MISSIONE GENITORI

“NESSUNO ABBIA PAURA DELLA PARITA’’!
L’appello del Cardinale Dionigi Tettamanzi ha animato il “cuore” della celebrazione del 30° AGeSC
“Nessuno abbia paura a chiedere la parità scolastica”.
Un messaggio, forte e chiaro, del Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo della Diocesi di Milano, ha scandito, sabato 19 novembre, la giornata celebrativa nella ricorrenza del 30° di Fondazione dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche.
All’evento, che ha visto riuniti a Milano centinaia di soci provenienti da tutta Italia, dedichiamo una serie di servizi in questo numero di “Atempopieno”.
Particolare rilievo vorremmo riservare ad uno dei “passaggi” più significativi pronunciati dal Cardinale Tettamanzi nel corso del suo applaudito intervento. Riguarda il tema della “dimensione eminentemente sociale” delle’educazione.
Ha tra l’altro affermato l’Arcivescovo di Milano: “L’educazione e la scuola non possono non essere al servizio, oltre che della persona, della società. E il servizio reso alla società dall’educazione e dalla scuola è indubbiamente molteplice, ma si rivela particolarmente prezioso e necessario perché diviene fattore di cultura, immissione dunque nella società di persone che, tramite l’educazione e la scuola, sono in possesso delle ragioni della vita, del suo “senso”, e questo anzi tutto a livello culturale.
Ma si pone qui la logica o la legge della reciprocità: anche la società non può non porsi al servizio dell’educazione e della scuola: la società, sia come società civile sia come istituzione Stato, ha dunque precisi doveri nei riguardi dell’educazione e della scuola.
Entriamo qui in un campo a voi ben noto, nel quale sono stati compiuti passi positivi come il riconoscimento del servizio pubblico reso dalla scuola libera, della parità scolastica dai diversi punti di vista, anche economico.” Così ha continuato il Cardinale Tettamanzi: “In questo stesso campo altri passi dovranno ancora farsi. Sono convinto che nella situazione attuale in cui si trova attualmente il processo di riforma del sistema di istruzione e di formazione del nostro paese, il tema della parità va rimotivato presso l’opinione pubblica ecclesiale e civile: non un privilegio per pochi, ma un diritto da porre alla base di qualsiasi autentico progetto di rinnovamento della scuola.
Come ebbi già modo di dire in occasione della XXII marcia “Andemm al Domm” (20 marzo 2004): “Nessuno abbia paura.
Chiedere la piena parità scolastica non significa liberalizzare in modo indiscriminato il mercato dell’istruzione, inseguendo magari modelli puramente aziendalistici. Non significa nemmeno sminuire il compito e il diritto-dovere dello Stato di aprire e di gestire scuole proprie.
Significa, invece, dar vita a un sistema capace di valorizzare e armonizzare tutte le risorse educative della nostra società, facendole convergere nel contesto di un autentico servizio pubblico.
Vorrei qui ricordare che alla scuola cattolica è chiesto oggi di offrire, anche in termini nuovi e creativi, il suo contributo alla situazione sociale e culturale d’oggi, in particolare di fronte alla costruzione di un’Europa come “casa comune” sotto un profilo anzitutto culturale e di fronte all’avanzare di una società multietnica e multiculturale.
Deve essere un contributo specifico quello della scuola cattolica, perché la “cattolicità” propriamente ecclesiale può e deve avere una sua ricaduta, un suo risvolto operativo, una sua analogia applicativa anche al fatto educativo/scolastico, in rapporto al necessario allargamento e alla ricerca intelligente e coraggiosa di un’armonizzazione delle diversità o “convivialità delle differenze” legati all’attuale situazione europea e mondiale”.