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22 dicembre 2006 
LA LEGGE FINANZIARIA 2007
CHIUDE SULLA LIBERTA’ DI EDUCAZIONE
Non rifinanziato il contributo statale alle
famiglie
L’emergenza educativa che il nostro Paese sta
vivendo impone che la famiglia sia riconosciuta come soggetto
primario dell’educazione. E’necessario però che essa sia messa
in condizione di poter svolgere questo suo ruolo originale e
originario di corresponsabilità educativa, promossa e sostenuta in
questo suo compito dalla società e dallo Stato.
Dobbiamo, invece, constatare come la Legge
Finanziaria 2007 non ha rifinanziato il contributo statale alle
famiglie, introdotto dalla Legge Finanziaria 2003, con lo scopo di
ridurre gli oneri a carico delle famiglie per l'attività educativa
presso scuole paritarie di I° e II° grado.
Questo contributo ha permesso alle famiglie
italiane, nei tre anni nei quali è stato erogato, di poter
scegliere con "più libertà" il percorso d’istruzione e
formazione professionale tra le scuole che fanno parte del sistema
nazionale d’istruzione, statali e paritarie, così come previsto
dalla legge 62/2000, pur restando a loro carico oneri economici
aggiuntivi.
La decisione del Governo e del Parlamento
Italiano di non mantenere almeno le risorse già destinate in questi
anni alle famiglie, a sostegno della libertà di educazione,
coincide con le difficoltà economiche sempre maggiori che si
trovano ad affrontare le famiglie e le scuole paritarie.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
21 novembre 2006 
BULLISMO E VIOLENZA A SCUOLA
I recenti fatti accaduti negli istituti
scolastici, ampiamente segnalati dalla stampa e dalla televisione,
evidenziano la gravità del momento in cui vive la società
italiana.
L’AGeSC apprezza e condivide l’intervento del
Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che ha deciso
di istituire il "Comitato nazionale scuola e legalità"
con l’obiettivo di "educare alla legalità con azioni
didattiche, testimonianze, sinergie sul territorio e tra istituzioni
diverse".
L’AGeSC rileva, però, che sia nella nota del
Ministro, sia in successivi interventi di esponenti di governo,
emerge l’evidente ed ingiustificata assenza di qualsiasi
riferimento ai genitori, alle famiglie ed alle loro associazioni
rappresentative nel mondo della scuola (AGE, AGeSC, CGD), che fanno
parte del Forum Nazionale Genitori e Scuola presso il Ministero
della Pubblica Istruzione.
L’AGeSC chiede che al tavolo del confronto e
delle decisioni vengano ammessi i genitori, per renderli
corresponsabilmente attivi nell’attuazione delle possibili ed
auspicabili azioni di ordine educativo.
Il presidente nazionale dell’AGeSC, Maria
Grazia Colombo, intervenendo in merito ha dichiarato: "occorrono
prese di posizione serie sull’educazione. L’emergenza educativa
che stiamo vivendo nel nostro Paese, però, non può trovare come
una possibile risposta il permesso dato ai nostri giovani di
aumentare il consumo di droga personale".
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
19 ottobre 2006 
NON PIU’ GIUSTIFICABILI RITARDI
PER LA SCUOLA CATTOLICA
Benedetto XVI ai delegati del IV Convegno
nazionale della Chiesa italiana
Nei confronti della scuola cattolica
"sussistono ancora, in qualche misura, antichi pregiudizi, che
generano ritardi dannosi, ormai non più giustificabili, nel
riconoscerne la funzione e nel permetterne in concreto l’attività".
È l’appello fatto oggi da Benedetto XVI a
Verona, durante il suo discorso ai partecipanti al IV Convegno
nazionale della Chiesa italiana.
Benedetto XVI ha affermato che l’educazione
della persona è una questione fondamentale e decisiva perché l’esperienza
della fede e dell’amore cristiano sia accolta e vissuta e si
trasmetta da una generazione all’altra.
Occorre preoccuparsi della formazione della sua
intelligenza, senza trascurare quelle della sua libertà e capacità
di amare. Solo in questo modo si potrà contrastare efficacemente
quel rischio per le sorti della famiglia umana che è costituito
dallo squilibrio tra la crescita tanto rapida del nostro potere
tecnico e la crescita ben più faticosa delle nostre risorse morali.
Il Papa esprimendo, poi, il Suo apprezzamento per il grande
lavoro formativo ed educativo che le singole Chiese non si stancano
di svolgere in Italia, per la loro attenzione pastorale alle giovani
generazioni e alle famiglie, ha ricordato tra le molteplici forme di
questo impegno, in particolare, la scuola cattolica.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
16 ottobre 2006 
SCUOLA CATTOLICA RISORSA PER LA SCUOLA PUBBLICA
ITALIANA
Documento del Consiglio Nazionale dell’AGeSC
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi i giorni 14 e 15 ottobre ad
Oropa (BI), ha posto al centro dei propri lavori la riflessione sull’emergenza
educativa nel nostro Paese, una "sfida" per la società di
oggi, e sulla scuola cattolica, come "risorsa " per la
scuola pubblica italiana.
Nel documento approvato al termine dei lavori, il
Consiglio Nazionale ha riaffermato la centralità della famiglia
nell’educazione e ha chiesto al Parlamento ed al Governo,
affinché sia messa in condizione di poter svolgere il proprio ruolo
originale e originario di corresponsabilità educativa, di:
- Dare completa attuazione alla legge 62/2000;
- Salvaguardare la riforma scolastica che ha valorizzato la
presenza dei genitori nel percorso educativo scolastico;
- Attuare modalità che diano certezza ai ragazzi ed alle
famiglie di poter espletare il percorso educativo - formativo,
con pari dignità, anche nei centri di formazione professionale;
- Incrementare nella Legge Finanziaria 2007 i capitoli di spesa
previsti per le scuole paritarie;
- Rifinanziare nella Legge Finanziaria 2007 il contributo
statale alle famiglie, a parziale rimborso delle spese sostenute
per l’iscrizione nelle scuole paritarie;
- Mantenere la destinazione del 5 per mille delle imposte a
sostegno del volontariato.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
13 ottobre 2006 
QUANDO I CONTI NON TORNANO … SI CHIUDE
La Legge Finanziaria 2007, così come attualmente
articolata, porterà alla chiusura di molte scuole non statali
Con la Legge Finanziaria 2007 euro 54.263.844 in
meno alle scuole paritarie!
L’articolato in discussione "al fine di
dare il necessario sostegno alla funzione pubblica svolta dalle
scuole paritarie nell’ambito del sistema nazionale di
istruzione" prevede di incrementare gli stanziamenti di euro
100 milioni, da destinare prioritariamente alle scuole dell’infanzia,
sostenendo che si vuole così ripristinare il fondo
"tagliato" dal precedente Governo.
Ma quale era la situazione prevista nella
Finanziaria 2006?
La Finanziaria 2006 aveva stanziato euro
532.310.844. Nelle unità previsionali per il 2007, nell’ambito
delle riduzioni per consumi intermedi, era prevista una riduzione
dei contributi per le scuole non statali ad euro 378.047.000 (art.1
comma 15 - elenco 3).
Ora si aumenta questo importo "previsionale"
di euro 100 milioni, da destinarsi prioritariamente alle scuole dell’infanzia.
Si arriva, perciò, complessivamente ad euro 478.047.000.
Mancano, dunque, ancora euro 54.263.844 per
tornare ai livelli del 2006. Non è stato, quindi, ripristinato il
fondo come sostiene il Ministero dell’Istruzione !
Quali scenari prospetta ora la Legge Finanziaria
del 2007 alle famiglie che scelgono le scuole paritarie?
La ripartizione del 2006 prevedeva: euro
7.000.000 per progetti delle scuole secondarie, euro 10.284.000 per
l’handicap, euro 158.605.010 per le parifiche ed il resto per le
scuole dell’infanzia.
Se consideriamo che:
- le scuole dell’infanzia non avranno riduzioni, visto il
"prioritariamente" introdotto in Finanziaria;
- le risorse per l’handicap derivano da una legge e non sono
ragionevolmente riducibili;
- le risorse per le scuole secondarie sono già ridotte e non
ulteriormente significativamente comprimibili;
possiamo ipotizzare che la riduzione di
54.000.000 euro peserà tutta sulle convenzioni di parifica delle
scuole primarie. Se così fosse il 34% delle classi delle scuole
primarie parificate non sarebbe più rifinanziabile e sarebbe certa
la "chiusura" della maggioranza di queste, con un
conseguente aggravio ben superiore di costi per l’erario ed un
impoverimento dell’offerta educativa nel nostro Paese.
E’ una situazione incomprensibile, pur nell’attuale
grave congiuntura economica.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
19 settembre 2006 
Scarica il discorso originale del Papa:
Fede ragione e università. Ricordi e riflessioni - Discorso del Santo Padre
NON C'E' FUTURO PER UNA CIVILTA'
SENZA UNA IDENTITA'
Il grande rischio dell'umanità di oggi è di
smarrire la propria identità e la propria memoria storica.
Senza identità e memoria non c'è futuro.
Questa è nella lezione tenuta dal Papa Benedetto
XVI all'Università di Regensburg.
Alcune Sue affermazioni sono state equivocate e
interpretate come un'offesa alla religione islamica, attribuendo al
Santo Padre responsabilità "strumentali" che non possono
derivare da una corretta lettura del Suo intervento.
Si vuole colpire, con questo, la sua persona e il
suo Ministero.
Il Presidente Nazionale dell'AGeSC, Maria Grazia
Colombo, ha dichiarato: "Come Associazione siamo rammaricati
per le ingiuste ed immotivate contestazioni che in Italia e
all'estero hanno colpito il Santo Padre. Siamo con il Papa che non
è e non deve sentirsi solo, convinti che se vogliamo progredire nel
dialogo e nella convivenza pacifica dobbiamo essere coraggiosi e
dire la verità. Infatti ogni essere umano ha il diritto di vivere
liberamente secondo la propria fede ed il proprio pensiero."
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
5 settembre 2006 
DI CHI E’ LA SCUOLA?
Dissenso dell’AGeSC in merito alla nota di
indirizzo inviata dal ministro Giuseppe Fioroni alle scuole italiane
per l’avvio del nuovo anno scolastico
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche ha
accolto con grande preoccupazione la nota di indirizzo del ministro
Giuseppe Fioroni in ordine al futuro della scuola italiana.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
esprime il proprio dissenso sui contenuti e sulle modalità di
intervento che hanno caratterizzato questo provvedimento.
Come Associazione dei genitori ci chiediamo:
- dove finisce con questa direttiva il principio di
corresponsabilità educativa genitori e scuola?
- può un accordo Governo - sindacati disattendere la volontà
del Parlamento italiano?
- dove va a finire, allora, il principio di legalità nel nostro
Paese?
Oggi vengono aboliti, senza passare dal
Parlamento, alcuni tasselli della riforma scolastica approvata nella
precedente legislatura:
- il tutor
- il portfolio
- le attività opzionali facoltative scelte dai genitori.
Erano le novità, introdotte dal percorso di
riforma, che la nostra Associazione aveva maggiormente sostenuto,
come strumenti che avrebbero promosso la partecipazione educativa
dei genitori nella scuola.
Critichiamo questa scelta operata in assenza di
un confronto con i soggetti della scuola.
Contestiamo il metodo seguito, perché introduce
il principio che le leggi approvate dal Parlamento possono venire
disattese con accordi Governo – sindacati.
Il Presidente dell’AGeSC, Maria Grazia Colombo
ha dichiarato: "il ministro Fioroni ci aveva promesso
interventi con il "cacciavite", ci troviamo davanti invece
a modifiche radicali gia in atto ed alla dichiarata volontà di
estendere l’obbligo scolastico a 16 anni, senza nessun preventivo
confronto con le associazioni dei genitori".
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
26 agosto 2006
EDUCAZIONE E LIBERTA'
Si è tenuto ieri al Meeting di Rimini un
incontro su "Educazione e libertà".
E' ancora ragionevole pensare di costruire il
futuro con l'educazione?" ha chiesto Alberto Savorana,
direttore della rivista Tracce e moderatore dell'incontro.
Era presente all'incontro, tra gli altri, Magdi
Allam, vice direttore del Corriere della Sera, che ha risposto:
"se non si insegna la centralità della sacralità della vita e
della persona e la sua inviolabilità si innesca un processo
letale."
Il vice presidente del Parlamento Europeo, Mario
Mauro, ha dichiarato, a sua volta, che la politica, nell'attuale
situazione italiana, è invitata a riconoscere e a sostenere le
esperienze educative in atto nella società.
L'Associazione Genitori Scuole Cattoliche
riconosce che è possibile educare solo partendo da un progetto
educativo condiviso da famiglia e scuola, che coinvolga tutta
l'esperienza della vita del ragazzo.
L'AGeSC invita, inoltre, la politica a sostenere,
secondo il principio di sussidiarietà, le realtà educative
presenti nel nostro Paese.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
23 agosto 2006
Al Meeting:
SOSTENERE LA LIBERTA' DEI GENITORI DI SCEGLIERE
UNA SCUOLA DOVE LA RAGIONE SI APRE ALL'INFINITO
"La scuola dovrebbe essere il luogo dove la
ragione è aiutata ad aprirsi all'infinito". Con queste parole
Elena Ugolini, preside del Liceo Malpighi di Bologna, ha introdotto
l'incontro "Scuola: che fine ha fatto la ragione?" che si
è appena concluso al Meeting di CL, a Rimini. I relatori, lo
scrittore e giornalista Luca Doninelli, il rettore dell'Istituto
Sacro Cuore di Milano Giorgio Pontiggia e l'insegnante Chris Bacich,
hanno risposto a domande di studenti e insegnanti sulla realtà che
incontrano quotidianamente nelle loro scuole. Una realtà, come
quella di Giulia per esempio, che durante un'assemblea d'istituto su
omosessualità, pacs e famiglia, si è sentita dire da professori ed
esperti che "la verità oggettiva non esiste" e che lo
scopo della scuola è solo quello di informare.
D'accordo con i relatori, l'Associazione Genitori
delle Scuole Cattoliche sostiene che il compito primario della
scuola è quello di educare, e non semplicemente di trasmettere
informazione e nozioni. Per questo l'Agesc rivendica il diritto e
dovere dei genitori di poter scegliere liberamente la scuola dove
crescere ed educare i propri figli.
Questa libertà deve essere garantita a tutti i
genitori senza oneri economici aggiuntivi per le famiglie.
Il presidente nazionale dell'AGeSC, Maria Grazia
Colombo, ha dichiarato: "La preoccupazione educativa dei
genitori è proprio che la scuola non trasmetta solo regole ma
educhi. Auspichiamo che questo Governo voglia reperire le risorse
economiche necessarie per consentire alle famiglie il libero accesso
al sistema di istruzione pubblico, senza discriminazioni per le
scuole paritarie."
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
4 agosto 2006
GOVERNO: QUALE IL DISEGNO COMPLESSIVO SULLA
SCUOLA ITALIANA?
Esami di maturità: ovvero come il Governo, con
la politica dei piccoli passi, restaura la scuola italiana
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, alla
luce dei provvedimenti adottati in questi mesi dal Ministro della
Pubblica Istruzione e dall’Esecutivo, esprime preoccupazione per
le modalità con le quali questi provvedimenti sono stati assunti.
Capiamo l’esigenza di smarcarsi e dare un
segnale di discontinuità dal precedente Esecutivo.
Capiamo la necessità del Ministro di avvallare
le posizioni di componenti politiche dell’attuale maggioranza.
Ci sembra però che non ci siano grandi novità!
Per risolvere i problemi della scuola italiana,
basta riportarla allo stato ante "Moratti", attribuendo
pure a quel Ministro provvedimenti assunti dal suo predecessore
Berlinguer?
Sembra che si risolva il "problema"
della scuola italiana restaurando tutto quello che c’era prima.
Ma non si era tutti concordi che la scuola così
non poteva più funzionare?
E’ interessante osservare poi come il Ministro
privilegi e sottolinei il confronto con i sindacati sui
provvedimenti della scuola.
Non sarebbe forse opportuno che incontrasse le
Associazioni degli studenti e dei genitori, ponendo in discussione
anche con loro la sostanza dei provvedimenti e non limitandosi in
queste occasioni alla solita "retorica politica"?
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
17 luglio 2006
LA LIBERTA’ DI EDUCAZIONE MISURA LA NATURA
AUTENTICAMENTE DEMOCRATICA DI UNA SOCIETA’
In merito alle riflessioni del patriarca di
Venezia, cardinale Angelo Scola, sulla scuola della società civile
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, alla
luce del vivace dibattito ed alle prese di posizione seguite all’esortazione
del cardinale Angelo Scola, ribadisce che:
- nel rispetto del principio di sussidiarietà, lo Stato e gli
Enti Locali devono aiutare le famiglie e gli enti intermedi a
divenire consapevoli della propria responsabilità educativa e
ad esercitarla creativamente;
- lo Stato, quindi, deve passare dalla gestione della scuola al
governo del sistema scolastico, proprio perché la scuola dell’autonomia
è generata dalla responsabilità dei soggetti che la compongono
– gestori, docenti, genitori, alunni – chiamati a diventare
capaci di una presenza specifica ed a funzioni differenziate e
complementari che si armonizzano fra loro ai fini educativi;
- la "scuola della società civile" non è alternativa
alla scuola statale ma è un modo di concepire la scuola,
statale o paritaria, che valorizza e riconosce come protagonista
la società civile e i corpi intermedi, in primo luogo la
famiglia;
- nell’attuale contesto di pluralismo culturale ed
esistenziale risulta radicalmente inefficace la proposta di un
modello di scuola unica che impedisce l’attuazione di una
piena libertà di educazione.
Il presidente nazionale dell’AGeSC, Maria
Grazia Colombo, ha dichiarato:
"Constatiamo con rammarico che nelle
dichiarazioni di molti esponenti politici si continua a considerare
come pubblica la sola scuola gestita dallo Stato. Si rinnega così
la legge approvata nel 2000 dal Parlamento italiano, con il Governo
D’Alema, che riconosce pubblica la scuola in base al servizio che
rende alla società, indipendentemente dalla figura giuridica del
gestore. La scuola della società civile è la scuola di tutti e per
tutti, statale o paritaria che sia. Auspichiamo che questo Governo
voglia reperire le risorse economiche necessarie per consentire alle
famiglie il libero accesso al sistema di istruzione pubblico, senza
discriminazioni per le scuole paritarie. Ringrazio il cardinale
Scola per il Suo contributo a questo dibattito".
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
6 luglio 2006
S.O.S. LIBERTA’ DI EDUCAZIONE
Non c’è scuola senza libertà di educazione:
necessario incrementare le risorse
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche, in
vista della predisposizione del DPEF 2007, auspica che l’azione
del Governo e del Parlamento esprima attenzione ai temi della
libertà di educazione, per realizzare l’obiettivo prioritario
della promozione del bene dei nostri giovani.
Per questo l’AGeSC chiede al Governo ed al
Parlamento di promuovere con ogni mezzo il sistema scolastico
nazionale che la legge 62/2000, approvata dal Parlamento durante il
Governo D’Alema, riconosce costituito dalle scuole statali e
paritarie.
Anche nell’attuale grave congiuntura economica
l’educazione è una scelta prioritaria sulla quale impegnarsi ed
investire risorse per il futuro del Paese. E’ necessario
intervenire perché le famiglie italiane possano assolvere il loro
diritto primario di educare i figli, riconosciuto dalla
Costituzione, rimuovendo gli ostacoli economici che continuano a
limitare la loro libera scelta.
L’AGeSC chiede di:
- incrementare significativamente i capitoli di spesa già
previsti annualmente nella Legge Finanziaria;
- rifinanziare il contributo a sgravio degli oneri sostenuti
dalle famiglie per l’iscrizione alle scuole paritarie,
introdotto con la Legge Finanziaria 2003, coerentemente con il
pronunciamento della Corte Costituzionale (sentenza 16.12.2004).
In questo modo si manterrebbero aperti finanziamenti, certamente
insufficienti, ma senza i quali si realizzerebbe un ulteriore
passo indietro nella libertà di educazione.
Sono note le ristrettezze economiche in cui versa
il Paese. E’ però vero che sta al Governo scegliere come
posizionare la "coperta" delle risorse.
Il mancato incremento di queste risorse a favore
della libertà di educazione sarebbe difficilmente comprensibile se
non nell’ottica di non investire sul sistema paritario e di
limitare ulteriormente il diritto costituzionale dei genitori di
poter usufruire, nell’ambito dell’obbligo scolastico, dell’istruzione
gratuita per i propri figli.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
6 giugno 2006
LIGURIA: ABROGATO IL BUONO SCUOLA REGIONALE!
La nuova legge regionale sul diritto allo studio
nega, nei fatti, la libertà di scelta educativa della famiglia
La legge che istituiva il "buono
scuola" in Liguria aveva superato nel 2003 la prova del
referendum abrogativo regionale, ma non ha retto ora di fronte alla
maggioranza che amministra la Regione.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche,
anche in questa occasione, ribadisce che:
- La famiglia è il primo ambito educativo. E’ necessario,
quindi, attuare tutti gli interventi perché possa adempiere al
suo diritto-dovere di educare i figli. Questo diritto implica
che la famiglia possa scegliere liberamente, senza
condizionamenti economici, la scuola ritenuta più idonea;
- E’ necessario che il Governo e il Parlamento diano piena
attuazione alla legge 62/2000, per consentire a tutte le
famiglie italiane la possibilità di accedere alle scuole
pubbliche della Repubblica, statali o paritarie, a pari
condizioni economiche;
- I "buoni scuola" Regionali in mancanza di una legge
d’indirizzo nazionale, sono soggetti alle modifiche
legislative che intervengono con il cambio delle Amministrazioni
e alle circolari applicative che le Amministrazioni regionali
ogni anno emanano. E’ necessario, pertanto, definire con una
legge nazionale i "livelli essenziali" di cui all’articolo
117, lettera m), della Costituzione, che prevede, fra le materie
nelle quali lo Stato ha legislazione esclusiva, la
determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali che devono essere
garantiti su tutto il territorio nazionale. Tale legge
consentirebbe anche di limitare la discriminazione fra cittadini
delle diverse Regioni.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
1 giugno 2006  
SOSPESA LA SPERIMENTAZIONE DEI NUOVI LICEI
Il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni ha
sospeso la sperimentazione dei nuovi licei che doveva avere inizio
dal prossimo anno scolastico.
Il Ministro dell’Istruzione On. Giuseppe
Fioroni, con Decreto Ministeriale n. 4018 del 31 maggio 2006, ha
sospeso la sperimentazione dei nuovi licei che doveva avere inizio
dal prossimo anno scolastico.
Il Ministro ha motivato questa iniziativa
considerando in modo particolare che trovandoci ormai alla fine
dell'anno scolastico e non essendo stata rispettata la data prevista
per la presentazione dei progetti, cioè marzo scorso, non ci sono
più i tempi utili per la formazione dei docenti e per un adeguato
coinvolgimento delle famiglie.
Inoltre le sperimentazioni presentate sono
innovazioni pienamente realizzabili nell'esercizio dell'autonomia
scolastica (15% del monte ore) e negli ordinamenti vigenti.
L'arricchimento dell'offerta formativa legata ai progetti già
presentati potrà, quindi, essere tranquillamente realizzata
nell'ambito dell'autonomia scolastica già prevista.
La sospensione del decreto sembra, inoltre, un
provvedimento di doverosa autotutela del Ministero in relazione ai
ricorsi presentati al Tar del Lazio e alla Corte Costituzionale
sulla base del nuovo Titolo V della Costituzione.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
prende atto delle motivazioni che hanno indotto il Ministro a
sospendere per motivi "tecnici" l’applicazione della
sperimentazione. Auspica che il percorso di riforma venga portato a
compimento adottando provvedimenti ordinamentali che diano certezza
di tempi ai docenti, agli studenti ed alle famiglie
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
29 maggio 2006 
Scuola: evitare la politica degli annunci
Il Comitato Esecutivo dell’AGeSC individua tre
priorità per un governo equilibrato della scuola e per la
promozione del bene dei nostri giovani
Il Comitato Esecutivo dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, presieduto dal Presidente Nazionale
Maria Grazia Colombo, si è riunito sabato 27 maggio 2006 presso l’Istituto
Salesiano "San Zeno" di Verona.
Al termine dei lavori il Comitato Esecutivo ha
diffuso un documento nel quale l’AGeSC esprime l’augurio di buon
lavoro al nuovo Ministro dell’Istruzione On. Giuseppe Fioroni, di
cui si apprezza la biografia umana e politica che pare costituire
garanzia per un governo equilibrato della scuola italiana, teso alla
ricerca delle azioni concrete per la promozione del bene dei nostri
giovani.
Per realizzare questo obiettivo prioritario di
bene comune l’AGeSC individua tre priorità:
1) Promuovere con ogni mezzo la scuola pubblica
italiana, che la legge 62/2000 riconosce costituita dalle scuole
statali e da quelle paritarie. L’AGeSC auspica che l’azione del
Parlamento e del Governo esprima particolare attenzione ai temi
della libertà di educazione e chiede l’impegno affinché siano
quanto meno incrementati i capitoli di spesa previsti annualmente in
Finanziaria per le scuole paritarie e per i genitori delle scuole
paritarie.
2) Ricercare la serenità della scuola italiana,
evitando la politica degli annunci, che genera incertezze e senso di
precarietà. E’ necessario per questo superare la stagione delle
riforme della scuola per via legislativa adottando, come modalità
di proseguimento del processo di innovazione, percorsi diffusi di
sperimentazione, offerti alla libera adesione delle scuole autonome.
3) Promuovere e rafforzare la partecipazione
delle famiglie al processo educativo, in una dimensione solidale di
corresponsabilità educativa condivisa con i docenti, provvedendo
alla riforma degli organi collegiali, adeguandone la funzione ai
principi di autonomia delle istituzioni scolastiche e di
sussidiarietà, realizzando così le condizioni perché tutti i
membri della comunità educante possano contribuire, liberamente e
responsabilmente, alla formazione delle nuove generazioni ed al
governo della scuola.
L’AGeSC, infine, auspica che la
"divisione" delle competenze del Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca in due nuovi Ministeri non
comporti situazioni di "confusione" nel Governo della
Scuola e dell’Università, da evitare con ogni impegno nell’attuale
delicato contesto di transizione della scuola italiana.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
AGeSC
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
Documento del Comitato Esecutivo Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche riunitosi a Verona sabato 27 maggio 2006
Il Comitato Esecutivo dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, presieduto dal Presidente Nazionale
Maria Grazia Colombo, si è riunito il 27 maggio 2006 presso l’Istituto
Salesiano "San Zeno" di Verona.
Al termine dei lavori il Comitato Esecutivo ha
diffuso il seguente documento.
L’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
esprime l’augurio di buon lavoro al nuovo Ministro dell’Istruzione
On. Giuseppe Fioroni, di cui si apprezza la biografia umana e
politica; questa pare costituire garanzia per un governo equilibrato
della scuola italiana, teso alla ricerca delle azioni concrete per
la promozione del bene dei nostri giovani.
Per realizzare questo obiettivo prioritario di
bene comune l’AGeSC chiede al Ministro Fioroni, quale prima
priorità, di ricercare con ogni mezzo la promozione della scuola
pubblica italiana, che la legge 62/2000 riconosce essere costituita
dalle scuole statali e da quelle paritarie. A questo proposito si
auspica che l’azione del Parlamento e del Governo esprima
particolare attenzione ai temi della libertà di educazione e se ne
chiede l’impegno affinché siano quanto meno incrementati i
capitoli di spesa previsti annualmente in Finanziaria per le scuole
paritarie ed i genitori delle scuole paritarie.
Come seconda priorità si evidenzia la necessità
che sia ricercata la serenità della scuola italiana, evitando la
politica degli annunci, che genera incertezze e senso di
precarietà. Per questo è necessario superare la stagione delle
riforme della scuola per via legislativa adottando nel futuro, come
modalità di proseguimento del processo di innovazione, percorsi
diffusi di sperimentazione, offerti alla libera adesione delle
scuole autonome.
A questo proposito, costituisce fonte di grave
preoccupazione la ipotizzata elevazione dell’obbligo scolastico a
sedici anni che, come dimostrano molteplici indagini scientifiche,
aumenterebbe, se realizzata, la dispersione scolastica mortificando
la possibilità di scelta, con pari dignità, di percorsi di
formazione professionale.
Come terza priorità si individua la promozione
ed il rafforzamento della partecipazione delle famiglie al processo
educativo, in una dimensione solidale di corresponsabilità
educativa condivisa con i docenti. Occorre perciò porre finalmente
mano alla riforma degli organi collegiali, per adeguarne la funzione
ai principi di autonomia delle istituzioni scolastiche e di
sussidiarietà, promuovendo la cultura del "rendere conto"
("accountability"), realizzando in tal modo le condizioni
perché tutti i membri della comunità educante possano contribuire
liberamente e responsabilmente alla formazione delle nuove
generazioni ed al governo della scuola.
Infine, si auspica che la "divisione"
delle competenze del Ministero dell’Istruzione, dell’Università
e della Ricerca in due nuovi Ministeri non abbia a comportare
situazioni di "confusione" nel Governo della Scuola e dell’Università,
da evitarsi con ogni impegno nell’attuale delicato contesto di
transizione della scuola italiana.
Verona, 27 maggio 2006
Il Comitato Esecutivo
dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
8 maggio 2006 
EMERGENZA EDUCAZIONE
Riaffermare nelle politiche scolastiche la
centralità dell’educazione e realizzare le condizioni per un’effettiva
libertà di scelta educativa.
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, riunito a Riccione i giorni 6 e 7 maggio
2006, al termine dei suoi lavori esprime la propria preoccupazione
per la situazione politica e sociale del nostro Paese.
S’impone, agli occhi di tutti, la drammaticità
dell’attuale emergenza educativa. Attraverso l’educazione si
costruisce la persona e la società. Per questo il lavoro educativo
riguarda il futuro stesso del nostro Paese ed interpella la
responsabilità degli adulti.
Da questo punto di vista l’AGeSC non è
funzionale a nessun potere politico, ma realtà associativa di
persone libere che hanno posto al centro della loro azione il fare
educazione come diritto-dovere dell’essere genitori.
Dal punto di vista politico, l’attuale
situazione di sostanziale equilibrio fra i due schieramenti, impone
che la maggioranza, seppur estremamente "risicata",
eserciti la sua responsabilità di governo, ricercando tuttavia, di
volta in volta, le necessarie convergenze con l’opposizione, per
evitare una situazione di "empasse", e a favore del bene
comune.
In questa situazione si profila la necessità che
la società civile assuma un’ulteriore corresponsabilità
integrativa della stessa dialettica parlamentare, per evitare il
blocco dell’intero sistema politico.
In altri termini l’AGeSC si prefigge di
continuare ogni iniziativa necessaria per riaffermare, nelle
politiche scolastiche, la centralità dell’educazione e la
necessità di realizzare le condizioni per un’effettiva libertà
di scelta educativa.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
11 aprile 2006 
L’AGeSC
di fronte all’esito delle elezioni politiche
Le elezioni politiche del 2006 hanno segnato il
cambio della maggioranza parlamentare: ciò è indice di una
democrazia matura che attraverso un dibattito ed un confronto, anche
duro e difficile, ha portato all’affermazione di un’alternanza
di governo di cui ognuno deve prendere atto.
Al di là della maggioranza rappresentata in
Parlamento, ciò che non è cambiato, è la presenza di istanze
irrinunciabili che costituiscono l’emergenza educativa per il
Paese.
Durante la campagna elettorale, avevamo
sottoposto a tutte le forze politiche alcune priorità
programmatiche, che oggi riproponiamo ai nuovi eletti, così
sintetizzate:
- la promozione della vita sin dal suo inizio e fino al suo
naturale compimento;
- il rispetto e la valorizzazione della famiglia così come
costituzionalmente affermata;
- la concretizzazione della libertà di educazione come
fondamento di una società autenticamente democratica.
Il Presidente nazionale dell’AGeSC, Maria
Grazia Colombo, a tal proposito ha dichiarato: "Aperti al
confronto e al dialogo con tutti, noi dell’AGeSC, a tutti i
livelli, continueremo sulla strada della promozione culturale e
operativa in ordine ai punti affermati, rispettosi delle opinioni
altrui, ma altrettanto determinati nel conseguimento dei valori
essenziali che sono parte integrante della persona e che
rappresentano un diritto per tutti. Auguriamo a tutti buon lavoro,
guardando al futuro con immutata speranza e con rinnovato
impegno."
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
21 marzo 2006

EMERGENZA EDUCAZIONE
La posizione dell’Associazione Genitori Scuole
Cattoliche e le richieste alle forze politiche in occasione delle
prossime elezioni del 9 e 10 aprile
Il rapporto dell’Associazione Genitori Scuole
Cattoliche con la classe politica è sempre stato all’insegna
della cultura della trasversalità. Con questa logica l’Associazione
ha sempre portato avanti le istanze della famiglia, fondata sul
matrimonio, così come definita nella Costituzione italiana, dando
il proprio contributo di elaborazione culturale.
In occasione della elezioni politiche del 9 e 10
aprile 2006 l’AGeSC ha redatto un documento nel quale declina l’emergenza
educativa del Paese individuando tre priorità programmatiche, sulle
quali chiede che le forze politiche giochino la propria
responsabilità nei confronti dell’elettorato.
1) Riforma del sistema di istruzione e formazione
Perché si porti a compimento il percorso di riforma della scuola
avviato in questi anni dopo una lunga fase di elaborazione,
apportando gli aggiustamenti che si renderanno necessari, sentiti
tutti i soggetti della scuola, senza intaccare l’attuale quadro
legislativo, ma con provvedimenti di carattere ordinamentale. Il
sistema scolastico italiano non può sopportare il protrarsi di una
situazione di precarietà e di continuo scontro politico.
2) La corresponsabilità educativa dei genitori
nella scuola
Perché la famiglia sia messa in condizione di poter svolgere il
proprio ruolo originale e originario di corresponsabilità educativa
e l’educazione sia al centro della riflessione culturale del
Paese.
Perché si realizzi il patto educativo tra famiglia, scuola e
agenzie educative presenti nella società, continuando a promuovere
il Forum dei genitori della scuola e realizzando la riforma degli
organi collegiali.
3) Libertà di scelta educativa delle famiglie
Perché le famiglie italiane possano scegliere liberamente, senza
oneri economici aggiuntivi, il percorso d’istruzione e formazione
professionale tra le scuole che fanno parte del sistema nazionale d’istruzione,
statali e paritarie.
Perché non continui la discriminazione economica nei confronti
degli alunni diversamente abili che frequentano le scuole paritarie.
L’AGeSC invita tutti coloro che hanno a cuore
un’educazione che sostenga l’uomo nello sforzo di valorizzare la
propria umanità, a sostenere in questa tornata elettorale quei
partiti che "esplicitamente" sostengono la libertà
educativa dei genitori
I temi che riguardano la famiglia impongono
chiarezza di scelte e capacità di saper progettare oggi per il
futuro che è costituito dai nostri figli.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
A.Ge.S.C.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
Elezioni politiche 9–10 aprile 2006
Per la libertà di educazione
L’educazione è il bene primario per la persona
e perciò per la società, per questo deve essere tutelata e
sostenuta.
L’opzione fondamentale per il nostro futuro è
dunque promuovere un’autentica cultura, che è fare ciò che si
deve perché l’uomo, attraverso l’educazione, sia sostenuto
nello sforzo di valorizzare la propria umanità. La scelta per l’educazione
è oggi imprescindibile ed altrettanto lo è che l’educazione si
attui nella libertà e che la famiglia sia riconosciuta come
soggetto primario ed originario dell’educazione, promossa e
sostenuta in questo suo compito dalla società e dallo Stato.
La famiglia costituisce il nucleo fondante la
società e lo Stato ha l'obbligo di proteggere e tutelare la valenza
sociale e pubblica della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e
donna. Questa è la famiglia riconosciuta nella nostra Costituzione.
Nell’azione di promozione del bene primario
rappresentato dall’educazione, la scuola è chiamata a svolgere
una funzione sussidiaria nei confronti della famiglia, assolvendo
con ciò un compito fondamentale per il bene comune. La scuola può
realizzare questa funzione se sostenuta a superare burocrazia ed
ideologie per diventare capace di educare alla libertà attraverso
una metodologia scolare, tesa a creare le condizioni che consentono
alla persona di aprirsi e rapportarsi alla realtà.
Perché la scuola possa divenire luogo di
educazione alla libertà, occorre che:
- i genitori possano scegliere la scuola ritenuta più adeguata
per i propri figli in una condizione d’effettiva libertà di
scelta educativa;
- la scuola divenga scuola della società civile, espressione
dei soggetti che la compongono e realizzano (dirigenti
scolastici, docenti, genitori, studenti), radicandosi nella
comunità civile in cui opera e facendosi capace di rispondere
all’istanza formativa da questa attesa.
Queste due condizioni permetteranno il
miglioramento complessivo del sistema d’istruzione e formazione ed
introdurranno elementi positivi di emulazione, mirata all’eccellenza
dell’offerta formativa.
Queste convinzioni vanno diffuse nella società e
nelle istituzioni, con il contributo delle aggregazioni sociali,
culturali e politiche, mediante la realizzazione di un rinnovato
patto sociale per l’educazione. Si tratta in altri termini di
educare la scuola a maggiore socialità e educare la società a
maggiore capacità educativa, rendendo effettiva nel Paese la
centralità di una scuola libera, statale e paritaria, a servizio
del compito educativo della famiglia.
In occasione delle elezioni politiche del 9 e 10
aprile 2006 l’AGeSC ritiene di declinare quest’emergenza
educativa individuando tre priorità programmatiche sulle quali
chiede che le forze politiche giochino la propria responsabilità
nei confronti dell’elettorato:
1) Riforma del sistema di istruzione e
formazione.
Il sistema scolastico italiano non è in grado di sopportare il
protrarsi di una situazione di precarietà e di continuo scontro
politico. E’ necessario portare a compimento il percorso di
riforma della scuola avviato in questi anni dopo un’elaborazione
che dura, nei fatti, da oltre un decennio. Sarà comunque possibile
apportare gli aggiustamenti che progressivamente potranno rendersi
necessari, sentiti tutti i soggetti della scuola, intervenendo con
provvedimenti di carattere ordinamentale, senza intaccare l’attuale
quadro legislativo.
2) La corresponsabilità educativa dei
genitori nella scuola.
Riporre l’educazione al centro della riflessione culturale del
Paese, realizzando il patto educativo tra famiglia, scuola e agenzie
educative presenti nella società, richiede innanzitutto che la
famiglia sia messa in condizione di poter svolgere il proprio ruolo
originale e originario di corresponsabilità educativa, sancito
anche nella riforma, senza "deleghe in bianco",
contribuendo a definire, in modo concordato con i docenti, il
percorso scolastico personalizzato dei propri figli. A tal fine
occorre continuare a promuovere il Forum dei genitori della scuola e
realizzare la riforma degli organi collegiali.
3) Libertà di scelta educativa delle famiglie
E’ necessario che le famiglie italiane possano scegliere
liberamente, senza oneri economici aggiuntivi, il percorso d’istruzione
e formazione professionale tra le scuole che fanno parte del sistema
nazionale d’istruzione, statali e paritarie, così come previsto
dalla legge 62/2000. Per questo è necessario incrementare
significativamente le dotazioni finanziarie dei capitoli di spesa
esistenti.
In questa ottica è necessario attivare anche
tutti gli interventi necessari perché non continui nella scuola
italiana l’ulteriore discriminazione nei confronti degli alunni
diversamente abili, dotando di maggiori risorse finanziarie i
capitoli di spesa già esistenti, e sia possibile per questi alunni
frequentare le scuole del sistema pubblico di istruzione, statali e
paritarie, a parità di condizioni economiche.
In conclusione
L’AGeSC invita i genitori delle scuole
cattoliche e della formazione professionale di ispirazione cristiana
e tutti coloro che hanno a cuore un’educazione che sostenga l’uomo
nello sforzo di valorizzare la propria umanità, a sostenere in
questa tornata elettorale quei partiti che
"esplicitamente" sostengono la libertà educativa dei
genitori, riconoscendo la famiglia come fondamento della persona e
della sua identità.
5 marzo 2006 
LIBERTA’ DI EDUCAZIONE
Tutte le forze politiche intervenute alla tavola
rotonda dell’AGeSC dichiarano, pur con sfumature diverse, di
procedere sul cammino dell’attuazione concreta della parità
Conclusi oggi a Fiuggi i lavori del XIV°
Congresso nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche,
con l’elezione alla Presidenza nazionale di Maria Grazia Colombo.
Nella giornata iniziale Mons. Michele Seccia,
componente della Commissione scuola della CEI, nel suo saluto al
Congresso ha sottolineato la necessità di risvegliare nella
società la cultura della parità scolastica per valorizzare tutte
le risorse in un autentico servizio pubblico.
Proprio per confermare questa cultura l’AGeSC
ha convocato attorno allo stesso tavolo rappresentanti dei maggiori
partiti per un confronto non sulle idee ma sulle proposte concrete
per rimuovere gli ostacoli economici che continuano a limitare le
famiglie italiane nell’esercizio del loro diritto primario di
educare i figli, non consentendo loro di scegliere liberamente tra
le scuole, statali e paritarie, che fanno parte del sistema
nazionale di istruzione e formazione.
Per la prima volta tutti gli intervenuti, sia
pure con sfumature diverse, hanno concordato sulla necessità di
procedere sul cammino dell’attuazione concreta dalla parità.
Anche per questo l’AGeSC sostiene e promuove il
manifesto "Famiglia sei priorità" che il Forum delle
Associazioni familiari propone ai candidati delle prossime elezioni
politiche. I temi che riguardano la famiglia impongono chiarezza di
scelte e capacità di saper progettare oggi per il futuro che è
costituito dai nostri figli.
Durante il Congresso è stato consegnato il premio "Mario
Macchi" a Don Pierino De Giorgi, assistente ecclesiastico dell’AGeSC,
riconoscimento per il suo impegno educativo nella scuola, che lo ha
portato in questi anni ad accompagnare il cammino dell’Associazione.
5 marzo 2006 
Maria Grazia Colombo eletta presidente nazionale
Maria Grazia Colombo è stata eletta Presidente
nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (AGeSC) per
il triennio 2006-2009 dai delegati del XIV° Congresso nazionale
dell’Associazione.
Maria Grazia Colombo succede nell’incarico alla
presidenza nazionale ad Enzo Meloni, che, con passione e
abnegazione, ha guidato l’AGeSC per due mandati consecutivi.
Collaboreranno con Maria Grazia Colombo, Roberto
Gontero, Vito Massari, Ernesto Mainardi, Mauro Boccato e Marco
Fabbri, chiamati a ricoprire rispettivamente le cariche di
vicepresidente, segretario nazionale, tesoriere, addetto relazioni
internazionali e responsabile ufficio stampa.
L’assemblea ha proceduto anche al rinnovo delle
altre cariche associative.
"Ringrazio tutti gli amici dell’Associazione
per la fiducia che hanno dimostrato nei miei confronti – ha
dichiarato Maria Grazia Colombo - e accetto questo mandato
consapevole che occorre oggi sempre più ribadire con forza e
chiarezza il primato della famiglia nell’educazione e istruzione
dei figli".
Il Congresso si conclude nella giornata odierna
dopo la S. Messa presieduta da S.E. mons. Lorenzo Loppa, vescovo di
Anagni.
28 febbraio 2006 
LIBERTA’ EDUCATIVA,
LE FAMIGLIE ATTENDONO RISPOSTE
a Roma il XIV° Congresso Nazionale
dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche
L’Italia è uno dei pochi paesi in Europa in
cui non esiste ancora una effettiva parità tra scuole statali e non
statali, entrambe erogatrici di un servizio pubblico.
Questa situazione nega di fatto alle famiglie il
diritto ad una piena ed incondizionata libertà di scelta educativa
per i propri figli.
L’AGeSC, che da oltre trent’anni si batte per
questo diritto, torna a chiedere soluzioni concrete al problema in
occasione del suo XIV° Congresso Nazionale, dedicato al tema
"I genitori nella scuola: una realtà da capire e
costruire".
La sessione pubblica del Congresso si terrà il 3
marzo 2006 a Roma, presso "l’Angelicum Congress Centre"
- Largo Angelicum n.1, con inizio alle ore 15.00.
Interverranno Sua Ecc.za Mons. Michele Seccia,
membro della Comm.ne Episcopale per l’Educazione Cattolica, la
Scuola e l’Università e la senatrice Maria Grazia Siliquini,
sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Università e
Ricerca.
Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione
di rappresentanti dei principali partiti della Casa delle Libertà e
dell’Unione.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
17 febbraio 2006 
CONTRIBUTO ALLE FAMIGLIE
DELLE SCUOLE PARITARIE
Dalla prossima settimana
le famiglie delle scuole paritarie
inizieranno a ricevere il contributo
relativo all’anno scolastico 2004-2005
Dalla prossima settimana,
secondo quanto riferito dal Ministero dell’Istruzione,
le famiglie delle scuole paritarie,
finalmente, inizieranno a ricevere il
contributo previsto per l’anno scolastico
2004-2005.
Il contributo statale,
introdotto nella Legge Finanziaria 2003
grazie al determinante apporto della nostra
Associazione, pur ancora assolutamente
insufficiente a risolvere il problema della
libertà di scelta delle famiglie, ha
rappresentato in questi anni un’interessante
novità, nella logica di un intervento
rivolto alle famiglie come sgravio degli
oneri sostenuti con l’iscrizione alle
scuole paritarie.
Ricordiamo che hanno
diritto a ricevere il contributo le famiglie
i cui figli sono iscritti a :
- tutte le classi delle scuole
elementari paritarie non parificate;
- tutte le classi della scuola media di
I grado paritaria;
- la prima classe della scuola
secondaria di II grado paritaria.
Il contributo viene
erogato nella forma del bonifico
domiciliato. Eventuali reclami potranno
avvenire entro 60 giorni dalla data di
emissione.
Il Ministero attiverà un
servizio di call-center per la gestione di
eventuali reclami da parte dei genitori e
delle scuole.
Cogliamo l’occasione per ricordare che,
mentre si deve ancora attivare la procedura
per l’erogazione del contributo relativo
all’anno scolastico 2005-2006, nella legge
Finanziaria 2007 non sono stati previsti i
fondi per rifinanziare questo intervento a
sostegno della libertà di scelta educativa
delle famiglie italiane.
16 gennaio 2006 
RISANARE LE CASSE DELLO STATO CON LA BANCAROTTA
DELLE SCUOLE PARITARIE?
Tagliati i fondi alle scuole paritarie nel 2007 e
2008. Sparito il contributo alle famiglie. Nessuna risorsa per l’integrazione
dell’handicap e per nuove convenzioni di parifica.
E’ la Legge Finanziaria 2006 approvata dal Parlamento, tra l’indifferenza
dei politici, a parole sempre pronti a sostenere la libertà di
educazione.
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione
Genitori Scuole Cattoliche, riunitosi a Torino i giorni 14 e 15
gennaio, ha ancora una volta constatato che nonostante le tante
promesse, non sono stati rimossi in questi anni gli ostacoli
economici che continuano a limitare le famiglie italiane nell’esercizio
del loro diritto primario di educare i figli, non consentendo loro
di scegliere liberamente la scuola che preferiscono tra quelle,
statali e paritarie, che fanno parte del sistema nazionale di
istruzione e formazione.
La Legge finanziaria 2006 è un ulteriore passo
indietro per la libertà di educazione nel nostro Paese. Il testo
approvato prevede:
- nell’esercizio finanziario 2006 gli stessi
importi dell’esercizio 2005
- negli esercizi finanziari 2007 e 2008 un
drastico taglio sugli importi erogati nel 2005 e 2006
- nessuna risorsa aggiuntiva per realizzare l’integrazione
dell’handicap nella scuola paritaria e per stipulare le nuove
convenzioni di parifica necessarie.
- nessuna risorsa per rifinanziare il contributo
alle famiglie delle scuole paritarie, introdotto nella Finanziaria
2003, che pertanto non verrà più erogato.
Tutti gli impegni elettorali della maggioranza,
le belle parole e le promesse di questi anni sono naufragate in una
realtà peggiore di ogni immaginazione.
E’ una situazione incomprensibile, anche nell’attuale
grave congiuntura economica, che produrrà la "bancarotta"
di gran parte della scuola non statale, determinando un
impoverimento dell’offerta educativa nel nostro Paese.
Lo Stato dovrà accollarsi ben maggiori oneri per accogliere gli
studenti che passeranno alle scuole statali in conseguenza della
chiusura di tante scuole paritarie.
Associazione Genitori Scuole Cattoliche
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