L’UNICITÀ DELLA PERSONA: DUE SGUARDI A CONFRONTO
Un evento organizzato dalla scuola Tavelli di Ravenna in collaborazione con il comitato AGeSC
Al via da sabato 7 novembre il ciclo di incontri “Coltivare l’unicità”.
Un ciclo di incontri aperti alla cittadinanza, e in particolare ai genitori di alunni in età scolare, per affrontare il delicato tema dell’unicità: di come cioè ogni ragazza e ogni ragazzo vadano considerati nelle loro singole caratteristiche, comprendendone sia le risorse che le eventuali fragilità.
E’ l’obiettivo del progetto “Coltivare l’unicità: una cassetta degli attrezzi per genitori dall’infanzia all’adolescenza”, ideato dalla Scuola Tavelli di Ravenna, che prende il via sabato 7 novembre con il primo incontro, in programma alle 11:00 alla sala “Madre Adriana” della scuola stessa, in via Baccarini 100 a Ravenna.
Tema dell’incontro inaugurale sarà “L’unicità della persona: due sguardi a confronto”: un dialogo fra la psicologa Alice Biagetti, di AB Mind e Stefano Versari, oggi presidente di Ser.In.Ar, già direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e past president nazionale AGeSC.
L’iniziativa intende mettere a valore un’esperienza ormai radicata nella quotidiana attività della Scuola Tavelli, dove negli anni è emersa con sempre maggiore evidenza la necessità di offrire alle famiglie uno spazio concreto di supporto, orientamento e accompagnamento nella comprensione dei propri figli; al tempo stesso, l’apertura degli incontri alla cittadinanza sottolinea la volontà della Scuola di entrare sempre più nella vita sociale, educativa e culturale della città, mettendo a disposizione il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze, arricchito negli ultimi anni anche dall’ingresso di docenti giovani, dinamici e preparati.
Il filo conduttore dell'intero ciclo è la valorizzazione dei tempi e delle modalità di crescita e apprendimento di ogni bambino e ragazzo: la diversità e il limite non vengono interpretati come ostacoli da rimuovere o errori da correggere, bensì come caratteristiche uniche da conoscere, accogliere e valorizzare.
Un ringraziamento particolare va al nostro Comitato AGeSC, che coadiuva e supporta l'iniziativa.