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Sinergia: la “parola magica” per una buona scuola

Intervista a Roberto Gontero - Nella scuola non ci sono controparti, non è un cambio di battaglia o un ambito di trattazione. Il patto scuola-famiglia è un patto di sinergia.

Una chiacchierata con Roberto Gontero, presidente dell’AGeSC, per riflettere sulla relazione tra genitori e insegnanti nella formazione dei ragazzi, per valutare i rapporti tra scuola paritaria, scuola pubblica e Istituzioni e per sognare istituti educativi sempre più attenti alle persone e alle sfide del presente e del futuro.

Che siano buoni cristiani e onesti cittadini. È la citazione di don bosco l’augurio che Roberto Gontero rivolge a docenti, ragazzi e genitori all’inizio dell’anno scolastico. Al tintinnare delle prime campanelle, Docete ha pensato di chiacchierare con il presidente dell’Associazione genitori Scuole Cattoliche per riflettere con lui sulla comunità educativa, sul ruolo degli adulti nella formazione dei più piccoli e sulla collaborazione essenziale di formatori ed educatori nella realtà scolastica.
È “Sinergia” la parola che lo stesso Gontero regala come un dono da custodire a studenti e professori, «una sinergia da alimentare con la speranza e che si nutre di proposte relazionali e collaborative».
Lo sa bene il presidente dell’Agesc, così come tutta l’Associazione nata nel 1975, nel fermento di quel post sessantotto che invocava partecipazione e coinvolgimento. «Nel contesto dei primi anni Settanta – ricorda gontero, al secondo mandato come presidente – con l’inserimento nell’ordinamento scolastico degli organi collegiali, pensammo di creare una associazione che favorisse la collaborazione tra scuola e famiglia e sostenesse il rapporto delle due realtà attraverso l’organizzazione della presenza dei genitori negli istituti scolastici. Prima come associazione locale, regionale, poi, passo dopo passo, come realtà nazionale, abbiamo sempre cercato di far sentire la nostra voce all’interno delle scuole paritarie cattoliche, e non solo, e di interfacciarci con le istituzioni»
Riconosciuta dalla Conferenza Episcopale Italiana e dal Ministero della Pubblica Istruzione, l’Associazione di promozione sociale conta oggi una presenza attiva su tutto il territorio italiano con livelli regionali, provinciali e locali, «con i cosiddetti comitati genitori di istituto» – specifica gontero – e approfondisce i rapporti con la comunità civile «perché oggi, più degli anni Settanta, la società è frammentata. La confusione di ideali, di valori, di verità, trasuda nella scuola e non aiuta la comunicazione tra le varie realtà educative. La scuola non è un campo di battaglia o un ambito di trattazione, ma è il luogo dell’incontro».

LA POSSIBILE SINERGIA TRA SCUOLA STATALE E PARITARIA

La “sinergia” che dà il titolo alla riflessione di questo bimestre non riguarda esclusivamente la relazione tra genitori, insegnanti e alunni e i rapporti istituzionali con la comunità educante, ma è la parola chiave per un cammino essenziale nel patto scuola-famiglia che si interseca nella collaborazione tra le diverse associazioni del mondo scolastico e si fa viva e ricca nel confronto attivo con la scuola pubblica e con le organizzazioni impegnate a tutelare i diritti di cittadinanza.
«Siamo convinti che l’interazione tra scuola statale e scuola paritaria sia essenziale per raggiungere più progettualità e che la relazione sia un bene per entrambi – continua il Presidente Agesc –. Da loro possiamo imparare ad essere più inclusivi grazie a quel dinamismo che li contraddistingue, offerto dalla presenza dinamica di più etnie e dal valore degli scambi culturali, favorito, senza dubbio, dalle maggiori possibilità economiche. Da noi, che i soldi non li abbiamo, possono assimilare la realtà dell’autonomia e il valore di una scuola meno burocratizzata e, di conseguenza, più dedicata all’apprendimento»

QUANDO LA SINERGIA E' UNA RESPONSABILITA' ISTITUZIONALE

L'abbattimento degli steccati ideologici tra scuola statale e scuola paritaria non è sempre favorito dalle scelte istituzionali. «È tangibile l’esempio del Programma Operativo Nazionale del Miur – segnala il dott. gontero –. Alle scuole paritarie, per accedere ai fondi dei progetti europei, veniva chiesto di cercare scuole statali capofila, ma non sempre queste vogliono avere i nostri istituti in mezzo ai piedi». Così come la Sinergia non è la vocazione della riforma del sistema nazionale di istruzione: «La “buona Scuola” ha sicuramente posto l’attenzione alla formazione dei docenti e alla loro maggiore specializzazione. Non è ancora chiaro come sarà esaudito il decreto legge ma è chiaro che tutti desideriamo insegnanti sempre più formati e preparati. Nel senso dell’autonomia, però, la “buona Scuola” è deludente, perché sono aumentate le dipendenze dal Ministero. Una scuola centralizzata è una scuola burocratizzata e una scuola burocratizzata è una scuola ingessata che sempre, per ogni cosa, deve prendere ordini da Roma, sfavorendo, di conseguenza, quegli approcci personalizzati, anche collaborativi, che rendono gli istituti più aperti e capaci di valorizzare gli studenti come persone».

LA SINERGIA EDIFICA PONTI TRA LE ASSOCIAZIONI

L'interesse per i figli e per la formazione di coloro che saranno il futuro della società, però, abbatte sempre i muri, edifica ponti e genera paradigmi di confronto e di lavoro comune invidiabili. «Come non citare “Immischiati” – afferma entusiasta il presidente Agesc – progetto realizzato con altre associazioni di genitori di scuole statali e tutorato dal forum famiglie con l’obiettivo di dare ai genitori elementi utili per interessarsi dei propri figli occupandosi, innanzitutto, della loro scuola e invitandoli a non delegare, perché esserci con responsabilità è il primo modo per cambiare le cose. Insieme alle comunità presenti sul territorio abbiamo organizzato più di 100 incontri in tutta Italia per delineare griglie di competenze e far sì che la “sinergia” sia la chiave di una scuola sempre più funzionante». Come non ricordare la relazione costante con l’associazione fidae che al congresso dello scorso anno ha dato il “la” alla presentazione del progetto “Agesc form”, «una piattaforma di formazione a distanza per tutti i genitori, di scuola paritaria o statale, realizzato con il media-partner Avvenire, grazie al quale sono stati attivati progetti di comunicazione per sostenere la diffusione e favorire la fruizione».
Lo stare insieme, il confrontarsi sui progetti e la finalità educativa per il bene dei propri ragazzi promuovono sempre la parola di otto lettere che fa da filo-conduttore al racconto di questo incontro. «La sinergia tra genitori e scuola – ricorda ancora Gontero – ha favorito negli anni diversi buoni modelli e assunzioni di responsabilità reciproche, veramente interessanti. È accaduto,per esempio, che genitori e insegnanti abbiano creato cooperative di gestione scolastica, per offrire continuità educativa e per rispondere alle difficoltà amministrative ed economiche che troppo spesso i nostri istituti si trovano ad affrontare».

LA SINERGIA CHE MANCA SU CUI LAVORARE

Insomma “sinergia” è il valore assoluto per coloro che sanno fare verifica delle esperienze passate della scuola, che sanno rileggerle in un presente sempre più difficile e frammentato nel campo dei valori, ma che sanno sperare, rimboccandosi per primi le maniche, in un futuro in cui interazione e apprendimento sovrastino muri ideologici e nozionismo.
«Ci credo in questa sinergia – conclude gontero – anche quando all’interno delle stesse scuole cattoliche italiane la nostra associazione non trova spazio, non per un conflitto sui valori, ma, ahimè, per l’indifferenza. Sono certo, però, che ricordandoci la motivazione fondamentale per cui tutti lavoriamo nella scuola, i nostri figli, e la vocazione al servizio che sempre deve contraddistinguere progetti e iniziative, potremmo trovare più elementi di relazione che fanno bene a tutti. Noi ci siamo»

di Roberto Gontero - DOCETE n.6 / Settembre - Ottobre 2017