L'AGESC COMPIE 30 ANNI

UN GRANDE FUTURO ALLE SPALLE
L'AGESC COMPIE 30 ANNI

Gli auguri “controcorrente” di don Pierino

Formare e riqualificare. Sono i due verbi che don Pierino De Giorgi, assistente nazionale dell’AGeSC, non si stanca di ripetere nel corso di un colloquio telefonico che ha come tema i trent’anni dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche.

Lo raggiungi sul cellulare, per chiedergli le classiche “due battute”, ma lui non offre formali commenti di circostanza.
Tutt’altro. È un fiume in piena.
Ti parla soprattutto di un’urgenza.
Quella della scuola cattolica, che deve mettere in campo tutte le proprie risorse e potenzialità per un “salto di qualità” che appare non più procrastinabile.
Per il bene di tutti, allievi, docenti, comunità, società civile.
Dunque: formare e riqualificare.
E ancora: riqualificare e formare.

Ecco - ci dice - l’impegno migliore per ricordare i trent’anni dell’AGeSC, realtà associativa che egli segue con la grande passione di sacerdote e di uomo.
Certo, c’è spazio anche per le emozioni nel considerare i trent’anni di vita dell’Associazione.

Ci confida don Pierino: “Nel ricordare questo avvenimento mi prende un senso di nostalgia. La mente torna a Milano, a quelle giornate in cui - allora io ero preside all’’Istituto Sant’Ambrogio dei Salesiani - si stava preparando la nascita dell’Associazione.
Fu lì che conobbi tanti amici - come il carissimo Giancarlo Tettamanti, memoria storica dell’AGeSC - che erano spinti dal desiderio di fare qualcosa per animare la presenza dei genitori all’interno delle scuole cattoliche.
Certo, i programmi erano ancora da decifrare, ma era ovvio che tutti si era lì con la finalità di far prendere coscienza che i genitori non erano un mero arredamento scolastico…
Non si era ancora pienamente consapevoli del ruolo che il genitore doveva avere nella scuola, ovverossia del suo essere portatore di un valore specifico.

Era, quella, l’epoca della cosiddetta “sperimentazione”, poi andata a rotoli perché non era altro che una organizzazione “scaltra” per sfruttare meglio i docenti, per farli rendere di più…“
Insomma, l’AGeSC, in quella fase storica, si guardava attorno, raccoglieva idee, osservava, consapevole che la scuola cattolica necessitava di rinnovati impulsi, di nuove motivazioni.

Continua don Pierino De Giorgi: “Negli anni successivi, da Milano mi spostai a Roma e il mio rapporto diretto con la neonata associazione venne meno, fu messo in “giacenza”, per così dire, dopo il momento partecipativo e creativo degli inizi.
Poi, una decina di anni fa, il riavvicinamento all’AGeSC, con una nuova stagione personale di impegno.
Ho così vissuto, da vicino, l’avvicendamento di tre presidenti nazionali e l’evoluzione dell’AGeSC e della sua presenza nel contesto sociale ed ecclesiale del nostro Paese.
Un decennio davvero provvidenziale.

Con la presidenza di Roberto Lombardi, l’Associazione ha esplicitato le proprie scelte socio-politiche, con Stefano Versari abbiamo visto la concretizzazione operativa di quelle caratteristiche, mentre Enzo Meloni, l’attuale presidente, ha impresso all’AGeSC una forte capacità relazionale, riducendo i problemi all’essenziale”.
In questo arco di tempo, l’AGeSC ha compiuto un passo fondamentale, affermandosi come associazione nazionale.

“È una dimensione - dice don De Giorgi - che le dà peso, forza e consapevolezza d’agire nell’affrontare i nodi e le sfide immediate e future.
Sfide che chiamano l’Associazione a lavorare soprattutto nella direzione di attuare e sviluppare la qualità educativa della presenza dei genitori all’interno delle scuole cattoliche.

Occorre più che mai affrontare, checché se ne dica, la oggettiva “crisi di contenuti” delle nostre scuole, aiutarle nell’azione educativa, riqualificarle sul piano del servizio e dell’offerta formativa, consapevoli che esse devono dare risposte a chi loro chiede di essere espressione dei valori supremi del cristianesimo.

Altrimenti, che cosa le distingue dalle tante altre scuole?
Occorre un momento fondamentale di qualificazione. Andare oltre la risposta ad un bisogno, semmai occorre
provocarlo, il bisogno”.

E ancora : “I genitori devono prendere coscienza che la scelta della scuola cattolica non è per coprire un vuoto, ma è un atto di consapevolezza.
Oggi come oggi, c’è necessità di un salto di qualità. A tutti i livelli, genitori e docenti compresi.

E qui, ancora una volta, può e deve emergere la natura dell’AGeSC, come associazione chiamata a prendersi cura del momento formativo delle persone.
È questo l’augurio per i suoi trent’anni.
È questo il nostro impegno prossimo futuro.”

Grazie, don Pierino!