MIM - Nuove "Indicazioni nazionali per i Licei"

MIM - Nuove "Indicazioni nazionali per i Licei"

La commissione di studio del Ministero dell'Istruzione e del Merito, incaricata di elaborare e formulare proposte per la revisione delle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, in seguito alla pubblicazione del documento consultabile al seguente link, ha invitato la Associazioni del Fonags (Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola) a contribuire al processo di riflessione e consultazione inviando le proprie osservazioni in forma scritta e a partecipare all’audizione avvenuta il 7 maggio 2026.

Questo il nostro contributo:

a) In quale misura le Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei rispondono alle effettive esigenze formative degli studenti e alle pratiche didattiche reali dei docenti?

Le Nuove Indicazioni Nazionali rappresentano un tentativo significativo di aggiornare il modello liceale alla complessità del mondo contemporaneo, mantenendo il valore della tradizione culturale italiana ed europea. Apprezziamo in particolare:

  • il recupero della centralità culturale delle discipline;
  • l’attenzione alla formazione del pensiero critico;
  • il richiamo alla dimensione etica dell’educazione;
  • il tentativo di integrare le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale nei percorsi formativi.

Tuttavia, riteniamo che il documento risponda solo parzialmente alle reali esigenze formative degli studenti e alle concrete condizioni operative dei docenti.
In molti passaggi emerge infatti una visione ideale del liceo che non sempre tiene conto:

  • della crescente fragilità emotiva e relazionale degli adolescenti;
  • delle differenze territoriali e sociali;
  • della reale disponibilità di tempo scuola;
  • del carico burocratico che grava sui docenti;
  • della difficoltà di conciliare ampiezza dei contenuti e approfondimento autentico.

AGESC ritiene che il liceo debba certamente formare la futura classe dirigente e l’intellighenzia nazionale, ma ciò non può avvenire attraverso un semplice accumulo di contenuti. Occorre invece promuovere una formazione integrale della persona, capace di unire:

  • rigore culturale;
  • maturazione umana;
  • responsabilità civile;
  • senso etico;
  • capacità critica;
  • consapevolezza storica e spirituale.

b) Vi sono aspetti del profilo in uscita e delle competenze attese che risultano inadeguati, sovrastimati o non sufficientemente valorizzati?

Riteniamo condivisibile l’obiettivo di formare studenti autonomi, culturalmente solidi e capaci di affrontare la complessità contemporanea. Tuttavia, si rilevano alcune criticità infatti, in alcuni casi, le competenze attese appaiono eccessivamente teoriche o astratte rispetto all’età degli studenti e ai tempi effettivi della didattica liceale. Vi è il rischio di costruire un “profilo ideale” difficilmente raggiungibile nella pratica quotidiana. Particolarmente delicata appare:

  • l’estensione trasversale delle competenze digitali;
  • la richiesta di interdisciplinarità continua;
  • la padronanza critica dell’IA senza adeguata formazione docente.

Bisognerebbe, poi, valorizzare aspetti, come:

  • la dimensione educativa della relazione;
  • la formazione affettiva e relazionale;
  • l’educazione al discernimento morale;
  • la responsabilità sociale e comunitaria;
  • il valore della cultura classica come fondamento dell’identità europea;
  • la capacità di argomentazione orale e dialogica.

Il liceo non dovrebbe limitarsi a preparare competenze tecnico-cognitive, ma contribuire alla formazione di persone libere, consapevoli e responsabili.

c) Come valutate l’impianto degli OSA e la loro progressione?

L’impianto degli OSA appare generalmente coerente e ben strutturato sul piano teorico. Positiva è la volontà di:

  • chiarire il senso formativo delle discipline;
  • favorire connessioni interdisciplinari;
  • rendere più esplicita la progressione delle competenze.

Tuttavia, emergono alcune criticità/ lacune come:

  • ripetizione di nuclei concettuali già affrontati;
  • sovrapposizione tra competenze e abilità;
  • eccessiva frammentazione degli obiettivi.
  • poca capacità di scrittura argomentativa e all’esposizione orale strutturata;
  • metodo di studio talvolta fallente;
  • poca educazione al pensiero logico e critico.

La scansione tra biennio e triennio non sempre appare equilibrata:

  • nel primo biennio vi è talvolta un eccesso di contenuti;
  • nel secondo biennio il raccordo interdisciplinare è spesso affidato alla sola iniziativa del docente;
  • nel quinto anno si concentra un numero troppo elevato di obiettivi in coincidenza con l’Esame di Stato.

c1) Vi sono obiettivi che risultano irrealistici rispetto ai tempi e alle risorse disponibili?

Alcuni obiettivi appaiono difficilmente realizzabili senza un significativo aumento delle ore ma soprattutto senza investimenti strutturali e formazione continua dei docenti che non sempre hanno disponibilità tecnologiche omogenee.
Ciò vale soprattutto per l’integrazione sistematica dell’intelligenza artificiale, talune competenze interdisciplinari avanzate e l’uso laboratoriale diffuso nelle discipline non scientifiche.
Riteniamo, altresì, insufficientemente valorizzati aspetti fondamentali come il rapporto educativo docente-studente, la lettura approfondita dei testi, la memoria culturale condivisa; il patrimonio storico-letterario italiano e l’educazione alla cittadinanza responsabile che assume oggi un’importanza decisiva alla luce delle profonde trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche che incidono sulla vita dei giovani.

d) Le Nuove Indicazioni hanno integrato i temi dell’intelligenza artificiale in modo organico?

L’introduzione dell’intelligenza artificiale rappresenta una scelta necessaria e culturalmente inevitabile. È positivo che il documento non presenti l’IA soltanto come competenza tecnica, ma anche come questione antropologica ed etica.
Tuttavia, l’integrazione appare ancora parziale e in alcuni casi forzata. Permangono infatti problemi concreti come :

  • insufficiente preparazione dei docenti;
  • assenza di criteri condivisi di utilizzo;
  • rischio di dipendenza cognitiva degli studenti;
  • disuguaglianze tra scuole sul piano tecnologico;
  • mancanza di tempi dedicati alla formazione.

AGESC ritiene che l’IA debba essere affrontata secondo una prospettiva autenticamente educativa e antropocentrica:

  • l’intelligenza artificiale deve restare uno strumento;
  • il giudizio umano, etico e critico deve mantenere centralità;
  • la scuola deve educare alla responsabilità nell’uso delle tecnologie, non alla loro semplice adozione.

L’obiettivo non può essere “adattare” lo studente alla tecnologia, ma formare persone capaci di governarla criticamente.

e) Quali proposte per migliorare la coerenza verticale tra primo e secondo ciclo?

Riteniamo necessario rafforzare:

  • la continuità metodologica;
  • la gradualità delle competenze;
  • il raccordo tra scuola secondaria di primo grado e licei.

Proponiamo in particolare:

  1. una maggiore armonizzazione del linguaggio pedagogico tra i due cicli;
  2. obiettivi essenziali realmente progressivi;
  3. un curricolo verticale della scrittura e dell’argomentazione;
  4. una continuità più chiara nell’educazione digitale e civica;
  5. una valorizzazione comune delle competenze linguistiche di base;
  6. una formazione condivisa dei docenti sui nuclei fondanti delle discipline.

La coerenza verticale non dovrebbe essere soltanto burocratica o curricolare, ma culturale ed educativa.

f) Una sola priorità di modifica o integrazione

La priorità principale dovrebbe essere il rafforzamento della centralità educativa della persona.
Le Indicazioni dovrebbero esplicitare con maggiore forza che il liceo non ha soltanto il compito di trasmettere conoscenze o preparare competenze professionali avanzate, ma di formare uomini e donne capaci di:

  • pensiero libero;
  • responsabilità morale;
  • partecipazione democratica;
  • consapevolezza storica;
  • ricerca della verità;
  • servizio al bene comune.

Senza questa prospettiva, anche le innovazioni tecnologiche rischiano di diventare meri adattamenti funzionali al mercato.

g) Ulteriori osservazioni

AGESC ribadisce il valore fondamentale dell’alleanza educativa tra scuola e famiglia. Nessuna riforma potrà produrre effetti reali senza:

  • il coinvolgimento delle famiglie;
  • il riconoscimento del ruolo educativo dei genitori;
  • una comunità scolastica realmente corresponsabile.

Riteniamo inoltre essenziale:

  • evitare derive tecnocratiche;
  • custodire la dimensione umanistica del liceo;
  • promuovere una cultura del merito che non sia selezione sociale ma valorizzazione dei talenti;
  • mantenere alta l’ambizione culturale dei licei italiani.

Il liceo deve continuare a essere il luogo in cui si forma l’intelligenza critica della Nazione: una classe dirigente colta, competente, eticamente responsabile e consapevole delle proprie radici culturali e spirituali.
Le innovazioni introdotte dalle Nuove Indicazioni potranno essere realmente efficaci soltanto se inserite dentro una visione educativa integrale della persona umana.