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Scuola cattolica, il valore della parità

CEI -Ufficio Nazionale per l'Educazione , la Scuola e l'Università - Newsletter n. 24 del 15 novembre 2017

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Scuola cattolica, il valore della parità

Il 20 e il 24 novembre 2017 appuntamenti a Palermo e a Milano sul XIX Rapporto sulla scuola cattolica in Italia



Paritarie, il caso di Sesto Fiorentino

Il Comune non partecipa al bando regionale per i fondi indirizzati alle famiglie che hanno figli alla materna

Sembra quasi impossibile, ma Sesto Fiorentino (popoloso Comune della città metropolitana di Firenze) non ha aderito per il secondo anno consecutivo al bando regionale di 860mila euro con il quale, attraverso contributi da 30 a 100 euro, si aiutano le famiglie a pagare le rette delle scuole dell’infanzia comuna-li, paritarie e private. La scelta della Giunta comunale sarebbe dovuta all’impossibilità da parte degli uffici competenti di verificare i moduli di richiesta delle famiglie. Un impegno definito «eccessivo e difficile da sostenere in termini di personale e procedure». Tradotto vorrebbe dire che i dipendenti comunali rischierebbero di lavorare troppo.

«Spero ci sia stato un errore e che l’amministrazione ci ripensi – commenta il sottosegretario all’istruzione, Gabriele Toccafondi – perché se il problema sono i documenti e le procedure allora sono preoccupato anche per il futuro imminente. Il Governo a giorni farà arrivare alle regioni e ai comuni risorse nuove sul servizio 0-6 anni gestito direttamente dai comuni o in convenzione con strutture autorizzate dai comuni come le paritarie. Spero che a Sesto – aggiunge ironico Toccafondi – non siano impegnati nelle celebrazioni del centenario della rivoluzione russa e possano partecipare ai finanziamenti in aiuto alle famiglie che hanno figli all’asilo o al nido o quelli che aspettano in lista d’attesa per un servizio che spetta al Comune».

In realtà sono molti a pensare che si tratti di una scelta ideologica. Ne è convinto, ad esempio, Francesco Fastellini di “Fare X Sesto”, un’associazione locale molto attenta a questi temi. «È incomprensibile e inaccettabile una decisione del genere. Tra l’altro Sesto Fiorentino – spiega Fastellini – è tra i pochissimi comuni della Toscana (insieme a due dell’Isola d’Elba) a non avere dato ai suoi cittadini la possibilità di usufruire del contributo della Regione. Ci sono centinaia di famiglie alle quali un aiuto da 30 a 100 euro al mese per abbassare le rette servono e servirebbero tanto. Non penso che il problema sia chi sta in ufficio e deve occuparsi dei moduli, il problema – conclude Fastellini – è ideologico». Non lo esclude nemmeno Leonardo Alessi, presidente regionale toscano della Fism (la Federazione italiana delle scuole materne), anche se preferisce puntare l’attenzione sulle famiglie, partendo da quelle della quattro scuole iscritte alla sua Federazione, che avrebbero diritto al contributo e che così vengono fortemente penalizzate. (A. F.)

Avvenire del 9 novembre 2017