scuola e dell’Università, da evitarsi con ogni impegno nell’attuale delicato contesto di transizione della scuola italiana.

Verona, 27 maggio 2006

Il Comitato Esecutivo
dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche

8 maggio 2006 

EMERGENZA EDUCAZIONE

Riaffermare nelle politiche scolastiche la centralità dell’educazione e realizzare le condizioni per un’effettiva libertà di scelta educativa.

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, riunito a Riccione i giorni 6 e 7 maggio 2006, al termine dei suoi lavori esprime la propria preoccupazione per la situazione politica e sociale del nostro Paese.

S’impone, agli occhi di tutti, la drammaticità dell’attuale emergenza educativa. Attraverso l’educazione si costruisce la persona e la società. Per questo il lavoro educativo riguarda il futuro stesso del nostro Paese ed interpella la responsabilità degli adulti.

Da questo punto di vista l’AGeSC non è funzionale a nessun potere politico, ma realtà associativa di persone libere che hanno posto al centro della loro azione il fare educazione come diritto-dovere dell’essere genitori.

Dal punto di vista politico, l’attuale situazione di sostanziale equilibrio fra i due schieramenti, impone che la maggioranza, seppur estremamente "risicata", eserciti la sua responsabilità di governo, ricercando tuttavia, di volta in volta, le necessarie convergenze con l’opposizione, per evitare una situazione di "empasse", e a favore del bene comune.

In questa situazione si profila la necessità che la società civile assuma un’ulteriore corresponsabilità integrativa della stessa dialettica parlamentare, per evitare il blocco dell’intero sistema politico.

In altri termini l’AGeSC si prefigge di continuare ogni iniziativa necessaria per riaffermare, nelle politiche scolastiche, la centralità dell’educazione e la necessità di realizzare le condizioni per un’effettiva libertà di scelta educativa.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

11 aprile 2006 

L’AGeSC
di fronte all’esito delle elezioni politiche

Le elezioni politiche del 2006 hanno segnato il cambio della maggioranza parlamentare: ciò è indice di una democrazia matura che attraverso un dibattito ed un confronto, anche duro e difficile, ha portato all’affermazione di un’alternanza di governo di cui ognuno deve prendere atto.

Al di là della maggioranza rappresentata in Parlamento, ciò che non è cambiato, è la presenza di istanze irrinunciabili che costituiscono l’emergenza educativa per il Paese.

Durante la campagna elettorale, avevamo sottoposto a tutte le forze politiche alcune priorità programmatiche, che oggi riproponiamo ai nuovi eletti, così sintetizzate:

  1. la promozione della vita sin dal suo inizio e fino al suo naturale compimento;
  2. il rispetto e la valorizzazione della famiglia così come costituzionalmente affermata;
  3. la concretizzazione della libertà di educazione come fondamento di una società autenticamente democratica.

Il Presidente nazionale dell’AGeSC, Maria Grazia Colombo, a tal proposito ha dichiarato: "Aperti al confronto e al dialogo con tutti, noi dell’AGeSC, a tutti i livelli, continueremo sulla strada della promozione culturale e operativa in ordine ai punti affermati, rispettosi delle opinioni altrui, ma altrettanto determinati nel conseguimento dei valori essenziali che sono parte integrante della persona e che rappresentano un diritto per tutti. Auguriamo a tutti buon lavoro, guardando al futuro con immutata speranza e con rinnovato impegno."

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

21 marzo 2006 

EMERGENZA EDUCAZIONE

La posizione dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche e le richieste alle forze politiche in occasione delle prossime elezioni del 9 e 10 aprile

Il rapporto dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche con la classe politica è sempre stato all’insegna della cultura della trasversalità. Con questa logica l’Associazione ha sempre portato avanti le istanze della famiglia, fondata sul matrimonio, così come definita nella Costituzione italiana, dando il proprio contributo di elaborazione culturale.

In occasione della elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 l’AGeSC ha redatto un documento nel quale declina l’emergenza educativa del Paese individuando tre priorità programmatiche, sulle quali chiede che le forze politiche giochino la propria responsabilità nei confronti dell’elettorato.

1) Riforma del sistema di istruzione e formazione
Perché si porti a compimento il percorso di riforma della scuola avviato in questi anni dopo una lunga fase di elaborazione, apportando gli aggiustamenti che si renderanno necessari, sentiti tutti i soggetti della scuola, senza intaccare l’attuale quadro legislativo, ma con provvedimenti di carattere ordinamentale. Il sistema scolastico italiano non può sopportare il protrarsi di una situazione di precarietà e di continuo scontro politico.

2) La corresponsabilità educativa dei genitori nella scuola
Perché la famiglia sia messa in condizione di poter svolgere il proprio ruolo originale e originario di corresponsabilità educativa e l’educazione sia al centro della riflessione culturale del Paese.
Perché si realizzi il patto educativo tra famiglia, scuola e agenzie educative presenti nella società, continuando a promuovere il Forum dei genitori della scuola e realizzando la riforma degli organi collegiali.

3) Libertà di scelta educativa delle famiglie
Perché le famiglie italiane possano scegliere liberamente, senza oneri economici aggiuntivi, il percorso d’istruzione e formazione professionale tra le scuole che fanno parte del sistema nazionale d’istruzione, statali e paritarie.
Perché non continui la discriminazione economica nei confronti degli alunni diversamente abili che frequentano le scuole paritarie.

L’AGeSC invita tutti coloro che hanno a cuore un’educazione che sostenga l’uomo nello sforzo di valorizzare la propria umanità, a sostenere in questa tornata elettorale quei partiti che "esplicitamente" sostengono la libertà educativa dei genitori

I temi che riguardano la famiglia impongono chiarezza di scelte e capacità di saper progettare oggi per il futuro che è costituito dai nostri figli.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche


A.Ge.S.C.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche

Elezioni politiche 9–10 aprile 2006

Per la libertà di educazione

L’educazione è il bene primario per la persona e perciò per la società, per questo deve essere tutelata e sostenuta.

L’opzione fondamentale per il nostro futuro è dunque promuovere un’autentica cultura, che è fare ciò che si deve perché l’uomo, attraverso l’educazione, sia sostenuto nello sforzo di valorizzare la propria umanità. La scelta per l’educazione è oggi imprescindibile ed altrettanto lo è che l’educazione si attui nella libertà e che la famiglia sia riconosciuta come soggetto primario ed originario dell’educazione, promossa e sostenuta in questo suo compito dalla società e dallo Stato.

La famiglia costituisce il nucleo fondante la società e lo Stato ha l'obbligo di proteggere e tutelare la valenza sociale e pubblica della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Questa è la famiglia riconosciuta nella nostra Costituzione.

Nell’azione di promozione del bene primario rappresentato dall’educazione, la scuola è chiamata a svolgere una funzione sussidiaria nei confronti della famiglia, assolvendo con ciò un compito fondamentale per il bene comune. La scuola può realizzare questa funzione se sostenuta a superare burocrazia ed ideologie per diventare capace di educare alla libertà attraverso una metodologia scolare, tesa a creare le condizioni che consentono alla persona di aprirsi e rapportarsi alla realtà.

Perché la scuola possa divenire luogo di educazione alla libertà, occorre che:

  • i genitori possano scegliere la scuola ritenuta più adeguata per i propri figli in una condizione d’effettiva libertà di scelta educativa;
  • la scuola divenga scuola della società civile, espressione dei soggetti che la compongono e realizzano (dirigenti scolastici, docenti, genitori, studenti), radicandosi nella comunità civile in cui opera e facendosi capace di rispondere all’istanza formativa da questa attesa.

Queste due condizioni permetteranno il miglioramento complessivo del sistema d’istruzione e formazione ed introdurranno elementi positivi di emulazione, mirata all’eccellenza dell’offerta formativa.

Queste convinzioni vanno diffuse nella società e nelle istituzioni, con il contributo delle aggregazioni sociali, culturali e politiche, mediante la realizzazione di un rinnovato patto sociale per l’educazione. Si tratta in altri termini di educare la scuola a maggiore socialità e educare la società a maggiore capacità educativa, rendendo effettiva nel Paese la centralità di una scuola libera, statale e paritaria, a servizio del compito educativo della famiglia.

In occasione delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 l’AGeSC ritiene di declinare quest’emergenza educativa individuando tre priorità programmatiche sulle quali chiede che le forze politiche giochino la propria responsabilità nei confronti dell’elettorato:

1) Riforma del sistema di istruzione e formazione.
Il sistema scolastico italiano non è in grado di sopportare il protrarsi di una situazione di precarietà e di continuo scontro politico. E’ necessario portare a compimento il percorso di riforma della scuola avviato in questi anni dopo un’elaborazione che dura, nei fatti, da oltre un decennio. Sarà comunque possibile apportare gli aggiustamenti che progressivamente potranno rendersi necessari, sentiti tutti i soggetti della scuola, intervenendo con provvedimenti di carattere ordinamentale, senza intaccare l’attuale quadro legislativo.

2) La corresponsabilità educativa dei genitori nella scuola.
Riporre l’educazione al centro della riflessione culturale del Paese, realizzando il patto educativo tra famiglia, scuola e agenzie educative presenti nella società, richiede innanzitutto che la famiglia sia messa in condizione di poter svolgere il proprio ruolo originale e originario di corresponsabilità educativa, sancito anche nella riforma, senza "deleghe in bianco", contribuendo a definire, in modo concordato con i docenti, il percorso scolastico personalizzato dei propri figli. A tal fine occorre continuare a promuovere il Forum dei genitori della scuola e realizzare la riforma degli organi collegiali.

3) Libertà di scelta educativa delle famiglie
E’ necessario che le famiglie italiane possano scegliere liberamente, senza oneri economici aggiuntivi, il percorso d’istruzione e formazione professionale tra le scuole che fanno parte del sistema nazionale d’istruzione, statali e paritarie, così come previsto dalla legge 62/2000. Per questo è necessario incrementare significativamente le dotazioni finanziarie dei capitoli di spesa esistenti.

In questa ottica è necessario attivare anche tutti gli interventi necessari perché non continui nella scuola italiana l’ulteriore discriminazione nei confronti degli alunni diversamente abili, dotando di maggiori risorse finanziarie i capitoli di spesa già esistenti, e sia possibile per questi alunni frequentare le scuole del sistema pubblico di istruzione, statali e paritarie, a parità di condizioni economiche.

In conclusione

L’AGeSC invita i genitori delle scuole cattoliche e della formazione professionale di ispirazione cristiana e tutti coloro che hanno a cuore un’educazione che sostenga l’uomo nello sforzo di valorizzare la propria umanità, a sostenere in questa tornata elettorale quei partiti che "esplicitamente" sostengono la libertà educativa dei genitori, riconoscendo la famiglia come fondamento della persona e della sua identità.

5 marzo 2006 

LIBERTA’ DI EDUCAZIONE

Tutte le forze politiche intervenute alla tavola rotonda dell’AGeSC dichiarano, pur con sfumature diverse, di procedere sul cammino dell’attuazione concreta della parità

Conclusi oggi a Fiuggi i lavori del XIV° Congresso nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, con l’elezione alla Presidenza nazionale di Maria Grazia Colombo.

Nella giornata iniziale Mons. Michele Seccia, componente della Commissione scuola della CEI, nel suo saluto al Congresso ha sottolineato la necessità di risvegliare nella società la cultura della parità scolastica per valorizzare tutte le risorse in un autentico servizio pubblico.

Proprio per confermare questa cultura l’AGeSC ha convocato attorno allo stesso tavolo rappresentanti dei maggiori partiti per un confronto non sulle idee ma sulle proposte concrete per rimuovere gli ostacoli economici che continuano a limitare le famiglie italiane nell’esercizio del loro diritto primario di educare i figli, non consentendo loro di scegliere liberamente tra le scuole, statali e paritarie, che fanno parte del sistema nazionale di istruzione e formazione.

Per la prima volta tutti gli intervenuti, sia pure con sfumature diverse, hanno concordato sulla necessità di procedere sul cammino dell’attuazione concreta dalla parità.

Anche per questo l’AGeSC sostiene e promuove il manifesto "Famiglia sei priorità" che il Forum delle Associazioni familiari propone ai candidati delle prossime elezioni politiche. I temi che riguardano la famiglia impongono chiarezza di scelte e capacità di saper progettare oggi per il futuro che è costituito dai nostri figli.

Durante il Congresso è stato consegnato il premio "Mario Macchi" a Don Pierino De Giorgi, assistente ecclesiastico dell’AGeSC, riconoscimento per il suo impegno educativo nella scuola, che lo ha portato in questi anni ad accompagnare il cammino dell’Associazione.

5 marzo 2006 

Maria Grazia Colombo eletta presidente nazionale

Maria Grazia Colombo è stata eletta Presidente nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (AGeSC) per il triennio 2006-2009 dai delegati del XIV° Congresso nazionale dell’Associazione.

Maria Grazia Colombo succede nell’incarico alla presidenza nazionale ad Enzo Meloni, che, con passione e abnegazione, ha guidato l’AGeSC per due mandati consecutivi.

Collaboreranno con Maria Grazia Colombo, Roberto Gontero, Vito Massari, Ernesto Mainardi, Mauro Boccato e Marco Fabbri, chiamati a ricoprire rispettivamente le cariche di vicepresidente, segretario nazionale, tesoriere, addetto relazioni internazionali e responsabile ufficio stampa.

L’assemblea ha proceduto anche al rinnovo delle altre cariche associative.

"Ringrazio tutti gli amici dell’Associazione per la fiducia che hanno dimostrato nei miei confronti – ha dichiarato Maria Grazia Colombo - e accetto questo mandato consapevole che occorre oggi sempre più ribadire con forza e chiarezza il primato della famiglia nell’educazione e istruzione dei figli".

Il Congresso si conclude nella giornata odierna dopo la S. Messa presieduta da S.E. mons. Lorenzo Loppa, vescovo di Anagni.

28 febbraio 2006 

LIBERTA’ EDUCATIVA,
LE FAMIGLIE ATTENDONO RISPOSTE

a Roma il XIV° Congresso Nazionale
dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche

L’Italia è uno dei pochi paesi in Europa in cui non esiste ancora una effettiva parità tra scuole statali e non statali, entrambe erogatrici di un servizio pubblico.

Questa situazione nega di fatto alle famiglie il diritto ad una piena ed incondizionata libertà di scelta educativa per i propri figli.

L’AGeSC, che da oltre trent’anni si batte per questo diritto, torna a chiedere soluzioni concrete al problema in occasione del suo XIV° Congresso Nazionale, dedicato al tema "I genitori nella scuola: una realtà da capire e costruire".

La sessione pubblica del Congresso si terrà il 3 marzo 2006 a Roma, presso "l’Angelicum Congress Centre" - Largo Angelicum n.1, con inizio alle ore 15.00.

Interverranno Sua Ecc.za Mons. Michele Seccia, membro della Comm.ne Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università e la senatrice Maria Grazia Siliquini, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca.

Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione di rappresentanti dei principali partiti della Casa delle Libertà e dell’Unione.

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

17 febbraio 2006 

CONTRIBUTO ALLE FAMIGLIE DELLE SCUOLE PARITARIE

Dalla prossima settimana le famiglie delle scuole paritarie inizieranno a ricevere il contributo relativo all’anno scolastico 2004-2005

Dalla prossima settimana, secondo quanto riferito dal Ministero dell’Istruzione, le famiglie delle scuole paritarie, finalmente, inizieranno a ricevere il contributo previsto per l’anno scolastico 2004-2005.

Il contributo statale, introdotto nella Legge Finanziaria 2003 grazie al determinante apporto della nostra Associazione, pur ancora assolutamente insufficiente a risolvere il problema della libertà di scelta delle famiglie, ha rappresentato in questi anni un’interessante novità, nella logica di un intervento rivolto alle famiglie come sgravio degli oneri sostenuti con l’iscrizione alle scuole paritarie.

Ricordiamo che hanno diritto a ricevere il contributo le famiglie i cui figli sono iscritti a :

  • tutte le classi delle scuole elementari paritarie non parificate;
  • tutte le classi della scuola media di I grado paritaria;
  • la prima classe della scuola secondaria di II grado paritaria.

Il contributo viene erogato nella forma del bonifico domiciliato. Eventuali reclami potranno avvenire entro 60 giorni dalla data di emissione.

Il Ministero attiverà un servizio di call-center per la gestione di eventuali reclami da parte dei genitori e delle scuole.

Cogliamo l’occasione per ricordare che, mentre si deve ancora attivare la procedura per l’erogazione del contributo relativo all’anno scolastico 2005-2006, nella legge Finanziaria 2007 non sono stati previsti i fondi per rifinanziare questo intervento a sostegno della libertà di scelta educativa delle famiglie italiane.

16 gennaio 2006 

RISANARE LE CASSE DELLO STATO CON LA BANCAROTTA DELLE SCUOLE PARITARIE?

Tagliati i fondi alle scuole paritarie nel 2007 e 2008. Sparito il contributo alle famiglie. Nessuna risorsa per l’integrazione dell’handicap e per nuove convenzioni di parifica.
E’ la Legge Finanziaria 2006 approvata dal Parlamento, tra l’indifferenza dei politici, a parole sempre pronti a sostenere la libertà di educazione.

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi a Torino i giorni 14 e 15 gennaio, ha ancora una volta constatato che nonostante le tante promesse, non sono stati rimossi in questi anni gli ostacoli economici che continuano a limitare le famiglie italiane nell’esercizio del loro diritto primario di educare i figli, non consentendo loro di scegliere liberamente la scuola che preferiscono tra quelle, statali e paritarie, che fanno parte del sistema nazionale di istruzione e formazione.

La Legge finanziaria 2006 è un ulteriore passo indietro per la libertà di educazione nel nostro Paese. Il testo approvato prevede:

- nell’esercizio finanziario 2006 gli stessi importi dell’esercizio 2005

- negli esercizi finanziari 2007 e 2008 un drastico taglio sugli importi erogati nel 2005 e 2006

- nessuna risorsa aggiuntiva per realizzare l’integrazione dell’handicap nella scuola paritaria e per stipulare le nuove convenzioni di parifica necessarie.

- nessuna risorsa per rifinanziare il contributo alle famiglie delle scuole paritarie, introdotto nella Finanziaria 2003, che pertanto non verrà più erogato.

Tutti gli impegni elettorali della maggioranza, le belle parole e le promesse di questi anni sono naufragate in una realtà peggiore di ogni immaginazione.

E’ una situazione incomprensibile, anche nell’attuale grave congiuntura economica, che produrrà la "bancarotta" di gran parte della scuola non statale, determinando un impoverimento dell’offerta educativa nel nostro Paese.

Lo Stato dovrà accollarsi ben maggiori oneri per accogliere gli studenti che passeranno alle scuole statali in conseguenza della chiusura di tante scuole paritarie. 

Associazione Genitori Scuole Cattoliche

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